Creare un Bagno in Giardino: Permessi, Costi e Normative

Negli ultimi anni, la realizzazione di strutture esterne come casette da giardino e bagni esterni è diventata sempre più popolare. Questo è dovuto alla crescente necessità di spazi aggiuntivi per diversi usi, come il deposito di attrezzi, la creazione di aree relax, uffici o persino bagni esterni. Tuttavia, la normativa edilizia italiana impone regole precise su permessi, autorizzazioni e distanze. Conoscere questi aspetti prima di iniziare qualsiasi lavoro è fondamentale per evitare sanzioni, ordinanze di demolizione o controversie legali.

Quando è Necessario un Permesso per una Casetta da Giardino o un Bagno Esterno?

Il punto di partenza è distinguere se la struttura rientra negli interventi di edilizia libera o se necessita di un titolo abilitativo come la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) o il permesso di costruire.

Questa distinzione dipende anzitutto dalla caratteristica della struttura:

  • Temporanea e/o mobile: significa che la struttura è facilmente rimovibile, poiché senza fondazioni e usata per un periodo limitato. In questo caso, in base alle varie normative territoriali, potrebbe essere esente da permessi specifici.
  • Fissa / permanente: vuol dire che è installata in modo stabile con basamento, fondamenta o allacci. In tali circostanze, richiede titolo edilizio.

Un altro fattore da considerare è la destinazione d’uso:

  • Deposito attrezzi: uso non abitativo, privo di impianti. Allora, potrebbe rientrare più facilmente in edilizia libera, sempre in base ai regolamenti del Comune di riferimento, da vagliare sempre con attenzione.
  • Spazio abitabile o prolungato: anche se usato solo occasionalmente (per esempio per fare una stanza hobby o per lo smart working, serve autorizzazione.
  • Impianti elettrici o idraulici: scatta sempre l’obbligo di permesso.

Infine, vanno dettagliate le dimensioni e l’impatto generale: è chiaro che una casetta di grandi dimensioni - tanto più quando modifica significativamente l’assetto del giardino (per esempio se necessita di installazione su piastra in calcestruzzo) - richiede almeno una CILA o un permesso di costruire.

A prescindere, è bene tenere sempre a mente che ogni Comune può interpretare e integrare le normative nazionali in base al proprio Regolamento Edilizio o Piano Regolatore Generale (PRG), quindi - prima dell’acquisto di una casetta da giardino - sarebbe opportuno richiedere al Comune se serva una pratica edilizia specifica.

L'Ufficio Tecnico o lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) sono i riferimenti principali da cui ottenere delucidazioni e normativa vigente in un determinato territorio.

Casetta in Giardino Senza Pensieri Burocratici: Dimensioni da Considerare

Per rientrare nell’edilizia libera, una casetta prefabbricata deve rispettare alcuni parametri previsti dal DM 2 marzo 2018 (Glossario Edilizia Libera):

  • Struttura leggera e rimovibile.
  • Utilizzo accessorio (cioè non abitativo e non commerciale).
  • Nessuna fondazione permanente.
  • Nessun allaccio fisso a reti impiantistiche.
  • Superficie fino a circa 10-20 m², a seconda del Comune.
  • Altezza inferiore a 2,50 m (questa misura è indicativa, poiché è molto diffusa come soglia).

Per fare degli esempi concreti, prendiamo una casetta in legno 3x2,4 m, con altezza di 2,4 m: in questo caso, con un buon grado di certezza, possiamo dire che quasi sempre va intesa come edilizia libera.

Se invece avessimo una casetta 4x3 m con impianto elettrico e poggiata su cemento, probabilmente avremmo la necessità di CILA o permesso.

Come sempre, è opportuno informarsi presso gli organi territoriali preposti.

Distanza dal Confine e Casetta: Cosa Dice la Legge

Uno degli aspetti più delicati è quello delle distanze legali da rispettare tra la casetta da giardino e il confine della proprietà. Questo è disciplinato principalmente dall’articolo 873 del Codice Civile che asserisce che le costruzioni devono rispettare una distanza di almeno 3 metri dal confine tra proprietà, salvo diverse disposizioni locali o accordi tra vicini.

La giurisprudenza considera costruzione qualsiasi struttura fissa e stabilmente infissa al suolo, anche una casetta in legno se ancorata o installata stabilmente. Perciò anche le casette rientrano in questa categoria e perciò devono rispettare la suddetta distanza dal confine.

Ci sono però delle possibili deroghe di cui tener conto e che val la pena citare: ci si potrebbe trovare in un territorio in cui i regolamenti edilizi comunali sono più permissivi.

Altra ipotesi è che esista un accordo scritto tra confinanti, ma questo deve essere formalizzato per avere validità legale.

In mancanza di un accordo e quindi ad azione legale intrapresa, si possono rischiare sanzioni amministrative ma si può andare anche oltre, con l’ottenimento della rimozione o demolizione della casetta, al fine di ripristinare le distanze previste per legge.

Permessi per Casette in Legno: Differenze Rispetto ad Altri Materiali?

In generale, possiamo affermare che il materiale non determina il tipo di permesso poiché - come sin qui visto, la normativa valuta la funzione e la permanenza della struttura, non il materiale.

Vogliamo però sottolineare un aspetto altrettanto rilevante relativo al legno; questo infatti può avere un’influenza su:

  • impatto paesaggistico: in determinate aree vincolate, il legno è spesso preferito tra i vari perché più “naturale”;
  • resistenza al fuoco, in base al Regolamento Antincendio, se la superficie supera determinate soglie.
  • carico strutturale, in relazione alla resistenza del terreno o a vincoli sismici.

Se per esempio ci si trova in una zona paesaggisticamente vincolata, allora il Comune potrebbe imporre l’uso del legno o vietare materiali “moderni” (PVC, metallo) per preservare le caratteristiche originarie di quel luogo.

Installare un Bagno Esterno in Giardino: Regole e Autorizzazioni

Ogni Comune in Italia ha una propria autonomia regolamentare in materia edilizia. Le normative sui permessi, le distanze dal confine, l’uso previsto e la collocazione geografica sono fattori determinanti. Quando parliamo di bagno esterno in legno, intendiamo un bagno vero e proprio realizzato però fuori dalle mura di casa. Il bagno è allacciato agli impianti e può perfino avere una piccola doccia. Parliamo di una struttura semipermanente, che deve quindi poter durare nel tempo senza ulteriori lavori dopo l’installazione.

Ciò presuppone che tu prenda una serie di piccole accortezze, prima di passare alla realizzazione del bagno:

  • La scelta di un prefabbricato di qualità.
  • Allacci agli impianti: Per funzionare, un bagno esterno deve poter accedere ad acqua corrente ed elettricità. L’allaccio ad entrambi gli impianti dev’essere predisposto durante il montaggio della casa.
  • Ventilazione: Il bagno è un ambiente umido e dove si accumulano i cattivi odori, motivo per cui richiede una buona ventilazione. La scelta di come impostarla è tua: puoi optare per una ventola o includere nel progetto una finestra da aprire al bisogno.
  • Trattamenti impermeabilizzanti: Dal momento che parliamo di bagno, gli allacciamenti dovrebbero comprendere quello al sistema fognario.

WC senza scarico e Dimensioni

I WC senza scarico sono pensati proprio per i bagni esterni e i bagni di servizio in casa, dato che hanno bisogno solo degli allacci ad impianto elettrico e idrico per funzionare. Le dimensioni di un bagno esterno dipendono dall’uso che ne vuoi fare. Se ti serve un bagno privato dotato solo di WC e lavandino, 150 x 150 cm sono sufficienti (anche se un po’ claustrofobici). Un bagno per disabili dev’essere grande almeno 180 x 180 cm, con una porta larga minimo 85 cm. Se però desideri un bagno un po’ più vivibile, accessibile a persone disabili e dotato anche di piatto doccia per rinfrescarsi, ti consigliamo di scegliere un prefabbricato di almeno 200 x 200 cm.

Se sei un privato cittadino, un bagno del genere è fondamentale se possiedi una piscina o una veranda molto grande. Nel primo caso, funge da spogliatoio e ti consente di sciacquarti senza dover rientrare in casa.

L’ultimo passo sta nell’arredare il bagno. In qualunque caso, la regola d’oro è arredare il bagno in linea con il design della casa o dell’attività.

Doccia Esterna

Invece di dare verso l’interno della struttura, la rubinetteria dà verso l’esterno. La soluzione è utile per piscine e centri benessere, luoghi nei quali spesso si fa la doccia in costume.

Creare un Bagno: Autorizzazioni Necessarie

Per la creazione di un bagno è necessario effettuare una pratica edilizia al comune. La pratica edilizia prevede due documenti principali, la prima è la CILA ossia la Comunicazione d’inizio lavori e la SCIA ossia la segnalazione certificata d’agibilità. Queste due pratiche edilizie devono essere realizzate da un ingegnere oppure da un geometra che possa così presentare al Comune dei documenti redatti in modo preciso e soprattutto legale.

La CILA infatti comporta che un tecnico depositi il progetto e possa dimostrare che i lavori saranno condotti completamente a norma. Per presentare questo documento oltre a dover pagare il tecnico sarà necessario anche corrispondere una somma pari a 200 € che andrà al comune.

La SCIA (segnalazione certificata agibilità) invece è il vecchio certificato d’agibilità e permette di dichiarare che in casa sussistano tutte le condizioni igieniche, salubri, di risparmio energetico e funzionamento degli impianti secondo la norma in vigore.

Infatti, la realizzazione dei bagni va a modificare la metratura dell’abitazione, per questo motivo è necessario andare a rifare anche il certificato d’agibilità, in quanto il vecchio documento non corrisponde più alla giusta planimetria della casa.

La Cila determina l’autorizzazione per creare un bagno va richiesta dal proprietario attraverso la piattaforma SUET del Comune di riferimento attraverso un tecnico abilitato che si occuperà della compilazione della pratica al comune per la creazione del bagno, completa di tutti gli allegati tecnici richiesti e l’obbligatoria relazione tecnica asseverata sul rispetto dei requisiti igienici e strutturali.

Costi per l’Autorizzazione e la Costruzione di un Bagno

Il costo per l’autorizzazione per creare un bagno non è fisso ma varia a seconda dell’onorario o parcella del tecnico incaricato, ad esempio nel Comune di Roma una Cila costa dai 700€ ai 900€ esclusi i diritti di istruttoria.

Quando scegli di costruire un secondo bagno è necessario pensare innanzi tutto alle spese che servono per produrre tutta la documentazione e seguire l’iter burocratico per ottenere poi l’autorizzazione a costruire il bagno e inoltre bisogna considerare anche la spesa che comporta richiedere la compilazione della CILA da parte del tecnico. Se prendiamo in considerazione questi dati come la SCIA e la CILA il costo è di circa 1500 € tra i soldi da dare al Comune e l’onorario del tecnico.

Oltre ai soldi previsti per le carte destinate alla costruzione del secondo bagno è necessario anche considerare i costi effettivi per la realizzazione di questo.

La Dependance in Giardino: Un'Alternativa Valida

Il concetto di “dependance in giardino” sta guadagnando sempre più popolarità, poiché molte persone cercano soluzioni creative per ampliare lo spazio abitativo della propria casa. La prima considerazione critica quando si progetta una dependance in giardino riguarda i permessi e i regolamenti locali. In generale, si dovrà presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per ottenere l’autorizzazione necessaria.

Aspetti da considerare:

  • Funzionalità: prima di tutto, è importante determinare l’uso previsto della dependance.
  • Estetica: la dependance dovrebbe armonizzarsi con l’aspetto generale della casa e del giardino.
  • Efficienza energetica: investire in soluzioni energetiche sostenibili può non solo ridurre l’impatto ambientale ma anche abbassare i costi a lungo termine.
  • Integrazione ambientale: una dependance ben progettata dovrebbe integrarsi armoniosamente con il giardino circostante.

Pianificazione Finanziaria

La realizzazione di una dependance in giardino richiede una pianificazione finanziaria accurata. È importante stabilire un budget realistico che includa tutti i costi associati, come materiali, manodopera, permessi, arredamento, progettazione e finiture.

In sintesi, la creazione di una Dependance in legno in giardino può essere un’aggiunta preziosa alla vostra casa, offrendo spazio aggiuntivo e flessibilità funzionale. Tuttavia, è fondamentale affrontare il processo con attenzione e rispetto per i regolamenti locali.

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