Dichiarazione di Conformità degli Impianti Idraulici: Normativa e Obblighi
La dichiarazione di conformità dell’impianto idrico di un immobile rientra tra le dichiarazioni di conformità degli impianti, necessarie in diverse situazioni e importanti anche per avere garanzie rispetto alla sicurezza e al corretto funzionamento dell’impianto stesso. La dichiarazione di conformità dell’impianto idrico-sanitario di un immobile è una certificazione che attesta la regolare esecuzione e il corretto funzionamento dell’impianto stesso.
La Dichiarazione di conformità è stata resa obbligatoria per la prima volta nel 1990 con la legge 46/90. Prima di allora, non era previsto certificare gli impianti, motivo per cui ancora oggi molti impianti realizzati prima degli anni ‘90 non hanno nessun tipo di documentazione.
Quando è Obbligatoria la Dichiarazione di Conformità?
La dichiarazione viene normalmente richiesta anche in caso di allaccio di nuove utenze mentre più in generale la certificazione di conformità degli impianti è necessaria quando si fa domanda per la certificazione di agibilità di un immobile o se per l’edificio si presenta una pratica antincendio. Hai appena terminato i lavori di installazione di un nuovo impianto oppure hai apportato modifiche ad un impianto esistente e devi rilasciare la Dichiarazione di conformità (DiCo)?
Per quanto riguarda invece la vendita o la locazione di un immobile, non è obbligatorio presentare la conformità degli impianti, ma è comunque molto consigliabile farlo: l’immobile alienato o affittato deve essere infatti esente da vizi occulti tra i quali possono rientrare eventuali irregolarità degli impianti.
La dichiarazione di conformità è obbligatoria per:
- Impianti elettrici
- Impianti elettronici e radiotelevisivi
- Impianti di riscaldamento
- Impianto di ventilazione per i locali
- Impianti di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione
- Impianti idrici e sanitari
- Impianto per la cottura ed evacuazione fumi (canna fumaria)
- Impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas
- Impianti di sollevamento (scale mobili, montacarichi, ascensori)
- Impianti di protezione antincendio
Normativa di Riferimento
Tra le norme da prendere come punto di riferimento per la corretta realizzazione di un impianto idrico-sanitario c’è innanzitutto il Decreto ministeriale 37/2008 che stabilisce le regole di base in merito alla progettazione, realizzazione, messa in opera e manutenzione degli impianti all’interno degli edifici. Questo tipo di dichiarazione va quindi prodotta e firmata da parte del professionista abilitato che ha installato l’impianto sulla base dei regolamenti in materia: le prescrizioni e gli standard di sicurezza e funzionalità imposti per legge sono abbastanza articolati e complessi pertanto è bene che chi se ne occupa sia adeguatamente formato e costantemente aggiornato.
Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie. L’impianto idraulico sanitario è detto anche idrico sanitario per via della finalità: lavaggio e pulizia della persona e dell’ambiente. L’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico secondo il D.M. 37/08.
Nel 2008, il Decreto Ministeriale 37/08 ha abrogato la Legge 46/90, ma ha mantenuto obbligatoria la compilazione della DiCo, modificandone alcuni dettagli, ossia:
- l’obbligo di compilazione della Dichiarazione di conformità per tutti gli impianti, in quanto non esiste più alcuna differenza tra impianti ad uso industriale e ad uso civile;
- la possibilità di richiedere la Dichiarazione di Rispondenza (DiRi) per gli impianti realizzati prima del 2008, in assenza di DiCo.
Normativa UNI per Impianto Idrico Sanitario
Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806: “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”. La norma specifica i requisiti e fornisce indicazioni su: progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e sul funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici ma all’interno degli immobili.
- UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”. Questa normativa fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano. L’UNI 9182 è di vitale importanza per tutti gli impianti di nuova costruzione e per le operazioni di riparazione e modifica di impianti esistenti.
- UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”. La norma si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
Come Ottenere la Certificazione dell’Impianto Idraulico
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- Progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali.
- Materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
- Sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
- Certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
L’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto.
Della dichiarazione di conformità fanno parte integrante:
- la relazione tipologica dei materiali utilizzati;
- il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento dell’impianto, redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste.
Dichiarazione di Rispondenza (DiRi)
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa non sia stata prodotta o non sia più reperibile, viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno 5 anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, dopo sopralluogo ed accertamenti. La DiRi può essere rilasciata da un tecnico che abbia almeno 5 anni di esperienza o dall’azienda impiantista con almeno 5 anni di pratica.
Chi Rilascia la Dichiarazione di Conformità?
È necessario sottolineare che la certificazione non può essere prodotta da qualsiasi professionista idraulico, poiché il Decreto Ministeriale 37/2008 prevede che:
- l’azienda che ha condotto i lavori sia regolarmente registrata alla Camera di Commercio;
- la stessa azienda sia stata abilitata al rilascio delle Dichiarazioni di Conformità.
Cosa Serve per Certificare un Impianto Idraulico?
Dopo aver trovato il professionista abilitato al rilascio della Dichiarazione di Conformità, verrà verificata:
- la conformità dei materiali;
- la conformità del progetto;
- il corretto funzionamento dell’impianto.
Dal punto di vista pratico, il professionista si occuperà:
- dell’analisi del progetto e della sua effettiva implementazione;
- della raccolta della documentazione relativa ai materiali;
- del sopralluogo per verificare la corretta realizzazione dell’impianto;
- del rilascio della Dichiarazione di Conformità debitamente compilata.
Rischi e Sanzioni per Assenza della Certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.
- Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
- Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
- Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
- Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
- Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.
Il DM 37/08 specifica che in mancanza di rilascio della Di.Co, l’installatore incorre in sanzioni amministrative a partire da €100 fino a un massimo di €1.000. L’installatore, inoltre, rischia sanzioni amministrative fino a €10.320 euro in caso di mancata realizzazione del progetto per impianti per cui vige l’obbligo di allegare quest’ultimo.
Se la copia della dichiarazione per nuovi impianti realizzati in edifici già in possesso di abitabilità non viene inviata al comune, si va incontro ad una multa a partire da €1.000 € fino a un massimo di 10.000 €, in base alla complessità dell’impianto e al suo grado di pericolosità.
Infine, la normativa prevede che gli impianti siano realizzati secondo la regola dell’arte, per cui, in caso di installazione non corretta, il professionista può incorrere in multe fino a 10000 €.
La mancata presentazione della Dichiarazione di Conformità, quando obbligatoria, comporta sanzioni da 100 a 1.000 euro.
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