Ditalino in Bagno: Problemi e Soluzioni

La sensazione di dover fare pipì durante i rapporti sessuali, in particolare durante la masturbazione, può essere comune per alcune persone. È importante ricordare che l'esperienza sessuale e le sensazioni variano da individuo a individuo, e ognuno può avere reazioni diverse.

Inoltre, un medico potrebbe escludere eventuali condizioni mediche o problemi legati alla vescica che potrebbero contribuire a questa sensazione. Si consiglia sempre di consultare un professionista della salute per ricevere un'adeguata valutazione e supporto riguardo a queste questioni.

Lo squirting di fatto è pipì e in questo non c’è nulla di male. La composizione dello squirting è variabile, può essere identica all’urina o una sua forma diluita. Fino a poco tempo fa la maggior parte delle emissioni orgasmiche venivano erroneamente etichettate tutte come eiaculazione femminile.

Cistite e Rapporti Sessuali

La cistite dopo i rapporti (una volta chiamata “cistite da luna di miele”) è una cistite causata da batteri, che a causa dell’attrito sulla mucosa vaginale che aumenta la permeabilità della mucosa, possono passare attraverso le pareti vaginali e arrivare in vescica.

Il pH vaginale è più acido di quello vescicale e quindi non favorisce le infezioni batteriche. I batteri invece, grazie all’attrito che aumenta la permeabilità possono passare le pareti raggiungendo la vescica e creando lì infezioni.

La cistite post-coitale o da luna di miele si manifesta con bruciori ad urinare, aumento della frequenza a far pipì o peso retropubico o al basso addome e di solito iniziano 24-48 ore dopo il rapporto sessuale.

Come per li cistiti batteriche, la causa è data da uno sbilanciamento tra le varie famiglie dei batteri intestinali, un impoverimento dei batteri buoni vaginali e un assottigliamento delle mucose che può avvenire con l’età o a causa di infezioni ricorrenti.

Anche terapia ormonali, fecondazioni assistite o infezioni vaginali recidivanti possono favorire le cistiti dopo i rapporti. Nelle cistiti post-coitali i batteri in causa non sono mai quelli del partner, quindi utilizzo di detergenti aggressivi o l’uso del profilattico non cambia la storia della malattia. Non è quindi mai necessario far eseguire la terapia antibiotica anche al partner.

Per prevenire la cistite dopo i rapporti serve irrobustire le mucose e individuare gli sbilanciamenti tra batteri buoni e batteri “cattivi”.

Rimedi e Prevenzione

Chi va in piscina (ma anche dopo un bagno al mare) è bene che risciacqui la zona intima con acqua dolce, per eliminare i residui di cloro (o di sale e sabbia).

È fondamentale poi che la vagina sia sempre lubrificata e idratata, perché l’atrofia e la secchezza favoriscono la proliferazione dei patogeni”, raccomanda la specialista.

In caso di infezioni, confermate da un tampone vaginale, occorre eradicare il patogeno con farmaci antimicotici o antibiotici, queste terapie evitano che il problema si ripresenti.

Esistono anche dei rimedi naturali, che si possono affiancare alle cure: olio di mandorla, che ha proprietà antipruriginose e lenitive; creme a base di avena, con proprietà disarrossanti e antipruriginose; l’olio di borragine, che calma il prurito.

Le cistiti sono causate da batteri intestinali, quindi in caso di malfunzionamento dell’intestino, sarà più probabile soffrire di cistite. Anche un intestino regolare può essere alterato in termini di microbiota, che è l’insieme dei batteri nell’intestino.

I fermenti lattici non sono tutti uguali ed è importante assumere quelli giusti a seconda del proprio caso e delle proprie condizioni. Esistono integratori naturali che ci vengono in aiuto.

Il mannosio è uno composto che nella vescica lega i batteri impedendo loro di di attaccarsi alla mucosa creando infezioni. Il cranberry (mirtillo rosso) ha la funzione di legare le fimbri a specifici batteri intestinali, impedendo il loro aggancio alla mucosa.

Questi integratori possono essere utili quando c’è presenza di batteri nelle urine senza sintomi importanti di bruciore, dolore o sangue nelle urine, casi nei quali è necessaria la terapia antibiotica.

La cura della cistite deve avvenire quindi creando il giusto equilibrio tra i batteri intestinali e vaginali e rinforzando la vescica rispetti all’attacco dei batteri. La cura preventiva va quindi effettuata al di fuori degli episodi acuti ed è una cura che deve essere protratta nel tempo e con opportuni mantenimenti per evitare recidive.

Il medico a cui rivolgersi per trattare le cistiti è l’urologo, che si occupa della vescica nell’uomo e nella donna.

Masturbazione Femminile

La masturbazione è un tema di cui si occupa anche la sessuologia eppure l'autoerotismo, soprattutto quello femminile, è ancora un tabù, a causa di un contesto culturale impregnato di stereotipi di genere che pone su piani diversi uomini e donne.

La masturbazione femminile è utile in primis per conoscere il proprio corpo ma anche per raggiungere in autonomia il piacere, migliorando i livelli di benessere fisico, psicologico e relazionale. Se per gli uomini questo fatto è oggi socialmente accettato, perché per le donne dovrebbe essere diverso?

Le donne, nonostante la consapevolezza della propria sessualità, hanno spesso vissuto il desiderio sessuale come un tabù, specialmente quando legato all'autoerotismo.

Già da piccole, le bambine devono affrontare stereotipi di genere, anche legati alla sessualità. Ad esempio, i comportamenti autoesploratori dei bambini vengono spesso più tollerati nei maschi, generando imbarazzo e disagio quando manifestati dalle femmine.

Nel corso dello sviluppo, alcune famiglie addirittura impongono alle figlie una completa astensione dall'esplorazione sessuale, contribuendo a generare un forte senso di colpa.

Statistiche sulla Masturbazione Femminile

Malgrado la masturbazione sia una pratica sessuale comune, persistono variazioni notevoli nell'incidenza riportata tra uomini e donne, con una minore proporzione di donne che ne ammettono la pratica.

Un dato particolarmente interessante è dato dallo studio di Bowman (2014) in cui il 10,6% delle donne di età compresa tra i 17 e i 26 anni ha dichiarato di non praticare mai la masturbazione. O ancora, uno studio di Baćak & Štulhofer (2011) afferma che il 40% delle donne nella fascia di età 18-25 anni in Croazia dichiarano di non masturbarsi mai.

Tecniche di Masturbazione Femminile

Esistono diverse modalità di masturbazione femminile, ognuna delle quali può offrire esperienze uniche e soddisfacenti, tra cui:

  • Stimolazione clitoridea
  • Stimolazione vaginale
  • Stimolazione anale
  • Utilizzo di sex toys

Il clitoride, con la sua elevata concentrazione di terminazioni nervose, è un centro cruciale per il piacere sessuale femminile. La stimolazione clitoridea può essere praticata con le dita attraverso movimenti circolari, leggera pressione o tocco diretto, a seconda delle preferenze personali.

Un'altra possibilità è quella di dirigere il getto dell'acqua della doccia verso il clitoride per ottenerene la stimolazione. L'uso di vibratori o altri sex toys specifici per la stimolazione esterna può ulteriormente amplificare il piacere, offrendo diverse intensità e modelli di vibrazione per esplorare e raggiungere l'orgasmo clitorideo.

La masturbazione vaginale permette di esplorare l'interno della vagina, che può essere stimolato inserendo le dita e applicando varie pressioni, accarezzando o eseguendo movimenti ritmici. Questa pratica può aiutare a identificare zone di particolare piacere, come il punto G, che si ritiene sia localizzato sulla parete anteriore della vagina.

L'uso di dildo o vibratori progettati per la penetrazione vaginale può variare l'esperienza, offrendo stimolazioni diverse a seconda della forma, dimensione e caratteristiche del giocattolo.

La masturbazione anale femminile può essere un'aggiunta piacevole all'esplorazione del piacere, sia per la sensazione diretta che per la pressione indiretta che può influenzare piacevolmente le zone erogene vicine.

È fondamentale usare un lubrificante per facilitare questa pratica e garantire che qualsiasi giocattolo utilizzato per la stimolazione anale non venga poi usato vaginalmente senza adeguata pulizia, per prevenire il trasferimento di batteri.

Benefici della Masturbazione Femminile

A livello fisico, questo gesto favorisce il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che porta diversi benefici al tono dell’umore e alla qualità del sonno. Quindi, la ricerca del piacere ha effetti anche a livello fisiologico e, contrariamente a quanto a volte si pensi, non ha effetti nocivi.

Anzi, la scienza dimostra che questa pratica favorisce l’elasticità dei tessuti e del tono muscolare, diminuendo anche i dolori durante i rapporti sessuali (vaginismo), diminuisce la probabilità che ci siano delle perdite urinarie e quelle relative al prolasso dell’utero. Inoltre, aiuta la fuoriuscita di batteri, riducendo il rischio di infezioni a vescica e cervice (Bernario, 2017).

Altri benefici possono essere:

  • Miglioramento della salute sessuale e del piacere
  • Riduzione dello stress e aumento del benessere emotivo
  • Miglioramento del sonno
  • Alleviamento del dolore mestruale e altri disagi
  • Promozione della conoscenza del proprio corpo

Vaginismo

Il vaginismo è un disturbo sessuale che consiste nelle contrazione involontaria dei muscoli della vagina, ogni qualvolta vi è un tentativo di penetrazione, che può verificarsi tramite il pene, le dita, un vibratore o un tampone. Il vaginismo è abbastanza comune, specialmente nelle donne tra i 15 e i 30 anni.

Poiché il vaginismo crea problemi o provoca l’interruzione totale della vita sessuale, può causare stress e problemi relazionali.

Risulta però sbagliato pensare che le donne con vaginismo abbiano un'avversione al sesso o che non vogliano praticarlo. Molte donne affette da vaginismo amano l’intimità e la condivisione del piacere sessuale con il proprio partner.

Un’esperienza sessuale spiacevole avvenuta in giovane età, come una visita fastidiosa o un rapporto sessuale impacciato o doloroso, può far si che il corpo risponda in una maniera protettiva per evitare un ulteriore dolore. Anche le molestie sessuali, gli abusi o lo stupro possono causare il vaginismo.

Qualunque fenomeno causi dolore durante un rapporto sessuale (dispareunia) può portare una donna a sviluppare la paura di rapporti sessuali dolorosi. La ricerca suggerisce che la paura di un rapporto sessuale doloroso può essere un fattore determinante del vaginismo.

Trattamenti per il Vaginismo

In caso di sintomi di vaginismo, è bene consultare il medico curante. Il medico parlerà del problema con la paziente e baserà la diagnosi di vaginismo sulla storia medica della stessa, sui suoi sintomi e, se possibile, sul risultato di un esame fisico.

Se la causa non è altrettanto ovvia, possono essere insegnate alla paziente alcune tecniche di auto aiuto per risolvere il problema. Il medico curante raccomanderà la visita da un professionista specializzato in salute sessuale, come un medico psicosessuale o un terapista del sesso.

Una tecnica per rilassare i muscoli della vagina implica l’utilizzo di un set di trainer vaginali. Questo comprende quatto coni a forma di pene di dimensioni e lunghezza gradualmente maggiori, che possono essere utilizzati nella privacy della propria casa.

Se il metodo dei coni non risulta adatto, possono rivelarsi utili degli esercizi di rilassamento ed esplorazione. Un bagno caldo, un massaggio e gli esercizi di respirazione sono ottimi modi per rilassarsi mentre ci si appresta a conoscere il proprio corpo.

Si possono eseguire gli esercizi di rilassamento dei muscoli della parete pelvica prima di provare a inserire un dito o un cono. Se si raggiunge il livello in cui si è in grado di inserire un dito nella vagina, allora si può procedere con il tentativo di inserire un tampone, usando il lubrificante se necessario.

In alcuni casi, può risultare una opzione l’intervento chirurgico per trattare il vaginismo. L’endometriosi costituisce una possibile ragione per l’intervento chirurgico. Questa patologia provoca la crescita di piccoli pezzi del rivestimento dell’utero al di fuori dell’utero stesso.

Bruciore Intimo Post-Rapporto

La durata del bruciore dopo un rapporto varia in funzione della causa sottostante e dei singoli fattori che concorrono a determinarne la comparsa. Ci sono diverse ragioni per cui si può sperimentare bruciore quando fai pipì dopo il sesso.

  • Infezione delle vie urinarie: tra queste rientra anche la cistite.
  • Infezione a trasmissione sessuale: come herpes genitale, gonorrea, sifilide, tricomoniasi e clamidia.
  • Reazioni allergiche: il bruciore minzionale dopo il sesso potrebbe dipendere da una sensibilità o allergia alle sostanze chimiche nei prodotti usati sui genitali maschili o femminili o nelle vicinanze.
  • Malattie della pelle o infiammazione: nelle donne, le condizioni della pelle che potrebbero interessare la vulva includono eczema, psoriasi, lichen sclerosus e lichen planus.

Una leggera sensazione di bruciore quando si fa pipì dopo il sesso non significa necessariamente che si ha bisogno di cure mediche.

Quando Andare dal Medico

Nel caso in cui il bruciore non accenni a regredire nel giro di uno o due giorni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o farsi visitare dal ginecologo di riferimento per determinarne le cause.

Consigli Utili

  • Non usare saponi troppo aggressivi ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti, proteggi-slip, assorbenti interni e saponi a pH acido.
  • Dopo aver fatto uso della toilette, è buona regola pulirsi dall'avanti all'indietro: in questo modo si evita la diffusione di batteri fecali alla vagina.
  • Scegliere indumenti intimi che garantiscano la giusta traspirazione e che non irritino la zona genitale.
  • Urinare dopo l'attività sessuale può aiutare a eliminare i batteri che possono causare un'infezione delle vie urinarie.

Per la prevenzione delle infezioni urinarie, inoltre, è importante evitare di trattenere l'urina a lungo se si sente il bisogno di svuotare la vescica, e di favorire il transito intestinale, evitando la stitichezza. Un ottimo rimedio naturale per prevenire ulteriori infezioni urinarie e combattere quelle in atto è il mirtillo rosso americano; utili in tal senso sono anche il mannosio e l'uva ursina.

Bere molta acqua. Questo perché bere molta acqua incoraggia ad urinare più spesso, il che aiuta a dilavare eventuali patogeni dal tratto urinario.

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