Fabbricazione Idrauliche Pegli: Storia e Attività
Era l’ottobre del 2014 quando Il Ponentino, in edicola dal 1987, annunciava il suo ultimo numero. Dopo 27 anni il mensile che informava su Pegli e Ponente genovese, edito dal Circolo culturale “N.
Si riparte non riproponendo quello che, soprattutto nella forma, è difficile da sostituire, ma con qualcosa di nuovo che nel nome, nei propositi, e nelle radici della storica testata ha la sua base. Le radici non possono che essere quelle del nome dei due storici direttori de Il PONENTINO che alla sua guida si sono alternati: Antonio Marani e Giorgio Fuiano, del Circolo Culturale Norberto Sopranzi che il PONENTINO ha creato e pubblicato.
Gli intenti sono quelli di una informazione libera, con piedi e occhi sul territorio. Una voce in più per associazioni, comitati, e per tutti coloro che hanno a cuore il territorio: ambiente, storia, cultura, società…ecc.
Il Ponentino riparte come allegato periodico della testata nazionale di informazione online Polis SA Magazine, il cui direttore responsabile è Mario Avagliano, giornalista professionista che collabora con le pagine culturali de Il Messaggero e Il Mattino, scrittore e studioso, esperto della storia della Resistenza e dell’antifascismo. Ha ricevuto diversi riconoscimenti per la sua attività di saggista storico.
L’editore è Polis SA Edizoni, marchio di IGO (Istituto Galante Oliva). L’Istituto è intitolato a Galante Oliva sindacalista e politico di Nocera Inferiore (SA) che ha contribuito con battaglie di rilievo a dare dignità, insieme ad altri, ai lavoratori e ai più deboli. IGO Promuove attività di studio e ricerca sulla storia e problemi della società contemporanea.
La redazione del Il PONENTINO al momento comprende, oltre ad Antonio Marani e Giorgio Fuiano, anche Enzo Dagnino e Marco Maltesu, insieme ad Antonello Rivano, Capo redazione nazionale del Magazine e referente dell’editore, “carlofortino per nascita e pegliese per amore e adozione“, come lui stesso ama definirsi.
Abbiamo messo il punto interrogativo nel titolo di questo redazionale: Si riparte?! Il perché sta nel fatto che questa ripartenza dipenderà si dalla volontà dell’editore e della redazione, ma soprattutto da voi che in questo momento leggete. Dipenderà dal vostro gradimento, dalla vostra attenzione e tantissimo dalla vostra collaborazione. Come per tutte le testate online, anche per le anche per le “grandi”, sarà fondamentale il ruolo dei social, nostre vetrine ed edicole, a partire dalla nostra pagina FB ufficiale. Ancora una volta sarete voi i protagonisti, facendo viaggiare sul web il nostro/vostro Ponentino.
La città di Genova nel 1971 contava 817.000 abitanti. La recessione demografica, che da allora sta soffrendo, l’ha portata a 550.000 unità con un calo di 240.000 ! Il ché sta a spiegare perché abbiamo circa 40.000 appartamenti disabitati. Questi numeri sono un evidente segnale che la nostra città è da molto tempo in crisi.
Si è conclusa domenica 31 ottobre la mostra fotografica organizzata dalla Pro Loco di Pegli in collaborazione con il collezionista Elio Perazzo, numerose le persone che l’hanno visitata. Per il resoconto della mostra attingiamo direttamente dalle parole di Elvio Perazzo “Abbiamo contato oltre 5000 presenze di non solo pegliesi ed oltre 400 commenti estremamente favorevoli ed entusiasti per l’iniziativa.
La mostra si è svolta presso il Centro Culturale Pegliese dal 16 Ottobre al 31 Ottobre. Tante le riproduzioni di immagini che ritraevano una Pegli colorata, e nei suoi aspetti più belli e caratteristici, di un tempo ormai andato: centosettanta più una serie di manifesti pubblicitari.
Materiale fornito dal collezionista Elvio Perazzo, un “felicemente pensionato”, come lui stesso si definisce, pegliese che oltre al raccogliere foto, cartoline e pubblicazioni che riguardano la sua Pegli , le condivide in rete attraverso i social, la sua pagina FB “Pegli da scoprire” conta 1500 fedelissimi Followers, e sul sito www.pegliese.it dove sono presenti ben cinquemila file.
La Mostra ha avuto come soggetto i colori delle cartoline, acquerelli, guide turistiche e manifesti che hanno accompagnato Pegli attraverso un percorso che inizia nel 1890 e termina nel 1972.
Avendo avuto il patrocinio del Municipio 7° Ponente, l’ufficialità dell’evento ha fatto sì che fossero presenti rappresentanti delle Autorità civili, militari e religiose città di Genova nonché i Consoli Onorari Francese ed Inglese. Oltre al saluto del Presidente del Municipio, Claudio Chiarotti e del Presidente di Assoarma Genova Bers. Cav. Lorenzo Campani, l’Assessore allo Sviluppo economico e Patrimonio Stefano Garassino ha preso la parola per conto del Sindaco e del Consiglio Comunale di Genova.
L’evento storico e’ stato sinteticamente illustrato ai ragazzi dal Generale D. Un ringraziamento particolare va alla Dirigente dell’ Istituto Comprensivo di Genova Pegli Prof.ssa Marina OSTELLI ed a tutto il Corpo Docente, che hanno permesso agli studenti partecipare. Il Presidente Provinciale Associazione Nazionale ArtiglieriGen. b.
Da ogni parte di Pegli si sciamava, attraverso Via Parma, al cunicolo di via Cialli che conduceva allo stadio locale, secco e polveroso per l’arsura estiva a settembre, chiazzato di pozze e fangoso nella stagione autunnale delle piogge. Era un calcio sanguigno, a cui contribuiva dagli spalti, ad onta delle grisaglie, un tifo focoso e virulento.
D’inverno, alla domenica mi svegliavo con il terrore che piovesse e, appenasveglio, sbirciavo dietro alle persiane chiuse.
Dopo lo stop dovuto alla pandemia, riprendono i tradizionali incontri tra le comunità di Pegli e Carloforte, in occasione della ricorrenza della Madonna dello Schiavo Patrona di Carloforte. Di fatto il simulacro della Madonna dello schiavo conservato, e venerato.
La riproduzione che si trova presso la chiesa dell’Immacolata a Pegli è stato donato da Carloforte nel 1967, in quell’occasione il periodico parrocchiale pegliese “Squilli di Campane” pubblicò un inserto che si titolava “Pegli e Carloforte“.
Per i lettori de Il Ponentino ne alleghiamo, qua in fondo la versione integrale in PDF, con la collaborazione della pagina FB “Carloforte nel tempo” che ci ha messo a disposizione il file.
L’appuntamento è quindi per domenica 21 novembre, alle ore 18.00, La Santa Messa Solenne presso la Chiesa di S.Maria Immacolata e San Marzano sarà concelebrata dal parroco della parrocchia carlofortin di San Carlo Borromeo don Andrea Zucca. Sarà una ulteriore occasione di incontro tra due comunità da sempre legate da vincoli di fraterne relazioni.
Il viaggio della delegazione carlofortina, che comprende anche una tappa conviviale ed enogastronomica a Recco, con la partecipazione dello Chef carlofortino Antonello Pomata, e una a Genova per la cerimoni di intitolazione di un tratto viario ai Trilli, è stata organizzato dalla Pro Loco di Carloforte.
Sabato 6 novembre, mattinata di lavoro per i volontari del Comitato Pegli Bene Comune in un luogo tra i più belli e caratteristici del nostro quartiere Il Belvedere “Padre Guglielmo Salvi“, noto ai vecchi pegliesi come “Scoglio Vittoria”, è stato oggetto di un massiccio intervento di pulizia di scalinate, aiuole e spiaggetta Tutte le aree comuni del Belvedere sono state rimesse in ordine: raccolte e rimosse le foglie, sradicate le erbacce, portati via e avviati alla raccolta differenziata vetro e plastica, tolti quasi tutti da mare e spiaggia.
Come nutrito gruppo di cittadini nonché genitori dei bambini frequentanti il plesso dell’istituto comprensivo Pegli sito in Villa Rosa siamo a chiedere e pretendere la manutenzione ordinaria e per alcune cose ormai logore , straordinaria della stessa Villa .
Villa Rosa necessita di manutenzione del verde, ripristino di alcune aree che si allagano con le piogge, manutenzione di muretti pericolanti sulle zone gioco dei bambini , ripristino recinzioni delle stesse aree gioco ormai pericolose, ripristino porte da calcio tolte circa tre anni fa perché pericolanti e mai più sostituite e pulizia dei tombini otturati in quasi tutta la Villa.
La nostra finalità, in collaborazione con le altre realtà associative e di volontariato del territorio, è quella di migliorare il look e la fruibilità degli spazi comuni del quartiere, a partire dalle aree verdi, anche con piccoli - ma efficaci - interventi di riqualificazione nella prospettiva di un più ampio intervento di rigenerazione urbana del centro storico di Pegli, incoraggiando una maggiore sostenibilità e incentivando la vocazione turistica del territorio pegliese.
Abbiamo inviato una lettera al Comune di Genova e al Municipio VII Ponente per presentare 4 proposte di “urbanismo tattico” in Piazza Ponchieli al fine di migliorare l’arredo e il decoro urbano dell’area in una ottica di razionalizzazione degli spazi pubblici e rigenerazione, per rendere più sicuro, agevole e piacevole il passaggio pedonale e la fruizione dei luoghi comuni nonché migliorare l’accesso al Parco di Villa Durazzo Pallavicini, premiato nel 2017 come “Parco più bello d’Italia”.
In base alle nostre informazioni, l’opera di piantumazione dovrà essere seguita, “sei mesi dopo”, dal rifacimento dei cordoli in cemento delle aiuole, visibilmente danneggiati in più punti. Crediamo che questi lavori potrebbero rappresentare un’occasione importante per allargare le aiuole, attualmente spoglie e ricettacolo di rifiuti, provvedendo al loro abbellimento mediante la messa a dimora di essenze floreali o arbustive. Condivideremo le altre proposte nei prossimi giorni.
Lo stesso anno si convenziona con il Comune di Genova per la riqualificazione dell’area delle Cascate e apertura del padiglione del Caffè come aula verde. Nel 2007 si ha quindi grazie alla riparazione dell’impianto idraulico la riapertura delle cascate.
Nel 2013, grazie al Contributo della Compagnia di San Paolo, anche il Teatro Storico è tornato al suo antico splendore ed ha ripreso ad essere utilizzato per eventi di tipo culturale e musicale.
Nel 2017 è l’anno in cui il Comune di Genova conclude i lavori di restauro dello scalone monumentale del Giardino all’italiana. Ma è anche l’anno in cui è stata fondata una Associazione Temporanea di Impresa, di cui l’Associazione degli Amici della Villa fa parte, che ha partecipato e vinto il Bando di Gestione del Parco Storico di Villa Duchessa di Galliera.
Da allora i volontari dell’Associazione, in collaborazione con l’A.P.S. Il re ne rimase entusiasta e manifestò da subito particolare attenzione e simpatia nei confronti dei Tabarchini che vi si erano stabiliti, tanto che, nonostante il parere contrario dei suoi ministri preoccupati per le esigue risorse economiche del regno, sborsò denaro e scambiò prigionieri islamici per riscattare buona parte dei tabarchini rimasti a Tabarca e tratti in schiavitù quando questa nel 1741 fu occupata e distrutta dal bey di Tunisi.
I Tabarchini riscattati andarono ad incrementare la popolazione di Carloforte con piena soddisfazione del re. Una nuova occasione si presentò il 25 gennaio 1769, quando 21 famiglie e tre uomini soli, per un totale di 97 tabarchini residenti a Tunisi, chiesero al vicerè Conte Vittorio Lodovico D’Hallot Des Hayes di potersi trasferire in Sardegna “come fecero le altre in altro tempo”, altri si sarebbero aggiunti, qualora l’iniziativa fosse andata a buon fine.
Si trattava di persone che avevano “per ben due volte sofferto dura miserabile schiavitù” e alle quali il bey di Tunisi “aveva levato il modo di poter più sussistere in Barbaria”.
Il Vicerè trasmise la richiesta al governo di Torino e iniziarono le trattative con il capitano guardacoste Giovanni Porcile, indicato come “procuratore generale delle famiglie tabarchine residenti a Tunisi”.
L’accordo fu raggiunto un anno dopo, quando Carlo Emanuele III scrisse al vicerè: “Furono da noi benignamente accolte le supplicazioni, che ci rassegnaste di parecchie famiglie Tabarchine desiderose di trasferire il loro domicilio da Tunisi di Barberia nell’Isola di Sant’Antioco, mentre considerammo che non solamente con tale mezzo si accrescerebbe la popolazione dell’Isola in adempimento dell’obbligazione assunta per parte della Sacra Religione, ed Ordine Militare dei SS. Maurizio e Lazzaro nella nota concordia delli 21 marzo 1758, stipulata coll’Arcivescovo di Cagliari come vescovo d’Iglesias, ed approvata con bolle Pontificie del 16 settembre 1759, ma ancora sarebbero quelle famiglie sollevate da’ disagi che soffrono, e sottratte da’ pericoli, che loro sovrastano, se più oltre dimorassero tra gl’infedeli”.
L’Isola di Sant’Antioco nel 1758 era stata infatti assegnata come commenda all’Ordine Mauriziano, che di fatto l’amministrò sino al 1840.
Contemporaneamente furono date disposizioni e somme di denaro al Comandante della piazza dell’Isola di San Pietro Dellera, affinché accogliesse a Carloforte i nuovi popolatori e provvedesse ad alloggiarli provvisoriamente e a sostenerli nelle loro necessità più immediate.
All’ingegnere Pietro Belly, cui era stata tempo prima affidata la direzione generale delle miniere sarde, fu assegnato il compito di restaurare i ponti che collegavano l’Isola di Sant’Antioco al resto della Sardegna, di predisporre un piano regolatore per l’erezione del nuovo villaggio in prossimità della torre di Cala Seta e di misurare e assegnare i terreni ai nuovi coloni.
Il 21 giugno 1770, prima ancora della definitiva stesura dei patti che furono siglati il 6 settembre dello stesso anno (data di riferimento per la nascita di Calasetta), i Tabarchini decisero di partire alla volta della Sardegna.
Alcuni di coloro che avevano chiesto il trasferimento rinunciarono e furono sostituiti da altri. Sulla Ancilla Domini, una checchia comandata dal capitano Antonio Bottarini di Venezia, s’imbarcarono 119 persone più 14 “passagieri”, alcuni dei quali si unirono ai Tabarchini. Giunti a Cagliari non ottennero il visto per sbarcare, perché si ebbe notizia d... La storia di Fidra è una storia di famiglia.
Essere da 60 anni sul mercato e’ un segno di continuità, coerenza e capacita’, ma soprattutto di FIDUCIA. Da sempre il nostro scopo è stato quello di ricreare un clima familiare anche in azienda. Curiamo i rapporti con i nostri collaboratori e fornitori come se fossero di famiglia e noi stessi siamo in prima linea accanto a loro.
I rapporti ultradecennali e il basso turnover sono testimonianza di condivisione degli stessi ideali, collaborazione e clima aziendale propositivo e stimolante. La squadra di Fidra nell'anno dell'apertura della sede di Pegli (1988).
Risponde l’assessore Pietro Piciocchi: “La risposta alla sua interrogazione richiede una risposta approfondita che sarà oggetto, sicuramente, di una prossima commissione consiliare. Una vicenda di morosità pregressa tra alcune amministrazioni condominiali e Iren ha privato gli inquilini dei civici 7 e 9 di via Digione e dei civici 4A e 4B di via Alizeri, circa 90 famiglie, del servizio dell’acqua corrente.
Il consigliere Alberto Pandolfo (Pd) si chiede quali provvedimenti intenda assumere la Civica Amministrazione affinché simili episodi non abbiano a ripetersi. Una di queste dice che ai morosi non si può togliere la fornitura ma indica anche chi sono questi morosi “non disalimentabili” e questi sono precisamente indicati: strutture pubbliche e private che svolgono attività di assistenza, tra cui ospedali, case di cura, case di riposo, carceri e scuole.
Risponde l’assessore Simonetta Cenci: “Sono iniziati i lavori di sistemazione idraulica sul rio San Giuliano, opera propedeutica agli interventi successivi sull'area oggetto di interrogazione. A seguito di questi lavori, seguirà il riassetto del vecchio edificio delle aree limitrofe antistanti.
Il consigliere Gianni Crivello (Lista Crivello) chiede un aggiornamento circa l’attivazione di quanto previsto nel bando di gara e relativo contratto sui servizi relativi alla gestione, manutenzione e valorizzazione del complesso di Villa Serra di Comago.
In particolare il consigliere Crivello segnala l’esistenza di tutta una serie di problematiche che riguardano il Parco: tra le altre, infiltrazioni nella struttura che ospita i convegni, manutenzione del verde assente, mancato ricovero al coperto della scenografia di Luzzati utilizzata come palco per gli spettacoli dei bambini, irruzione di cinghiali e frana che insiste sull’area a ridosso dell’accesso al ristorante.
Risponde l’assessore Matteo Campora: “Ero presente all’assemblea del cda di Villa Serra a cui hanno partecipato gli amici del Parco ed i sindaci dei Comuni facenti parte del consorzio. Ho fatto un giro per la Villa e non mi è sembrato di aver visto tutto il degrado da lei segnalato, ma prendo nota delle sue segnalazioni che farò presenti al cda ed al presidente.
Non nascondo che Villa Serra, come tanti altri parchi genovesi, ha pagato questi due anni di pandemia, ma sono 15 anni che la frequento e, anche negli scorsi anni, non era tutto perfetto. Si tratta d’altronde di una Villa molto grande che necessita di molti interventi.
Gli alberi ad alto fusto di via Walter Fillak rappresentano un bene prezioso che deve essere salvaguardato. Risponde l’assessore Pietro Piciocchi: “Comunico che non abbiamo avuto segnalazioni in tal senso, ma se lei se ne fa latore vuol dire che qualche problema c’è.
In questo momento stiamo facendo un lavoro che non è mai stato fatto a Genova: il censimento dello stato di salute di tutti gli alberi della nostra città. A seguito dei risultati di questo censimento programmeremo gli interventi sul verde pubblico per garantirne la sicurezza.
I marciapiedi e le passeggiate a mare meriterebbero più attenzione da parte dell’azienda di igiene urbana. Risponde l’assessore Matteo Campora: “Come ha ricordato, consigliere, nel periodo estivo abbiamo incrementato la pulizia periodica con idropulitrice sulla passeggiata di Pegli.
Dobbiamo cercare di fare questo, magari meno volte rispetto all’estate, anche nel periodo invernale. Amiu sta vivendo un momento di rilancio e vi sono mezzi nuovi per migliorare la pulizia. L’estrema pericolosità del doppio attraversamento pedonale della scuola C.
“Ci sono tante cose da dire, la prima è che finalmente si lavora insieme. È il succo del ponte Genova San Giorgio, del modello Genova: lavorare insieme per ottenere grandi risultati. Riguardo alle domande che mi sono state poste dal PD, posso dire tra le altre cose che il pronunciamento della Capitaneria di Porto sul dislocamento dei depositi chimici non c’è ancora, e che ponte Somalia è pienamente compatibile con l’operazione.
Un’operazione alla quale stiamo lavorando da quattro anni, in linea con il piano regolatore portuale presentato nel 2015 che già prevedeva in quell’area, il cosiddetto “pettine di Sampierdarena”, lo spostamento dei depositi chimici.
Riguardo ai 30 milioni di euro impiegati per finanziare il trasferimento, sono risorse che abbiamo fatto inserire noi dal governo nel decreto Genova, i quali rientrano in un piano più ampio di 2,2 miliardi di euro di interventi sul bacino portuale che, tolta la nuova Diga di Sampierdarena, sono già stati assegnati.
Chi dice che diamo i 30 milioni di euro ai privati sbaglia: questi soldi serviranno a costruire l’infrastruttura che sarà data in concessione, dietro pagamento, a Superba e Carmagnani, e l’infrastruttura, insieme alla relativa area, alla scadenza della concessione tornerà ad essere pubblica. Prossimamente parleremo anche con ENAC. Aggiungo anche che l’operazione non avrà alcun impatto negativo sull’occupazione in area portuale, che al contrario aumenterà.
A chi propone di guardare ad altre aree, alternative a ponte Somalia, chiedo di dirci esattamente dove. Noi siamo disponibili a cambiare decisione, ma soluzioni alternative quali calata Anzio non vanno bene, trattandosi del punto dove passeranno navi da crociera e traghetti, quindi un posto pericoloso a detta di tutti i tecnici. Condivido con voi un’ulteriore riflessione.
Al di sopra di tutto ci deve essere l’esigenza dei cittadini di Sampierdarena. A loro, ai cittadini sampierdarenesi, e a tutta la città, ho detto che abbiamo per Sampierdarena un piano da 130 milioni di euro.
Piano che non è nato da questa storia, ma che la questione dei depositi chimici di Multedo ha accelerato. Gli assessori Piciocchi e Cenci stanno lavorando da tempo ad alcuni interventi che cambieranno il volto di Sampierdarena, cito ad esempio i parcheggi interrati per via Cantore, il tunnel fonoassorbente per Lungomare Canepa, la palestra e la strada del Campasso, il Parco della Memoria.
Inserto pubblicitario della profumeria e distilleria A. fu R. Vitale e C. Pallavicini), fornitori di S. Maestà. Pagamento su carta intestata alla A. fu R. ripercuote anche sul lavoro e l'industria. che comprendeva anche Via Opisso. stati grandi pescatori e navigatori con un ottimo rapporto col mare. mulini per la lavorazione del grano. zona circostante al Varenna. filati. dei dadi dolci. manodopera prevalentemente femminile. tardi sorse l' I.N.F.R.A. pesante. padiglioni metallici e saracinesche. quella del turismo. in giro per l'Italia. realizzato dall'artigiano Gerolamo Maggiolo. antichi del prof. Gaggero Carlo di Pegli.
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