Guida al Fai Da Te per l'Impianto Idraulico
Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, parliamo di una parte fondamentale della casa, la sua funzione è infatti quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi. Hai intenzione di creare un impianto idraulico fai da te? Vediamo come dovrà essere effettuato, le tipologie di impianto e le fasi per ottenere un lavoro ottimale. Ovviamente potrai avventurarti in questo intervento solo nel caso in cui tu sia abbastanza preparato in materia!
L’impianto idraulico deve svolgere diverse funzioni in quanto componente essenziale di ogni edificio. La distribuzione deve essere capillare ed efficiente in tutto l’ambiente. Se fatto a regola d’arte, un sistema idraulico deve consentire anche il perfetto smaltimento delle acque nere nell’impianto fognario.
Per questo motivo, un requisito fondamentale è che tale impianto sia allacciato all’acquedotto locale e contemporaneamente collegato alla fognatura domestica. Questo è possibile grazie alla presenza di due colonne (colonne di adduzione) che percorrono verticalmente tutto l’edificio. Da queste strutture partono le tubazioni che portano a ogni singolo ambiente le acque chiare e le tubazioni che invece convogliano verso l’impianto fognario le acque nere.
Molto importante nell’impianto idrico è una chiave d’arresto, il rubinetto principale, che serve a isolare il flusso d’acqua in caso di lavori o di lunghe assenze e il contatore che misura la quantità di acqua utilizzata nel singolo appartamento. Altra parte fondamentale è il collettore, che assicura la corretta distribuzione dell’acqua in pressione a tutti gli elementi deputati ad accoglierla, quale termosifoni, sanitari e cucina.
Progettazione e Normative
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari. Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia.
Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.
In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.
Materiali e Componenti
Il materiale con cui si andrà a realizzare un impianto idraulico per la casa cambia in base alle caratteristiche fisiche dell’ambiente nel quale andrà posizionato e dovrà rispondere a tutte le normative vigenti in materia. Il più utilizzato fino a pochi anni fa, oggi il ferro, zincato o tornito, è stato soppiantato da materiali di nuova generazione. Il rame è il metallo da preferire in assoluto per la sua alta resistenza alla corrosione e ai fattori inquinanti, per la sua alta conducibilità, sia in idraulica che nei circuiti elettrici, e perché interamente riciclabile. I tubi in PVC, quelli in polietilene e in multistrato sono le scelte d’elezione odierne. Pratici e resistenti, sono semplici da lavorare, economici e di facile reperibilità.
Un altro elemento necessario per una corretta costruzione dell’impianto idraulico è rappresentato dalle giunzioni, che dipendono dal tipo di tubatura scelta. Munirsi degli attrezzi giusti è il passo successivo per poter effettuare un lavoro a regola d’arte. In generale, serviranno tutti quegli arnesi tipici utilizzati dagli idraulici e facilmente reperibili presso qualsiasi negozio di ferramenta o bricolage.
Tipologie di Impianto
Per realizzare un impianto a deviazione occorre installare una tubazione principale. Le giunzioni devono esser realizzate sottotraccia e coperte quindi da piastrelle, con gli innumerevoli svantaggi che questo comporta. Inoltre, nel caso in cui si aprano contemporaneamente due o più rubinetti, il flusso d’acqua va a diminuire.
Diverso è il caso dell’impianto a collettore, chiamato anche sistema a ragno. La sua realizzazione è relativamente semplice. Si installa un collettore idraulico inserito in una cassetta apposita, posta in luoghi di facile accesso. Qualora si decida di realizzare un impianto a deviazione, occorre utilizzare tubature rigide mentre se si sceglie l’impianto a collettore i tubi da preferire sono necessariamente flessibili (rame, multistrato o polietilene).
Oltre a essere di facile realizzazione, l’impianto a collettore presenta un altro notevole vantaggio. I giunti, parte nevralgica dell’impianto idraulico, sono la parte soggetta a un rapido deterioramento. In questo caso la loro sostituzione è semplicissima in virtù dell’assenza di qualsiasi struttura sottotraccia.
Manutenzione e Sostituzione
Fatta eccezione per interventi di riparazione che richiedono la presenza di personale specializzato, la manutenzione ordinaria e i piccoli lavori possono essere effettuati tranquillamente attraverso il fai da te. La regola fondamentale è quella di operare nella massima sicurezza. Questa è una condizione imprescindibile per poter operare senza rischi. Verificare il suo funzionamento è semplice. Basterà chiuderla e constatare l’effettiva assenza di flusso nei vari rubinetti della casa. Se si dovessero riscontrare anomalie, bisognerà contattare il proprio fornitore idrico per la necessaria sostituzione.
Sostituire un rubinetto è l’operazione più semplice. Basterà smontare il precedente allentando la vite inferiore, nascosta sotto la ghiera, e toglierlo dai flessibili. Dopo la sostituzione del gommino, si potrà inserire il rubinetto nuovo procedendo inversamente alle varie fasi dello smontaggio.
La sostituzione di un sanitario può sembrare difficile ma in realtà è piuttosto semplice. Basterà svitare le viti alla base, raschiare il cemento e tirar via l’elemento. Il montaggio del nuovo modello avverrà seguendo, anche in questo caso, il processo inverso, avendo cura di stuccare adeguatamente il pavimento sul quale poggia il nuovo sanitario.
Relining: un'Alternativa Innovativa
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.
D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema. C’è un altro aspetto da evidenziare. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine.
Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Detrazioni Fiscali
Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
Qualora tu sia un po’ esperto in materia procedi pure con l‘impianto idraulico fai da te, ma in caso contrario, è sempre consigliabile affidarsi ad un professionista.
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