Fare il Bagno al Lago: Rischi e Precauzioni per un'Estate Sicura

In questa torrida estate, i laghi italiani sono tra le mete più ambite per chi cerca un po' di refrigerio e relax. Fare il bagno al lago è un'esperienza meravigliosa, soprattutto durante le calde giornate estive. Tuttavia, fare il bagno in un lago nasconde insidie che possono sorprendere anche i nuotatori più esperti, soprattutto se si è abituati al mare. Anche se i laghi appaiono calmi e sereni, nascondono insidie che è importante conoscere per evitare rischi. Prima di tuffarsi nelle fresche acque lacustri, è fondamentale essere consapevoli di alcuni pericoli nascosti. In questo articolo vedremo quali sono le principali insidie dello specchio d'acqua e come fare per godersi il bagno in totale sicurezza.

Perché il lago è pericoloso: insidie sottovalutate

Nonostante un aspetto placido e invitante, le acque dolci nascondono pericoli troppo spesso sottovalutati. La principale differenza rispetto al mare è la minore galleggiabilità dovuta alla bassa salinità, che rende più difficile mantenersi a galla. L’acqua salata, inoltre, essendo più concentrata di quella dolce, a parità di volume pesa di più. Dunque, in base al principio di Archimede la spinta verso l’alto conferita dall’acqua salata è maggiore rispetto a quella data dall’acqua dolce, permettendo di galleggiare meglio. Ciò espone i nuotatori, più o meno esperti, a un maggiore rischio di affaticamento.

Inoltre, le acque dei laghi tendono a essere più fredde, con una significativa differenza di temperatura tra la superficie e il fondo. Vi è una grande differenza di temperatura tra superficie e profondità e minore visibilità: tende a scurirsi già a pochi metri dalla superficie. Un fenomeno che può provocare crampi muscolari e spasmi, e aumentare il rischio di ipotermia, anche durante una calda giornata estiva. Niente tuffi improvvisi dopo una lunga esposizione al sole o se si è accaldati, per evitare crampi muscolari e shock termici.

Insidie nascoste nello specchio d'acqua

Anche se meno comuni rispetto al mare, alcuni laghi possono presentare correnti sottomarine insidiose, in particolare nei pressi degli sbocchi dei fiumi o in punti dove il fondo degrada improvvisamente. Le correnti possono trascinare un nuotatore inesperto o distratto verso il largo, mettendolo in difficoltà. Prima di entrare in acqua, informati sempre sulle caratteristiche del lago, in particolare se ci sono segnalazioni di correnti o punti particolarmente pericolosi.

Uno dei principali pericoli dei laghi è rappresentato dal fondale, che può essere irregolare e con zone di sabbia, fango o rocce scivolose. Questo può portare a perdite di equilibrio o piccoli incidenti, come slogature o tagli. Inoltre, in molti laghi, l'acqua può essere torbida, riducendo la visibilità. Ciò rende difficile valutare la profondità o eventuali ostacoli sommersi, come tronchi d'albero o detriti, che possono rappresentare un rischio per i nuotatori.

In alcuni laghi, soprattutto quelli situati in aree con elevata presenza agricola o industriale, possono verificarsi fioriture di alghe, in particolare cianobatteri. Queste alghe possono produrre tossine dannose per la salute umana e animale, causando irritazioni cutanee, problemi respiratori o gastroenterici. Prima di fare il bagno, è sempre utile verificare la qualità dell'acqua e assicurarsi che non ci siano segnalazioni di contaminazione. Altro elemento fondamentale è l’inquinamento batterico - una delle irritazioni più comuni è infatti la “dermatite del bagnante”. Bisogna evitare le acque che possono essere contaminate da secrezioni di animali infetti o scarico di sostanze chimiche.

Sebbene il rischio sia relativamente basso, alcuni laghi sono abitati da animali selvatici che potrebbero rappresentare un pericolo. Serpenti d'acqua, grandi pesci e in alcuni casi, specie invasive come il pesce siluro, possono rappresentare una minaccia per i nuotatori. È sempre una buona pratica informarsi sugli animali presenti nel lago e fare attenzione durante il bagno, soprattutto nelle zone più isolate e meno frequentate.

In estate, molti laghi diventano luoghi affollati, e questo può portare a incidenti dovuti alla presenza di imbarcazioni, jet ski o gommoni. È fondamentale prestare attenzione non solo agli altri nuotatori, ma anche alle barche che potrebbero non accorgersi di chi si trova in acqua. Inoltre, nuotare in zone troppo frequentate può aumentare il rischio di incidenti, come collisioni o annegamenti.

Consigli per un bagno sicuro al lago

Per vivere al meglio il lago senza rischi, è fondamentale prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Per evitare le insidie nascoste nello specchio d'acqua e godersi al meglio l'esperienza, ecco alcuni consigli pratici:

  • Informati: prima di fare il bagno, chiedi informazioni sulle condizioni del lago, la presenza di correnti, la qualità dell'acqua e la fauna presente.
  • Nuota con prudenza: non avventurarti troppo al largo e fai attenzione a non stancarti troppo. Se possibile, nuota sempre in compagnia.
  • Osserva l'ambiente: verifica se ci sono segnali di pericolo o restrizioni e seguili scrupolosamente. Attenzione anche alla segnaletica: un lago non balneabile è sempre segnalato.
  • Non sottovalutare il freddo: evita di rimanere troppo a lungo in acque fredde, soprattutto se avverti crampi o intorpidimento.
  • Rispetta la natura: evita di fare il bagno in zone protette o in acque inquinate.

Innanzitutto, è importante essere ben consapevoli delle proprie capacità natatorie e non sopravvalutarle: le persone con scarsa esperienza non dovrebbero mai allontanarsi dalla riva o immergersi in acque profonde, magari raggiunte con un pedalò. È imperativo non perdere mai di vista i bambini, poiché talvolta una breve distrazione può avere conseguenze gravi. È altrettanto importante evitare di fare il bagno dopo aver consumato alcolici: basta un bicchiere di troppo per alterare i riflessi e la capacità di giudizio, e aumentare il rischio di incidenti. Un consiglio non meno importante, è di non fare il bagno nei laghi in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Per contrastare il freddo e migliorare il galleggiamento, si può valutare l'acquisto di una tutina in neoprene, specialmente in acque fredde o quando si prevede di nuotare a lungo. "I consigli per evitare incidenti - spiega Rosiello - sono quelli di controllare i bambini con particolare attenzione; evitare di fare il bagno dopo aver assunto alcolici; importante anche l'abbigliamento: un tutino in neoprene facilita il galleggiamento e protegge contro il freddo, dato che lo choc termico è un ulteriore fattore di rischio.

E meglio sarebbe evitare i tuffi tout court in acque torbide o non familiari, dove potrebbero nascondersi ostacoli sommersi e vegetazione che rischiano di intrappolare il nuotatore. Anche munirsi di “scarpe da bagno” ( o da scoglio) può risultare utile ed evitare fastidiosi contatti con il terreno fangoso che spesso ritroviamo nei fondali lacustri.

Via libera infine a giochi d'acqua e gonfiabili, ma solo vicino la riva e in acque poco profonde: basta una raffica di vento improvvisa per ritrovarsi lontani in pochi istanti.

Mulinelli d'acqua e sesse: pericoli da non sottovalutare

I mulinelli d’acqua sono tra le insidie che si possono incontrare quando si fa un bagno al lago e renderlo pericoloso. Occorre infatti fare attenzione ai cosiddetti mulinelli d’acqua, particolarmente insidiosi: questi si formano per via di un’interferenza al normale flusso delle acque del lago e creano un vortice che può essere fatale per il bagnante.

Il lago è interessato da un fenomeno tipico, ovvero le sesse, che determina uno spostamento dei bacini alimentato dal vento. Oltre a questo, occorre fare attenzione alle sesse, che causano uno spostamento dei bacini nei momenti in cui il vento è forte.

Idrocuzione: come evitarla

Il reale problema legato al bagno dopo i pasti riguarda un fenomeno chiamato idrocuzione, che si verifica quando ci si immerge improvvisamente in acque fredde. L’idrocuzione è causata dalla brusca differenza di temperatura tra il corpo e l’acqua. Si tratta di una reazione spontanea del sistema nervoso che rallenta la frequenza cardiaca, abbassa la pressione arteriosa e interrompe la circolazione e l’ossigenazione del cervello.

Per evitare questa situazione, è consigliabile non tuffarsi in acqua quando si è molto caldi o sudati, ma entrare in acqua sempre gradualmente o bagnarsi il corpo in anticipo, come fanno i professionisti del nuoto per abituarsi alla temperatura. Un’altra regola, ma questa vale anche se si va al mare, è ovviamente di aspettare un paio d’ore prima di buttarsi in acqua se si è consumato un pasto. La cosa migliore sarebbe assumere un pasto fresco e leggero e mettersi all’ombra subito dopo mangiato.

Statistiche sugli annegamenti

“Le acque interne di fiumi e laghi possono nascondere numerose insidie: nel caso dei fiumi si tratta di mulinelli d’acqua e correnti, mentre per quanto riguarda i laghi è possibile trovarsi in presenza di fondali improvvisamente profondi e difficoltà a risalire a riva, quando questa è rocciosa, causata da alghe adese alla pietra che la rendono particolarmente scivolosa”.

Negli anni ’60 nel nostro Paese si stimavano circa 1.400 decessi per annegamento ogni anno, cifra che è andata progressivamente a diminuire fino a stabilizzarsi dagli anni ’90 in poi. Secondo l’Istituto superiore di sanità ormai il trend è costante, con circa 400 incidenti fatali l’anno, ma negli ultimi anni sono aumentati gli incidenti nelle acque di laghi e fiumi, con un rischio maggiore per gli stranieri residenti nel Paese.

Ogni anno sono 236mila le persone che muoiono per annegamento, per un totale di circa 2,5 milioni di morti nell’ultimo decennio. Gli incidenti avvengono in mare aperto, nei fiumi ma anche in piscine alte pochi centimetri. Le vittime più frequenti sono i bambini di età compresa tra uno e quattro anni, seguiti da quelli di età compresa tra cinque e nove anni.

L’Oms precisa che il mare è il principale responsabile di annegamento (50,3%), mentre il 41,3% dei decessi avviene nelle acque interne e l’8,3% in piscina.

Fare il bagno al lago è un'attività piacevole e rigenerante, ma è importante non sottovalutare i pericoli nascosti sotto la superficie. Con una buona preparazione e una maggiore consapevolezza, è possibile ridurre al minimo i rischi e godersi al massimo una giornata di relax in riva al lago.

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