FENDI Factory a Bagno a Ripoli: Un Nuovo Polo di Eccellenza Made in Italy
Nel cuore della campagna toscana, a Capannuccia (Bagno a Ripoli), vicino Firenze, sorge FENDI Factory, un innovativo polo per la pelletteria che rappresenta l'impegno costante della Maison a favore della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Questo stabilimento all'avanguardia è destinato alla creatività, allo sviluppo, all’innovazione, alla formazione e alla produzione.
Un'Area Ricca di Storia e Tradizione
Sviluppato su una superficie di otto ettari, lo stabile occupa un’area di 30.000 metri quadrati che in passato ospitava la storica Fornace Brunelleschi. Questo legame con il passato è stato mantenuto vivo attraverso scelte architettoniche e di design che richiamano la tradizione artigianale italiana.
Architettura e Design in Armonia con l'Ambiente
Il concetto iniziale è stato sviluppato dallo studio di architettura Piuarch di Milano poi proseguito, sviluppato e coordinato internamente dal Dipartimento di Architettura di FENDI. L'edificio si sviluppa orizzontalmente su un solo livello con una pianta realizzata seguendo le necessità del processo produttivo. Le strutture presentano confini sfumati tra spazi interni ed esterni. Il polo è composto da un edificio sviluppato su un unico livello principale che ospita tutte le funzioni (produzione, laboratori, uffici, servizi), un piano interrato per il parcheggio e un primo piano con la canteen che si affaccia direttamente sul giardino pensile.
Il cotto, esempio di altissimo artigianato italiano, ricorda il materiale della fornace preesistente. Gli interni sono caratterizzati da un rivestimento in terracotta disegnato da FENDI, posizionato in un pattern di linee verticali alternate - che riprendono il logo Pequin - interrotto dall’inserimento di speciali piastrelle fatte a mano, che ricordano il logo grafico dalla doppia F. Una grande scala elicoidale collega il piano terra principale con il piano superiore della canteen. Gli arredi per l’ufficio e la produzione sono nei toni neutri del bianco, per enfatizzare la luminosità della luce naturale che filtra insieme alle lampade progettate su misura, sia per l’interno che per l’esterno.
Tutti gli arredi sono Made in Italy, così come le piastrelle in cotto. Seguendo i principi di sostenibilità che hanno guidato la progettazione di FENDI Factory, i mobili imbottiti e le pelli di stock sono stati riutilizzati ed è stata data loro una seconda vita. Inoltre, anche pezzi d’arte provenienti dalla collezione interna e dall’archivio di FENDI hanno avuto una seconda vita, conferendo un’atmosfera unica agli spazi di FENDI Factory.
Un Parco che Celebra la Biodiversità
Lo stabilimento è circondato da sette ettari di verde, trattati con la massima cura: il progetto paesaggistico del parco di FENDI Factory è stato concepito con l’obiettivo di integrare fabbrica e paesaggio in un perfetto mix di boschi spontanei e scenari agricoli della campagna toscana.
Inoltre, FENDI ha creato un parco pubblico nella stessa area, di fronte all’asilo, con spazi gioco, ampie panchine e seguendo lo stesso approccio di biodiversità del paesaggio della Fabbrica FENDI, con specie vegetali autoctone e alcune aree dedicate alla crescita di piante per avere un effetto il più naturale possibile.
Per sottolineare l’importanza di questo traguardo, Serge Brunschwig, Presidente e Amministratore Delegato di FENDI, nel novembre 2020 ha piantato un albero nel cantiere: un cerro, simbolo in diverse culture di virtus, dignità e coraggio. In particolare, il cerro svolge un ruolo chiave nel progetto della FENDI Factory, celebrando la biodiversità locale dell’area.
Un Investimento nel Futuro e nel Territorio
L'investimento complessivo nella Fendi Factory sfiora i 60 milioni con un contributo pubblico (del ministero dello Sviluppo economico e della Regione Toscana) di quasi 6 milioni legato a un programma nazionale di ricerca e sviluppo. Insomma un investimento di quasi 50 milioni di euro, (il più alto del colosso LVMH in Italia sul fronte manifatturiero), per la sede produttiva toscana del luxury brand Fendi, che ha invece il suo quartier generale nel Palazzo della Civiltà Italiana, chiamato anche Civiltà del Lavoro, edificio monumentale risalente agli anni ’30, nel quartiere EUR di Roma.
FENDI: Una Storia di Successo Italiana
Fendi è un noto brand italiano di alta moda nato a Roma nell’ormai lontano 1925 da un’idea di Edoardo Fendi e Adele Casagrande. Da allora, quando si trovava in una piccola boutique nel cuore di Roma, ne ha fatta di strada. Un piccolo negozio di articoli di pelletteria e valigeria con annesso un laboratorio di pellicceria. Lì Edoardo e Adele, che aveva appreso le tecniche artigiane durante un soggiorno a Firenze, gettano le basi della loro attività.
Buon gusto e nervi saldi uniti a una eccellente professionalità, sono i pilastri su cui si sviluppa l’azienda. Ma sarà la seconda generazione, rappresentata dalle cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda, ‘le cinque dita di una mano’, ad apportare energie e grandi cambiamenti.
Nel 1965 iniziano gli anni gloriosi e segnano l’entrata in Fendi di Karl Lagerfeld, il re dei creative director, la più solida e duratura collaborazione nella storia della moda. Fendi già sinonimo di pellicceria, con lui ne cambia il concetto e l’aspetto: si intarsia e si intreccia quasi fosse un tessuto. Anche la pelletteria subisce la sua rivoluzione. Il 1977 è l’anno di nascita del ready-to-wear. Nel ’97, con Silvia Venturini Fendi direttore creativo degli accessori, nasce la Baguette la iconica borsa diventata pezzo da collezione e nel 2009 la borsa Peekaboo, un successo paragonabile alla Baguette. Il 2020 vede l’ingresso dello stilista britannico Kim Jones nominato per le collezioni couture e prêt-à-porter donna. Jones affianca i direttori creativi Silvia Venturini Fendi, accessori e collezione uomo, e Delfina Delettrez per le collezioni dei gioielli.
FENDI Factory: Un Cuore Pulsante per la Maison
Fendi Factory è oggi il cuore pulsante della maison Fendi, il luogo di creazione, sviluppo, innovazione, formazione artigianale e produzione uniti tutti sotto lo stesso tetto dell’area fiorentina. Si privilegiano la storia e quindi la competenza della qualità sartoriale senza omissione alcuna di nuovi codici espressivi. L’uomo Fendi non si lascia invadere dal conformismo di massa, ma si prefigge una visione personale del mondo. È attento ai minimi dettagli, è con un piede nel futuro, e unico riferimento inossidabile e eterno è il logo.
Un'Architettura che Scompare nel Paesaggio
Un'architettura che, pensata come parte integrante del paesaggio e non come un suo innesto, si pone in dialogo con la natura circostante. Un vasto giardino sospeso che risana un'antica frattura del territorio e allo stesso tempo assume anche una funzione sociale e collettiva. Un complesso di circa 14mila metri quadrati immerso nella campagna toscana - che ospita uffici direzionali e amministrativi, un ristorante, un magazzino di produzione, laboratori e una scuola di alta pelletteria - il cui concept è stato ideato e sviluppato dallo studio milanese Piuarch con il paesaggista Antonio Perazzi e successivamente proseguito dall’Architecture Department di Fendi.
Punto di partenza del progetto è stato lo studio delle caratteristiche del luogo, segnato dalle logiche di sfruttamento dell’industria laterizia e della cava precedentemente attiva sul lotto: una situazione che ha richiesto un intervento di risanamento ed è diventata occasione per instaurare dinamiche decisamente più virtuose di gestione del territorio. “L’idea è stata quella di ricostruire un paesaggio naturale attraverso un’architettura che scompare all’interno del paesaggio stesso”, ha spiegato Gino Garbellini, socio dello studio Piuarch, fondato nel 1996 con Francesco Fresa, Germàn Fuenmayor e Monica Tricario. “Quando un progetto di architettura è anche un progetto di paesaggio, la simbiosi con l’ambiente si sviluppa in modo naturale”. Un equilibrato rapporto tra uomo e natura che nella nuova Fendi Factory è rinsaldato tra l'altro anche da ulteriori scelte, come la centralità dell'areazione e della luce naturale, l'utilizzo di materiali che richiamano i colori del luogo e le pareti esterne e interne trasparenti.
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