Fratturazione Idraulica: Pro e Contro in Italia
Il costo dell’energia, la disponibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti rappresentano elementi chiave per favorire la ripresa economica. La produzione di idrocarburi rappresenta un delicato terreno di dibattito in termini di sostenibilità ambientale, profili di rischio e attualità delle strategie.
La Strategia Energetica Nazionale
La Strategia Energetica Nazionale (SEN), delineata dal governo Monti nel marzo 2013 e oggetto di recenti provvedimenti normativi, prevede tra le sette priorità per il 2020:
- Efficienza energetica
- Mercato competitivo del gas
- Sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili
- Sviluppo delle infrastrutture e del mercato elettrico
- Ristrutturazione della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti
- Modernizzazione del sistema della governance
- Produzione sostenibile di idrocarburi nazionali
Le Opinioni a Confronto
Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, denuncia l’obsolescenza della strategia energetica italiana, che dovrebbe puntare sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica. Oltre ai profili di rischio, restano dubbi circa la compatibilità delle attività di estrazione con le attività turistiche e con la tutela del paesaggio.
Sergio Morandi, amministratore delegato della Medoilgas Italia, ha affermato: “Ci occupiamo di ricerca e produzione di idrocarburi: gas e petrolio. Il nostro è un settore con elevati livelli di rischio, non di carattere ambientale ma finanziario. Ricercare giacimenti è un’attività molto costosa che nella maggioranza dei casi non porta ai risultati sperati”.
Rischi Ambientali
In un’intervista rilasciata alla trasmissione “Report”, l’ex commissario per la tutela delle acque di New York, Al Appleton, ha dichiarato: “Il fracking è […] incompatibile con la raccolta d’acqua per un acquedotto. Ogni volta che si costruisce un pozzo s’iniettano 34 milioni di litri di fluidi, la metà di questa acqua piena di sostanze chimiche resta nel sottosuolo e arriva a contaminare le acque freatiche e queste, quando ritornano in superficie, in più si trascinano dietro anche una serie di materiali radioattivi che giacevano in profondità […] come l’uranio, il radio, il polonio”.
Correlazione con i Terremoti
La tecnica del fracking può comportare elevati rischi di terremoti specie in zone sismiche. Studi realizzati da gruppi di ricerca di rilievo internazionale dimostrano una correlazione tra l’utilizzo della tecnica del fracking e l’aumento del rischio sismico. John Armbruster, sismologo della Columbia University, sottolinea il pericolo di terremoti: “A dicembre del 2010 è stato trivellato un pozzo tra la Pennsylvania e Ohio. Nei nove mesi a seguire sono stati percepiti nove terremoti. […] abbiamo registrato un terremoto di magnitudo 3, l’epicentro si trovava entro un km dal fondo del pozzo.
La correlazione tra le attività di estrazione di idrocarburi mediante fracking e i terremoti è stata smentita da più parti. Il fisico Enzo Boschi e il Laboratorio di Monitoraggio Cavone hanno sottolineato l’assenza di un legame di causalità tra il sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio 2012 e l’attività d’estrazione di idrocarburi nella zona di Mirandola.
La Posizione Politica
Nel discorso tenuto al Senato della Repubblica il 21 maggio 2013, l’ex premier Enrico Letta ha dichiarato: “La priorità assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili. […] Chiederemo […] un atteggiamento aperto e non penalizzante per lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa, come lo shale gas”.
Il premier Matteo Renzi, in un’intervista rilasciata a Maria Teresa Meli del “Corriere della Sera”, ha ribadito la crucialità dello sfruttamento degli idrocarburi nazionali: “È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e Basilicata.
Così ha dichiarato nel settembre 2014, Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, in L’ossessione di Renzi per le trivelle sul blog degli attivisti: “Drill Baby Drill, sembra il leitmotiv scelto prima da Monti - […] poco prima di passare la mano al governo Letta - e proseguito da Renzi, in modo acritico. Acritico e con la testa rivolta a un passato fossile. […] Prendendo alla lettera la Strategia, dovremmo persino far marcia indietro sulle rinnovabili! […] Ed è proprio una assurdità logica il voler 'estrarre tutto' il petrolio nei prossimi anni senza proporre allo stesso tempo uno scenario credibile e con strumenti adeguati di decarbonizzazione che porti progressivamente l’Italia a un’economia basata sulle rinnovabili e l’efficienza.”
Compatibilità con Turismo e Paesaggio
Le installazioni già presenti lungo la costa adriatica non sembrano avere minimamente inciso sulle attività turistiche, mentre i livelli di sicurezza raggiunti e le tecnologie impiegate permettono una tutela pressoché assoluta del paesaggio. Oltre ai profili di rischio insiti nello sfruttamento delle risorse energetiche presenti nei fondali della dorsale adriatica, rimangono ancora notevoli dubbi circa la compatibilità delle trivelle e delle attività di estrazione con le attività turistiche e con il più ampio obiettivo di tutela del paesaggio.
La petrolizzazione porterebbe a distruggere quel già fragile patrimonio paesaggistico che rappresenta una risorsa unica. Un accorato appello per la tutela del paesaggio italiano proviene dal FAI (Fondo Ambientale Italiano) e dalla professoressa Maria Rita d’Orsogna, che ribadiscono l’incoerenza della SEN con la vocazione storica ed economica dei territori coinvolti dai processi di petrolizzazione.
Sergio Morandi, amministratore delegato della Medoilgas Italia, impegnata nell’estrazione dal giacimento petrolifero “Ombrina” lungo la costa abruzzese, su “Il Fatto Quotidiano” del 24 giugno 2013 ha affermato: “Ci occupiamo di ricerca e produzione di idrocarburi: gas e petrolio. Il nostro è un settore con elevati livelli di rischio, non di carattere ambientale ma finanziario. Ricercare giacimenti è un’attività molto costosa che nella maggioranza dei casi non porta ai risultati sperati, anche dopo avere perforato. In questi casi, come quando i giacimenti si esauriscono, si ripristina il sito alle condizioni originali. Nel 2008 abbiamo rinvenuto un giacimento importante: Ombrina, quello di cui lei parla nel suo articolo. Si tratta di un giacimento che non presenta complessità ed è quindi tecnicamente semplice da produrre, il che rende le operazioni estremamente sicure.
Cos'è il Fracking?
Il fracking, o fratturazione idraulica, è una tecnica di estrazione di petrolio e gas naturale attraverso la quale è possibile ottenere tali combustibili da rocce scistose, ossia di facile sfaldamento e di natura prevalentemente argillosa, attraverso la pressione dell’acqua. Le perforazioni del sottosuolo, insieme alle iniezioni ad alti livelli di pressione di enormi quantità d’acqua, possono determinare uno scivolamento delle faglie circostanti generando terremoti.
Fracking "brutto, sporco e cattivo"
Quel che preoccupa l'opinione pubblica e la comunità scientifica è dunque la scala di impatto della “fratturazione idraulica” della roccia. È vero che questa tecnica potrebbe indurre scosse sismiche di alta intensità? È vero che queste speciali trivellazioni possono mettere in collegamento la zona produttiva con le falde acquifere circostanti esponendole a inquinamento di metalli pesanti e particelle radioattive usate come traccianti?
L'Europa e il Fracking: Un Quadro Variegato
Ora, a detta della stessa Unione Europea il gas scisto è il “combustibile fossile non convenzionale con il maggior potenziale di sviluppo in Europa”. In particolare, secondo una stima dell'European Commission's Joint Research Centre, il potenziale tecnicamente recuperabile di shale gas ammonterebbe a 16 miliardi di metri cubi. Per renderci conto di cosa stiamo parlando basti pensare che il consumo annuale di gas dell’Italia si aggira sugli 80 miliardi di metri cubi.
Quanto alle politiche di estrazione, non c'è ancora una regola comune. Polonia e l’Ucraina (rispettivamente 1ª e 3ª nazione in Europa per riserve di gas non convenzionale) sono impegnate nello sviluppo dello shale gas; la Francia (2ª per riserve) ha vietato le esplorazioni, mentre Germania e Gran Bretagna sono orientate a regolamentare le attività di estrazione. In Italia, invece, è “tecnicamente” vietato, ma senza una legge vera e propria.
Progetto Sheer, obiettivo “trasparenza”
“Di fronte all'incertezza dei dati sull'impatto delle attività estrattive - spiega Paolo Gasparini, tra i più autorevoli esperti internazionali di fisica terrestre e responsabile di Sheer - l'Ue ha deciso avere un quadro preciso di rischi e benefici, la nostra ricerca serve a fornire le basi per definire delle linee guida. Le prime al mondo in materia”.
Impatto Ambientale del Fracking
L’utilizzo su ampia scala del gas naturale potrebbe portare grandi benefici all’ambiente sostituendosi al carbone, specialmente per quanto riguarda la produzione di elettricità. La pratica della fratturazione idraulica, tuttavia, comporta concreti pericoli per le persone che abitano in prossimità dei pozzi, un timore confermato da un recente studio pubblicato sull’Annual Review of Environment and Resources.
I costi ambientali -e i potenziali benefici- del fracking, ovvero dell’iniezione di enormi quantità di acqua, sabbia e sostanze chimiche nelle formazioni rocciose del sottosuolo, sono il soggetto della pubblicazione: durante l’indagine sono stati studiati 165 tra i più recenti studi accademici, parallelamente ai dati governativi raccolti in database dedicati. “Siamo certi che grazie al fracking sarebbe possibile estrarre più gas e più petrolio”, spiega Robert Jackson, il leader dello studio. “La chiave è ridurre i costi dal punto di vista ambientale il più possibile, sfruttando invece al meglio i potenziali benefici”.
Mantenere il pozzo per il fracking in funzione, infatti, richiede attività molto più intense rispetto a quelle che convenzionalmente si svolgono nell’industria del petrolio e del gas stesso. Questo comporta potenziali rischi per la salute da non sottovalutare, dall’aumento nei composti organici volatili (COV) a quello di sostanze tossiche. Eppure, anche qui, una volta che il gas naturale avesse rimpiazzato il carbone per la generazione di elettricità, i benefici per quanto riguarda la qualità dell’aria includerebbero ridotte emissioni di anidride carbonica.
I gas e le sostanze chimiche, spiega tuttavia lo studio, risalgono raramente fino a raggiungere le falde acquifere. Il vero elemento potenzialmente pericoloso sono invece le eventuali falle degli involucri di rivestimento dei pozzi vicini alla superficie, oltre alla gestione delle acque di scarico. La stessa iniezione delle acque nuovamente in profondità non è priva di problematiche, emerge dallo studio.
Rischi e Problematiche del Fracking
Le critiche che vengono mosse al fracking sono sostanzialmente legate ai rischi ambientali che la accompagnano e alle sue possibili conseguenze. Ci sarebbero molti aspetti da considerare ma, in particolare, i nodi più critici sono tre: la gestione delle acque, l'impronta idrica, e i terremoti indotti. Secondo l’EPA tra il 2006 e il 2012 sono state registrate 151 perdite e di queste il 10% ha raggiunto falde acquifere, fiumi e ruscelli, sversando un quantitativo di acque tossiche stimato tra i 105 mila e i 2.7 milioni di litri. Il fracking porta con sé anche un altro grande problema: la fratturazione dello strato argilloso può, in alcuni casi, propagarsi fino ad intercettare la falda acquifera.
Impronta Idrica
Un aspetto che preoccupa la comunità scientifica è l’aumento dei consumi di acqua relativi a ciascun pozzo, cioè l’aumento della loro impronta idrica. Secondo un recente studio, dal 2011 al 2016 la quantità di acqua impiegata da ciascun pozzo è aumentata del 770% e le acque “sporche”, cioè contaminate dalle sostanze chimiche, del 550% entro il primo anno.
Premessa: i terremoti indotti sono una piccolissima fetta rispetto a quelli naturali, statisticamente quasi irrilevanti. Detto ciò, è giusto sapere che l’introduzione di liquidi in pressione all’interno del sottosuolo è ritenuta essere una delle cause principali di terremoti antropici nelle aree di fracking. Fortunatamente, molti di questi terremoti hanno magnitudo ridotte e, spesso, non vengono nemmeno percepiti dalla popolazione.
Fracking in Italia e in Europa
A livello europeo la situazione risulta piuttosto variegata. Stati come Germania, Francia e Scozia hanno tassativamente vietato il fracking o revocato le licenze esistenti, mentre altri come UK, Spagna e Portogallo praticano già da diversi anni questa pratica. In Italia la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato nel 2014 una risoluzione che esclude ogni tipo di attività legata al fracking.
Il Dibattito sul Fracking: Un'Analisi a 360 Gradi
La tecnica della fratturazione idraulica è decisamente divisiva: se da un lato si tratta di un’industria che crea posti di lavoro e ricchezza, dall’altro gli studi evidenziano che la tecnica provoca non pochi impatti ambientali e sanitari.
I Rischi per la Salute
Secondo uno studio condotto dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health le persone anziane che vivono vicino o sottovento allo sviluppo non convenzionale di petrolio e gas estratto mediante fracking sono a più alto rischio di morte precoce rispetto agli individui anziani che vivono lontano. Secondo uno studio dell’Università di Rochester, la qualità dell’acqua potabile pubblica è compromessa dallo sviluppo dello shale gas. E’ un’attività idrovora. Servono infatti milioni di litri d’acqua per ogni pozzo. E’ fonte di emissioni climalteranti.
Fracking nel Mondo
Senza dubbio negli Stati Uniti la produzione di shale gas e shale oil ha rivoluzionato la storia energetica del Paese. Al contrario, i paesi dell’Unione Europea hanno adottato politiche diverse nei confronti del gas di scisto, che vanno dal divieto di fratturazione idraulica in Francia e Bulgaria alle trivellazioni esplicative e ai test di fratturazione idraulica in Polonia. In ogni caso in diversi Paesi europei, Italia compresa, il fracking è vietato.
Tralasciando gli Stati Uniti, dove il fracking è ampiamente utilizzato, nuovi progetti sono in atto o in fase di definizione in Australia, Arabia Saudita, Russia, Argentina e Messico. Gli incidenti non si sono fatti attendere. A gennaio 2025 le miscele contaminate utilizzate per la fratturazione idraulica sono state inavvertitamente rilasciate nell’ambiente.
L'Allarme Fracking in Italia
L’allarme fracking si riaffaccia in un Italia dal territorio fragile, come dimostra la situazione dell’Emilia Romagna che sprofonda sempre più - e della quale greenreport.it ha scritto in questi giorni -, ma dove le tentazioni di estrarre il gas da scisti si fanno sempre più forti.
Se negli anni passati si discuteva di convenienza economica e problemi ambientali del gas di scisto, oggi fa notizia che negli Usa molte produzioni energy intensive stanno ritornando in patria. La competitività energetica è divenuta competitività economica. Le criticità dello sfruttamento di questo tipo di gas non convenzionale risiedono nei rischi di inquinamento delle falde acquifere connessi con le attività di fratturazione idraulica.
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