Le Vie dei Tesori a Caltanissetta: Recensioni e Scoperta del Patrimonio Culturale
Dal 10 al 25 settembre, Caltanissetta, insieme a San Cataldo ed Enna, ha ospitato le nuove edizioni de Le Vie dei Tesori, il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale e paesaggistico della Sicilia.
Le Vie dei Tesori promuove durante tutto l’anno attività di racconto, di valorizzazione e di apertura al pubblico dei tesori dell’isola, con un forte coinvolgimento della comunità. Quest'anno ha rappresentato un'occasione di riappropriazione per i cittadini e un appuntamento straordinario per i turisti.
Ritorno alle Radici Culturali e al Senso di Comunità
Con il supporto del Comune, sono stati scelti con cura quindici luoghi per rileggere la città alla luce delle sue ricchezze culturali, ma anche per riscoprire il senso di comunità appunto restituendo siti finora negati. Dallo storico liceo della città al convitto dei Gesuiti, dall’antica “casina” del barone Benintende al serbatoio di Monte San Giuliano che è una vera opera di ingegneria idraulica, passando per chiese ritrovate, cripte sconosciute e spazi voluti dagli artisti fino ad un delizioso museo vintage con gli oggetti iconici che hanno popolato la vita quotidiana dell’ultimo mezzo secolo, oltre a un’inedita collezione di acquasantiere al Museo Diocesano.
In aggiunta, esperienze, passeggiate e un racconto teatralizzato nell'ex miniera di zolfo di Gabara hanno arricchito l'esperienza. Caltanissetta ha varato la sua nuova edizione delle Vie dei Tesori, estendendosi a due siti importanti della vicina San Cataldo: la chiesa delle Anime del Purgatorio con la sua cripta e Santa Lucia con gli imponenti Sanpauluna.
Il Commento del Sindaco e dell'Assessore
«Le Vie dei Tesori è un’iniezione di positività - interviene il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino - in tempi complicati in cui si avverte una sorta di “rabbia sociale”. Questo festival è un motore di bellezza: e ringrazio soprattutto chi ci ha messo a disposizione spazi e collezioni private, dandoci fiducia. Mi piace segnalare anche ai miei concittadini, il serbatoio di San Giuliano che è un esempio di archeologia industriale, ma anche un simbolo sociale importante. Infine, saluto San Cataldo con cui dividiamo un territorio straordinario, ma anche progetti futuri importanti per la prossima Agenda Urbana».
«Siamo felici del ritorno delle Vie dei Tesori - dice l’assessore al Turismo e vicesindaco Grazia Giammusso - è un appuntamento atteso dalla comunità e alcuni dei luoghi sono sconosciuti anche per i residenti».
Un Percorso Radicato nel Territorio
«Un percorso che si è radicato e che crea finalmente comunità - dice Pasquale Tornatore che si è occupato del programma - ed è importante il coinvolgimento dei ragazzi a cui faremo conoscere il patrimonio di Caltanissetta e, da quest’anno, di San Cataldo. Ma sono già altri i Comuni del Nisseno che vorrebbero aderire».
Quest'edizione ha toccato la memoria del territorio, partendo dagli archivi del liceo “Ruggero Settimo” aperti nel 1863, e includendo il Convitto dei Gesuiti, che aveva sede nella “casina” di villeggiatura dell’Ordine e colonia montana nel periodo fascista, al cui periodo risale anche la piscina.
Tesori Nascosti e Riscoperte
Visite anche al laboratorio del museo mineralogico paleontologico e delle zolfare dell’IISS Mottura che espone 5000 minerali e il meteorite donato dall’imperatore d’Etiopia, oltre a una collezione di fossili, tra cui un esemplare di Ammonite Arietites del Giurassico. Il Convento agostiniano conserva il dipinto su ardesia (ritenuto miracoloso) della Madonna della Grazia attribuito a Pietro Antonio Novelli; nella sacrestia, una piccola ma interessantissima mostra sull’Inquisizione spagnola, curata da Michele Mendolia Calella.
Apre anche la cripta della Cattedrale, realizzata nei primi anni Venti del Novecento, trasformata in spazio culturale che ospita le installazioni della mostra “Adoremus” del nisseno Alberto Antonio Foresta sul possibile dialogo tra le religioni. Altri due luoghi inediti per il festival: la casina ottocentesca del barone Benintende, sindaco di Caltanissetta nel primo ventennio dell’800, nata come residenza estiva, al centro di un ampio terreno coltivato a grano, olive, mandorle e uva da mosto; conserva ancora arredi d’epoca e molti strumenti agricoli, e le grandi valigie di fine ‘800 con cui i proprietari successivi, la coppia Paolilla, emigrati in America, utilizzò nei viaggi da e per gli States. Infine la grande “macchina idraulica” di epoca fascista, il serbatoio di monte San Giuliano realizzato nel 1929 quando fu completato l’acquedotto delle Madonie: si potrà entrare nella struttura e arrivare fino alle grandi vasche.
Spazi Dedicati all'Arte del Novecento
Quest’anno sono due i luoghi che guardano all’arte del Novecento: si visiterà Sosta Visiva, un inedito museo del design e del vintage creato da Liborio Di Buono nello showroom dell’azienda di famiglia. Esposti pezzi di Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Ettore Sottsass, Marco Zanuso; e i maestri dell’architettura razionalista del ‘900, Le Corbusier, Mies Van Der Rohe, Charles Eames, Gerrit Rietveld.
Aperto solo nell’ultimo weekend del festival, SpazioPitta, casa museo creata nel 2019 da Lorenzo Maria Ciulla, in arte il Pittastorie, nello storico quartiere Angel. Sono stati chiamati a raccolta sia molti artisti che hanno sposato l’idea realizzando un’opera site specific, sia gli abitanti del quartiere.
San Cataldo al Debutto
Nei primi due weekend ha partecipato anche la vicina San Cataldo dove sono stati aperti alle visite due luoghi di solito disponibili un solo giorno al mese: l’antichissima chiesa delle Anime del Purgatorio con la cripta cimiteriale, scoperta nel 1977, divisa in due ambienti, l’ossario e un locale con venti stalli in gesso per l’essiccazione dei cadaveri, e la chiesa di Santa Lucia che sotto la sua cupola candida, possiede una pianta a croce greca che la rende unica nel panorama dell’architettura religiosa locale, simile soltanto a Sant’Agata al Collegio a Caltanissetta. In occasione del festival sono stati qui esposti straordinariamente i Sanpauluna, i giganti processionali di 3 metri, di origine spagnolo-catalana, che raffigurano 11 apostoli (tranne Giuda) e animano la Domenica di Pasqua.
Ritorno ai Luoghi Più Visitati
Ritornando a Caltanissetta, sono stati visitabili molti “luoghi” che negli altri anni hanno raccolto numerosissimi visitatori: dalla Casa del Mutilato che su una delle lapidi all’ingresso riporta il proclama della vittoria nella Grande Guerra firmato dal generale Diaz; all’ex Palazzo delle Poste e Telegrafi che nasconde bellissimi affreschi del periodo fascista realizzati negli anni ‘30 da Gino Morici e da Gaetano Sparacino e presenterà anche pezzi inediti da collezione privata.
Il Palazzo del Seminario vescovile ha aperto sale di solito non visitabili: il refettorio, la stanza del venerabile Giovanni Jacono, già vescovo di Caltanissetta, saloni di rappresentanza con opere d’arte e una singolare collezione di 250 acquasantiere di epoche e Paesi diversi, riunite in un allestimento molto originale. Infine, il museo aziendale della fabbrica di liquori Averna costruito dopo il 1859 sui resti dell’antico convento cinquecentesco dei frati Cappuccini: si visiteranno i saloni con archi a tutto sesto, dove si conservano ancora gli antichi utensili e macchinari della distilleria, fotografie, bottiglie, diplomi.
Esperienze e Passeggiate
Una la passeggiata in programma, porterà nel cuore storico della città, nel quartiere Provvidenza, tra inesorabile abbandono ed esempi virtuosi di rinascita, memoria storica cittadina, murales contemporanei e convivenza multiculturale. Tre invece le esperienze organizzate da Paesaggi di Mezzo per le quali è consigliabile prenotare subito perché sono molto richieste: si potrà passeggiare nei vigneti delle Tenute Lombardo, visitando la cantina e la tenuta di “Sua Altezza”; partecipare ad un trekking di scoperta che si snoda tra il vulcanesimo sedimentario delle Maccalube di Terrapelata, la balconata panoramica di Monte Sabucina e la masseria Santa Barbara, antica residenza del barone Calafato; e infine visitare un luogo che sembra immobile nel tempo: l’ex miniera di Zolfo di Gabara, dove una guida, un geologo e un mimo racconteranno insieme la storia delle zolfare siciliane e le difficili condizioni di lavoro dei minatori e carusi.
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