Gruppo Clerici: Storia di un Leader nell'Idraulica Italiana

Dalla piccola ditta edile delle origini al grande gruppo leader del mercato dei giorni nostri, cambiano le dimensioni, i numeri e le proporzioni, ma i valori rimangono quelli di sempre. Il Gruppo Clerici di Brescia è oggi una delle realtà più importanti del mercato italiano nel settore della distribuzione di prodotti idrotermosanitari e arredobagno - grazie al suo network di 18 aziende che presidiano le regioni del Nord e Centro Italia - ma sa coniugare le dinamiche della grande impresa con l’autenticità e lo spirito tipici delle imprese familiari del nostro Paese.

Le Origini e la Fondazione di AFIS

Come molte altre imprese italiane nate “piccole” ma che con impegno, lungimiranza e determinazione sono diventate “grandi”, è cominciata anche la storia di Clerici. «La nostra storia ebbe inizio nel secondo dopoguerra su iniziativa di mio nonno Giovanni», racconta Clerici, «con l’apertura a Brescia nel 1948 di un’azienda che allora si chiamava Afis: operava nel settore edile.

Erano i primi anni del Dopoguerra e si respirava un’aria di ricostruzione, c’era la voglia di lasciarsi tutto alle spalle e ripartire. Dopo pochi anni, alla originaria attività si aggiunge il commercio, specializzandosi come punto vendita di prodotti di idraulica.

L’avventura nel nuovo punto vendita partì da subito in maniera positiva e coraggiosa anche grazie alla posizione della sede in un’area dalle maggiori possibilità di espansione dove, ancora oggi, si trova AFIS Brescia, in via Industriale 28. Ai tempi era formata solo da due piccoli magazzini, un’aiuola fiorita e un’area dedicata all’esposizione dei prodotti sanitari.

“Fummo di fatto i primi a dotarci di un salone espositivo, oltre che a fornire un servizio completo, dal calcolo dell’impianto alla vendita dei singoli prodotti. In questo modo quindi, anticipando i tempi, la realtà aziendale è cresciuta e si è sviluppata di pari passo con lo sviluppo della società e del mercato in Italia, in base anche alle esigenze delle persone, mutandoci e adattandoci nel tempo”.

Il Passaggio Generazionale e l'Espansione

Uno dei momenti chiave è il 1966, quando la seconda generazione della famiglia prende in mano la ditta. A metà degli anni ‘60, subentrò il cambio generazionale: allora le redini della società vennero prese in mano dai figli Carlo, appunto, e dal fratello Roberto, parallelamente ad un periodo in cui l’Italia stava evolvendosi rapidamente, e che vedeva emergere nuove necessità dal punto di vista aziendale.

Sotto la guida di Carlo Clerici inizia dunque un percorso di crescita ed espansione, in particolare con l’acquisizione nel 1978 di Unicom, impresa attiva nello stesso settore. Negli anni successivi, furono affittati ulteriori due locali nella stessa via, uno dei quali venne trasformato in un'esposizione di arredobagno.

Questo contesto richiedeva dunque anche maggiore coraggio dal punto di vista imprenditoriale, che venne messo in campo da Afis attraverso una scelta innovativa per il settore in quel momento: l’apertura di nuove filiali nelle province di Bergamo prima e Piacenza poi.

A fine anni Ottanta Paolo Clerici compie i primi passi in azienda: «Già negli anni del liceo e durante l’università svolgevo dei piccoli incarichi, ma soprattutto mi piaceva osservare e capire in profondità tutti i meccanismi e le complesse dinamiche del settore.

«Invece, il mio ingresso in azienda - racconta Paolo Clerici - risale alla fine degli anni Ottanta: il passaggio di consegne con mio padre, con cui ho sempre avuto un bellissimo rapporto, è stato molto fluido ed è durato alcuni anni, abbiamo dunque avuto il tempo di gestirlo in maniera graduale».

Questo mi ha portato, nel corso degli anni, ad assumere i primi ruoli nell’area acquisti e vendite, facendo esperienza sul campo e occupandomi in prima persona dei rapporti con i clienti. Il passaggio di consegne con mio padre, con cui ho sempre avuto un bellissimo rapporto, è stato molto fluido ed è durato alcuni anni, quindi abbiamo avuto il tempo di gestirlo in maniera graduale».

Con il passare degli anni e la crescita della reputazione aziendale, iniziarono a presentarsi alcune occasioni per acquisire realtà analoghe del settore idraulico: alla fine degli anni 70 la Unicom di Brescia, mentre agli inizi degli anni 90 la Sanitaria Lodigiana di Lodi. “Una scelta fondamentale - come ricordato da Carlo Clerici - quella di acquisire altre società, lasciando però loro la possibilità di gestire il proprio marchio in autonomia.

Acquisizioni Strategiche e Crescita del Gruppo

La crescita nel corso degli anni è costante. Nel 1991 viene acquisita Sanitaria Lodigiana e nel 2005 il gruppo Idras, formato dall’omonima azienda, Mfm, Gruppo Ad e Aris. Nel 2017 questo insieme di brand, con altri acquisiti strada facendo, va a costituire il nuovo gruppo Clerici.

Ma è negli ultimi 4 anni che l’espansione si fa ancora più impetuosa: a partire dal 2018, con l’ingresso della marchigiana Saccaria, l’azienda non solo accresce il numero di punti vendita ma espande e consolida la propria presenza sul territorio anche in centro Italia, concludendo ulteriori operazioni negli anni più recenti, fino a diventare il player più importante in Toscana - con le acquisizioni di idealComfort, Palagini, Termomarket - e uno dei più importanti a livello nazionale.

«Attraverso un modello di business costruito su una presenza geografica capillare, insieme a una politica di acquisti selettivi di realtà con una clientela già fidelizzata - spiega il presidente - abbiamo progressivamente ampliato l’offerta di prodotti e la copertura del territorio, arrivando fino al centro Italia: solo negli ultimi tre anni, sono entrate a far parte del gruppo dieci aziende.

«La nostra ultima operazione, l’acquisizione del 100% del capitale della padovana HydrossTico, ci ha consentito di entrare in Veneto, una regione molto importante per il nostro business, con un grande potenziale di crescita e in cui non eravamo ancora presenti - sottolinea il presidente che aggiunge -. Nel medio periodo prevediamo una ulteriore espansione geografica a livello nazionale e abbiamo un piano di apertura per i prossimi due, tre anni molto importante nelle regioni nelle quali già operiamo».

«A livello gestionale e di catalogo tutte le aziende acquisite vengono uniformate, applicando il nostro software aziendale e unificando tutte le procedure (amministrazione, servizi, marketing, finanza e tesoreria).

Numeri Chiave della Crescita

I numeri di questo sviluppo sono eloquenti: i punti vendita passano rapidamente dai 31 del 2017 agli 84 del 2020, e oggi superano i 100, cui vanno aggiunti i 58 showroom arredobagno. Evidente anche la crescita sotto il profilo dei ricavi: il bilancio consolidato del 2021 ha registrato un fatturato di 583 milioni di euro, con un progresso del 45,7% rispetto ai 400,8 milioni di euro del 2020, un dato che conferma il robusto trend di crescita dei ricavi, che risultano più che raddoppiati nell’ultimo quadriennio, passando dai 253 milioni di euro del 2018 ai 583 milioni dello scorso esercizio.

Di pari passo sono aumentati i risultati economici. «Prevediamo di chiudere il 2023 con risultati in linea con il 2022, quando avevamo chiuso l’esercizio con un fatturato di 779 milioni di euro, in progresso del 33,6% rispetto ai 583 milioni di euro del 2021 - afferma Paolo Clerici -. Consideriamo questo dato eccellente tenuto conto del contesto di mercato e del complesso scenario attuale».

Gruppo Clerici ha recentemente approvato i risultati di bilancio relativi al primo semestre 2022, che evidenziano un fatturato pari a 373 milioni di euro, in progresso del 48,7% rispetto ai 251 milioni di euro realizzati nel primo semestre dello scorso anno.

«I risultati del primo semestre 2022 rispecchiano la crescita dimensionale degli ultimi anni - spiega il CFO di Clerici, Fabio Ciccarelli - e sono in linea con la tendenza incrementale in termini di fatturato e marginalità. Proprio quest’ultima risulta migliorata non solo per le ottime condizioni di acquisto che l’azienda ottiene, ma anche grazie alle sinergie virtuose in essere tra le società del gruppo, che consentono di abbattere significativamente i costi di struttura».

Anno Fatturato (milioni di euro) Punti Vendita
2017 N/A 31
2018 253 N/A
2020 400,8 84
2021 583 >100
2022 779 (previsione) N/A

Clientela e Core Business

Il core business rimane la vendita al target della clientela professionale (imprese edili, installatori, liberi professionisti) con un giro di affari che si attesta intorno all’85% del fatturato, mentre il restante 15% è rappresentato da clientela privata.

«La maggior parte della nostra clientela (circa l’80%) è rappresentata dall’idraulico, che necessita di costruire un rapporto con il distributore sul piano locale. Per questo motivo, in mancanza di marchi conosciuti a livello nazionale, le insegne storiche locali rappre sentano per noi un valore aggiunto e abbiamo voluto mantenerne i marchi.

Impegno per la Sostenibilità

E proprio su quest’ultimo punto, con la recente approvazione del suo primo Piano di Sostenibilità, il gruppo ha deciso di fare un ulteriore, importante step per essere in linea con le best practise del settore a livello internazionale. «L’impegno su questo fronte non è nuovo per noi», conclude il presidente.

«Clerici si pone già come intermediario chiave nell’aiutare i consumatori italiani a decarbonizzare i loro sistemi di riscaldamento grazie all’utilizzo delle pompe di calore come alternativa ai sistemi di riscaldamento tradizionali.

Siamo inoltre già particolarmente attenti a tematiche come il risparmio energetico, l’efficientamento idrico, la scelta dei fornitori che utilizzano risorse rinnovabili e riciclate. Con l’approvazione del nostro primo Piano di Sostenibilità, facciamo ora un decisivo passo in avanti in questo percorso, delineando un programma di attività che ci consentiranno di rappresentare un’eccellenza a livello internazionale: anche la distribuzione può fare la sua parte quando si parla di sostenibilità».

Le azioni concrete di miglioramento rientrano in un cronoprogramma ESG 2022- 2024, con l’obiettivo di una graduale messa in pratica nell’arco del triennio. Parallelamente, sempre in un’ottica di maggiore tutela della diversità di genere e di inclusività, l’azienda si impegna fin da subito nella direzione della parità salariale e della cancellazione del divario retributivo di genere.

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