Guardia Idraulica: Funzionamento e Vantaggi negli Impianti Idraulici
Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee. La norma UNI EN 12056 del 2001, divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche.
Cos'è un Impianto Idraulico?
L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno (wc, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Per “Impianti di Scarico” si intende quell’insieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate provenienti dagli apparecchi sanitari ad uso domestico.
Normativa di Riferimento: UNI EN 12056
La norma UNI EN 12056 fornisce le linee guida per i sistemi di evacuazione delle acque all’interno degli edifici e i requisiti per la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi di scarico delle acque reflue domestiche, delle acque meteoriche e delle acque di scarico industriali leggere. La UNI è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 12056-1 (edizione giugno 2000). Si applica ai sistemi fognari per acque reflue che funzionano a gravità. Si applica ai sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
Articolazione della Norma UNI EN 12056
La norma si articola in diverse parti, ognuna delle quali tratta aspetti specifici dei sistemi di evacuazione delle acque:
- UNI EN 12056-1: tratta i principi generali e le definizioni applicabili a tutti i sistemi di evacuazione delle acque all’interno degli edifici;
- UNI EN 12056-2: fornisce le linee guida per la progettazione dei sistemi di evacuazione delle acque reflue (acque nere e grigie);
- UNI EN 12056-3: si concentra sui sistemi di evacuazione delle acque meteoriche dai tetti e dalle superfici pavimentate;
- UNI EN 12056-4: descrive i sistemi di pompaggio e le loro applicazioni negli edifici, in particolare quando non è possibile evacuare le acque per gravità;
- UNI EN 12056-5: copre la manutenzione e le procedure di gestione per garantire che i sistemi di evacuazione funzionino correttamente nel tempo.
UNI EN 12056-1: Requisiti Generali e Prestazionali dei Sistemi Fognari
La prima parte della norma stabilisce i requisiti generali e le prestazioni per sistemi fognari per acque reflue funzionanti a gravità. Il consumo idrico ed energetico deve essere il minore possibile, tenendo conto delle esigenze igieniche e dei requisiti necessari per il buon funzionamento del sistema. I sistemi di scarico devono essere progettati e installati utilizzando componenti e materiali conformi ai requisiti delle relative Direttive Europee. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
I sistemi di scarico devono essere progettati, installati e sottoposti agli appropriati interventi di manutenzione in modo da non essere un pericolo o arrecare disturbo in condizioni normali di utilizzo, né provocare danni a proprietà alcuna (ad esempio alla struttura dell’edificio, ai sistemi di approvvigionamenti o ad altri impianti interni). Le tubazioni devono essere progettate in modo da essere auto-pulenti.
I sistemi per le acque reflue devono essere progettati ed installati in modo da assicurare la protezione contro: emissione di cattivi odori, cedimenti meccanici, gelo, reflusso, corrosione, propagazione del fuoco.
Requisiti Qualitativi e Quantitativi degli Affluenti
I requisiti qualitativi e la portata delle acque reflue (requisiti quantitativi) che vengono scaricate direttamente nel sistema di scarico pubblico sono soggetti a regolamenti e procedure di installazione nazionali e locali. L’immissione nel sistema di sostanze che ne riducono il grado di efficienza o di sostanze non accettate dalle autorità locali deve essere evitata.
UNI EN 12056-2: Linee Guida per la Progettazione dei Sistemi di Evacuazione delle Acque Reflue
La progettazione degli impianti di scarico delle acque reflue negli edifici si basa sulla normativa UNI EN 12056-2. Essa stabilisce i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, considerando le portate da smaltire in ogni parte dell’impianto.
Per dimensionare le tubazioni del sistema di scarico, è essenziale conoscere la portata media di scarico (l/s) degli apparecchi sanitari presenti nell’edificio. Condizioni strettamente necessarie per dimensionare le tubazioni che costituiscono il sistema di scarico, è quindi conoscere la portata media di scarico (l/s) degli apparecchi sanitari presenti nel fabbricato. La normativa UNI EN 12056-2 specifica i valori di portata di scarico per ogni apparecchio sanitario. Nel calcolo della portata di scarico delle acque reflue degli apparecchi sanitari, la normativa introduce un coefficiente per tenere conto della contemporaneità di scarico, il cui valore varia in base alla destinazione d’uso dell’edificio.
La UNI EN 12056-2 fornisce importanti delucidazioni anche in merito alla ventilazione del sistema di scarico. Essa può essere realizzata utilizzando appositi dispositivi chiamati “valvole di aerazione“. Queste rappresentano un’alternativa alle tradizionali configurazioni con condotti di ventilazione, evitando la necessità di perforare la copertura dell’edificio e offrendo diversi vantaggi funzionali, tecnici ed economici.
UNI EN 12056-3: Sistemi di Evacuazione delle Acque Meteoriche dai Tetti e dalle Superfici Pavimentate
È essenziale che ogni intervento sulle superfici degli edifici destinate alla raccolta e allo smaltimento delle acque meteoriche sia guidato da una progettazione accurata e dettagliata. Il sistema di raccolta delle acque meteoriche è disciplinato dalla norma UNI EN 12056-3:2001, che stabilisce requisiti come tenuta all’acqua, resistenza agli agenti atmosferici, chimici e biologici, manutenibilità, durabilità e aspetto estetico.
Le acque meteoriche che raggiungono le coperture degli edifici, siano esse tetti a falde o terrazze, devono essere raccolte ed evacuate tramite una rete di drenaggio specifica. Questa rete include vari elementi tecnici come bocchettoni di presa, grondaie, doccioni, pluviali e collettori, che collaborano per intercettare, raccogliere e trasportare le acque piovane dal punto di captazione fino al punto di smaltimento o raccolta per usi compatibili.
UNI EN 12056-4: Sistemi di Pompaggio
La parte 4 si concentra sulla progettazione dei sistemi di pompaggio delle acque reflue. Tali sistemi sono utilizzati quando non è possibile utilizzare sistemi di scarico a gravità, ad esempio in aree sotterranee o in edifici dove il sistema di scarico principale si trova ad un livello superiore rispetto alla sorgente delle acque reflue.
La norma fornisce linee guida per il dimensionamento delle pompe e dei serbatoi, assicurando che il sistema sia in grado di gestire il flusso massimo previsto delle acque reflue. La progettazione deve considerare diversi fattori, tra cui il dimensionamento delle pompe e dei serbatoi. È essenziale che questi componenti siano adeguati a gestire il flusso massimo previsto delle acque reflue, assicurando così l’efficienza e l’affidabilità del sistema. Per un corretto dimensionamento, è necessario calcolare con precisione le portate di scarico. Questo calcolo deve tener conto del tipo di edificio, del numero e della tipologia di apparecchi sanitari collegati al sistema. La norma fornisce linee guida dettagliate su come effettuare questi calcoli, garantendo che il sistema sia in grado di gestire anche i picchi di utilizzo.
UNI EN 12056-5: Gestione e Manutenzione dei Sistemi di Evacuazione
La parte 5 è dedicata alla gestione, alla manutenzione e all’uso dei sistemi di scarico delle acque reflue e delle acque meteoriche. Uno degli aspetti chiave trattati dalla norma riguarda la gestione dei sistemi di scarico. Questo include l’implementazione di procedure di ispezione regolari e sistematiche. Le ispezioni sono fondamentali per monitorare lo stato di salute dei sistemi, identificare potenziali problematiche in modo precoce e intervenire tempestivamente per prevenirle o risolverle. Questo aspetto è importante per garantire che i sistemi operino in modo affidabile nel tempo.
La norma fornisce anche linee guida dettagliate sulla manutenzione dei sistemi di scarico. Questo include l’indicazione di pratiche raccomandate per la pulizia periodica delle condotte, delle grondaie e dei pluviali al fine di prevenire ostruzioni e garantire un flusso d’acqua efficiente. Inoltre, la norma delinea le procedure da seguire per la riparazione e, se necessario, la sostituzione di componenti critici come tubazioni danneggiate o valvole usurati, assicurando che tali interventi siano eseguiti utilizzando materiali conformi alle specifiche tecniche originali.
Il Sifone e la Guardia Idraulica
Il sifone, elemento di raccordo tra l’apparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio. Numerosi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma in Europa e anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 (50%) con relativa connessione ad un’unica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2).
Ventilazione delle Reti di Scarico
Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravità spingono verso il basso comprimendo l’aria. Per permettere il regolare funzionamento del sistema ed evitare lo svuotamento dei sifoni degli apparecchi sanitari, occorre che le reti di scarico siano dotate di una ventilazione con l’esterno.
La configurazione più semplice è un’unica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso d’aria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa. I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressività dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale.
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