Idraulica Nassini a Villa Carcina: Informazioni Utili

VILLA Carcina (in dial. Vila Carsina, in lat.) è un comune situato a 249 metri sul livello del mare nella bassa Valtrompia, estendendosi su entrambi i versanti vallivi, a cavallo del fiume Mella, all'imbocco della valle. Il comune dista 12 km da Brescia, alla quale è collegato con la strada provinciale n. 345 della Valle Trompia.

Territorio e Frazioni

Il comune è composto da cinque frazioni: Villa (capoluogo), Cogozzo, Cailina, Carcina e Pregno. Cailina si è sviluppata al largo della sponda destra del Mella, mentre Carcina è cresciuta al largo della sponda sinistra. Pregno, sorta su un argine nel mezzo, ha garantito da sempre un servizio di "ponte" tra le due sponde.

Il comune occupa una superficie di 14,42 kmq, per la maggior parte (10,54 kmq) agraria-forestale e il resto (3,88 kmq) in fondovalle e nei declivi collinari, quasi del tutto occupata da insediamenti industriali ed abitativi.

Ecclesiasticamente il territorio comprende le parrocchie di Villa (SS. Emiliano e Tirso), Carcina (S. Giacomo Maggiore), Cailina (S. Michele) e Cogozzo (S. Antonio ab.), che fanno parte della zona XI Bassa Valtrompia, della Diocesi di Brescia.

Stemma del Comune

Lo stemma del comune è composto dalla corona, dallo scudo, dall'elemento decorativo e dal motto.

  • La corona che sormonta lo scudo è formata da un cerchio d'argento aperto da quattro pustelle (tre visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta aperta da sedici porte (nove visibili) ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero.
  • L'elemento decorativo è composto da due rami, alla destra dello scudo di quercia ed a sinistra del medesimo di carpino bianco. I rami sono incrociati sotto lo scudo e annodati con un nastro di colore porpora.
  • In testa allo scudo il motto: "In Labore et virtute".
  • Nello scudo sono rappresentati a sinistra, su fondo verde, un ingranaggio bianco contenente un incudine con martello ed a destra, su sfondo bianco, uno stabilimento con ciminiera fumante.

Evoluzione Demografica

L'evoluzione demografica di Villa Carcina è stata la seguente:

Anno Abitanti
1931 4371
1936 4608
1951 6284
1961 7251
1971 8278
1981 9684
1991 10.120
2001 10.024
2005 10.485

Storia e Amministrazione

Il comune si è formato per R.D. del 29 dicembre 1927 n. 2665 entrato in vigore il I febbraio 1928, attraverso l'accorpamento o fusione del comune di Villa Cogozzo con il comune di Carcina.

Il decreto precisa che «la sede del nuovo comune è stabilita in frazione di Villa, tenuto conto, oltre che della sua posizione centrale, anche del fatto dichiarato dal Podestà di Villa Cogozzo, che persone benemerite di tale Comune si sono offerte di costruire a loro spese in detta frazione un conveniente edificio da adibirsi a Municipio».

Primo podestà è il comm. Guido Glisenti, già podestà di Carcina dal 1926 e il più importante industriale del luogo; vice podestà Massimiliano Gusmeri, impiegato della ditta Glisenti e segretario della sezione del Partito Nazionale Fascista di Villa.

Nel 1937 il comm. Glisenti cede la carica di podestà all'ing. Antonio Cappelli, direttore della T.L.M. di Villa, coadiuvato come vice podestà da Guido Spada, impiegato nella stessa fabbrica.

L'attività del nuovo Comune si concentra sulla realizzazione dell'impianto dell'illuminazione elettrica nelle frazioni, sull'ampliamento del cimitero di Villa e l'avvio ai lavori dell'acquedotto per tutte le frazioni del Comune, completato nel 1934. Nello stesso anno viene avviata la costruzione di un ponte sul Mella fra Carcina e Cailina.

Negli anni '30 vengono costruite molte case per impiegati e operai nonché alcune strutture di servizio (scuola materna, cinema, sede del fascio, ecc.) che contribuiranno notevolmente al miglioramento residenziale e urbanistico del comune.

Tra le nuove costruzioni è la serie di alloggi popolari costruiti in Cailina dalla T.L.M. lungo via Trafilerie fino alla località "Impero" che prende il nome della proclamazione dell'Impero d'Etiopia.

Economia e Territorio negli Anni '30

Nel 1934 il 20% della superficie dell'intero comune risulta occupato da strade, piazze, fabbricati e cortili annessi, letto del fiume Mella, che in questa zona è larghissimo, canali industriali, torrenti e stabilimenti industriali (Trafilerie e Laminatoi Metalli, Guido Glisenti e Bernocchi, per non nominare che i maggiori).

Il 28 ottobre 1931 viene inaugurato il nuovo edificio dell'asilo infantile di Villa costruito su progetto dell'ing. Santo Bevilacqua.

Nel gennaio 1938 viene inaugurato il Dopolavoro aziendale delle Trafilerie, con biblioteca, gioco di bocce, sala conferenze.

Villa Carcina durante la Resistenza

Salda è la tenuta del fascismo con ampia adesione popolare. A tale predominio tuttavia continua a ribellarsi, a Villa, Ernesto Montini. Aderente alla cellula comunista promossa nella zona da Antonio Forini, nel febbraio 1935 viene condannato dal Tribunale Speciale a 3 anni di carcere.

A vendetta fascista nel 1938 viene attribuita la morte dell'antifascista Pietro Fioletti. Scritte antifasciste come «Abbasso Mussolini che rovina l'Italia» compaiono a Villa sulla strada provinciale nel novembre 1939.

Scoppiata la seconda guerra mondiale non mancano proteste pubbliche come quella inscenata nel luglio 1941 da un buon numero di donne con bambini, davanti al Municipio, a protesta della mancanza della farina gialla.

Il 27 seguente, sotto la guida del farmacista dott. Giovanni Pisati, viene esposto sul municipio il tricolore e bruciati quadri raffiguranti Mussolini, gagliardetti fascisti e carte della sezione del fascio.

Ma la vera e pronta risposta è l'assistenza organizzata in favore dei militari sbandati che trova punti di riferimento nelle case Corti e nell'attività di Giacomo Reboldi, Arrigo Achilli, Cesare Marazzi, Rosa Guerrini e Aldo Re.

Fin dall'ottobre, per iniziativa dell'ex segretario politico Massimiliano Gusmeri, si riorganizza un gruppo di nostalgici che appresta liste di proscrizione e ordini di arresto che vengono in parte vanificati dal brigadiere Modesto Guaschino, mentre altri vengono eseguiti il 9 ottobre e portano in carcere fino a dicembre otto persone.

All'assistenza agli sbandati si aggiunge una organizzazione della resistenza al fascismo e di formazioni politiche che la sostengono.

Meno rilevata e documentata è la resistenza cattolica che si coagula in gruppi autonomi: uno a Carcina, intorno al parroco don Angelo Cò e con l'adesione attiva di Gianni ed Attilio Corti, Alfredo Bonizzi, Mario Antonelli e Aldo Bosio; e un altro a Cailina, guidato da Pietro Pelizzari, Gianni Zanoni e Giuseppe Cagna.

Eventi e Ricorrenze

Il 24 maggio 1959 viene inaugurato il Monumento dei caduti di Cailina, opera dello scultore Gatti. Una analoga inaugurazione, alla presenza di mons. G.B. Bosio e del prof. Boni, ha luogo il 27 settembre 1959 nella piazza di Carcina. Nel monumento è stata inserita la lapide dei caduti della prima Guerra Mondiale.

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