Storia Idraulica di Varese e il Torrente Vellone

Secondo alcuni, il nome di Varese deriverebbe dal celtico "Var", che significa acqua, sottolineando l'estrema ricchezza di questo prezioso bene nel territorio. Il Varesotto è una terra di laghi, fiumi, torrenti, stagni e pozze. L'acqua abbonda ovunque, rappresentando una caratteristica familiare del paesaggio. A Varese, si dice che piova sempre, e i varesini si sentono rassegnati a questa peculiarità identificativa del loro territorio. Nei secoli, Varese ha convissuto con inondazioni, anche violente e improvvise.

Pochi varesini lo sanno, ma anche Varese si è distinta nei secoli passati per le sue opere idrauliche, andando a regolare ed incanalare il flusso del suo corso d'acqua principale, il Vellone, che scorre nel suo centro. Dalle pendici del Sacro Monte, in prossimità della località Ceppo, dove nasce, il Vellone scorre nell'angusta e ripida valletta che scende verso Velate per poi raggiungere Masnago.

È quasi certo, ma non esistono prove in merito, che all'altezza della Carnaga di Masnago il Vellone un tempo deviasse naturalmente verso sud per immettersi, lungo la Valle Luna, nel Lago di Varese. Gli orti di Varese, allora piccolo borgo medioevale, necessitavano di acqua sempre disponibile; di qui la decisione di deviare il corso del torrente verso est, verso Varese.

La deviazione, la forzatura sulla natura portarono però, oltre a vantaggi, anche imprevisti e disgrazie; divennero frequenti le inondazioni del centro cittadino non appena una pioggia intensa ingrossava l'alveo del fiume deviato. Si arrivò dunque nel XVII secolo alla decisione, per attutire la forza delle acque nei periodi di piena, di dividere il corso in più rami.

In tal modo poi si rispondeva anche all'esigenza di portare l'acqua in zone più diffuse ed ampie del territorio. Al corso originario del fiume che attraversava il borgo lungo un asse settentrionale passando per le attuali vie Crispi, Morandi, Vetera, Dandolo fino a Belforte se ne aggiunse uno meridionale - che poi è rimasto quello utilizzato - lungo l'asse Via Veratti, Piazza Monte Grappa, Via Magatti, Via Morosini e Via Monte Santo dove avveniva il ricongiungimento dei rami.

È di questi giorni la buona notizia di un accordo di partenariato tra Comune di Varese e Parco Regionale del Campo dei Fiori per un progetto di "Riqualificazione delle sorgenti del fiume Olona e della testata del torrente Vellone". Il progetto è finanziato dalla Regione Lombardia con un milione di Euro e prevede, oltre alla sistemazione delle sorgenti dell'Olona, anche lo studio della regimentazione delle acque del Vellone con la creazione di vasche di laminazione in zona Masnago.

Studi del Politecnico di Milano hanno infatti evidenziato che è necessario creare, per scongiurare future esondazioni, bacini di raccolta capaci di stoccare fino a trentamila metri cubi di acqua. È al via dunque la fase di studio affidata al competente ufficio comunale guidato dal geologo dottor Paolo Pozzi.

Dopo anni di incuria, pare sia arrivato il tempo per una maggiore attenzione per i nostri fiumi e i nostri torrenti.

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