Giancarlo Nichetti: L'Idraulico Disponibile 24 Ore su 24
Nel contesto dei servizi offerti alla comunità, l'idraulico Giancarlo Nichetti si distingue per la sua disponibilità 24 ore su 24.
Servizi Comunali e Appalti
Il Comune di Cremona ha gestito diverse procedure riguardanti servizi e appalti. Di seguito, una panoramica delle principali attività:
- Presa d'atto della cessione di crediti della Società Hera Comm S.p.A.
- Servizio di presa in carico di beneficiari del Progetto Rete SAI adulti.
- Esercizio servizio gas e servizio teleriscaldamento.
- Fornitura di calore da rete di teleriscaldamento e servizi per stabili comunali.
- Affidamento del Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale del Comune di Cremona alla Ditta Nier Ingegneria S.p.A.
- Lavori edili di manutenzione ordinaria presso immobili di proprietà del Comune di Cremona destinati ai servizi scolastici, affidati alla Ditta Isovit s.r.l.
- Approvazione della spesa da versare all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per vari interventi PNRR.
- Determinazione della spesa per i consumi di acqua potabile e manutenzione da parte della società Padania Acque S.p.A.
- Interventi idraulici per la risoluzione degli allagamenti del sottopasso ferroviario di Via Bergamo (PNRR).
- Lavori di ripristino della copertura del portico della Stalla Nuova presso il Museo della Civiltà Contadina (PNRR).
- Interventi per l'adeguamento alle norme di prevenzione incendi delle scuole primarie Manzoni e Sant’Ambrogio (PNRR).
- Lavori di rifacimento della pavimentazione della palestra di Cavatigozzi (PNRR).
- Approvazione della spesa da corrispondere a Padania Acque S.p.A. per la realizzazione dell’intervento di riqualificazione idrogeologica di San Felice.
Queste attività dimostrano l'impegno del comune nella gestione dei servizi essenziali e nell'attuazione di progetti di riqualificazione e messa in sicurezza.
Tabella Riepilogativa Interventi PNRR
| Intervento | Descrizione |
|---|---|
| Adeguamento sismico palestra scuola Trento Trieste | Approvazione validazione e progetto esecutivo. |
| Interventi idraulici via Bergamo | Risoluzione allagamenti sottopasso ferroviario. |
| Ripristino copertura Stalla Nuova | Lavori presso Museo della Civiltà Contadina. |
| Adeguamento prevenzione incendi scuole Manzoni e Sant’Ambrogio | Interventi di messa a norma. |
| Rifacimento pavimentazione palestra Cavatigozzi | Lavori di riqualificazione. |
| Riqualificazione idrogeologica San Felice | Intervento di riqualificazione. |
Recensioni Teatrali
Todos Caballeros: Riondino e Vergassola Insieme
Al Teatro Ciak fino al 16 dicembre, poi in tour lungo tutta la penisola italica, due personaggi che non sembrava potessero lavorare assieme si ritrovano in Todos Caballeros. Uno è David Riondino, poeta intellettuale, l’altro è il buffo ignorante Dario Vergassola. Ma i cliché non corrispondono alla realtà e a sorpresa ci propongono due personaggi di fama eterna: Don Chisciotte e Sancho Panza, i protagonisti del romanzo scritto da Miguel de Cervantes nel Cinquecento e che racconta storie fantastiche di amori e avventure, qui riproposti fra Spagna medioevale e Italia dei giorni nostri. Il testo teatrale è scritto dai nostri due eroi attuali e il pubblico, coinvolto, capirà perché dovremmo vivere come cavalieri, capaci di combattere il male e usare il cuore per salvare i nostri ideali.
La collaborazione nacque perché ci si esibiva sullo stesso stesso palco, ognuno con le sue canzoni e i suoi testi. Finché ci siemo chiesti perché non farlo assieme? Avremmo fatto meno fatica, anche si i nostri repertori erano diversi. Così nacque I Cavalieri del Tornio, che abbiamo fatto girare per un paio d’anni. L’evoluzione è stata di pensare quasi naturalmente a Don Chisciotte e a Sancho Panza. Così arrivate a Todos Caballeros?
E’ nato come teatro umanistico e si basa cu un presupposto: il Don Chisciotte fu pubblicato nel 1605, quindi sono passati 500 anni, mezzo millennio. Era una data da celebrare. Il capo progetti era Giorgio Albertazzi, che non poteva venire e così mi ha proposto Dario Vergassola. Io gli ho detto, credo che lui non abbia mai letto un libro e Albertazzi mi dice che neppure Sancho Panza ha mai letto un libro. Così arriva Dario e si comincia a parlare quasi come i veri personaggi.
Penso a Ciccio e Franco, che pure fecero un Don Chisciotte. Però noi ridiamo vita a un vero Sancho Panza, io non me la posso raccontare! Lui ha quel senso comune, elementare ma molto intelligente di tutti i Sancho del mondo. Ma tu, come vivi il tuo personaggio? Il bello del romanzo è che Don Chisciotte non è scemo. La storia vera è che un mago cattivo trasforma i giganti in mulini a vento, apposta per contrastare le imprese del cavaliere. La realtà, degradata e aggressiva, è l’effetto di un mago crudele, che ci impedisce di vivere seguendo il cuore.
Quando i giganti vengono trasformati in mulini, e Dulcinea diventa una rozza contadina… Il mondo non può essere solo una brutale realtà da attraversare, impotenti. Al Cavaliere la possibilità di vedere la realtà vera. Don Chisciotte potrebbe apparire come un Vangelo, offrendo del mondo una chiave evangelica, visionaria, rivoluzionaria. A Cuba c’è una statua di Don Chisciotte! Lui era capace di immaginare un mondo di giustizia.
La cosa davvero interessante nella nostra operazione teatrale è che Dario Vergassola si è trovato travolta in questa impresa esattamente come Sancho Panza. Abbiamo tenuto Dario nella totale ignoranza del progetto teatrale. Questo fa sì che in effetti noi non recitiamo ma mettiamo in scena una cosa vera. Ora contiamo di portare in giro questo spettacolo per un po’, anche un paio d’anni.
Principalmente abbiamo bisogno di andare in scena perché siamo talmente nomadi, come tutti i performer, che il palcoscenico è come il salotto di casa nostra. E’ un posto dove si tiene un party col pubblico. Manca solo il tè, che gli daremmo volentieri, fosse possibile.
Dario ha 48 anni, io ne ho 53 e le fortunate Dulcinee che ci avvicinano, con noi vivono un meraviglioso romanzo. Inoltre, non credo che gli attori abbiano una vita migliore o peggiore di un uomo stanziale.
Tullio Solenghi: Ritorno alle Origini con "La Bisbetica Domata"
Una carriera cominciata da giovanissimo, quando, poco più che ventenne, appena uscito da una delle più prestigiose scuole di teatro italiane, quella dello Stabile di Genova, mosse i primi passi da professionista del palcoscenico in Madre Courage di Brecht, insieme alla grande Lina Volonghi, per poi continuare accanto ad attori del calibro di Tino Buazzelli, Alberto Lionello e tutti i più bei nomi di quel teatro che ora purtroppo non c’è più ma che ha lasciato pochi ma buoni eredi.
Questo spettacolo, dopo tanta televisione e teatro d’evasione, è da considerare un vero e proprio ritorno alle origini. Quella di fare scelte imprevedibili è sempre stata una mia condotta professionale che mi ha ripagato. Come quando, ad esempio, ero nel trio e dicemmo no a Berlusconi che ci corteggiò a lungo, facendoci tante allettanti promesse, perchè, come era di moda allora tra molte star televisive, passassimo a Canale 5.
Pertanto adesso tornare al teatro classico voleva dire, per me, non misurarmi con i soliti testi d’evasione, vicini all’idea che il grande pubblico ha di me, ma andare più sul concreto. Ma va detto che si tratta di una trasposizione registica molto particolare: tutti uomini in scena, anche nei ruoli femminili, senza però nessuna concessione al travestitismo di maniera, o alla facile battuta.
Diciamo che fiction non potrei farne, perchè il teatro assorbe gran parte del mio tempo, tra prove e tournee. Per il resto non vedo granché di interessante. io amo interpretare ciò che vorrei vedere come pubblico.
Negli anni sessanta un monologo comico di Walter Chiari durava più di un quarto d’ora. Noi invece non potevamo concederci più di otto minuti, nell’arco dei quali le risate erano scritte, nel senso i nostri tempi erano studiati per indurre il pubblico alla risata in momenti prestabiliti. In questi giorni è di grande attualità il dibattito sull’opportunità di fare satira sulla religione. Vorrei conoscere la sua opinione, visto che, ai tempi del Trio, è stato addirittura minacciato di morte, insieme ai suoi colleghi, per aver imitato Komeini.
Premettendo che io non accetto che sia messo nessun bavaglio alla satira, credo che stia comunque al buon senso di chi la fa porsi certi limiti. l’episodio di San Remo, col senno di poi, se tornassi indietro cercherei di evitarlo. E non per le polemiche in cui allora sguazzarono i mass media, ma per la reazione di delusione che ebbe mia madre cattolica osservante. Mi ha sempre ammirato e sostenuto, ma quella cosa lì proprio non le andò giù.
Di Lina Volonghi ricordo il profondo rispetto per ciò che facevamo. Lei non riteneva la nostra una professione, non voleva che diventasse una routine. Lei la riteneva, per usare una parola grande, quasi una missione. La sera, prima di andare in scena, rileggeva sempre la parte, che lei stessa aveva trascritto in un quadernetto e poi, quando aveva finito, recitava il rosario.
Spesso gli ho lanciato la proposta, che spero si possa realizzare presto. Ma lo sa che a me ed alla Marchesini , che venivamo dal teatro classico e che aspiravamo alle rappresentazioni importanti come quelle di Strehler, quando facevamo quella scena lì tremavano i polsi?
I Legnanesi: Quasi 50 Anni di Successo
Eccoli, I Legnanesi. A Legnano, giustappunto. Hanno debuttato a Cassano Magnago meno di un mese fa e ora, dopo 6 date, arrivano nella città omonima, dove hanno in programma tre serate, peraltro già esaurite da un mese. "Pover Crist Superstar" è il titolo del nuovo spettacolo che prevede una tournée lunghissima, la cui prossima tappa sarà il Teatro Nuovo di Milano, per ben 6 settimane.
Quasi 50 anni in scena, non tutti vostri (vedi Musazzi e Barlocco n.d.r.). Qual è l'elisir di lunga vita? Primo ingrediente: i grandi testi di Felice Musazzi, in assoluto, riadattati magnificamente da Antonio Provasio che è il regista. Il secondo ingrediente è che noi ci divertiamo sul palco, la gente nota questo e si diverte. Vede che noi ci divertiamo e loro si divertono: questo è un fattore molto positivo! Terzo ingrediente è che siamo molto giovani rispetto all'altra Compagnia.
Sicuramente c'è un ritorno al mito dei cortili, è vero, poi siamo molto giovani e c'è da dire che ci ha dato una grossa mano anche la televisione. Da un pò di tempo a questo parte abbiamo un nostro spazio televisivo, iniziano a intervistarci in borghese e comunque vedono questi giovanotti che fanno questo tipo di spettacolo, si incuriosiscono e vengono a vederci. Poi guarda, noi siamo uno dei pochi spettacoli che riesce a far ridere e a divertire senza essere volgare e questo per noi è un elemento importantissimo.
Pensa che dal 1949 I Legnanesi non avevano mai avuto un fans club....quest'anno è stato creato un fans club! Che target d'età hanno i creatori? Guarda, molto giovane! Ci sono varie età, vanno dai 18 ai 50 anni, ma la media è di 30/35 anni! Si sono collegati sul sito, hanno parlato con la nostra agenzia, hanno chiesto se potevano creare il fans club! A noi questa iniziativa è piaciuta molto e pensa che un mese fa circa abbiamo avuto la prima cena del fans club...eravamo più di 50 persone! Una ventata di gioventù!... e uno stimolo ad andare avanti!
Come diceva Enrico prima, noi riusciamo a divertire divertendoci. La gente apprezza questo di noi: vuole vedere un pò di spettacolo, un pò di retro', quello dei cortili, cabarettizzando e ringiovanendo anche un pò i personaggi. La gente si è re-innamorata di questi personaggi, come lo era prima di Tony Barlocco e Felice Musazzi. La gente ce lo dimostra facendoci fare il tutto esaurito... l'anno scorso abbiamo fatto 146 date portando 160.000 spettatori a teatro! Quest'anno speriamo di migliorare addirittura. Ma la grande soddisfazione è vedere che la gente, quando esce dai nostri spettacoli, è soddisfatta, ti vuole bene.
Martedì siamo andati alla prima di uno spettacolo al Teatro Nuovo a Milano ( Notting Hill, c'ero anch'io! n.d.r. ) e la gente ci fermava e sai cosa? Ci ringraziava! Stiamo portando avanti questa eredità grandiosa, con molto entusiasmo e cuore. E credo che la stiamo portando avanti onorevolmente. Poi siamo gestiti anche molto bene dalla nostra agenzia, la LPM.
C'è sempre stata e ci sarà sempre, secondo me. Noi ci barrichiamo dietro al papà-padrone invece è sempre stata una famiglia matriarcale, quella lombarda. E lo è ancora, è la donna che tiene le redini della famiglia e lo sarà sempre: il mondo è stato e sarà sempre delle donne....anche se poi i governanti sono tutti uomini!
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