Idraulico in pensione: cosa fare?

Quante volte abbiamo avuto bisogno di un idraulico urgentemente? A tutti è capitato un tubo rotto o una perdita improvvisa. Se da una parte il lavoro dell'idraulico non finisce mai, dall'altro non molti giovani intraprendono questa carriera.

Cosa fare dopo la pensione?

Molti idraulici, dopo una lunga carriera, si chiedono se sia possibile continuare a lavorare pur andando in pensione. La risposta è sì, ma con alcune limitazioni, specialmente se si usufruisce di misure di pensionamento anticipato.

Lavorare dopo la pensione: è possibile?

Può sembrare paradossale, ma molti contribuenti italiani si chiedono se sia possibile lavorare dopo essere andati in pensione. In alcuni casi, arrotondare il reddito della pensione può essere utile. Tuttavia, alcune misure pensionistiche prevedono il divieto assoluto di lavorare o consentono solo alcune attività specifiche.

Pensioni anticipate e divieto di cumulo

Se si accede alla pensione anticipata con opzioni come Quota 103, Quota 102 o Quota 100, è previsto il divieto di cumulo con redditi da lavoro. Questo vincolo vale per tutti gli anni di anticipo rispetto all'età pensionabile ordinaria. L'unica eccezione è il lavoro autonomo occasionale fino a un massimo di 5.000 euro annui.

Se un pensionato con Quota 103, Quota 102 o Quota 100 viene scoperto a lavorare, rischia di perdere il diritto alla pensione e di dover restituire i ratei percepiti.

Cumulo con la pensione di invalidità

Il cumulo dei redditi da lavoro con l'assegno ordinario di invalidità è valido, ma con vincoli reddituali. Se il reddito supera di 4 volte il trattamento minimo INPS, l'assegno scende del 25%. Se supera di 5 volte il trattamento minimo, l'assegno è decurtato della metà. Non è previsto il cumulo per la pensione di inabilità.

Aspetti fiscali e contributivi per l'idraulico con partita IVA

L'idraulico che apre una partita IVA deve scegliere il regime fiscale: forfettario, ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. Il regime forfettario è conveniente se si possiedono i requisiti necessari, come un ricavo non superiore ai 65.000 €.

Regime forfettario

Con il regime forfettario, l'imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di start-up. È necessario conoscere il coefficiente di redditività in base al codice ATECO, che per gli idraulici è pari all'86%. Viene considerata una percentuale forfettaria del 14% per le spese sostenute per l'attività.

Regime ordinario

In mancanza dei requisiti per il regime forfettario, si opta per il regime ordinario in contabilità semplificata. In questo caso, il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi e costi, e su questo si applicherà l'IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre, il lavoratore sarà soggetto ad IVA.

Contributi INPS

Come per tutti gli artigiani e commercianti, gli idraulici devono iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 15.953€ (minimale al 2021) pari a circa 960€ per quattro rate annue. È possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue, agevolazione prevista per le partite IVA artigiani che abbiano scelto il regime forfettario.

Requisiti tecnico professionali

Il Decreto Ministeriale 37/2008 classifica gli impianti in diverse categorie. Le imprese di installazione e manutenzione di impianti devono nominare come responsabile tecnico un soggetto in possesso di determinati requisiti tecnico professionali indicati nell’art.4 D.M.

Tra i requisiti:

  1. Diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all’articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore.
  2. Iscrizione al CURIT (Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici) per termoidraulici e caldaisti.
  3. Possesso del requisito F.E.R. ai sensi della Legge 28/2011 per operare nella fase di installazione e manutenzione degli impianti.
  4. Certificazione come installatore e manutentore di impianti di climatizzazione ai sensi del DPR 146/2019.

Lavori usuranti e benefici pensionistici

I lavori usuranti sono quelli particolarmente pesanti e logoranti. La legge interviene a tutela dei lavoratori che svolgono mansioni usuranti, offrendo benefici pensionistici.

Definizione e requisiti

Affinché un lavoro sia considerato usurante, deve presentare determinati requisiti, alcuni dei quali devono essere presenti nel contratto di lavoro. È opportuno informarsi sul sito dell'INPS o chiedere supporto a un ente di patronato.

Elenchi dei lavori usuranti

Alcuni dei lavori usuranti riconosciuti dall'INPS includono:

  • Lavori in galleria, cava o miniera
  • Lavori ad alte temperature
  • Lavori in cassoni ad aria compressa
  • Lavori svolti dai palombari
  • Lavorazione del vetro cavo
  • Lavori di rimozione dell'amianto
  • Lavori eseguiti prevalentemente e continuativamente in spazi ristretti
  • Lavori a catena o in serie
  • Conducenti di veicoli destinati a servizio pubblico di trasporto collettivo

Benefici pensionistici per lavori usuranti

I lavoratori che svolgono lavori usuranti hanno diritto a benefici pensionistici, come la pensione di anzianità con particolari vantaggi nel trattamento economico e agevolazioni nel conteggio dell'anzianità.

Pensionamento anticipato per lavori usuranti

Nel 2024, chi ha svolto lavori usuranti può andare in pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, indipendentemente dall'età anagrafica. Altrimenti, è possibile andare in pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi.

Tipo di Pensione Condizione
Pensione Anticipata 41 anni e 10 mesi di contributi (donne), 42 anni e 10 mesi (uomini)
Pensione di Vecchiaia 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi

Nuovi lavori usuranti nel 2025

La lista dei lavori usuranti viene periodicamente aggiornata. Tra le nuove categorie figurano:

  • Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici
  • Conduttori di gru e macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion
  • Addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti
  • Professori di scuola pre-primaria
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
  • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavori strutturati in turni
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Queste modifiche mirano ad adeguare la lista al contesto sociale ed economico in evoluzione, offrendo nuove opportunità di pensionamento anticipato a diverse categorie di lavoratori.

Pensioni artigiani: differenze e opzioni

Il fondo pensione per i commercianti e il fondo pensione artigiani sono inseriti nelle gestioni speciali dell'Inps per i lavoratori autonomi.

Differenze tra artigiani e commercianti

La legge identifica l'imprenditore artigiano come chi svolge un'attività di produzione di beni o di prestazione di servizi. Il commerciante è il titolare di un'impresa che opera nel settore del commercio, terziario e turismo. L'aliquota contributiva degli artigiani per il 2021 è del 24%, mentre quella dei commercianti è del 24,09%.

Opzioni pensionistiche

Le possibili opzioni per ottenere la pensione includono:

  • Pensione di vecchiaia a 67 anni
  • Pensione anticipata (ex anzianità)
  • Pensione anticipata Quota 102 (requisiti maturati entro il 31.12.2021)
  • Pensione per lavori usuranti
  • Opzione donna
  • APE sociale (requisiti da perfezionarsi entro il 31.12.2022)

Calcolo della pensione

Il sistema di calcolo della pensione varia a seconda dell'anzianità contributiva maturata al 31.12.1995. Si applicano il sistema retributivo, misto o contributivo, a seconda dei casi.

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