Idraulico Libero Professionista: Requisiti e Costi

Sei un idraulico e desideri avviare la tua attività in modo indipendente? L’apertura della Partita IVA è essenziale per poter svolgere in maniera autonoma la professione di idraulico, dal momento che permette di farsi trovare in regola sia a livello imprenditoriale che fiscale.

Aprire una Partita IVA è il primo passo fondamentale che ti aiuterà a capire come procedere, quali sono i costi e gli adempimenti necessari, e quale regime fiscale scegliere per ottimizzare i tuoi guadagni.

Entrambe le professioni risultano particolarmente richieste per via dell’attenzione dedicata all’ambiente e all’impiego in edilizia di soluzioni all’insegna del risparmio energetico. Idraulico rientra nella categoria dei cosiddetti lavori artigianali: la denominazione precisa è infatti artigiano idraulico.

In questo articolo vedremo come avviare una Partita IVA da libero professionista e ti forniremo le informazioni necessarie per muoverti nel mondo della burocrazia italiana.

Requisiti per Aprire Partita IVA come Idraulico

I requisiti per aprire partita IVA sono sia di ordine generico (maggiore età, residenza sul territorio italiano, capacità di intendere di volere), sia specifici, ovvero abilitanti rispetto alla specifica mansione.

Hai portato a termine i tuoi studi relativi all’idraulica? Hai già fatto il tuo apprendistato e la tua formazione a livello pratico è terminata? Bene, sei pronto ad entrare nel mondo del lavoro in modo autonomo?

Come Aprire la Partita IVA

L’apertura della partita IVA permette di avviare una ditta individuale. Non è richiesta per i lavoratori dipendenti né per quelli occasionali.

È possibile realizzarla online compilando il modulo AA9/12 oppure avvalendosi della piattaforma ComUnica, all’interno della quale vanno indicati:

  • Domanda di presentazione della partita IVA.
  • Definizione del Codice ATECO di riferimento.
  • Registrazione presso la Camera di Commercio.
  • SCIA.
  • Scelta del regime fiscale.

La procedura tramite piattaforma ComUnica consente di effettuare tutti i passaggi in un’unica volta (e non uno alla volta). È perciò attualmente la più valida nonché quella maggiormente adoperata dai commercialisti.

Il Codice ATECO per Idraulici

Uno degli aspetti più importanti da definire nel momento in cui un elettricista o un idraulico aprono partita IVA è il cosiddetto codice ATECO. Di cosa si tratta? È un codice di 6 cifre che indica con esattezza che tipo di attività svolgi.

L’Agenzia delle Entrate lo definisce in questo modo: “Una combinazione alfa numerica, che identifica un'attività economica. Lettere e numeri hanno un valore diverso. Le lettere individuano il macro settore economico di appartenenza di quella specifica attività. I numeri invece rappresentano categorie e sotto categorie dei settori”.

Per dirla in parole semplici, il codice ATECO permette di stabilire la tipologia di attività che un’azienda o un professionista può svolgere. Ad esempio se lavori sia come architetto che come muratore, puoi avere entrambi i codici con la stessa Partita IVA.

Sia gli idraulici rientrano nella “classe F”, ovvero quella dedicata alle costruzioni e identificata dal numero 43. A essa segue la divisione 22 nel caso degli idraulici.

Partiamo col dire che tutti coloro che installano impianti fanno parte della “classe F” delle costruzioni e che la prima parte del codice è sempre 43 (lavori di costruzione specializzati), seguito dal 22 (installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento.

Questa è la base fissa del codice ATECO per queste due categorie professionali, a cui possono seguire ulteriori specializzazioni che fanno riferimento a specifici codici. Ogni partita IVA può infatti contemplare al suo interno più sigle.

In fase di apertura, dovrai scegliere un Codice Ateco che identifichi la tua professione.

  • 43.22.01 - Installazione di impianti geotermici, che comprende:
    • installazione, riparazione e manutenzione di impianti geotermici
  • 43.22.05 - Installazione di altri impianti termo-idraulici, che comprende:
    • installazione, riparazione e manutenzione di:
      • impianti idraulico-sanitari
      • tubazioni per acqua e acque reflue
    • pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico di edifici
    • installazione di contatori dell’acqua
  • 43.22.07 - Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria, che comprende:
    • installazione, riparazione e manutenzione di:
      • sistemi di riscaldamento, ad esempio pompe di calore e collettori solari termici
      • caldaie, torri di raffreddamento
      • impianti e condotti di ventilazione e di condizionamento dell’aria
    • costruzione o installazione di stufe in muratura
    • installazione di condotti

Costi Legati all’Apertura della Partita IVA per Idraulici

Quali sono i costi che devono sostenere idraulici per aprire una partita IVA? Essi sono legati non tanto alla richiesta da inviare all’Agenzia delle Entrate quanto all’iscrizione a enti terzi.

Come abbiamo appena detto ci sono dei costi da sostenere per poter aprire la partita Iva. Nello specifico non riguardano la richiesta da effettuare all’Agenzia delle Entrate ma l’iscrizione ad altri enti.

Vediamoli nel dettaglio:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio.
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
  • Costi per le prestazioni di un commercialista inerenti l’invio della Comunicazione Unica e la relativa consulenza. I costi variano a seconda dei servizi offerti dai commercialisti.

Per la convalida dell’invio è essenziale dotarsi del sistema della firma digitale, il quale presenta un costo di attivazione.

Ricordiamo che attraverso la ComUnica il professionista ha modo di interfacciarsi in una volta soltanto con l’Agenzia delle Entrate, il Registro delle Imprese, INPS e INAIL.

Adempimenti Successivi all'Apertura

Come artigiano, dovrai iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.

Inoltre, per via telematica, dovrà essere compilata e inviata la Comunicazione Unica (o ComUnica): una pratica che riassume le richieste da effettuare a vari enti. Nel dettaglio con un modello unico il lavoratore si interfaccerà con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese, INPS e Inail.

Dovrai inoltre iscriverti come Artigiano alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, a cui versare contributi fissi obbligatori, e alla Camera di Commercio, pagando una volta all’anno il diritto camerale di circa 50 euro.

A partire dal 1° gennaio 2024 è diventata obbligatoria per tutti la fatturazione elettronica.

La Scelta del Regime Fiscale

Insieme al codice ATECO, l’altra questione che occorre definire con attenzione quando si apre una partita IVA è il regime fiscale. Parliamo della totalità delle regole contabili e fiscali che vanno rispettate per essere in regola.

L’idraulico che apre una partita Iva deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria.

La scelta del regime fiscale è da predisporre in relazione a tre fattori: caratteristiche dell’attività, caratteristiche della persona, forma giuridica.

I regimi fiscali attualmente opzionabili per idraulici sono tre, non diversamente da quanto accade per le altre professioni e attività. La preferenza per l’uno o per l’altro va indicata al momento di apertura della partita IVA.

Regime Forfettario

Può essere aperto con ricavi fino ai 85 mila euro. È il regime più conveniente a livello fiscale, a fronte di una tassazione più bassa nonché di una gestione della contabilità ridotta ai minimi termini rispetto agli adempimenti burocratici.

Con questo regime fiscale non dovrai applicare l’IVA sui tuoi prezzi.

Se si è in possesso di tutti i requisiti, il regime forfettario è sicuramente il più conveniente, come abbiamo già spiegato in altre circostanze.

In regime forfettario invece, la base di calcolo delle tasse si trova moltiplicando i tuoi incassi per un valore percentuale legato al codice ATECO. Questo sistema funziona molto bene con le professioni tradizionali come l’idraulico.

Tassazione nel Regime Forfettario per Idraulici

In base al regime forfettario quanto pagano di tasse gli idraulici? Il conteggio è lo stesso che per tutte le altre categorie di ditte individuali che si avvalgono di questo tipo di regime fiscale.

L’imposta sostitutiva in regime forfettario è del 15%, 5% per i primi 5 anni in caso di start-up (che prevede che la stessa attività non fosse svolta nei 3 anni precedenti l’apertura della partita Iva).

A questo punto è necessario conoscere il proprio coefficiente di redditività in base al proprio codice ATECO, che nel caso degli idraulici è pari al 86%. Viene considerata una percentuale forfettaria del 14% per le spese sostenute per l’attività.

Regime Ordinario con Contabilità Semplificata

Viene scelto quando non è possibile accedere per varie ragioni, non solo di natura economica, al regime forfettario.

Adatto a chi ha ricavi fino a 400.000 euro per i servizi e 700.000 euro per altre attività.

Il reddito è conteggiato sottraendo i costi dai ricavi. Devi trovare la base di calcolo sottraendo dal totale dei tuoi incassi le spese che hai sostenuto e i contributi versati. L’IRPEF viene stabilita dagli scaglioni previsti dalla legge.

Diversamente dal precedente, il lavoratore risulta soggetto all’IVA.

In mancanza dei requisiti per il regime forfettario è inevitabile la scelta del regime fiscale ordinario in contabilità semplificata. In questo caso il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi meno costi. Su questo reddito si applicherà l’IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre il lavoratore sarà soggetto ad Iva.

In regime ordinario paghi l’IRPEF con il metodo degli scaglioni progressivi di reddito. Ad esempio se hai un imponibile di 30.000€ paghi 6.440€ di IRPEF per il primo scaglione, ovvero il 23% di 28.000€.

Regime Ordinario con Contabilità Ordinaria

La contabilità ordinaria è più articolata e complessa di quella semplificata, a fronte di un medesimo sistema di quantificazione dei costi come dei ricavi.

È obbligatoria per le società di capitali e per ditte individuali e società di persone che superano la soglia dei 500 mila euro per la prestazione dei servizi, che diventano 700 mila per le altre tipologie di imprese.

Contributi Previdenziali INPS

Come per tutti gli artigiani e commercianti, per gli idraulici è obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 15.953€ (minimale al 2021) pari a circa 960€ per quattro rate annue.

È possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue. Questa agevolazione è prevista per tutte le partite Iva artigiani che abbiano scelto il regime forfettario (anche in un secondo momento rispetto all’apertura).

La riduzione sarà applicata sia sul minimale che sull’eccedente il minimale. La richiesta dovrà essere compilata e inoltrata online ogni anno entro il 28 febbraio.

Ma attenzione questa riduzione comporta un rischio: se il versamento finale annuale non è pari o superiore al contributo fisso, non sarà più garantita la piena annualità contributiva (ai fini del raggiungimento della pensione).

I contributi sono una quantità di denaro che devi versare al tuo ente previdenziale di riferimento. Dovrai versare i contributi secondo le regole della tua cassa.

Dovrai versare i contributi in proporzione a quanto guadagni.

Tabella Riassuntiva dei Regimi Fiscali

Regime Fiscale Ricavi Massimi Tassazione IVA Contabilità
Forfettario 85.000€ 15% (o 5% per start-up) Non dovuta Semplificata
Ordinario Semplificato 400.000€ (servizi) / 700.000€ (altro) IRPEF a scaglioni Dovuta Semplificata
Ordinario > 500.000€ (servizi) / > 700.000€ (altro) IRPEF a scaglioni Dovuta Ordinaria

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