Installazione Riscaldamento a Pavimento: Guida Completa
In questo articolo troverai tutto quello che devi sapere per scegliere correttamente l'impianto di riscaldamento a pavimento per casa tua. Caminetti, stufe a legna ed a pellets, ventilconvettori, termosifoni, piastre radianti, riscaldamento a pavimento, a soffitto, a parete e a battiscopa... nella nostra epoca non c'è che l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda il sistema di riscaldamento del quale dotare la nostra abitazione o il luogo di lavoro. In questo articolo ti spiegherò i motivi per cui l'impianto radiante è, attualmente, il più utilizzato nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni "importanti".
Gli argomenti trattati
Gli argomenti di cui ti parlerò in questo articolo sono:
- Le antiche origini dell'impianto di riscaldamento a pavimento, che risalgono all'impero Romano.
- I problemi che inizialmente provocava l'impianto a pavimento.
- Come sono stati superati.
- Quali sono, oggi, le componenti che puoi scegliere per il riscaldamento a pavimento di casa tua.
- Quando è il momento di mettere in opera l'impianto radiante (in che momento nella sequenza di lavori).
Quale riscaldamento per una casa moderna?
I tempi cambiano velocemente ed oggi, nelle tua nuova casa, hai la possibilità di regolare la temperatura in ogni singolo ambiente ed in ogni momento della giornata. Oggi siamo probabilmente arrivati ad esagerare: oggi il reparto notte di una casa è fin troppo riscaldato d'inverno e fin troppo raffrescato d'estate e viviamo molti mesi dell'anno in una situazione di radicale differenza tra clima interno ed esterno, in case estremamente isolate e fin troppo sigillate.
Riscaldamento a pavimento o tradizionale?
I due sistemi più diffusi, per riscaldare una abitazione, sono quello a termosifoni e l'impianto radiante a pavimento. Se stai costruendo una casa moderna sicuramente vuoi evitare di occupare porzioni di pareti con corpi scaldanti e sono quasi certo che sceglierai di installare un riscaldamento a pavimento. Questo sistema di riscaldamento è di gran lunga il sistema più richiesto ed utilizzato anche nelle nostre zone, in Veneto.
Il riscaldamento più usato!
Tanto che qui, a Vicenza, quando i clienti vengono a chiederci consigli su come fare il riscaldamento in una casa danno già per scontato che si tratti di un impianto radiante a pavimento ed i consigli richiesti sono, piuttosto, sulla tipologia di tubazione, piuttosto che su quali pannelli, collettori, o caldaie da utilizzare per allestire questo tipo di impianto.
Vantaggi e svantaggi?
Ma perché l'impianto a pavimento si è diffuso in modo così importante anche qui, a Vicenza e Verona? quali sono le caratteristiche, i vantaggi e quali le criticità? Le scopriremo assieme, ma prima facciamo un passo indietro. Un passo di circa 2.000 anni (!)
Impianti radianti di oltre 2000 anni fa
L'impianto a pavimento radiante ha, infatti, radici storiche antiche. Già ai tempi dei romani venivano realizzati sotto le ville cunicoli di convogliamento di aria e fumi caldi prodotti in queste stesse strutture sotterranee. Si trattava del cosiddetto hypocaustum. Il pavimento, poi rivestito in mosaici, era sopraelevato per creare una intercapedine in cui veniva convogliata aria calda. Un precursore dei moderni impianti a pavimento anche se, invece dell'acqua, a circolare sotto il pavimento era aria calda.
Riscaldamento a pavimento con l'acqua
I primi ad avere l'intuizione di riscaldare la struttura con un sistema ad acqua anziché ad aria furono alcuni progettisti inglesi all'inizio del '900. Un impianto con tubazioni in acciaio annegate nel cassetto, in cui scorreva acqua calda, fu realizzato per riscaldare il palazzo Royal River a Londra nel 1909. Anche se i primi impianti risalgono a quell'epoca, una reale diffusione si ebbe soltanto nel secondo dopoguerra.
Si fa di necessità virtù!
In quegli anni la costante carenza di corpi scaldanti e la facilità di inserimento dei pannelli nelle solette prefabbricate portarono al diffondersi del riscaldamento a pavimento. La tecnica adottata era quella di annegare nel massetto di sostegno della pavimentazione, senza strati sottostanti di materiale isolante, tubi in ferro o acciaio. Negli anni che vanno dal 1945 al 1950 con tale tecnica si riscaldarono più di 100.000 fabbricati, ma iniziarono i primi problemi...
I problemi dei primi impianti di riscaldamento a pavimento
I problemi che si verificarono con questi primi impianti di riscaldamento a pavimento fecero declinare l'interesse per questa tipologia di riscaldamento e sostanzialmente furono:
- Scarsi risultati ottenuti in termini di efficienza degli impianti.
- Costi elevati di realizzazione.
- Difficoltà pratiche incontrate nella realizzazione in cantiere.
E problemi di salute!
Ma, soprattutto, ciò che decretò l'iniziale fallimento di questa tecnologia furono i numerosi disturbi fisiologici provocati, quali, in particolare:
- Cattiva circolazione sanguigna.
- Innalzamento della pressione arteriosa.
- Mal di testa.
- Eccessiva sudorazione.
Questi disturbi furono gravi e documentati, al punto che, in alcuni Paesi europei, vennero istituirono apposite commissioni per studiarne le cause.
Quale temperatura massima per l'impianto a pavimento?
I risultati delle varie commissioni di inchiesta concordarono nel sostenere che negli impianti realizzati le condizioni di malessere fisiologico erano da addebitarsi ai valori troppo elevati di temperatura superficiale del riscaldamento a pavimento e all'inerzia termica delle solette. Questi studi dimostrarono che, per evitare sensazioni di malessere, la temperatura superficiale del pavimento non deve superare i 28-29 °C. Per questo gli impianti moderni vengono detti "a bassa temperatura".
Una volta dimostrato che i problemi erano dovuti ad impianti che prevedevano temperature superiori anche ai 40 °C, i produttori modificarono il sistema fino ad arrivarei ai moderni impianto di riscaldamento a pavimento che hanno sistemi costruttivi completamente differenti da quelli del dopoguerra.
Il riscaldamento a pavimento fa male alle gambe?
Le criticità trovate nel sistema aiutarono a migliorarlo e negli impianti recenti è dimostrato che quando la tecnologia dell'impianto radiante opera a bassa temperatura superficiale e ad inerzia termica non troppo elevata, non solo supera i problemi iniziali ma riesce ad offrire un comfort termico sensibilmente superiore a quello ottenibile con gli impianti a radiatori o a convettori.
Pregiudizi
Nonostante ciò si erano creati dei pregiudizi ostili verso questa forma di riscaldamento e si dovettero aspettare diversi anni prima di assistere ad un significativo ritorno degli impianti di riscaldamento a pavimento, sia perché, comunque, gli studi effettuati venivano letti come un forte disincentivo alla realizzazione di questi impianti, sia, soprattutto, perché l'assenza di normative tecniche di sostegno nella progettazione e nella realizzazione in cantiere non contribuiva alla loro diffusione.
Le prime norme vennero emanate in Germania con la DIN 4725 ed oggi l'installazione dell'impianto radiante è normato dalla Uni En 1264 che è stata recentemente rivista e pubblicata nel 2021.
Riscaldamento a pavimento e cappotto termico
Fu con la crisi energetica degli anni '70 che si ritornò a concentrare l'attenzione sugli impianti radianti a pavimento. Sotto la spinta di tale crisi quasi tutti i Paesi europei emanarono leggi che imposero un buon isolamento termico degli edifici: questo elemento fu determinante per il rilancio dell'impianto a pavimento.
Introduzione dei pannelli isolanti
Inoltre venne perfezionato il sistema, ad esempio inserendo sotto ai tubi dei pannelli isolanti/radianti che costituiscono non solo un supporto in grado di facilitare il fissaggio della tubazione ma che sono in grado di garantire anche una elevata capacità isolante e riflettente. I pannelli isolanti sono progettati per ridurre la dispersione termica verso il basso, cioè verso il solaio.
L'arrivo della norma Uni
La norma UNI EN 1264 segna una svolta nella storia dell'impianto a pavimento. Rispettare i requisiti minimi è divenuto indispensabile sia per garantire un buon funzionamento dell'impianto, ma anche per garantire un notevole risparmio energetico, soprattutto in confronto ad altri sistemi di riscaldamento.
Perchè la norma è importante?
Uno dei principali benefici dell'introduzione della norma UNI EN 1264 è la standardizzazione dei sistemi di riscaldamento a pavimento. Prima della sua adozione, le pratiche di progettazione e installazione variavano notevolmente tra i diversi paesi europei, portando a disparità nella qualità e nell'efficienza degli impianti. La norma ha stabilito un quadro comune di riferimento, garantendo che i sistemi installati rispettino criteri rigorosi di qualità e prestazioni. Questo soprattutto a garanzia del committente finale che non è più in balia della "fantasia" dell'installatore.
La norma UNI EN 1264 specifica delle linee guida per l'installazione dei sistemi di riscaldamento a pavimento assicurando che vengano evitati problemi come perdite, malfunzionamenti o inefficienze che potrebbero compromettere la sicurezza degli edifici e la salute degli occupanti. Inoltre, la norma stabilisce criteri per la verifica e la certificazione degli impianti, garantendo che i sistemi installati siano affidabili e conformi agli standard di qualità.
Non solo impianto a pavimento
Il pavimento radiante sicuramente ha contribuito all'obiettivo di risparmiare sul riscaldamento ma per ottimizzare le performance delle case ma una nuova sensibilità ha portato a considerare l'importanza di isolare le pareti opache con un cappotto termico, sostituire vetrate e finestre con vetri ad alto isolamento termico, isolare il sottotetto, utilizzare condizionatori o caldaie di alta qualità (a condensazione o ibride), installare una ventilazione meccanica controllata insomma devi considerare tutte le questioni che ti consentono di ottenere un risparmio energetico per la tua abitazione.
Quali sono i componenti del riscaldamento a pavimento?
Ti ho accennato all'importanza che ebbe l'introduzione dei pannelli isolanti nel sistema di riscaldamento a pavimento. Ma l'impianto di riscaldamento si compone di altri elementi. Esso consiste in:
- Anelli chiusi di tubazioni (generalmente in materiale plastico) fissati a
- Dei pannelli isolanti.
Nei tubi circola l'acqua calda prodotta dal generatore di calore, generalmente una caldaia a condensazione o una pompa di calore. Questi circuiti sono annegati nel massetto del pavimento dei locali da riscaldare e vengono alimentati da uno o più collettori di distribuzione. La posizione dei collettori è fondamentale per il buon funzionamento dell'impianto e deve essere più centrale possibile rispetto alla planimetria degli ambienti.
Il riscaldamento a pavimento ribassato
Il riscaldamento a pavimento ribassato è un sistema di riscaldamento che garantisce un ottimo comfort ed è installabile in soli 25 millimetri. Esso è composto dal pannello innovativo in Polipropilene "forato" di altezza 18 mm che, grazie alla particolare conformazione del reticolo e delle bugne, richiede un massetto autolivellante di soli 5 mm sopra la bugna (verificarlo dalla scheda tecnica dei massetti autolivellanti in commercio), per un'altezza totale del sistema non superiore ai 25 mm.
BASSE TEMPERATURE PER IL RISPARMIO ENERGETICO
L'impianto a pavimento ribassato sfrutta al massimo le potenzialità dei generatori a bassa temperatura come ad esempio le caldaie a condensazione. L'impianto garantisce il comfort ambientale con una temperatura in mandata di soli 30°C rispetto ai consueti 35°C. Come in un pannello piano, la distribuzione della temperatura risulta omogenea all'interno di tutto il massetto, migliorando il comfort abitativo.
IDEALE NELLE RISTRUTTURAZIONI
Il ridotto spessore ne permette la posa su pavimentazioni esistenti. Per questo motivo è ideale nell'applicazione in ristrutturazioni e nelle lavorazioni edili dove i limiti dimensionali risultano spesso vincolanti. Il sistema radiante ribassato, grazie alla propria particolare struttura, offre molti vantaggi in fase di installazione: Incastro rigido ed indeformabile tra pannello e pannello; possibilità di camminare durante la posa, senza il timore di deformare le tubazioni e il pannello; assenza di clip per il bloccaggio delle tubazioni.
Componenti del kit di riscaldamento a pavimento ribassato
- PANNELLO POLIPROPILENE: Pannello stampato ad iniezione in Polipropilene di spessore di 1,5 mm, con bugne in rilievo di altezza 18 mm, accoppiato con colla Hotmelt a tac permanente alla lastra in polistirene espanso.
- COLLETTORE DI DISTRIBUZIONE: Il collettore di distribuzione viene fornito con attacchi da 1" con filetto maschio/femmina fasato e con 9 vie predisposte con attacchi 3/4"x18 Eurocono.
- CASSETTA ZINCATA: Cassetta porta collettore ad incasso con piedini incorporati regolabili in altezza e canaline universali completa di tutti gli accessori necessari per lo staffaggio dei collettori, escluse le staffe.
- TUBAZIONE COBRA-PEX: Il tubo COBRAPEX a barriera ossigeno EVOH (etilene-alcoolpolivinilico) e' prodotto in polietilene ad alta densita' e reticolato per via chimica (reticolazione a silani).
- STRISCIA PERIMETRALE: Nastro perimetrale in polietilene espanso a cellule chiuse, con superficie adesiva per il fissaggio a parete e bandella mobile in polietilene lato pannello per sigillare possibili interstizi in modo da realizzare un massetto galleggiante.
- ACCESSORISTICA VARIA: Kit di valvole a sfera MM corredate di termometro nella versione diritta da 1" e solo diretta da 1" ¼ complete di ghiera di bloccaggio.
Scheda tecnica del kit di riscaldamento a pavimento ribassato
| Componente | Dettagli |
|---|---|
| Collettore di distribuzione | 9 vie con derivazioni a 3/4" |
| Superficie | 80 m² |
| Tubo riscaldamento e/o raffrescamento | Tubo multistrato diametro 16 mm; spessore 2 mm |
| Cassetta collettore | Ad incastro, dimensioni 700 x 630 x 80 ÷ 150 mm |
| Accessori | Adattatori tubo, striscia perimetrale |
| Schema di posa | GRATUITO! A conferma d'ordine con invio piantina abitazione |
| Tempistiche di progettazione e consegna | Stimata in 7 giorni lavorativi ca. |
Pulizia impianto riscaldamento a pavimento: che cos'è?
Il riscaldamento a pavimento è un impianto di riscaldamento disposto al di sotto della pavimentazione, circuito chiuso distribuito in maniera da irradiare uniformemente l'ambiente a partire dal basso. Il principio di funzionamento è sempre quello di "andata/ritorno" perché allacciato ad una caldaia a condensazione, in alcuni casi combinato con unità ventilanti.
Maggiore sarà la manutenzione e maggiore sarà la resa termica, questo è indubbio. Il ripristino energetico di impianti a pavimento esistenti ci permette di risparmiare ulteriormente perché la maggior parte degli impianti è stato caricato inizialmente ad acqua (del rubinetto di cantiere per intenderci) e dopo circa 5 o 6 anni comincia a sviluppare fanghiglie e principi di ostruzione o stratificazioni interne, anche leggere.
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