Cavolfiore e Regolarità Intestinale: Un Alleato Naturale per il Benessere
Il cavolfiore, una varietà di cavolo (Brassica oleracea var. botrytis), è un ortaggio versatile e nutriente che può essere portato in tavola quasi tutto l’anno. Tra gli ortaggi che in autunno/inverno abbondano sui banchi del mercato troviamo il cavolfiore bianco.
Questa verdura appartiene alla famiglia delle Crucifere, che comprende anche broccoli, cavoletti di Bruxelles e altri tipi di cavolo (verza, cappuccio, rosso, nero, ecc), ma anche la senape, il ravanello, la rucola e il rafano.
Proprietà Nutrizionali del Cavolfiore
Il cavolfiore è famoso per essere ricco di nutrienti. Le parti eduli sono le infiorescenze a corimbo, definite “teste” nel linguaggio comune. Il cavolfiore è ricco di acqua (92%) e fibre (2%), che favoriscono la regolarità intestinale. Inoltre abbonda di vitamina C, che sostiene le difese immunitarie, di acido folico, per globuli rossi normali, e di potassio, che contribuisce al controllo della pressione e al lavoro neuromuscolare.
Il modesto contenuto calorico, solo 25 calorie per 100g di prodotto, lo rende un ortaggio leggero e particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche. Grazie al suo basso contenuto di calorie (25 kcal/100 g) e al suo elevato potere saziante, è inoltre una pietanza ideale da inserire nelle diete dimagranti.
Benefici per la Salute
Diversi studi hanno dimostrato che il suo consumo aiuterebbe a prevenire tumori e infiammazioni, oltre a ridurre i livelli di colesterolo e della pressione sanguigna. Ha un potere depurativo, mineralizzante, e favorisce la rigenerazione dei tessuti.
- Salute Cardiovascolare: Grazie al buon contenuto di glucorafanina, svolge un ruolo importante per la promozione della salute cardiovascolare. Contiene inoltre la forma attiva del sulforafano, che è stata dimostrata in grado di migliorare la pressione arteriosa e il funzionamento dei reni. Infine la presenza di allicina aiuta a tenere il cuore in salute, tenendo bassi i livelli di colesterolo e riducendo il rischio di infarto e ictus.
- Sistema Immunitario: Consumare almeno due volte a settimana il cavolfiore bianco apporta all'organismo una buona quantità di vitamine che potenziano il sistema immunitario. Il buon contenuto di ferro e la presenza importante della vitamina C contribuiscono a facilitare l'assorbimento del ferro da parte dell'organismo e, quindi, a contrastare l'anemia.
- Regolarità Intestinale: Grazie al buon contenuto di fibre, favorisce il corretto funzionamento dell'apparato digerente e facilita la regolarità intestinale.
- Adatto a Diabetici e Celiaci: L'assenza di glutine lo rende un ortaggio adatto anche ai soggetti diabetici e celiaci. Inoltre le sue proprietà contribuiscono a controllare i livelli di zuccheri nel sangue.
- Antiossidante: Grazie alla presenza di antiossidanti che combattono i radicali liberi, il cavolfiore contrasta l'invecchiamento cellulare.
- Funzioni Cerebrali: Grazie al buon contenuto di vitamina del gruppo B e di colina, protegge il cervello provvedendo all'eliminazione delle tossine accumulate nell'organismo. Pertanto è particolarmente consigliato alle donne in gravidanza proprio perché ha un'azione benefica anche sul sistema cerebrale del nascituro. La colina, infatti, si è dimostrata essere un aiuto per il sonno, il movimento muscolare, l'apprendimento e la memoria.
- Benefici in Gravidanza: Il cavolfiore è consigliato in gravidanza anche perché contiene acido folico, e questo lo rende un ottimo alimento della donna: questo nutriente, infatti, protegge le ovaie e, in caso di gravidanze, agisce a 360º sullo sviluppo del feto.
- Prevenzione del Cancro: Come tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere, il cavolfiore è un importante alleato contro il cancro grazie alla presenza di sulforafano e di flavonoidi. E' infatti capace di prevenire la formazione delle cellule maligne e, nel caso in cui fossero presenti, ne inibisce la loro riproduzione.
Cavolfiore e la Regolarità Intestinale
Il cavolfiore è ricco di fibre, si va dai 2 ai 3 grammi per porzione. Non solo le fibre aiutano il sistema gastrointestinale ma contribuiscono anche a ridurre l’infiammazione. Il cavolfiore è molto ricco d’acqua, si parla del 92% della sua composizione.
Precauzioni e Controindicazioni
Contenendo molte purine, che possono trasformarsi in acido urico, il cavolfiore non dovrebbe essere consumato da chi soffre di gotta o calcolosi. Va invece consumato con moderazione da chi è affetto da ipotiroidismo. Il cavolfiore, infatti, contiene delle sostanze che prevengono l'assorbimento dello iodio. Attenzione anche se si soffre di colon irritabile: il consumo dell'ortaggio può causare gonfiore e meteorismo. Il cavolfiore è ricco di vitamina K, il che può essere un problema per chi assume determinati farmaci, in particolare fluidificanti del sangue. La vitamina K e gli anticoagulanti lavorano in pratica l’uno contro l’altro. Di conseguenza chi assume questo tipo di medicinali dovrebbe limitare la quantità di cavolfiore che mangia.
Come Cucinare il Cavolfiore
È risaputo che i metodi di conservazione e di cottura degli alimenti possano influenzare le proprietà nutritive e il cavolfiore non fa eccezione. Se non riuscite a mangiarlo crudo, cuocerlo a basse temperature (50-60 °C) limita la perdita di queste sostanze.
Il cavolfiore, così come i broccoli, la verza e i cavoletti di Bruxelles, contiene un’elevata concentrazione di particolari composti noti come glucosinolati, isotiocianati e indoli, sostanze che possiedono una forte attività antitumorale. E’ importante tenere presente che per garantire maggiore quantità di molecole antitumorali, l’ideale sarebbe stufare questi ortaggi rapidamente in poca acqua oppure saltarle in padella per renderle più appetibili.
Detto questo, cucinare il cavolfiore può renderlo più digeribile.
Studio Scientifico sull'Indolocarbazolo (Icz)
Un nuovo studio ha individuato un meccanismo specifico che spiega con maggiore precisione l’azione protettiva svolta da broccoli, cavoli e cavolfiori sulle pareti intestinali. Lo studio, condotto da ricercatori della Pennsylvania State University di University Park (Usa), ha puntato l’attenzione su una sostanza contenuta in questi vegetali, l’Indolocarbazolo (Icz), in grado di attivare l’Ahr (Aryl hydrocarbon receptor), un recettore presente nell’intestino che ha un ruolo importante per l’equilibrio della flora intestinale e l’efficacia della risposta immunitaria.
Per lo studio i ricercatori hanno utilizzato due gruppi di topi da laboratorio, uno caratterizzato da una ridotta capacita dell’Icz di legarsi all’Ahr, l’altro con una elevata capacità di sviluppare questo legame. I due gruppi sono stati poi nutriti per 24 giorni con una dieta ad alto contenuto di broccoli (15%). Infine, ai topi è stato somministrata una sostanza che provoca disturbi digestivi. Il gruppo con un’alta capacità di sviluppare il legame Icz-Ahr non ha mostrato problemi, mentre l’altro ha manifestato diversi disturbi.
Questi risultati, pubblicati sul Journal of Functional Food, indicano quindi che un’assunzione regolare di queste verdure è in grado di svolgere un’azione protettiva dell’intestino da coliti e altre disfunzioni e potenzialmente anche da forme più gravi di infiammazione cronica.
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