Ginseng ed Effetti Collaterali sull'Intestino: Proprietà, Usi e Controindicazioni

Ideale per spazzare via stress e debolezza, il ginseng, conosciuto e utilizzato in Oriente dalla notte dei tempi, ha molte proprietà benefiche per l’organismo. Sotto l’ombrello del termine “ginseng” si raccolgono diverse specie di piante facenti parte della famiglia delle Araliaceae. Il termine Ginseng significa in lingua cinese “Pianta dell’uomo”, probabilmente perché la forma della sua radice ricorda quella del corpo umano con ramificazioni che ricordano la forma degli arti e della testa.

Oggi in commercio troviamo i principi di queste piante in diversi preparati - il ginseng è uno dei prodotti erboristici più venduti al mondo - in genere utilizzati dalle persone in convalescenza, dagli sportivi e dagli anziani. Inizialmente spinti dalla loro presunta abilità nel risvegliare desideri assopiti, gli estratti di ginseng sono ormai presenti in numerosi complementi alimentari, in gran parte destinati a persone convalescenti, sportivi e anziani.

Il ginseng è una pianta della famiglia delle Araliaceae, che cresce in Nepal, Corea e Siberia orientale e si sviluppa nei climi più freddi. Il ginseng asiatico ha origini spontanee nelle zone montane della Cina, del Nepal e della Corea, tuttavia la forma selvatica è molto rara; infatti, la produzione odierna di ginseng deriva quasi tutta da coltivazioni.

Storia e Tradizione del Ginseng

I primi riferimenti all’utilizzo medico del ginseng risalgono al “The Herbal Classic of the Divine Farmer”, il testo più antico di medicina cinese che risale a 2000 anni fa: qui il Ginseng veniva descritto come pianta utilizzata per il trattamento di 23 differenti patologie. Successivamente il famoso scienziato e botanico Li Shizhen raccolse nel Compendio di materia medica Cinese 40 anni di lavoro di classificazione di tutte le erbe officinali allora conosciute: 1800 farmaci, 100 illustrazioni e 11000 ricette. E nel secolo successivo più di 3900 preparazioni a base di ginseng vennero inserite nella Farmacopea Clinica Coreana.

Tradizionalmente, il ginseng veniva considerato un cibo afrodisiaco utile a stimolare il desiderio e le funzioni sessuali, soprattutto negli uomini. Queste proprietà venivano attribuite dalla medicina tradizionale cinese soprattutto al ginseng rosso. Nella medicina tradizionale popolare il ginseng è considerato un elisir di lunga vita e resta uno dei rimedi erboristici più utilizzati al mondo, con un tasso di crescita annua nel consumo pari al 12%; si stima che nel 2025 il mercato globale raggiungerà i 7,5 miliardi di dollari.

Proprietà e Benefici del Ginseng

Le proprietà del ginseng si trovano nelle radici di questa pianta e sono attribuite a diverse componenti. Oltre a vitamine B e C, sali minerali, calcio, magnesio, aminoacidi, olio essenziale e polisaccaridi, nel ginseng sono presenti i ginsenosidi, principali responsabili delle sue proprietà curative. La quantità di componenti attivi presenti nelle radici aumenta con il passare del tempo, si ritiene infatti che il ginseng sia da considerarsi pienamente maturo quando la pianta raggiunge un’età di sei anni.

Il ginseng ha proprietà toniche e adattogene (cioè è in grado di aumentare la resistenza dell’organismo allo stress psicofisico) perché rafforza il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliora le capacità fisiche e mentali. Come tutti gli adattogeni vegetali, il ginseng migliora quindi la resistenza dell'organismo a diversi agenti dannosi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico. A livello tradizionale è utilizzato come agente tonico, in grado di migliorare le capacità fisiche e mentali di resistenza alla fatica.

Le proprietà del ginseng asiatico sono da attribuire ad alcune molecole, con struttura ormonosimile, chiamate ginsenosidi (anche noti come panaxosidi). Queste molecole appartengono al gruppo delle saponine triterpeniche e, in base alla loro struttura, possono essere classificate in due principali categorie: i derivati del protopanaxadiolo (ad es. Rb1, Rb2, Rc, Rd) e i derivati del protopanaxatriolo (ad es. La loro nomenclatura esprime il fattore di ritenzione, calcolato attraverso cromatografia su strato sottile (TLC), ed esprime il loro grado di polarità. Nel ginseng bianco i ginsenosidi arrivano a costituire il 2-3% del peso secco, mentre nel ginseng rosso la concentrazione scende all’1%. Non solo la quantità, ma anche la tipologia dei ginsenosidi cambia nelle due preparazioni. Composti come i malonilginsenosidi (ad es.

  • energizzanti e rinvigorenti: dona sensazione di energia e dà la capacità di resistenza allo stress quotidiano
  • stimolanti del metabolismo basale
  • in grado di migliorare memoria e attenzione: è un rimedio indicato per affrontare lo studio, il troppo lavoro e l'attività sportiva intensa.
  • antidepressive in grado di contrastare la stanchezza
  • utili a favorire l’appetito e la digestione
  • stimolanti del sistema immunitario
  • antiossidanti: protegge da molecole potenzialmente pericolose per la cellula, come i radicali liberi
  • afrodisiache: in grado cioè di favorire il desiderio sessuale.

Secondo la medicina tradizionale cinese, il ginseng può essere utilizzato anche per il trattamento dell’ipertensione che dell’ipotensione, in caso di: anemia artrite insonnia diabete per rallentare il processo di invecchiamento dei tessuti dell’organismo.

Ginseng coreano e le sue proprietà

Il ginseng coreano è compreso nella lista ministeriale italiana per l’impiego in integratori a base vegetale come tonico-adattogeno, antiossidante e per il metabolismo dei carboidrati. L’azione adattogena del ginseng coreano è da attribuire all’azione dei ginsenosidi, diversi studi sull’uomo hanno suggerito che queste molecole coinvolgono l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Tra questi, il cortisolo raggiunge diversi organi bersaglio e induce effetti come gluconeogenesi e lipolisi, oltre che effetti vasopressori.

Ginseng e sistema immunitario

Anche alcuni ginsenosidi sono in grado di stimolare la crescita di linfociti T e cellule Natural Killer (NK). Gli studi sull’uomo, seppur in numero limitato, hanno tutti confermato l’effetto immunostimolante, migliorando nel complesso il numero di linfociti, di cellule NK e di anticorpi, favorendo anche l’attività fagocitica. In alcuni studi, gruppi di pazienti trattati con ginseng avevano una minore frequenza di sintomi influenzali o raffreddore, tuttavia dagli studi non è chiaro se il potenziamento delle difese immunitarie si traduca sempre in una maggiore protezione dalle diverse patologie.

Ginseng e funzioni cognitive

Il miglioramento delle capacità mnemoniche e cognitive attribuite al ginseng sembra coinvolgere la sintesi e il rilascio di acetilcolina, accompagnata da una diminuzione dei livelli di serotonina. Estratti di ginseng possono inibire la ricaptazione di diversi neurotrasmettitori, inoltre possono antagonizzare gli effetti dello stress riducendo i recettori per la dopamina. Tre studi clinici condotti sull’uomo hanno mostrato degli effetti positivi in merito al potenziamento delle funzioni cognitive, mentre altri due studi non hanno mostrato differenze nella resistenza allo stress fisico o nella sensazione di benessere.

Ginseng e sistema cardiovascolare

Il ginseng sembra stimolare in modo transitorio il sistema cardiovascolare, ma gli effetti sono complessi e ancora poco chiari. Alcuni ginsenosidi hanno attività ipertensive, mentre altri ipotensive. Inoltre, tra queste molecole alcune vantano proprietà antiaritmiche, mentre altre agiscono come antiaggreganti, probabilmente attraverso l’inibizione del trombossano A2.

Riassumendo, sappiamo che esistono diverse proprietà associate ai singoli ginsenosidi, spesso considerabili positive, ma l’assunzione di ginseng, in quanto miscela di queste componenti, porta a risultati contrastanti proprio per l’interazione di tutte queste componenti.

Ginseng e livelli di glucosio

Ai ginsenosidi è stata attribuita una funzione ipoglicemizzante. Studi condotti su cellule pancreatiche isolate dimostrano che diversi ginsenosidi inducono il rilascio di insulina, mentre in modelli animali comportano l’aumento dei recettori insulinici, in diversi organi bersaglio. Altri studi su modelli animali riportano una diminuzione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, accompagnate da un aumento delle lipoproteine ad alta densità (HDL). Un recente studio ha esaminato gli effetti del ginseng sui biomarcatori della sarcopenia in pazienti diabetici di mezza età e anziani.

Ginseng e performance sportiva

Gli effetti migliorativi a livello sportivo possono essere ricondotti ad aumento delle prestazioni, oppure alla riduzione dei danni causati dall’esercizio, ad esempio attraverso meccanismi di tipo antiossidante. Nei primi studi effettuati, la droga sembrava mostrare miglioramenti nei test di tipo anaerobico, probabilmente dovuti ad una migliore coordinazione neuro-motoria e circolatoria. Anche in questo caso l’effetto era attribuito all’azione dei ginsenosidi, specialmente correlato ai meccanismi di produzione di energia a livello muscolare.

Tuttavia, una recente revisione sistematica non ha evidenziato alcun miglioramento delle capacità aerobiche ed anaerobiche, escludendo, sulla base dei dati finora prodotti, effetti migliorativi in quest’ambito. Un recentissimo studio clinico ha esaminato gli effetti a breve termine di un estratto di Panax ginseng sulla capacità aerobica, il profilo lipidico e le citochine. In un trial di 14 giorni, i partecipanti maschi hanno assunto 500 mg di estratto giornalmente. Sono stati condotti due esperimenti: una gara di 10 km e un test di capacità aerobica in laboratorio. La supplementazione ha ridotto i livelli lipidici totali nel sangue, in particolare i trigliceridi, aumentato i livelli di IL-10 post-esercizio e diminuito il consumo di ossigeno durante il test aerobico.

La meta-analisi più recente (2022) ha valutato gli effetti del ginseng sulla performance fisica e sulle misure fisiologiche in atleti analizzando sia a dosaggi bassi (<300 mg/giorno) che alti (>300 mg/giorno) e gli effetti temporali (immediati, a breve termine fino a 4 settimane e a lungo termine oltre 4 settimane) rispetto al placebo. Su 492 studi iniziali, 14 sono stati selezionati per la loro qualità metodologica. I risultati hanno mostrato che il ginseng ha un effetto significativo a breve termine e ad alto dosaggio sul miglioramento del salto verticale. Non sono stati riscontrati, tuttavia, effetti significativi su altre misure come la percezione dello sforzo, la potenza di picco, la frequenza cardiaca, la creatina chinasi e il VO2 max.

Ginseng e disfunzione erettile

Dati preliminari sono stati raccolti per l’uso di ginseng per il trattamento della disfunzione erettile. Quest’ultimo induce la formazione di guanosina 5’-monofosfato ciclico (cGMP), la molecola responsabile del rilassamento del corpo cavernoso. Un altro possibile meccanismo d’azione del ginseng prevede l’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5, enzima responsabile della degradazione di cGMP, già bersaglio di altri farmaci contro l’impotenza.

Altri studi clinici attribuiscono ai ginsenosidi la capacità di ridurre i livelli plasmatici di prolattina, con conseguente aumento della libido, dei livelli di testosterone e della fertilità, ma i risultati sono spesso contraddittori. Nei vari studi clinici il trattamento previsto per la disfunzione erettile era di lunga durata, compreso tra i due e tre mesi. Più recentemente, una revisione sistematica ha valutato gli effetti del ginseng sulla disfunzione erettile, includendo nove studi con 587 uomini coinvolti. I risultati suggeriscono che il ginseng ha effetti trascurabili sulla funzione erettile rispetto al placebo, con differenze minime nei punteggi dell'Indice Internazionale della Funzione Erettile (IIEF).

Il ginseng può migliorare la capacità auto-riferita degli uomini di avere rapporti sessuali, ma ha effetti minimi sulla soddisfazione con l'intercorso e sugli eventi avversi. Tuttavia, lo studio registrava un lieve miglioramento dell’umore, condizione che non si verifica in soggetti sani.

Come si assume?

Il ginseng si trova sotto forma di polvere, pastiglie, infusi o integratori alimentari. E’ inoltre utilizzato per aromatizzare prodotti alimentari come caffè, cioccolato, tisane, tè nero e tè verde. Le dosi consigliate per l'estratto di ginseng o l'infuso dipendono dalla tipologia di ginseng utilizzato. Solitamente si raccomanda 400/500 mg al giorno per l’estratto secco; in tintura 30 gocce 1 o 2 volte al giorno.

  • Infuso: mettere in decozione per circa dieci minuti uno o due grammi di radice essiccata per ogni tazza di acqua

Effetti Collaterali e Controindicazioni

L’impiego di Panax ginseng presenta tuttavia delle controindicazioni. L’uso protratto, oltre i due mesi, oppure dosaggi elevati di radice (maggiore di 15 g/die), può indurre una condizione clinica chiamata sindrome da abuso di ginseng. Questa sindrome si manifesta con sintomi quali nervosismo, insonnia, tachicardia, diarrea (specialmente al mattino), eruzioni cutanee, sbalzi d’umore e ipertensione arteriosa.

Il ginseng non è indicato in caso di allergie, durante la gravidanza e l'allattamento. Può provocare: pressione alta tachicardia palpitazioni insonnia diarrea Il ginseng non va utilizzato per più di tre mesi consecutivi e va evitata l’assunzione nel tardo pomeriggio poiché potrebbe interferire con il riposo.

Sintomi come nausea, diarrea, euforia, insonnia, mal di testa, ipertensione, ipotensione, dolore mammario, sanguinamenti vaginali e sbalzi pressori, possono comparire per l'ingestione di dosaggi particolarmente elevati (15 g, cioè 30-75 volte superiori alle dosi consigliate).

Il ginseng può interferire con alcuni farmaci tra cui anticoagulanti, antidepressivi e stimolanti del sistema nervoso centrale. Il ginseng può interferire con diversi farmaci, per esempio il warfarin, gli immunosoppressori, i MAO inibitori e l’insulina.

Il consumo di caffè può interferire con l’assunzione di farmaci come l'efedrina, con alcuni antibiotici, con la clozapina e con altri principi attivi. L’assunzione di dosi elevate di caffè può essere controindicata in caso di ansia, disturbi emorragici, alcuni problemi cardiovascolari (come la pressione alta), diabete, diarrea, sindrome del colon irritabile, glaucoma e osteoporosi. Il consumo di ginseng può invece essere controindicato in caso di malattie autoimmuni, disturbi emorragici, diabete, malattie sensibili agli ormoni, insonnia e trapianti d’organo.

L’uso di ginseng è sconsigliato in donne in gravidanza, inoltre può causare sanguinamenti abbondanti durante la menopausa (metrorragie).

Cautela nell'utilizzo simultaneo di ginseng e fenelzina [Fenelzina (un psicofarmaco)], Warfarin [Coumadin (un anticoagulante)], ipoglicemizzanti orali, insulina, digossina, ormoni e caffeina.

È bene evitare l'uso del Ginseng in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti e in soggetti con gravi malattie psichiatriche.

Tipologie di Ginseng

Di ginseng se ne conoscono 11 specie.

  • Asiatiche: Panax ginseng coltivato in Cina, P. schinseng o ginseng cinese, P. pseudo-ginseng che cresce in Nepal e nell'Imalaia orientale, P. notoginseng coltivato in Cina, P.

Ginseng: Bianco o Rosso?

La parte della pianta utilizzata in ambito fitoterapico è costituita appunto dalle radici, formazioni fusiformi di colore giallo paglierino, suddivise in radici secondarie, anticipate da un piccolo rizoma che va a costituire la “testa” della droga. Queste possono essere vendute e consumate fresche, oppure subire dei trattamenti che ne modificano l’aspetto e il contenuto in principi attivi.

La radice essiccata trattata con anidride solforosa, sia intera che sminuzzata, anche privata delle radici secondarie (barbe), rappresenta il cosiddetto “ginseng bianco” (chiamato anche ginseng radix alba); la radice fresca trattata con vapore (90°-100°C, per 2-3 ore) e successivamente essiccata costituisce invece il cosiddetto “ginseng rosso” (chiamato anche ginseng radix rubra), dalla colorazione marrone-rossiccia.

Nel ginseng bianco i ginsenosidi arrivano a costituire il 2-3% del peso secco, mentre nel ginseng rosso la concentrazione scende all’1%. Non solo la quantità, ma anche la tipologia dei ginsenosidi cambia nelle due preparazioni.

Secondo la Farmacopea Europea la droga essiccata deve avere un contenuto minimo di ginsenosidi dello 0,4%, di cui Rg1 (≥ 0,2%) e Rb1 (≥0,1%). Nell’intestino, queste molecole vengono metabolizzate dalla microflora intestinale; da tali processi si ottiene una molecola chiamata M1 (o composto-K), ritenuto il metabolita farmacologicamente più attivo.

Integratori a Base di Ginseng

Tra i molti integratori a base di Ginseng in commercio, alcuni riscuotono particolari consensi da parte della platea degli acquirenti.

  • L'integratore alimentare di Ginseng di Equilibra è a base di Ginseng coreano coltivato nelle terre d'origine e benificia delle migliori condizioni climatiche per la propria crescita. La lavorazione dell'estratto avviene a freddo: la radice di ginseng bianco di 4-5 anni viene privata della scorza e lasciata ad essicare al sole/vento, evitando la cottura al vapore. Ingerire tal quale, o sciogliere il contenuto del misurino in acqua o bevanda calda o fredda dolcificando a piacere.
  • L'integratore di Ginseng di VegaVero è altamente dosato, con 600 mg di estratto di foglie di Panax Ginseng (8:1) per capsula. Ogni capsula contiene quindi un equivalente di 4800 mg di polvere di Ginseng. Le proprietà benefiche sono dovute al suo contenuto di saponine, che includono i ginsenosidi. Per questo l'azienda utilizza un estratto titolato al 20% di ginsenosidi. Al contrario di altri, questo prodotto è privo di additivi, non ha OGM ed è adatto ai vegani. In una confezione ci sono 120 capsule.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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