Il Mais e i Suoi Effetti sull'Intestino: Benefici e Considerazioni
Il mais (Zea Mays), noto anche come granturco, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Graminaceae, che può crescere fino a 3 metri di altezza. Le spighe di mais sono avvolte in un involucro di foglie e contengono da 8 a 20 file di chicchi dolci e croccanti disposti a pannocchia.
Questi chicchi sono piccoli e tondeggianti, tendenzialmente di colore giallo, ma può cambiare a seconda delle varietà. Il mais è una coltura molto versatile, che può essere utilizzata in molte forme diverse.
I chicchi di mais possono essere mangiati freschi, bolliti, arrostiti o cotti in vari piatti, come salse, zuppe, chili e tortillas. Il mais può anche essere macinato per produrre farina di mais, che viene utilizzata per fare polenta, pane e dolci.
L'olio di mais viene utilizzato per cucinare e come ingrediente in molti prodotti alimentari. Inoltre, il mais è anche una coltura importante per l'alimentazione degli animali.
Le origini del mais risalgono a circa 9000 anni fa in Messico, dove la pianta è stata coltivata per la prima volta dagli antichi Maya. Poi, si diffuse rapidamente in tutta l'America centrale e meridionale, diventando un alimento fondamentale per le civiltà indigene che lo coltivavano.
Dopo la scoperta delle Americhe, il mais velocemente raggiunse l’Europa, l’Africa e l’Asia.
Varietà di Mais e Loro Utilizzo
Esistono diverse varietà di mais, ciascuna con caratteristiche specifiche. Ecco alcune delle più comuni:
- Mais dolce: è una varietà di mais coltivata principalmente per l'alimentazione umana. I chicchi di mais dolce sono ricchi di zuccheri naturali e hanno un sapore dolce e delicato. Il mais dolce viene solitamente cotto, bollito, arrostito o grigliato e viene utilizzato in numerose ricette.
- Mais farinoso: è una varietà di mais coltivata principalmente per la produzione di farina di mais. I chicchi di mais farinoso hanno una consistenza morbida e possono essere facilmente schiacciati e trasformati in farina. La farina di mais è utilizzata per fare la polenta, il pane di mais e i dolci.
- Mais dentato: è una varietà di mais caratterizzata dalla presenza di una piccola cresta su ciascun chicco. Il mais dentato è utilizzato principalmente per l'alimentazione animale, ma è anche utilizzato per la produzione di farina di mais.
- Mais popcorn: è una varietà di mais coltivata per la produzione di popcorn. I chicchi di mais popcorn contengono una piccola quantità di acqua all'interno, che viene vaporizzata durante il processo di cottura, creando la tipica esplosione del chicco di mais.
- Mais duro: è una varietà di mais caratterizzata da un chicco duro e resistente. Il mais duro è coltivato principalmente per la produzione di farina di mais e viene utilizzato per fare la polenta, il pane di mais e altri prodotti alimentari.
Benefici del Mais per la Salute
Il mais è un alimento nutriente e versatile che offre numerosi benefici per la salute:
- È ricco di carboidrati complessi, che forniscono energia duratura al corpo.
- È una buona fonte di fibre, che aiutano a mantenere la regolarità intestinale e ridurre il rischio di malattie digestive.
- Ha un basso indice glicemico, aiutando a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
- Contiene vitamine del gruppo B, importanti per il metabolismo energetico e la funzione del sistema nervoso.
- È una fonte eccellente di luteina e zeaxantina, due antiossidanti che supportano la salute degli occhi.
- Contiene minerali essenziali come ferro, magnesio, fosforo e potassio.
- È relativamente basso in grassi saturi e colesterolo.
Il Mais e la Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS)
Chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile deve evitare di mangiare i cibi che, “fermentando”, favoriscono la comparsa dei sintomi. «Chi soffre di questa patologia benigna ed estremamente comune lamenta spesso pancia gonfia, meteorismo, fastidio o dolore addominale, stipsi o diarrea, ma anche debolezza.
Sarebbero proprio queste piccole molecole a esacerbare i sintomi della sindrome del colon irritabile, caratterizzata dalla presenza del dolore addominale e da una variazione nella frequenza delle emissioni di feci.
La conferma è arrivata da uno studio australiano pubblicato su Gastroenterology: al termine di un’osservazione dei comportamenti a tavola durata tre settimane, si è visto come chi consumasse pochi Fodmap a tavola, rilevasse sintomi del disturbo decisamente attenuati.
Ma nel frattempo, per stare meglio, conviene evitare gli alimenti che provocano fermentazione come i farinacei, i legumi e, tra le verdure, il cavolo e i suoi derivati.
L’acronimo, fino a poco tempo fa, era noto soltanto agli specialisti: Fodmap. Ma la sigla - che riassume i vocaboli inglesi; fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli - inizia a entrare nella quotidianità anche di uomini e donne che soffrono della sindrome del colon irritabile, una condizione che colpisce il 15 per cento della popolazione adulta italiana, con maggiore prevalenza tra le donne.
In presenza di alcuni fattori - non ancora del tutto noti, ma comprendenti sicuramente lo stress -, l’intestino non svolge in maniera ottimale la sua funzione digestiva. E inizia, così, a fare “le bizze”: dolori e gonfiori addominali, che si possono accompagnare a stipsi o diarrea.
La correzione della dieta, invece, risulta sempre efficace, oltre a rappresentare una scelta economicamente vantaggiosa che permette di non dover far ricorso ai farmaci.
«L’intervento dietetico può portare importanti benefici: eliminando per 21 giorni i cibi Fodmap può migliorare l’intera sintomatologia. Questa dieta è stata illustrata sulla rivista Gastroenterology. Sono alimenti ricchi di zuccheri che, una volta digeriti, restano nell’intestino richiamando acqua.
«Tuttavia - conclude il professor Danese - non sappiamo dopo quanto tempo l’organismo di una persona con sindrome dell’intestino irritabile risente, da un punto di vista nutrizionale, di tali diete da eliminazione con cibi ricchi di Fodmap.
Il Ruolo dei Flavonoidi nel Mais
Varietà di mais particolarmente ricche di antiossidanti naturali chiamati flavonoidi potrebbero avere un ruolo nel trattamento del colon irritabile e delle sindromi correlate. Lo suggeriscono gli esperimenti condotti su animali da un gruppo di ricercatori del Centro di ricerca in agricoltura Russell E. Larson della Pennsylvania State University, i cui risultati sono stati pubblicati su Nutrients.
Nello studio l’attenzione è stata posta, in particolare, su un gruppo di sostanze chiamate flavan-4-oli, note per esercitare effetti benefici sulle mucose intestinali. Per verificarne l’efficacia, modelli animali di sindrome da colon irritabile (IBS) sono stati suddivisi in quattro gruppi: uno di controllo nutrito con la dieta consueta, uno alimentato con un 15% di mais arricchito di flavan-4-oli, uno con il 25% di mais agli antiossidanti, e un ultimo nutrito con mais che non conteneva affatto flavan-4-oli.
Il risultato è stato molto chiaro: i topi che avevano assunto il mais arricchito con antiossidanti hanno avuto un’attenuazione generale dei parametri dell’infiammazione tipici della malattia, del danno alle pareti intestinali con recupero della loro integrità e dei sintomi.
È sempre più chiaro che gli antiossidanti naturali proteggono l’organismo e possono esercitare una funzione positiva nella prevenzione di malattie metaboliche, gastrointestinali e di altro tipo.
E' stato realizzato un particolare tipo di mais che produce un potente composto antiossidante che lotta contro l'Ibd, la malattia infiammatoria intestinale. Il prodotto ha un'elevata presenza di un flavonoide, presente in natura e promettente candidato per una terapia contro questa malattia a causa del suo grande potenziale antiossidante e con la capacità di ridurre l'infiammazione e la sindrome di permeabilità dell'intestino.
Un numero crescente di studi epidemiologici ha dimostrato che le diete ricche di frutta e verdura, che contengono una quantità significativa proprio di flavonoidi, sono state associate a un ridotto rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e altre malattie croniche come la malattia infiammatoria intestinale.
Nello studio, condotto dalla Penn State University e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, i ricercatori hanno incrociato alcune piante di mais e hanno realizzato un ibrido che ha una capacità antiossidante più elevata rispetto ai prodotti tradizionali.
In un lavoro condotto sui topi hanno notato gli effetti positivi dei flavan-4-dioli che si trovavano in alte percentuali all'interno del cereale.
Amido Resistente e Salute Intestinale
Arrivando pressoché intatto nell'intestino l'amido resistente agisce come una fibra solubile, diventando cibo per i batteri della flora intestinale. Ciò porterebbe benefici in termini di tipi di batteri presenti nell'intestino e loro numero.
La fermentazione dell'amido resistente porta, infatti, alla produzione di acidi grassi a catena corta, in particolare di butirrato, utile per la salute delle cellule del colon. I risultati sarebbero l'abbassamento del pH, una forte riduzione dell'infiammazione e un abbassamento del rischio di sviluppare un tumore del colon retto.
I benefici che vengono attribuiti alla sua assunzione includono il miglioramento della sensibilità all'insulina, la riduzione dei livelli di zuccheri nel sangue, la diminuzione dell'appetito, un aiuto per dimagrire e diversi benefici in termini di disturbi digestivi.
L'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha approvato il claim secondo cui l'amido resistente può ridurre la risposta glicemica post-prandiale contribuendo a una riduzione dell'aumento del glucosio nel sangue dopo il pasto durante il quale viene assunto.
L'assunzione di amido resistente potrebbe essere controindicata in presenza di alcuni problemi di salute. Non si può inoltre escludere a priori che un integratore non interferisca con l'assunzione di farmaci o altre sostanze.
Controindicazioni del Mais
La pianta di mais è generalmente sicura per il consumo umano e non presenta controindicazioni significative. Tuttavia, ci sono alcune considerazioni da tenere presente:
- Allergie: alcune persone possono essere allergiche al mais o ai suoi derivati. Questa allergia può manifestarsi come sintomi gastrointestinali, eruzioni cutanee, gonfiore o difficoltà respiratorie. Se si sospetta un'allergia al mais, è consigliabile consultare un medico.
- Contaminazione da micotossine: il mais è suscettibile alla contaminazione da micotossine, come l'aflatossina. È importante assicurarsi che il mais sia conservato in condizioni sicure e che siano adottate pratiche corrette di agricoltura e stoccaggio per evitare la contaminazione da micotossine.
- Digestione difficile: alcune persone possono sperimentare difficoltà digestive dopo aver consumato mais. Questo può essere dovuto alla sua natura fibrosa o alla presenza di amido resistente, che può richiedere più tempo per essere digerito.
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