Caratteristiche e Schema dell'Impianto Idraulico del Bidet

Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo. Troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.

Caratteristiche e Schema dell'Impianto Idraulico del Bagno

La stanza da bagno va pensata nel rispetto di misure e distanze reciproche tra sanitari (le famose dimensioni minime bagno), senza il quale l’uso diventerebbe disagevole. Per impostare un corretto impianto idraulico bagno dobbiamo rilevare con attenzione le misure dei nuovi sanitari, dopo averne calcolato la distanza reciproca, per stendere le tubazioni dell’acqua e degli scarichi nella posizione corretta.

L’ordinata distribuzione dei sanitari lungo le pareti facilita la realizzazione dell’impianto idraulico per l’acqua calda e fredda, nonché dello scarico. I percorsi rettilinei rendono più pratica la stesura dell’impianto.

Avere ben chiaro lo schema impianto idrico è di vitale importanza.

È Utile Sapere Che

Il D.L. 40/2010 ha eliminato l’obbligo di D.I.A. (Denuncia di Inizio Attività) per il rifacimento del bagno, ma serve comunque una comunicazione al Comune a firma di un tecnico abilitato con la descrizione dei lavori, nella quale il tecnico stesso dichiari la conformità dell’intervento.

In un piccolo bagno di servizio può non esservi la vasca o il piatto doccia; è bene, però, prevedere attacchi dell’acqua e dello scarico per future esigenze, sfruttandoli per la lavatrice. Nei bagni di piccole dimensioni i sanitari si devono allineare su una sola parete per non intralciare e la vasca può essere sostituita da un piatto doccia che occupa meno spazio. In locali grandi i sanitari possono essere meglio distribuiti.

Con apertura: l’altezza minima della stanza da bagno dev’essere almeno di 2,70 m (2,40 per i comuni sopra i 1000 m) e deve presentare un’apertura all’esterno o un impianto di aerazione.

Spazio ridotto: se lo spazio disponibile è ridotto occorre disporre i sanitari in modo da avere libertà di movimento e semplificare la stesura delle tubazioni di adduzione e di scarico.

Impianto di Adduzione e Distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.

È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.

I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.

Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente.

Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Impianto Idraulico di Distribuzione e di Scarico: Schema

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • Lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
  • Lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
  • Lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
  • Vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
  • Bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
  • Vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Schema Impianto Idraulico

Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.

Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D.

Progettazione dell'Impianto Idraulico

La progettazione architettonica esecutiva comprende l’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e definisce compiutamente, in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico, l’intervento da realizzare. La progettazione dell’impianto idraulico è uno degli aspetti della fase esecutiva al cui interno, oltre all’architetto, sono coinvolte altre figure professionali che partecipano, ognuna con le proprie competenze, alla sua realizzazione.

L’operatore dell’impianto idraulico interviene, a livello esecutivo, nel processo di impiantistica con autonomia e responsabilità limitate a ciò che è previsto dalle procedure del suo specifico intervento. Egli è in grado di definire e pianificare le fasi di lavorazioni da compiere sulla base delle istruzioni ricevute dal progettista attraverso schemi, disegni, procedure da rispettare, e indicazioni sui materiali da utilizzare; è inoltre capace di predisporre strumenti, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione sulla base delle operazioni da eseguire e del risultato da raggiungere.

Il tecnico idraulico è, oltre a ciò, abile ad effettuare la posa in opera degli impianti idraulici, collaudare gli impianti nel rispetto degli standard di efficienza e sicurezza, compiere interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, necessari per il rilascio della documentazione di legge per mantenere gli impianti in condizioni di sicurezza e efficienza in esercizio.

Tecnologie Innovative e Risparmio Idrico

Nell’ambito delle tecnologie impiantistiche dedicate al settore residenziale, il campo dei sistemi di adduzione idrica per impianti sanitari e per la rubinetteria ha visto da qualche anno l’introduzione di soluzioni prodotte da una ricerca continua nel settore della progettazione, caratterizzate da un crescente grado di innovazione. Il diverso orientamento nasce dalla maggiore richiesta di comfort sempre più elevato all’interno delle nostre case, affiancata, nei tempi più recenti, dalla necessità e dalla “convenienza” di ridurre i consumi idrici ed energetici legati alla gestione e al funzionamento delle abitazioni.

È in atto un ampio processo di sensibilizzazione verso l’uso consapevole del bene acqua che sta investendo anche il campo della progettazione degli impianti e degli strumenti attraverso cui, l’acqua stessa, è erogata.

Le rubinetterie e i sistemi di risciacquo sono sempre più spesso realizzati in un’ottica che prevede l’uso controllato dell’energia e la salvaguardia delle risorse, con procedure e materiali che rispettano l’ambiente e la salute, assicurando lunga durata e l’inalterabilità nel tempo.

Installazione e Funzionalità dell'Impianto

Affinché l’impianto sia funzionale, efficiente e realizzato a regola d’arte è necessario che venga eseguito nell’osservanza dei criteri di sicurezza, affidando il progetto esclusivamente a professionisti esperti e in grado di scegliere l’impianto giusto, capace di garantire il massimo risparmio energetico e idrico.

In primo luogo bisogna fare riferimento alle reti di adduzione e di distribuzione dell’acqua calda e fredda e quindi va previsto un impianto un allacciamento alla rete pubblica dell’acquedotto, occorre inoltre che sia elaborato un sistema di smaltimento delle acque chiare e scure, adeguato alle esigenze dell’utenza, quindi è necessario prevedere un corretto sistema di scarico.

È necessario predisporre, per l’abitazione che si allaccia alla rete pubblica, l’installazione di un contatore adibito alla fornitura di acqua potabile che ha il compito di determinare il numero di metri cubi di acqua utilizzati. L’impianto idrico sanitario comprende: l’insieme delle reti, i componenti, le apparecchiature e gli accessori che permettono l’adduzione e la distribuzione dell’acqua calda e fredda nonché i relativi scarichi.

Nel corso dell’elaborazione del progetto dell’impianto idraulico, si stabiliscono anche le tipologie di tubazioni da utilizzare che assicurino resistenza e affidabilità. Una buona installazione sanitaria è quella che garantisce nel bagno un’alimentazione idrica con portata sufficiente e continua senza possibilità di inquinamento né di ristagno; infatti un impianto sanitario deve essere salubre, comodo, robusto, silenzioso.

Il dimensionamento delle tubazioni è oggetto di ampia discussione anche in ambito legislativo europeo, infatti dimensionare in maniera razionale significa ridurre quanto più possibile i diametri, favorendo il ricambio dell’acqua in ogni ramo della distribuzione e limitando le zone a flusso ridotto, che possono rivelarsi estremamente critiche per la formazione del biofilm interno alle tubazioni e, di riflesso, per la proliferazione di batteri idrodiffusi quali la Legionella.

Tipologie di Impianti Idraulici

L’impianto idraulico in derivazione prevede l’installazione di una tubazione principale rigida deviata per ogni utenza. La derivazione avviene mediante l’utilizzo di particolari componenti idraulici, i raccordi a TEE (in italiano raccordi a T), costituiti da tre porte, una di ingresso e due uscite. I raccordi a TEE permettono di deviare l’acqua in funzione del comando e quindi, in un impianto a derivazione la tubazione non è continua, ma viene interrotta ogni volta che bisogna derivare un’utenza; la rete di distribuzione dell’acqua è realizzata in serie. Tuttavia, essendoci giunzioni sottotraccia, il rischio di danneggiamento è reale e l’eventuale intervento di ripristino e di sostituzione dovrà prevedere inevitabilmente la rimozione della pavimentazione.

Impianto idraulico a collettore, questo tipo d’impianto viene detto anche “sistema a ragno”. Un impianto di questo tipo prevede una tubazione che, partendo da un collettore arriva ai singoli apparecchi di servizio sanitario, per cui ogni punto acqua di erogazione del bagno è servito soltanto da un tubo. L’assenza di giunzioni sottotraccia semplifica molto gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; infatti, il rischio di lesioni o rotture accidentali durante la messa in esercizio dell’impianto è pressoché assente, nonostante l’impianto di carico sia un sistema che funziona per pressione. Le tubazioni potrebbero subire dei danneggiamenti durante la posa e prima del getto del massetto se non sono accuratamente protette.

Componenti e Materiali

Le tubazioni potrebbero subire dei danneggiamenti durante la posa e prima del getto del massetto se non sono accuratamente protette. Naturalmente lo scarico a doppio tubo dà maggiore igienicità: essendoci due tubi separati non è possibile sentire l’odore sgradevole delle acque nere, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno.

La moderna produzione di rubinetterie si fonda sull’essenzialità e la semplicità delle forme, la multifunzionalità e la differente tipologia di erogazione, la continua ricerca sulla qualità dei materiali, un’attenzione sempre maggiore al tema del risparmio idrico e alla salvaguardia dell’ambiente.

Rigore ed essenzialità diventano un’importante opportunità per favorire la versatilità di utilizzo delle nuove collezioni che ben si integrano in ambienti di stile diverso, da quelli tradizionali a quelli moderni, ma non mancano i richiami alle forme classiche e i dettagli realizzati con materiali preziosi. Ma, a prescindere dallo stile, la produzione delle rubinetterie per il bagno è più attenta all’utilizzo consapevole delle risorse idriche.

Infatti i rubinetti sono sempre più spesso dotati di tecnologie eco smart con cui è possibile limitare la portata di acqua attraverso l’utilizzo di accorgimenti innovativi. Il risparmio idrico si può ottenere, ad esempio, aumentando il volume dell’erogazione attraverso speciali diffusori che incamerano particelle di aria nell’acqua.

Un altro sistema è l’inserimento di un elastometro all’interno dell’erogatore che risponde in modo flessibile alla pressione dell’acqua, riducendone il consumo. Particolare attenzione è riservata all’utilizzo di materiali non nocivi, ad esempio alcune linee realizzate in ottone prevedono nelle parti del rubinetto a contatto con l’acqua potabile, l’assenza di piombo.

I miscelatori monocomando a leva non hanno guarnizioni in gomma per la tenuta, ma un sistema a dischi ceramici che ne garantisce una maggiore durata ed una minima forza per la chiusura. I miscelatori termostatici garantiscono in maniera automatica, precisa e costante l’erogazione di acqua alla temperatura impostata.

Normative e Classificazioni

Secondo la norma UNI 9054 i rubinetti sanitari sono classificati in:

  • rubinetti singoli per regolare la portata di una sola condotta di alimentazione;
  • gruppi miscelatori per regolare la portata e miscelare i flussi di due condotte di alimentazione mediante due comandi separati che possono essere gemellati o distanziati;
  • rubinetti miscelatori meccanici per regolare la portata della bocca di erogazione miscelando, mediante un monocomando o bicomando, i flussi di due condotte di alimentazione e per modificare temperature e portata di una miscela di acqua calda e fredda;
  • miscelatori termostatici per variare automaticamente la portata di due flussi a temperatura diversa erogando e mantenendo l’acqua alla temperatura prescelta: possono essere semplici (regolano solo la temperatura) e combinati (regolano temperatura e portata).

Per i rubinetti sanitari singoli e i gruppi di miscelatori, di dimensione nominale pari a mezzo pollice e pressione nominale pari a 10, le condizioni d’uso e la temperatura devono essere le seguenti: pressione 0,05 ÷ Mpa; temperatura max 90° C.

Particolare attenzione è posta dalle norme alla misura della portata che, quando si opera con pressione 0,03 Mpa (3 bar), deve essere di 12 l/min nei rubinetti per lavabi, bidet e docce, mentre in quelli per le vasche da bagno deve essere di 20l/min.

Infine, in base alla rumorosità sviluppata durante il funzionamento, i rubinetti sono classificati in due gruppi: nel gruppo I rientrano quelli in cui la differenza di livello normalizzato (Ds) risulta ≥ 25 dB (A) e il livello sonoro (Lap) ≥ 20dB (A); nel gruppo II quelli in cui la differenza di livello normalizzato (Ds) risulta ≥ 15 dB (A) e il livello sonoro (Lap) ≥ 30 dB (A).

Per le parti a contatto con l’acqua destinata al consumo umano è obbligatorio utilizzare materiali che, nelle condizioni di impego previste, non comportino pericoli per la salute o alterazioni delle caratteristiche organolettiche dell’acqua.

Consigli Utili per la Progettazione e la Manutenzione

Cosa è utile sapere per progettare al meglio gli impianti idraulici del bagno? Quali sono le informazioni indispensabili per una corretta manutenzione? La progettazione degli impianti idraulici richiede competenze ed esperienze specifiche.

Le prime utili indicazioni sulla progettazione del bagno sono contenute nel D.M. 5 luglio 1975 in cui si specifica che nel locale devono essere presenti wc, bidet, lavabo, vasca da bagno e doccia. Inoltre, deve essere prevista un’apertura esterna per il ricambio dell’aria o un sistema di areazione meccanica.

Gli impianti idraulici del bagno prevedono delle tubature di adduzione, cioè destinante a portare acqua calda e fredda ai sanitari. Gli scarichi a seconda della tipologia di impianti possono raggiungere singolarmente la rete fognaria o possono essere collettati nello scarico del wc ed essere immessi nella rete.

Un dato essenziale a cui occorre porre la massima attenzione in fase di progettazione degli impianti idraulici è la pendenza di deflusso dei tubi di scarico.

In relazione ai materiali, per le tubazioni di adduzione il rame è la soluzione che garantisce prestazioni migliori. Questo materiale non presenta tossicità e resiste molto bene al surriscaldamento dovuto alla cessione di calore dell’acqua calda.

Gli impianti idraulici del bagno devono essere sempre in perfetta efficienza. La manutenzione ordinaria prevede la pulizia di pozzetti di scarico e l’eventuale svuotamento della fossa biologica. Per evitare la formazione di cattivi odori è bene pulire con attenzione i filtri del piatto doccia e altri, eliminando eventuale materiale trattenuto.

La manutenzione straordinaria si effettua invece in caso di perdite o ristrutturazioni. Si tratta spesso di interventi con sostituzione di tubature e rifacimento degli impianti che possono rendere inagibile il bagno per alcuni giorni.

tag: #Idraulico

Leggi anche: