Funzionamento e Manutenzione dell'Impianto Idraulico di un Carrello Elevatore

Un carrello elevatore, detto anche muletto, è un mezzo da lavoro progettato per sollevare, trasportare e posizionare carichi pesanti su brevi distanze.

Componenti Principali di un Carrello Elevatore

Per comprendere appieno il funzionamento e la manutenzione di un carrello elevatore, è fondamentale conoscere le sue componenti principali:

  • Telaio: Rappresenta la struttura portante del muletto ed ha la funzione di garantire stabilità e robustezza all’intero mezzo.
  • Forche: Sono due prolunghe realizzate in acciaio ad alta resistenza, poste solitamente nella parte frontale del carrello (nei carrelli frontali), che consentono di sollevare, trasportare e riposizionare i carichi. Ne esistono diverse varianti in termini di lunghezza, spessore e forma, a seconda del tipo di merce da movimentare.
  • Carrello portaforche: Anche conosciuto come “piastra portaforche” rappresenta il punto di collegamento tra le forche e il sistema di sollevamento del carrello.
  • Montante: È la struttura verticale che permette di alzare e abbassare le forche. Esistono diverse tipologie di montante:
    • Montante Simplex (o monomast): è costituito da una singola slitta, senza sezioni telescopiche. Questa caratteristica non permette una grande estensione in altezza, ma garantisce massima stabilità e robustezza.
    • Montante Duplex: composto da due slitte, una fissa e una mobile. Questo montante offre una buona altezza di sollevamento, mantenendo una struttura compatta e relativamente semplice. Alcune versioni di Duplex offrono anche una discreta alzata libera, cioè la capacità di sollevare le forche senza far estendere il montante.
    • Montante Triplex: dotato di 3 slitte, permette di gestire diversi tipi di altezze di sollevamento, anche molto elevate.
    • Montante Quadruplex: con le sue 4 sezioni telescopiche, è in grado di raggiungere altezze di sollevamento molto elevate, tipiche di contesti portuali o aeroportuali, pur mantenendo un’altezza iniziale contenuta.
  • Cabina: È la struttura da cui l’operatore guida il muletto. Si tratta di una vera e propria “postazione di comando” dotata di tutti i sistemi di controllo del carrello elevatore.
  • Catene e funi: Direttamente collegate all’impianto idraulico, le catene e le funi sono elementi che trasferiscono il movimento dal pistone alle pulegge.
  • Motore: Elettrico o termico, è il centro nevralgico del carrello elevatore e l’elemento che genera l’energia necessaria ad azionare la trazione e il sistema idraulico.
    • Elettrico: funziona tramite batterie al piombo o al litio.
    • Termico (diesel o GPL): funzionanti tramite combustione, questo tipo di motori è utilizzato principalmente in contesti esterni o dove è richiesta maggiore autonomia e potenza.
  • Batteria: Presente nei carrelli elevatori elettrici, può essere al piombo acido (che richiede manutenzione più frequente) e agli ioni di litio (più efficiente e che non richiede manutenzione).
  • Freni:
    • Freno di servizio: quello che si usa per rallentare o per fermare temporaneamente il carrello elevatore.
    • Freno di stazionamento: il classico freno a mano così come lo conosciamo per le auto, che consente di bloccare il carrello quando è parcheggiato.

Funzionamento dell'Impianto Idraulico

Il sistema idraulico di un carrello elevatore (in particolare di un muletto), permette lo svolgimento di tutte le operazioni principali, quali sollevamento del carico (salita e discesa), brandeggio del montante (avanti e indietro), traslazione del carico (a destra e sinistra) ed eventuali altre movimentazioni speciali.

In particolare, viene fatto fluire o defluire olio idraulico entro il cassetto dell’olio, dal quale lo stesso viaggia attraverso i tubi idraulici che sono collegati ai sistemi di movimentazione. Nel collegamento al pistone di sollevamento (montante) è presente una valvola paracadute, che evita la brusca discesa del carico a seguito di una improvvisa rottura. Nel cassetto dell’olio è presente una valvola a farfalla che permette al flusso di olio di muoversi in un senso o nell’altro. Durante l’operazione di ripristino delle condizioni iniziali (es. dopo la salita del montante), l’olio idraulico passa attraverso lo scarico dell’olio che si trova sulla testa del serbatoio dell’olio, dove viene opportunamente filtrato per evitare l’accumulo di impurezze in forma particellare. A questo punto, l’olio entra nel serbatoio, dove attende di essere nuovamente rimesso in circolo.

Manutenzione: Un Elemento Cruciale per la Sicurezza e l'Efficienza

Nei carrelli elevatori e negli apparecchi di sollevamento, anche per ridurre la possibilità di incidenti, è molto importante che sia svolta una regolare manutenzione per garantire sempre, oltre che l’efficienza, la sicurezza di funzionamento dell’attrezzatura.

Interventi di manutenzione che possono essere ordinari (programmati ed eseguiti attenendosi alle indicazioni di legge e del costruttore, alle norme di buona tecnica e all’esperienza del manutentore) o straordinari (anomalie, rotture, eventi accidentali, ...) e che devono essere eseguiti da personale adeguatamente formato e addestrato.

Se anche per i carrelli elevatori, è necessaria l’esecuzione di interventi di manutenzione regolari da parte di personale qualificato, gli utilizzatori dei carrelli devono comunque “eseguire una serie di verifiche quotidiane preliminari” segnalando tempestivamente ai propri responsabili “eventuali anomalie o guasti che potrebbero influire sulla sicurezza e/o sulla corretta funzionalità dei carrelli”. Tali controlli preliminari possono, ad esempio, servire per verificare il buono stato delle gomme, il posizionamento e lo stato delle forche, l’efficienza dell’impianto frenante e dei dispositivi di segnalazione, l’assenza di perdite idrauliche.

Tuttavia “con le periodicità previste dalla normativa vigente, dal costruttore o dalle norme di buona tecnica, vanno programmate e registrate le manutenzioni delle parti costitutive del carrello”, manutenzioni che il documento analizza in dettaglio.

Manutenzione del Gruppo di Sollevamento

Il documento ricorda che le catene metalliche del gruppo di sollevamento “vanno verificate almeno ogni tre mesi o alle scadenze previste dal costruttore; l’esito della verifica deve essere registrato, così come deve essere annotata la loro eventuale sostituzione. Le catene non vanno mai lavate, bensì vanno spolverate, utilizzando eventualmente aria compressa (proteggendosi occhi e udito), e lubrificate con prodotti specifici per catene. La sostituzione è da prevedersi quando si riscontra un allungamento superiore al 5% per le singole maglie o per la catena nel suo complesso, o quando vi sono maglie deformate, o che presentano principi di rottura. Le catene di ricambio vanno acquistate attendendosi alle specifiche del costruttore”.

In particolare le forche vanno verificate controllando:

  • allineamento orizzontale delle punte, che non deve superare il 3% della lunghezza della forca;
  • spessore del tallone, che non deve essere inferiore al 90% dello spessore massimo della forca;
  • angolo della forca, che non deve superare i 93°;
  • presenza di cricche, deformazioni, ecc.

Il documento riporta poi anche indicazioni relative a:

  • piastra portaforche e griglia reggicarico (vanno verificate, alla ricerca di deformazioni, principi di rottura, anomalie di funzionamento, ecc.);
  • sistema oleodinamico che comanda tutti i movimenti del gruppo di sollevamento (sollevamento, brandeggio, attrezzature speciali…);
  • livello dell’olio idraulico e filtri;
  • eventuali accessori (pinze, traslatori, ribaltatori);
  • carter di protezione e montanti.

Manutenzione di Sterzo e Freni

Sono elementi vitali del carrello elevatore: “anomalie di funzionamento o, addirittura, guasti possono avere conseguenze pesantissime. È per questo che vanno tenuti costantemente sotto controllo da parte dell’operatore, che segnalerà prontamente ai propri superiori eventuali difetti riscontrati”.

Durante le operazioni di manutenzione programmata, riguardo allo sterzo andranno controllati: giochi della scatola di guida; precisione degli accoppiamenti, gioco dei perni, stato dei cuscinetti; per lo sterzo a catena, usura della catena e allungamenti delle maglie (recuperando eventuali giochi); per lo sterzo idraulico, stato delle tubazioni, assenza di trafilamenti”.

Il documento si sofferma poi su altri elementi di verifica relativi ai pneumatici (bisogna verificare l’usura, l’assenza di tagli e la corretta pressione di gonfiaggio, ...) e ai freni.

Manutenzione del Sistema di Trazione

Per tutti i carrelli “la batteria è un elemento il cui corretto funzionamento influisce sulle prestazioni e sull’efficienza del mezzo”. In particolare nei carrelli endotermici (nei motori endotermici l’energia termica è prodotta mediante combustione di sostanze liquide o gassose), la batteria “serve per le fasi di avviamento e bisogna periodicamente verificarne il livello del liquido, la chiusura dei tappi, il serraggio e la pulizia dei morsetti dei conduttori (è buona cosa proteggerli con vasellina) e che la batteria sia fissata correttamente; in questi frangenti, bisogna prestare attenzione a non mettere in contatto accidentalmente i due poli con materiali conduttori (corto circuito)”.

Altre indicazioni per i carrelli endotermici:

  • “è necessario controllare la qualità dei gas di scarico, il livello del liquido del radiatore e il filtro del carburante;
  • per i carrelli a gas, vanno controllati con attenzione tubi e raccordi e i sistemi di fissaggio delle bombole, evitando assolutamente di lubrificarli con grasso. I recipienti fissi e mobili di GPL devono essere esaminati periodicamente”, per accertare che non presentino difetti ( ammaccature, abrasioni, tagli, guasti di valvole o sistemi di misurazione, corpi estranei nelle valvole di sicurezza, guasto o mancanza del tappo della valvola di sicurezza, segni di perdite sulle valvole e sui raccordi filettati, ...);
  • l’olio del motore va verificato regolarmente e sostituito (così come il filtro). Anche i filtri dell’aria vanno puliti periodicamente, sostituiti se intasati e adeguati al cambio di stagione (estate/inverno);
  • anche il sistema di raffreddamento è da verificare con attenzione, poiché esso influisce sulla durata e sulle prestazioni del carrello; periodicamente bisogna quindi verificare o sostituire il liquido refrigerante, pulire la parte di scambio termico dei radiatori e verificare il serraggio dei manicotti del liquido di raffreddamento”.

Nei carrelli a trazione elettrica, occorre periodicamente “rabboccare l’elettrolita, senza però riempire troppo le batterie; in queste fasi, occorre utilizzare i DPI ( occhiali/visiera e guanti). Le aree di carica devono essere ben ventilate e, al loro interno, è vietato fumare e utilizzare fiamme libere. Anche qui, è importante verificare: serraggio e pulizia dei morsetti dei conduttori; fissaggio della batteria; presenza e integrità del materiale isolante a protezione del cofano; sistema di blocco del cofano allo chassis, facendo attenzione a non cortocircuitare i due poli con materiali conduttori. Se occorre sostituire il pacco batterie, questo dovrà avere massa, tensioni e dimensioni compatibili con quanto indicato dal costruttore. Per le fasi di rimozione e introduzione del pacco batterie, vanno impiegati utensili isolati e il sollevamento va fatto con un’apparecchiatura idonea”.

Manutenzione del Telaio

Nei carrelli una “corretta e costante manutenzione del telaio è garanzia di sicurezza (oltre che di funzionalità); anche la pulizia del mezzo e, in particolare, dell’abitacolo, è indice di attenzione al mezzo da parte di chi lo utilizza abitualmente”.

Bisogna quindi verificare periodicamente:

  • punti di aggancio della cabina allo chassis;
  • punti di sollevamento del carrello;
  • stato di vetrature, portiere, finestrini, pedali, sistemi di comando;
  • protezione del tettuccio;
  • efficienza dei dispositivi di segnalazione/illuminazione;
  • funzionalità dei tergicristalli e stato delle spazzole”.

Il documento ricorda che eventuali “modifiche alle caratteristiche originali del carrello e, in particolare, quelle che influiscono sulla portata o sulla sicurezza del carrello, devono preventivamente essere autorizzate dal costruttore; una volta realizzate vanno aggiornate o sostituite le targhe di identificazione e di istruzione”.

Programmi di Manutenzione

Un programma di manutenzione ben pianificato aiuta ad identificare e risolvere potenziali problemi prima che diventino gravi, riducendo al minimo i tempi di inattività e i costi di riparazione.

Questo programma di manutenzione prevede le seguenti fasi:

  • Controllo quotidiano pre-operativo di eventuali danni visibili, come crepe o deformazioni nella struttura del muletto, dei livelli di olio motore, liquido di raffreddamento, liquido dei freni e idraulico, del livello dell’elettrolita e dell’integrità dei terminali della batteria.

Importanza della Registrazione degli Interventi di Manutenzione

Concludiamo sottolineando l’importanza della registrazione dei vari interventi di manutenzione. In questo modo “è possibile ripercorrere la vita di una macchina e, analizzando quali siano i guasti più frequenti, attuare le necessarie misure migliorative che permettono non solo di diminuire i tempi di fermo ma, soprattutto, di mantenere elevati standard di sicurezza ed eventualmente ridefinire gli intervalli di manutenzione”.

Tabella Riepilogativa Frequenza Manutenzione

Tipo di Manutenzione Frequenza Descrizione
Quotidiana Ogni giorno prima dell'utilizzo Controllo visivo di perdite, pneumatici, forche, livelli dei liquidi, luci e segnali acustici.
Ordinaria Ogni 250 ore di utilizzo Lubrificazione, pulizia generale, verifica batterie (carrelli elettrici), controllo filtri, forche e sistema di sollevamento.
Professionale Ogni 3-12 mesi Ispezione approfondita di catene, cavi, sistema idraulico, componenti strutturali, impianto frenante, sterzo, motore e sistemi di sicurezza.

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