Impianto Idraulico: Funzionamento, Vantaggi e Svantaggi del Sistema a Collettore
L’impianto idraulico è uno degli elementi fondamentali di ogni edificio ed è il sistema che assicura la distribuzione dell’acqua in tutti gli ambienti. In questo articolo analizzeremo le differenze tra un impianto idraulico tradizionale e un impianto a collettore, soffermandoci sui vantaggi e gli svantaggi di entrambe le soluzioni.
Impianto Idraulico Tradizionale
Un impianto idraulico tradizionale si basa su una struttura “ramificata”, in cui un tubo principale si divide in numerose diramazioni che si estendono ai vari punti di prelievo dell’edificio. Il funzionamento di un impianto idrico tradizionale è relativamente semplice: l’acqua viene pompata dal serbatoio o dalla rete pubblica all’impianto e poi distribuita attraverso le varie diramazioni ai singoli punti di prelievo. Le caratteristiche principali di un impianto idrico tradizionale sono la semplicità e la relativa economicità rispetto a soluzioni più innovative come il sistema a collettori.
Caratteristiche dell'impianto tradizionale:
- Progettazione: Prevede un’unica tubazione principale che distribuisce l’acqua a tutti i punti di prelievo dell’edificio.
- Posizionamento: Le tubature principali sono posizionate all’interno delle pareti.
- Manutenzione: Può essere più difficile da mantenere, poiché le tubazioni principali e secondarie sono spesso posizionate all’interno delle pareti.
- Materiali: Può essere realizzato con tubi di rame o di plastica.
- Perdite: Presenta un rischio maggiore di perdite, in quanto prevede numerosi giunti e raccordi.
- Costi: Può essere meno costoso del sistema a collettori durante l’installazione.
Impianto Idraulico a Collettore
Un sistema idrico a collettore si basa su una struttura centralizzata, in cui un collettore principale distribuisce l’acqua a tutti i punti idrici dell’edificio attraverso una serie di tubi indipendenti e senza giunzioni sotto il pavimento. Il collettore centrale è una sorta di distributore principale che si collega ai tubi di ingresso dell’acqua fredda e di uscita dell’acqua calda dell’edificio. Il funzionamento di un impianto idrico a collettore è molto efficiente: l’acqua viene pompata dal serbatoio o dalla rete pubblica al collettore centrale, dove viene distribuita a tutte le tubature indipendenti che alimentano i vari punti di prelievo.
Caratteristiche dell'impianto a collettore:
Le principali caratteristiche di un impianto idrico a collettore sono l’efficienza, la riduzione del rischio di perdite d’acqua dovute ai collegamenti sottopavimento, la facilità di manutenzione e la possibilità di isolare le singole tubature in caso di guasto, senza dover interrompere l’erogazione dell’acqua all’intero edificio. Questo tipo di impianto idraulico è molto utile perché garantisce una distribuzione uniforme dell’acqua in tutta la casa. L’installazione di questo tipo di impianto richiede un’attenta progettazione e la posa di una serie di tubazioni che dal collettore centrale si diramano verso i vari punti acqua dell’edificio.
Progettazione dell'Impianto a Collettore
La progettazione di un impianto idraulico con collettore centralizzato deve tenere conto di numerosi fattori, tra cui il tipo di edificio, il numero di utenze, il tipo di utilizzo dell’acqua (ad esempio, se per uso domestico o industriale), l’ubicazione della caldaia e dei punti di prelievo dell’acqua.
- Possibilità di realizzare impianti a zone: permette la distinzione in più impianti indipendenti tra loro.
- I collettori sono anche detti dispositivi a derivazione multipla perché presentano sul corpo principale da 2 a 4 derivazioni regolate da rubinetti che permettono una migliore gestione dell’impianto.
- Solitamente sono riposti in uno scomparto ricavato all’interno di una parete e protetti da una scatola metallica che funge da alloggiamento.
Il principale problema può essere la mancanza di spazio, soprattutto in abitazioni non moderne, in cui poter installare il collettore. In questi casi si utilizza un impianto di derivazione che è sicuramente meno ingombrante dal punto di vista dello spazio, ma presenta il limite tecnico che, in caso di guasto, rende difficile l’individuazione del punto da riparare senza rompere murature. I collettori per il riscaldamento sono componenti di base per la distribuzione dei fluidi termici all’interno di abitazioni, in quanto possono alimentare sia i termosifoni che gli impianti di riscaldamento a pavimento.
- Buon funzionamento delle valvole termostatiche: le valvole sono installate ad un’altezza media di 80-100 cm.
- Uno dei principali limiti è dato dall’esigenza di dover realizzare circuiti indipendenti per ogni terminale e per questo sono solitamente adottate soluzioni ad anello nel caso di ristrutturazioni in cui non è prevista la ricostruzione della pavimentazione.
I collettori per l’acqua e per l’impianto sanitario sono un componente fondamentale per gestire l’approvvigionamento di acqua all’interno delle abitazioni garantendo l’allacciamento alla rete idrica. Anche per questo tipo di collettori esiste un modello caratterizzato dalla presenza di una valvola di chiusura per ogni uscita. Questo tipo di collettori risulta particolarmente utile in caso di guasto, in quanto si limita il disagio provocato alla singola utenza, senza bloccare la fornitura di acqua all’intera abitazione. Esiste anche il collettore lineare, che non ha questo vantaggio, ma presenta un grado di compattezza maggiore.
- Un aspetto importante per parlare di compattezza è l’interasse tra due elementi filettati di questi componenti: esiste la versione da 35 mm, che è sicuramente più compatta ma presenta maggiori difficoltà di montaggio, e la versione da 40 mm, che è meno compatta ma più facile da montare.
- Uno dei problemi principali è legato al costo di questo impianto, che risulta sensibilmente più elevato, dovuto ad una maggiore quantità di materiale richiesta e una tempistica di posa in opera leggermente superiore.
Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici
Tra i materiali maggiormente utilizzati all’interno del mondo dell’idraulica vi sono sicuramente gli acciai, inossidabili e al carbonio, ma, soprattutto, l’ottone. Tale lega è composta principalmente da rame (Cu) e zinco (Zn), oltre ad altri elementi secondari che contribuiscono a dare le proprietà al materiale.
L’ottone più comune per questa tipologia di applicazioni è, senza dubbio, il CW617N cromato che presenta una grande resistenza al fenomeno della dezincificazione che, a causa delle elevate temperature di esercizio e degli elementi disciolti in acqua, può portare al deterioramento delle proprietà nel tempo causando cedimenti e malfunzionamenti.
Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
Materiali per l'isolamento dei tubi:
- Strisce di pellicola per tubi
- Schiuma apposita
- Isolamento delle pareti
- Copri rubinetti per l’outdoor
- Installazione di rubinetti esterni a prova di gelo
L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.
Impianto Idraulico in Derivazione
L’impianto idraulico in derivazione è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
Vantaggi dell'impianto in derivazione:
- Esteticamente gradevole.
- Facile da chiudere e aprire.
- Poco ingombrante.
Svantaggi dell'impianto in derivazione:
- Impossibilità di bloccare una singola utenza alla volta: in caso di intervento, è necessario bloccare l’intero impianto idraulico.
- Interventi di ripristino e sostituzione possono richiedere la demolizione della pavimentazione.
Relining: Un'Alternativa per la Ristrutturazione
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.
D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Normative e Autorizzazioni
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. La normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto.
Costi e Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.
Tabella Comparativa: Impianto a Collettore vs. Impianto Tradizionale
| Caratteristica | Impianto a Collettore | Impianto Tradizionale |
|---|---|---|
| Struttura | Centralizzata con collettore | Ramificata |
| Tubazioni | Indipendenti per ogni punto di prelievo | Unica tubazione principale con diramazioni |
| Giunzioni | Assenza di giunzioni sottopavimento | Numerosi giunti e raccordi |
| Manutenzione | Facile, possibilità di isolare singole tubature | Più difficile, tubazioni spesso incassate |
| Perdite d'acqua | Rischio ridotto | Rischio maggiore |
| Costi | Più elevati in fase di installazione | Meno costosi in fase di installazione |
| Efficienza | Maggiore | Inferiore |
Vantaggi e Svantaggi dell'Impianto a Collettore
Vantaggi
- Assenza di giunzioni sottotraccia: questo facilita gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
- Rischio di lesione o rotture durante la messa in esercizio pressoché assente.
- Possibilità di gestione delle singole utenze separatamente senza dover interrompere la distribuzione dell’acqua anche agli altri punti di erogazione.
- Impianto sempre ben bilanciato, senza cali di pressione o di acqua calda, anche in caso di prelievi simultanei.
- Fruizione dell’acqua calda in tempi rapidi.
- Facilità di posizionamento e installazione: il collettore è preassemblato nella cassetta per l’ispezione e può essere dotato di portello push-to-open per un’ispezione veloce ed agevole.
Svantaggi
- Costo di realizzazione più elevato dovuto alla maggiore lunghezza della rete di distribuzione.
- In base al numero dei punti di erogazione, il collettore può arrivare a dimensioni relativamente grandi e quindi risultare troppo ingombrante soprattutto se gli ambienti di installazione sono piccoli.
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