Impianto Idraulico in Cucina: Schema e Funzionamento

L’impianto idraulico di un’abitazione è un sistema complesso, raramente visibile integralmente se non in caso di guasti o ristrutturazioni. Contatore e tubazioni sono elementi fondamentali di questo sistema.

Componenti Principali dell'Impianto Idraulico

  • Contatore: Divide l’impianto idraulico privato dalla rete di distribuzione comunale, misurando il consumo idrico.
  • Tubazione di adduzione: Conduce l’acqua fredda alla caldaia per essere riscaldata.
  • Valvole e rubinetti: Regolano il flusso dell’acqua.
  • Tubazioni di scarico: Allontanano le acque reflue.

Ogni elemento può subire logoramento e rottura, ma è essenziale saper riconoscere i segnali di danneggiamento, soprattutto per le tubazioni nascoste nelle pareti.

Fattori di Rischio e Segnali di Allarme

L'età dell'edificio e la qualità dell'acqua sono fattori cruciali.

  • Età dell’edificio: Un immobile con più di 25-30 anni potrebbe necessitare di un rinnovamento dell’impianto idraulico.
  • Qualità dell’acqua: Acqua scura con sapore metallico indica corrosione delle tubazioni.

È sempre consigliabile affidarsi a un tecnico qualificato per analisi approfondite e per valutare i pro e i contro di ogni intervento.

Cos'è e a cosa serve un impianto idrico?

L’approvvigionamento dell’acqua avviene tramite l’allacciamento alla rete pubblica con un contatore. La pressione nella rete primaria è mantenuta a 5-6 bar per raggiungere i piani alti, mentre nelle tubazioni interne non deve superare i 3 bar, grazie a un riduttore di pressione.

Nelle zone senza rete pubblica, si utilizzano pozzi per attingere l’acqua.

Schema di Distribuzione dell’Acqua

Il sistema più semplice prevede colonne verticali di maggiore sezione e reti orizzontali ai vari piani. Per una distribuzione efficiente, è preferibile la distribuzione a collettore, dove ogni punto di erogazione è servito da un tubo singolo proveniente da un collettore centrale.

Materiali delle Tubazioni

I materiali più comuni per le tubazioni sono:

  1. rame
  2. acciaio zincato
  3. materiale plastico (polietilene PE o polipropilene PP)

Il materiale plastico è il più utilizzato per la sua igienicità, resistenza alla corrosione, durabilità e costi inferiori.

Le tubature vengono rivestite con materiali isolanti per proteggerle dalla corrosione, evitare la condensazione e ridurre la dispersione di calore.

Produzione di Acqua Calda

L’acqua calda può essere ottenuta tramite uno scambiatore di calore interno o esterno al generatore di calore, con o senza accumulo. Per mantenere costante la temperatura, si crea una rete di ricircolo.

Sistema di Scarico delle Acque Usate

Il sistema di scarico deve essere indipendente da quello delle acque meteoriche. Le acque possono essere suddivise in acque bianche (lavatrici, lavabi, docce) e acque nere (wc).

Schema Impianto Idraulico

Per progettare un impianto idraulico, è utile uno schema che illustri le logiche e il funzionamento del sistema. Questo schema può essere realizzato con un software BIM per impianti MEP, integrando il modello 3D degli impianti nel progetto architettonico.

Impianto di adduzione e distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.

È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Impianto di scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Impianto idraulico di distribuzione e di scarico schema

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • lavello cucina
  • lavatrice e lavastoviglie
  • lavabo bagno
  • vasca e doccia
  • bidet
  • vaso

Dettagli sulle Apparecchiature

Lavello cucina: Montato su staffe o inserito in un mobile, deve essere posizionato a 80-85 cm dal pavimento. Le tubazioni devono essere da 1/2 pollice, collegate a un miscelatore. Lo scarico deve avere un diametro di 40 mm con sifone ispezionabile.

Lavatrice e lavastoviglie: Necessitano di una presa d’acqua fredda e uno scarico a 80 cm dal pavimento con pozzetto ispezionabile.

Lavabo bagno: Posizionato a circa 80 cm dal pavimento, con rubinetto monocomando e scarico da 40 mm con sifone ispezionabile.

Vasca e doccia: Richiedono erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e scarico da 40 mm con pozzetto ispezionabile.

Bidet: Provvisto di miscelatore monocomando e scarico da 40 mm con sifone ispezionabile.

Vaso: Con scarico a pavimento o parete, fornito di sifone integrato e cassetta per la raccolta dell’acqua.

Schema Impianto Idraulico

Per progettare un impianto idraulico, è necessario uno schema dettagliato per la cantierizzazione e l’approvazione del progetto.

Con un software BIM, è possibile modellare l’impianto in 3D, facilitando la progettazione e prevenendo problemi in fase di realizzazione.

Integrazione BIM e MEP

L'integrazione tra modello BIM e modello MEP consente di visualizzare le tubazioni dell’acqua fredda e calda dal collettore alle singole apparecchiature. Ogni tubatura ha una chiave d’arresto per essere esclusa singolarmente dall’impianto.

Normative e Materiali

Gli impianti idraulici devono essere progettati secondo il DM 37/08 e le norme tecniche europee. La norma UNI 9182 specifica i criteri per il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua, mentre la UNI EN 12056 fornisce indicazioni per la progettazione degli impianti di scarico.

È fondamentale utilizzare materiali conformi e non contenenti piombo, come rame, materiali ferrosi e materiali plastici (PVC, PE-HD, PE-MD, PE-X, PP).

Dimensionamento dell'Impianto

Il dimensionamento dell’impianto idrico deve essere effettuato secondo le normative UNI 9182 e UNI EN 806, che prevedono il calcolo delle unità di carico (UC) per ogni apparecchio sanitario e la determinazione della portata di progetto (QD).

Nel caso di edifici residenziali, è raccomandato l’utilizzo del metodo semplificato secondo la norma UNI EN 806 parte 3 del 2008.

Impianto di Scarico: Dettagli e Ventilazione

Le reti di scarico devono consentire l’evacuazione rapida delle acque di rifiuto, con pendenze adeguate e diametri appropriati per i tubi. Devono essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche e corrosive.

Le acque reflue domestiche devono essere convogliate separatamente dalle acque bianche. Il sifone impedisce la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio.

Le reti di scarico sono soggette a pressioni e depressioni idrostatiche, pertanto devono essere dotate di ventilazione con l’esterno per evitare lo svuotamento dei sifoni.

I materiali delle condotte e delle cappe di ventilazione devono resistere all’aggressività dei gas di fognatura e agli agenti corrosivi.

Progettazione dell'Impianto di Scarico

Per progettare un impianto di scarico, è necessario conoscere i quantitativi massimi di acque scaricabili dai singoli apparecchi sanitari. La norma UNI EN 12056-2 indica i criteri per dimensionare le diramazioni, le colonne e i collettori in funzione delle portate.

Il deflusso dell’acqua deve avvenire per gravità, con pendenze uniformi comprese tra 1% e 5% per favorire l’autopulizia delle condotte.

Diramazioni di Scarico

Le diramazioni di scarico convogliano l’acqua dai sifoni degli apparecchi alle colonne di scarico. La norma UNI EN 12056 riporta le dimensioni e i limiti di applicazione per diramazioni senza ventilazione.

La colonna di scarico deve essere dimensionata in base alla quantità d’acqua prevista al punto più basso e deve avere uno sfiato sopra il tetto per garantire una perfetta ventilazione.

Considerazioni Finali

La corretta progettazione e realizzazione di un impianto idraulico sono essenziali per garantire il comfort, l’igiene e la sicurezza di un’abitazione. Affidarsi a professionisti qualificati e utilizzare materiali conformi alle normative sono passaggi fondamentali per un risultato ottimale.

Tabella riassuntiva delle unità di carico (UC) secondo UNI EN 806-3

Apparecchio Sanitario Unità di Carico (UC)
Lavabo 0.5
Bidet 0.5
Doccia 1.0
Vasca da bagno 1.5
WC con cassetta 3.0
Lavello cucina 1.0
Lavastoviglie 1.0
Lavatrice 1.0

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