Intonaco di Calce Idraulica Naturale: Composizione e Applicazione

La calce è un materiale da costruzione utilizzato già in epoca antichissima per la sua versatilità e le sue proprietà leganti. Nel campo dell’edilizia e del restauro, la calce viene utilizzata in due diverse tipologie: calce aerea e calce idraulica. Sebbene entrambe derivino dalla calcinazione del calcare, presentano caratteristiche e applicazioni diverse che le rendono adatte a scopi specifici.

Calce Aerea

La calce aerea è un tipo di calce ottenuta dalla calcinazione del calcare puro, o quasi puro, che una volta cotto si trasforma in ossido di calcio (CaO), chiamato anche calce viva. Questa se miscelata con acqua forma idrossido di calcio (Ca(OH)₂), noto anche come calce spenta o calce idrata. Questa tipologia di calce ha la capacità di indurirsi solo con l’aria, da qui la definizione di “calce aerea”. Può essere in pasta (grassello di calce) o in polvere (calce idrata).

Tra gli utilizzi della calce aerea, oltre all’edilizia, vi è quello della conceria, viene infatti utilizzata per la conciatura di pelli, ma anche per trattare le acque che vengono utilizzate nell’industria alimentare, oltre che nell’industria farmaceutica. Ovviamente gli utilizzi della calce aerea in edilizia sono quelli più conosciuti e comuni dato che se ne fa uso fin da epoche remote. Viene impiegata per la produzione di malte, intonaci e finiture.

Calce Idraulica

La calce idraulica è un tipo di calce che ha la capacità di indurirsi non solo all’aria, come la calce aerea, ma anche in presenza di acqua, da qui la definizione di “calce idraulica”. La calce idraulica può essere naturale se ottenuta dalla cottura di calcare marnoso (che contiene argilla e altri silicati) a una temperatura tra 900 e 1000 °C oppure pozzolanica se ottenuta dalla miscelazione di calce aerea e pozzolane. Grazie alle sue proprietà meccaniche e alla sua resistenza all’acqua e in ambienti umidi viene utilizzata ampiamente nel campo della bioedilizia e del restauro.

La calce aerea infatti proviene dalla cottura di calcari puri ed è costituita prevalentemente da idrossido di calcio. Si indurisce attraverso una reazione con l’anidride carbonica presente nell’aria, formando carbonato di calcio. La calce idraulica deriva dalla cottura di calcari marnosi (calce idraulica naturale) o dalla reazione chimica di calce e pozzolane (calce idraulica pozzolanica) e contiene, oltre all’idrossido di calcio, anche altri composti come silicati e alluminati di calcio.

Vantaggi della Calce Idraulica

  • Preferita negli interventi in bioedilizia essendo un materiale naturale e a basso impatto ambientale; per la sua produzione viene infatti impiegata meno energia rispetto al cemento.
  • Fondamentale negli interventi di restauro in cui è richiesta la compatibilità storica con le tecniche costruttive e i materiali antichi.
  • La calce inoltre essendo meno rigida del cemento si adatta meglio ai movimenti delle strutture storiche senza causare danni.

Intonaco di Sola Calce Idraulica Naturale

L’intonaco di sola calce idraulica naturale è una soluzione tradizionale e sostenibile utilizzata per le superfici esterne e interne degli edifici. Questo materiale, ricavato da calcare naturale, offre vantaggi unici come la traspirabilità, la resistenza agli agenti atmosferici e la sua compatibilità con le strutture storiche. L’intonaco di sola calce idraulica naturale è un materiale da costruzione ecologico e resistente, utilizzato principalmente per intonacare superfici interne ed esterne.

Composizione e Proprietà

La calce idraulica naturale (NHL) viene prodotta dalla cottura di rocce calcaree che contengono argille e altri minerali, come silice e allumina. Questa composizione conferisce alla calce idraulica la capacità di indurirsi anche in presenza di umidità, a differenza della calce aerea che indurisce solo all’aria.

Le proprietà meccaniche della calce idraulica naturale includono una buona resistenza alla compressione, che la rende ideale per l’intonacatura di edifici e strutture soggette a condizioni climatiche variabili. Inoltre, l’intonaco in calce idraulica naturale è traspirante, il che favorisce la regolazione dell’umidità interna, prevenendo la formazione di muffe e migliorando il comfort abitativo.

Applicazioni

L’intonaco di calce è ampiamente utilizzato sia per interni che per esterni, grazie alle sue proprietà traspiranti e resistenti. All’interno, è perfetto per rinnovare vecchi edifici, migliorare la qualità dell’aria e garantire un buon comfort termico. All’esterno, protegge dalle intemperie, regola l’umidità e previene la formazione di muffe.

La sua applicazione prevede un primo strato di fondo come ponte aggrappante, seguito dal corpo dell’intonaco (spessore totale di circa 1,5-2 cm), applicato manualmente o a macchina e poi staggiato per ottenere una superficie uniforme. Rispetto ad altri intonaci, come quelli a base di cemento o gesso, l’intonaco di calce è più traspirante, riducendo il rischio di condensa e migliorando l’ambiente interno. Inoltre, ha un impatto ambientale inferiore, poiché la sua produzione richiede meno energia rispetto al cemento.

Vantaggi Aggiuntivi

L’intonaco di calce idraulica naturale offre numerosi vantaggi che lo rendono una scelta ideale per l’edilizia sostenibile e il restauro. Innanzitutto, la sostenibilità è uno dei suoi principali punti di forza, poiché la produzione della calce richiede meno energia rispetto al cemento, riducendo così l’impatto ambientale. La traspirabilità è un’altra caratteristica fondamentale: questo intonaco permette al vapore acqueo di passare attraverso le pareti, prevenendo la formazione di condensa e migliorando la qualità dell’aria interna.

Questi benefici rispondono alle esigenze architettoniche e climatiche, rendendo l’intonaco di calce idraulica naturale ideale per ambienti che necessitano di regolazione dell’umidità, risparmio energetico e comfort abitativo. L’intonaco di calce idraulica naturale si distingue nettamente da quelli a base di cemento e gesso per le sue proprietà di traspirabilità e resistenza all’umidità. A differenza dell’intonaco in cemento, che tende a trattenere l’umidità all’interno delle pareti, favorendo la condensa e la formazione di muffa, la calce consente al vapore acqueo di fuoriuscire, mantenendo un ambiente più sano e asciutto. Inoltre, l’intonaco di calce è più flessibile e si adatta meglio ai movimenti delle strutture, riducendo il rischio di crepe rispetto al cemento. Un altro vantaggio significativo della calce è la sua sostenibilità: la produzione di calce richiede meno energia rispetto al cemento e ha un impatto ambientale inferiore.

Manutenzione

L’intonaco di calce, se applicato su un fondo stabile e privo di umidità, non richiede manutenzione periodica. Se non ci sono crepe, distacchi o segni di umidità, non è necessario intervenire. In caso di crepe o macchie di umidità, è importante individuare e risolvere la causa del problema prima di riparare l’intonaco. Poiché l’intonaco di calce viene sempre rifinito con una finitura, che lo rende protetto, non necessita di trattamenti periodici né di operazioni di pulizia.

Calce come intonaco: salute e igiene

Beninteso noi vendiamo sia l'intonaco a base cemento che quello a base calce. Ma se possiamo darvi un consiglio, beh, non abbiamo alcun dubbio: va certamente preferita la calce. Se avete la pazienza di leggere questo articolo converrete con noi che il miglioramento in termini di comfort abitativo, grazie alla calce, è davvero importante!

Intonaco: definizione e breve storia

L'origine del nome è bellissima: intonaco deriva infatti dal latino tunicare, "vestire" e da una supposta forma "intunicare", "coprire con la tonaca. Il termine si è affermato nel secolo XIV per indicare il rivestimento che si dà al muro a scopo protettivo. L'intonaco è il rivestimento di superfici più diffuso fin dall'antichità: alcune testimonianze raccontano di mattoni crudi ricoperti da intonaco nel palazzo Cosroe I Anushirvan, in Mesopotamia, risalente al V secolo avanti Cristo che viene descritto come realizzato con lo stesso impasto di cui erano prodotti i mattoni ma più fluido grazie all'aggiunta di acqua.

Vitruvio, nel periodo romano, definisce le modalità di realizzazione dell'intonaco a più strati, è lui a definire la composizione del primo strato, il "rinzaffo", del secondo strato di arenato e del terzo strato, detto marmorato che abbina alla funzione di protezione anche quella di finitura. Da allora, ed ancora oggi, l'intonaco è il rivestimento più diffuso grazie alla sua facile applicazione ed alla sua economicità che ne permettono il rinnovo frequente.

Le funzioni dell'intonaco

L'operazione di intonacatura eseguita all'interno delle abitazioni permette di ottenere superfici murarie lisce e quindi adatte a ricevere tinte o carta da parati. La stesura dell'intonaco rende omogenee pareti sulle quali sono stati fatti passare impianti, dense di fori, tracce, tubazioni... l'intonaco corregge i (leggeri) fuori piombo ed i fuori squadra.

L'intonaco interno ha la funzione di assorbire l'umidità superficiale delle pareti che si forma perchè la temperatura scende sotto il punto di condensa. Un buon intonaco deve evitare i fenomeni di gocciolamento. Quello che dovremo pretendere da un intonaco è, quindi, un ottimo rado di igroscopicità, ossia una ottima capacità di assorbire e disperdere lentamente, sia verso l'esterno sia verso l'interno, l'eccesso di umidità relativa presente nell'ambiente.

Intonaco: come si applica

Un intonaco fatto a regola d'arte consiste in almeno tre strati: lo strato inferiore (rinzaffo sottile) ha lo scopo di fornire l'indispensabile aderenza alla muratura degli strati successivi di intonaco; il secondo strato, l'intonaco vero e proprio, dello spessore di 15/ 18 mm (intonaco grezzo) svolge i compiti propri all'intonaco (potere traspirante, igroscopico, idrorepellente, resistenza etc) infine lo strato ultimo, dallo spessore di qualche millimetro (intonaco fine) viene lisciato con frattazzo o pennello e diventa la base per l'ultimo trattamento di pittura. Quello che cambia, nel caso di un intonaco tradizionale a calce, è la granulometria della sabbia utilizzata per intonacare che è sabbia grossa per lo strato di intonaco grezzo, mentre è sabbia fine nell'ultimo strato di intonaco fine.

Intonaco a Calce o a Cemento?

L'intonaco a base calce assolve egregiamente a queste esigenze, a differenza dell'intonaco a base cemento la cui igroscopicità è drammaticamente più bassa. Purtroppo la maggiore facilità nella stesura di un intonaco a base cemento e quindi il minor costo ha generato una enorme diffusione degli intonaci cementizi negli ultimi 50 anni a discapito della calce.

I problemi di formazione di condensa e muffa che si stanno verificando a seguito del maggiore isolamento nella costruzione degli edifici sta facendo riscoprire gli intonaci a base calce su cui molti produttori hanno iniziato ad investire, sebbene ancora vi sia, da parte degli applicatori, un notevole attrito a causa della maggiore difficoltà di applicazione e dei tempi più lunghi richiesti.

Calce: un disinfettante naturale

L'intonaco a base di calce, applicato in parete, funziona come un disinfettante naturale: grazie alla sua capacità di assorbire l'acqua superficiale dalle pareti toglie nutrimento a spore, batteri e muffe evitandone la prolificazione. Inoltre è caratterizzato da altissima traspirabilità e porosità, altro elemento sfavorevole alla formazione di muffe.

Calce: storia, chimica e tecnica

La calce è il classico legante dei materiali da costruzione dell'antichità. Viene preparata mediante cottura di rocce calcaree (CaCO3). Queste, per decomposizione termica, si dissociano in ossido di calcio (Ca0) e anidride carbonica. Il processo avviene rapidamente verso i 1000°C. La massa porosa della calce formatasi, posta in contato con acqua, si trasforma in idrossido di calcio, Ca(OH), capace di indurire lentamente all'aria.

Calce viva e calce spenta

Poiché la trasformazione dell'ossido nell idrossido di calcio avviene con un forte sviluppo di calore, il primo veniva e viene ancora chiamato calce "viva" ed il secondo calce "spenta". L'idrossido di calcio, mescolato con acqua e sabbia, è in grado di formare una malta capace di indurire lentamente all'aria.

La resistenza meccanica a compressione di una malta di calce raggiunge valori di una decina di Mpa molto lentamente. Aggiungendo pozzolana alla calce, la malta è in grado di indurire più rapidamente, soprattutto a contatto con l'acqua. Infatti, a seguito delle reazioni dell'idrossido di calcio con l'allumina e la silice della pozzolana si possono formare prodotti insolubili in acqua (silicati e alluminati di calcio idrati) che contribuiscono considerevolmente all'indurimento della malta. In sostanza, in presenza di una pozzolana, la calce si trasforma da legante aereo in idraulico.

L'impiego della pozzolana, per il miglioramento delle malte di calce nei confronti dell'azione dell'acqua, fu una delle scoperte più rivoluzionarie degli antichi Romani nel settore delle costruzioni: soprattutto nelle opere idrauliche e marittime, ma anche in quelle semplicemente esposte all'azione della pioggia, l'impiego della pozzolana nelle malte a base di calce comportò un miglioramento in termini di prestazioni meccaniche e di durabilità come è testimoniato dallo stato di conservazione di molte opere costruite oltre 2000 anni fa.

La calce idraulica

Inserendo argilla nella miscela Nel trattamento termico a circa 900-1000° di una marna calcarea, miscela naturale di calcare e argilla, si forma l'ossido di calcio che successivamente si combina con la silice e l'allumina dell'argilla formando prodotti (silicato biocalcico e alluminato monocalcico) capaci di indurire con l'acqua.

Nel prodotto cotto restano non combinate parti degli ossidi di calcio, di silicio e di alluminio. Con aggiunta di acqua in quantità stechiometricamente controllata si può convertire l'ossido di calcio non combinato in idrossido di calcio e pertanto, alla fine del processo, la calce idraulica contiene una miscela di Ca(OH), silicato bicalcico (CasSiO.), alluminato monocalcico (CaAlzO4), oltre a silice e allumina non combinati.

Il prodotto così ottenuto si comporta da legante idraulico soprattutto per la presenza del silicato e dell'alluminato di calcio, ma anche per la presenza di silice e allumina non combinate (e amorfe) capaci di reagire con l'idrossido di calcio. La calce idraulica, la cui produzione industriale è iniziata nel XVIII secolo, può essere considerata il precursore del moderno cemento portland.

Attualmente la produzione di calce idraulica con il processo sopra descritto è stata abbandonata e quasi totalmente rimpiazzata da prodotti ottenuti miscelando il cemento portland con una notevole percentuale di un filler (materiale inerte macinato finemente), generalmente calcareo, e piccole quantità di additivo aerante.

Il grassello di Calce

Il "grassello", che trovi nel nostro reparto edilizia, si riferisce generalmente alla calce spenta (idratata), ottenuta dalla cottura di pietra calcarea con impurità inferiori al 10%. Tradizionalmente, la calce veniva spenta in cantiere nella "buca della calce" e utilizzata a mano a mano che necessaria. Oggi, il grassello viene commercializzato allo stato semiliquido, in sacchi di plastica.

La calce idrata in polvere

Le fornaci che producono calce viva eseguono anche lo spegnimento con un trattamento speciale per ottenere calce idrata in polvere, anche questa la trovi, in sacchi, nei nostri magazzini edilizia. La produzione della calce idrata è piuttosto semplice: dopo la cottura, la pietra calcarea viene frantumata, idratata con la quantità d'acqua necessaria e finemente macinata. Questo processo produce calce idrata in polvere, venduta in sacchi di carta che conserviamo in ambienti asciutti e ben ventilati.

La calce idraulica in polvere

La calce idraulica si ottiene dalla cottura di pietre calcaree contenenti argilla. Durante la cottura, la silice e l'allumina nell'argilla formano composti che induriscono con l'acqua. La calce idraulica può essere prodotta artificialmente in stabilimento, miscelando carbonato di calcio e argilla, calce aerea idrata e pozzolana, o calce aerea idrata e loppa basica d'altoforno.

Kerakoll Biocalce

Tra gli intonaci a base calce oggi disponibili sul mercato, e tra i vari marchi che trattiamo, noi preferiamo e consigliamo BIOCALCE di KERAKOLL. È un intonaco certificato, eco-compatibile, di pura calce naturale NHL 3.5 a norma EN 459-1, per intonacature altamente traspiranti. La composizione naturale di questo intonaco lo rende un prodotto ideale nel GreenBuilding e permette di evitare l'inquinamento domestico. Contiene, infatti, solo materie prime di origine naturale e minerali riciclati. Grazie a questo, oltre a consentire ridotte emissioni di CO2 nella produzione dello stesso, garantisce bassissime emissioni di sostanze organiche volatili e la diminuizione degli inquinanti indoor.

ICN - Intonaco di Calce Naturale

ICN - Intonaco di Calce Naturale è un intonaco speciale a base di calce idraulica di Wasselonne NHL 2, studiato per la protezione, il recupero ed il restauro conservativo traspirante di murature, anche eterogenee, in laterizio, roccia di tufo e pietre naturali. È un formulato specifico con elevata permeabilità alla diffusione del vapore acqueo, destinato al riempimento, al rinzaffo, alla realizzazione di intonaci di fonda e alla finitura rustica di nuove o vecchie murature, sia interne che esterne.

Preparazione e Applicazione

I supporti da intonacare devono essere stabili, puliti, consistenti, privi di parti deboli, polvere, proliferazioni batteriche, efflorescenze saline, oli, grassi, cere, residui di precedenti lavorazioni, ecc. Se necessario, eseguire una pulizia preventiva del supporto mediante idrolavaggio a pressione o sabbiatura.

Il prodotto può essere impastato manualmente con miscelatore elettronico a basso numero di giri, oppure applicato a proiezione meccanica mediante macchine intonacatrici per prodotti premiscelati. Per applicazioni manuali, miscelare ICN aggiungendo 6,0-6,5 litri circa di acqua pulita per sacco da 25 kg in betoniera. Inserire prima l’acqua in betoniera, quindi aggiungere la polvere e miscelare per circa 2’-3’ minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi. Applicare il prodotto a cazzuola come un intonaco tradizionale. Il prodotto così impastato è utilizzabile entro 3 ore dalla sua miscelazione con acqua.

La predisposizione di paraspigoli, listelli di frazionamento, guide di livello, ecc. deve essere eseguita prima dell’applicazione dello strato di intonaco su tutta la parete. Per applicazioni a proiezione meccanica, applicare il prodotto in modo uniforme, in un unico strato, con uno spessore compreso tra 10 e 20 mm. È possibile sovrapporre strati successivi purché lo strato precedente non sia ancora completamente asciutto. Successivamente l’intonaco viene livellato e rifinito attraverso l’uso di staggia di alluminio. Le eventuali sbavature o materiale in eccesso vengono eliminate attraverso raschiatura e rabottatura delle superfici.

Quando l’intonaco deve essere effettuato su rapporti disomogenei o cambi costruttivi, interporre nell’intonaco la rete di armatura in fibra di vetro con appretto antialcalino ARMANET 10×10. La rete deve essere estesa di 30 cm circa oltre la linea di discontinuità tra i materiali ed essere applicata nello spessore dell’intonaco e non in completa aderenza alla muratura.

Caratteristiche Tecniche di ICN

  • Colore naturale: beige nocciola chiaro
  • Massa volumica della polvere: ~ 1350 kg/m3 - EN 1015-10
  • Diametro massimo dell’aggregato: 2,0 mm
  • Massa volumica della malta fresca: ~ 1750 kg/m3 - EN 1015-6
  • Massa volumica della malta indurita: ~ 1450 kg/m3 - EN 1015-10
  • Adesione: 0,15 N/mm2 (FP) B - EN 1015 - 12
  • Contenuto di aria dell’impasto: 17% - EN 1015-7
  • Resistenza a compressione: 2,0 N/mm2 CS II - EN 1015 - 11
  • Resistenza a flessione: 1,0 N/mm2 - EN 1015 - 11
  • Assorbimento di acqua per capillarità: W0 - EN 1015 - 18
  • Coefficiente di permeabilità al vapore acqueo: 15 - EN1015 - 19
  • Conducibilità termica: 0,47 W/mK (valore medio da prospetto; P=50%) - EN 1745, A

Precauzioni

  • Evitare l’applicazione con temperature inferiori a +5°C, in presenza di forte vento, pioggia e sotto l’azione diretta del sole o superiori a +35°C.
  • Temperature inferiori a +8°C con alta percentuale di umidità relativa possono dare origine a fenomeni di carbonatazione superficiale.
  • L’aspetto cromatico può variare in funzione delle condizioni ambientali di applicazione.
  • Con elevate temperature si consiglia di bagnare con acqua il supporto prima dell’applicazione dell’intonaco; si consiglia di bagnare gli intonaci per qualche giorno dopo la posa al fine di evitare fenomeni di fessurazione ed elevata disidratazione che potrebbero causare perdita di resistenza meccanica dell’intonaco.
  • Evitare l’applicazione su supporti gelati, polverosi, instabili ed inconsistenti.
  • Eseguire spessori di rasatura compresi tra 10 a 20 mm per mano.
  • Proteggere il prodotto applicato dal gelo,dalla pioggia e dalla rapida essicazione per le prime 24 ore dalla messa in opera.
  • Prodotto ad uso professionale.

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