La Bicicletta Elettrica Engwe P20: Un'Analisi Dettagliata

Engwe è un'azienda nata nel 2014 e specializzata nella produzione di biciclette elettriche o E-bike. Numerosi sono i modelli che Engwe offre alla sua clientela, divisi per categorie come Fat Tire, Cargo, Commuter, Folding, etc. ed il catalogo comprende anche una serie di monopattini chiamati anche E-scooter.

Unboxing e Montaggio

La bicicletta elettrica è arrivata in un pacco standard che purtroppo ha subìto numerosi maltrattamenti durante il percorso e che presentava diverse lacerazioni specialmente su un fianco. Nonostante i colpi evidenti ricevuti, a montaggio effettuato e dopo un accurato esame, la bicicletta è risultata perfettamente integra e priva di qualsiasi danneggiamento seppur lieve. Tutto ciò grazie all'imballaggio davvero ben pensato, con ogni possibile parte potenzialmente soggetta ad urti e colpi ampiamente preservata da protezioni in gommapiuma o altro materiale plastico più rigido, che permettono la salvaguardia del mezzo anche rispetto ad un trasporto, diciamo, infelice.

La bicicletta arriva quasi interamente montata e l'installazione finale non presenta particolari difficoltà: è sufficiente solamente riportare in asse la pipa o attacco manubrio che è pieghevole, collegare sullo stesso il manubrio, agganciare il parafango e la ruota anteriore e inserire nelle proprie sedi i pedali ed il sellino, per un tempo complessivo di pochi minuti.

Caratteristiche Tecniche e Design

La Engwe P20 è dotata di un telaio rigido realizzato con Alluminio 6061, una lega di alluminio utilizzata, oltre che per tutto il settore aeronautico, anche nel settore automobilistico, motociclistico, ciclistico e dell'arceria. È dotata di barra centrale, di comune utilizzo nelle cosiddette e antiche 'biciclette da uomo', forse inserita per esigenze costruttive che però potrebbe creare problemi ad alcune persone all'atto del montarci o dello smontarci sopra, ma anche durante l'utilizzo. Al centro della barra è presente una cerniera che permette di ripiegare completamente il mezzo.

Come già anticipato, l'attacco manubrio è pieghevole ed il manubrio stesso è facilmente scollegabile e regolabile in altezza grazie ad uno sgancio rapido. Sul manubrio è posizionato un monitor LCD, di dimensioni piuttosto ridotte, su cui sono montati i pulsanti per la gestione dei tre livelli di assistenza ed il pulsante di accensione/spegnimento, grazie ai quali possiamo verificare alcuni dati fondamentali, durante l'utilizzo, come la velocità di percorrenza, i chilometri effettuati e lo stato di carica della batteria.

La bicicletta monta due ruote da 20 pollici con cerchi in alluminio con gomme praticamente slick ed impianto frenante a freno idraulico. Non è presente alcuna sospensione ammortizzata, il ciclo è completamente rigido, a scapito del confort. Su entrambe le ruote sono presenti in dotazione dei catarifrangenti. In prossimità della ruota posteriore, situati direttamente sul telaio, due avvisatori luminosi a LED che implementano il segnale di stop e gli indicatori di direzione.

Sul retro del sellino, direttamente sul telaio, è ricavata la sede per l'innesto della batteria da 36V e 9 A per una energia totale che la batteria stessa può immagazzinare o fornire pari a 345 W/h, che ci permette (a detta del costruttore) un utilizzo fino a 100 km con una sola carica. La batteria è protetta da una serratura con chiave che evita a malintenzionati la possibilità di estrarla e dispone di un pulsante di accensione generale riparato da un coperchio di gomma.

Qualità Costruttiva e Componenti

A livello costruttivo la bicicletta sembra molto solida e ben realizzata, con materiali di buona fattura; l'altezza del sellino e del manubrio sono facilmente regolabili grazie a chiusure a sgancio rapido. Forse una pecca che abbiamo rilevato è la presenza di cavi che all'apparenza non sembrano così resistenti in relazione a quelli in dotazione a numerosi altri modelli di brand differenti che abbiamo avuto il piacere e l'occasione di provare.

Altra peculiarità in parte non del tutto positiva è la presenza di una cinghia di trasmissione in carbonio tra le puleggia dei pedali e quella della ruota posteriore al posto della consueta catena in maglie di acciaio. Se da un certo punto di vista abbiamo il vantaggio di non sporcarci le mani in caso di piccole manutenzioni e pulizia, dall'altro lato abbiamo sicuramente una minore solidità e resistenza nel tempo, intrinseca nella struttura stessa della cinghia; infatti, superato un determinato tempo di servizio, le cinghie non sono più in grado di garantire la loro integrità, il che può portare alla loro rottura in modo più o meno celere, problema causato dalla struttura interna in nylon o altri materiali che non sopportano eccessive flessioni e trazioni.

Anche nel caso di una persona che con dolo volesse arrecarci un danno, la cinghia presenta una maggiore facilità nella rottura rispetto ad una catena a maglie dotata di maggiore resistenza e difficoltà per un malintenzionato che volesse danneggiarla. L'accensione non è intuitiva ed abbiamo riscontrato qualche difficoltà, sia perchè il display era montato al contrario, nascondendo così il pulsante on/off e sia perchè non è chiaramente indicato come attivare il motore.

Per quanto riguarda l'accessibilità, il display ha dimensioni un po' troppo ridotte e la lettura potrebbe non essere molto agevole soprattutto per persone con problemi di vista. In caso di rottura, anche se solo di un piccolo frammento dello schermo, con molta probabilità, ne sarebbe inficiata la completa leggibilità viste le ridotte dimensioni dello stesso. Inoltre non è possibile rimuovere il display come in altri modelli che abbiamo provato, in cui funziona anche da chiave elettronica di sicurezza; tutto ciò rappresenta un punto di svantaggio nella salvaguardia del mezzo rispetto a malintenzionati, a meno di non portarsi dietro la batteria, cosa che riteniamo alquanto complicata, anche solo considerandone il peso. Inoltre disporre di un display inamovibile comporta il disagio di doverlo lasciare sempre esposto alle intemperie e sebbene il grado di protezione dichiarato sia IP6 questa condizione non è di certo quellla ideale per un componente elettronico.

Esperienza di Guida

Per quanto riguarda l'utilizzo su strada, la Engwe P20 svolge egregiamente il suo lavoro da entry level e si comporta abbastanza bene anche sulle salite. Il motore offre la possibilità di tre differenti livelli di assistenza, selezionabili mediante l'apposito selettore posto sul display. La velocità massima che è possibile raggiungere è, pari a quella prevista per legge, ovverosia 25 Km/h. La pedalata anche in condizioni sfavorevoli e su salite abbastanza ripide è davvero facile e fluida.

Abbiamo però notato che, percorrendo una salita, in caso di necessità di rallentare drasticamente la nostra andatura, fino a quasi fermarci, al riprendere della pedalata stessa per riavviare la marcia, la forza necessaria da imprimere per qualche secondo per ripartire è paragonabile alla stessa da utilizzare in una bicicletta normale in assenza di motore, come se il motore stesso subisse un momento di black out prima di riprendere a funzionare normalmente ed aiutarci nello sforzo. La frenata della bicicletta è ottima, sia utilizzando l'anteriore, il posteriore o entrambi allo stesso tempo, la bicicletta è abbastanza stabile anche se forse abbiamo rilevato un leggero rollio del manubrio, forse dovuto ad una non perfetta chiusura dei blocchi da parte nostra o forse alla mancanza di ruote con battistrada leggermente più ampio.

Usabilità e Trasportabilità

L'usabilità è molto elevata, e grazie agli ampi gradi di libertà nel posizionamente del manubrio e del sellino, la bicicletta è facilmente fruibile da persone di diversa statura, corporatura e peso. Grazie alle numerose cerniere è possibile richiudere in maniera rapida e veloce la bicicletta, che è dunque smontabile e facilmente trasportabile anche su mezzi pubblici come autobus e treni; è possibile ripiegare perfino i pedali.

Conclusioni e Consigli

Consigliamo questo tipo di bicicletta per le sue caratteristiche solo per tratte ridotte e terreni non molto accidentati, sicuramente non per andare in montagna o percorsi impervi; vista la mancanza di adeguati ammortizzatori è adatta soprattutto per brevi percorsi cittadini. Perfetta per l'utilizzo in una località balneare per tornare a casa, ad esempio dopo una giornata di mare soprattutto con la necessità di affrontare eventuali salite. L'imballaggio è ottimo e viste le condizioni in cui è arrivato il pacco, siamo rimasti sorpresi nel trovare il mezzo completamente illeso anche da minimi danneggiamenti. Il montaggio è alla portata di tutti, anche sprovvisti di particolari esperienze nel campo ed è estremamente rapido.

Rapporto Qualità/Prezzo

Il rapporto qualità/prezzo non è dei migliori, con uno prezzo di listino di circa 1200€ che si tramuta facilmente in uno street price di 1000€ alla vendita. Limando di qualche decina di punti percentuale il prezzo, diventerebbe sicuramente un oggetto molto interessante da prendere in seria considerazione. Dobbiamo anche dire che in diverse occasioni dell'anno, come ad esempio in questi giorni durante Black Friday e Cyber Monday, l'ebike è offerta con sconti molto interessanti che la rendono un prodotto decisamente appetibile.

Viste le ottime promesse e premesse della Engwe P20, ci piacerebbe decisamente mettere le mani su un modello più importante come la L20 Boost o la Le20 o ancora la P275 Pro.

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