Cos'è la Lombarda Idraulica e il Demanio Idrico?

In arrivo dall’Agenzia del Territorio, di questa novità si deve parlare in termini di 'altra batosta lombarda’, sul solito argomento: quando un corso d’acqua è da considerare demaniale? Quali sono le aree del Demanio Idrico, dove si applica la disciplina della Polizia Idraulica?

Cos'è il Demanio Idrico?

Nei mille canali della Rete è stata recentemente messa in circolazione una circolare dell’Agenzia del Territorio, dello scorso settembre, inviata anche ad indirizzi esterni allo stesso ente, quindi, in qualche modo già pubblica. Del resto, trattandosi di istruzioni inviate agli uffici competenti per gestire alcune procedure catastali, il contributo alla sua diffusione dovrebbe essere, quantomeno, non sgradito!

Limitandoci a commentarla, sgraditi probabilmente saremo, perché questa novità non merita certo i complimenti! L’Agenzia del Territorio, a livello regionale, ritiene infatti che ogni corso d’acqua, foss’anche il più piccolo fossetto di colo, per il solo fatto di comparire nelle planimetrie catastali, sia da considerarsi potenzialmente pubblico, quindi parte del Demanio Idrico, a meno che non si produca, da parte di chi ne abbia interesse, la prova, contraria, di 'non demanialità’, da richiedere, con specifica e documentata istanza, all’Agenzia del Demanio, unica deputata ad esprimersi, ovviamente, sul Demanio Idrico: fantastico!

Implicazioni Pratiche

Cosa accadrà o, meglio, cosa sta già accadendo? Che l’Agenzia del Territorio non accetterà aggiornamenti catastali che prevedano lo spostamento o la soppressione di un corso d’acqua indicato nelle mappe catastali (magari già scomparso da … decenni!) se l’Agenzia del Demanio non ne avrà prima certificata la non appartenenza al Demanio Idrico.

Ecco, dunque, che la gran parte di queste pratiche, semplici sino ad oggi, diventano così complicatissime, per effetto di un ufficio pubblico che dimostra di non sapere come si individua, secondo la legge, il Demanio Idrico, che, al contrario, è e deve essere, nella massima percentuale dei casi, chiaramente individuabile.

Blackout Culturale sul Demanio Idrico

Si ha quasi l’impressione che in Lombardia la questione Demanio Idrico/Polizia Idraulica sia affetta da una sorta di black_out culturale, che si diffonde, come fosse un virus inesorabile, senza che alcuno cerchi di trovare un antidoto! Un virus che, anche in questo caso, sembra sempre lo stesso: basti leggere, di questa circolare, un piccolo passo: “Occorre tener presente, altresì, che la legge 5.1.1994 n. 36 (Legge Galli), all’articolo 1, definisce pubbliche tutte le acque, superficiali e sotterranee.”.

Ci risiamo! Ecco il solito ragionamento: “Tutte le acque sono pubbliche = tutti i corsi d’acqua sono pubblici”!!! Eppure, visto che anche l’Agenzia del Territorio dice d’aver condotte approfondite analisi e consultazioni, non dovrebbe essere all’oscuro della sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, n. 91/2004 (scaricabile anche da questo sito) in cui si stabilisce: “… la demanialità delle acque, solennemente sancita dall’art. 1 della legge n. 36 del 1994, non implica anche l’acquisizione al demanio di manufatti, opere o terreni necessari per la captazione o l’utilizzo delle acque divenute pubbliche … restano di titolarità dei privati concessionari e non hanno natura demaniale il complesso delle opere strumentali alla derivazione ed al suo esercizio, nel cui ambito devono essere ricondotti i canali e gli acquedotti di cui si avvalgono i concessionari … l’art. 1 della legge n.

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