Lady Muffin Idraulico: Cos'è e Come Funziona
Ci lasciamo alle spalle una Milano imbiancata dalla neve, gelata da temperature polari, ed alle prese con i preparativi del Natale più parco degli ultimi anni…. La crisi si sente anche in aeroporto: Lufthansa ha drasticamente tagliato il personale di terra, check-in solo self service oppure on-line.
Quanto mi mancano le hostess di terra che mi dicono “finestrino o corridoio?”! In un ora arriviamo nel labirintico aeroporto di Francoforte (dove mi perdo sempre!!!). Lì in serata ci aspetta la coincidenza per Buenos Aires… Inganniamo l’attesa dei fantastici 32° di B.A. piluccando una quintalata di Bretzel, il cui sale genera necessità di altrettanti ettolitri di birra.
Sì perché (complice il self check-in che male abbiamo usato) l’assegnazione dei posti ci vede decisamente disagiati: nella fila centrale composta da 4 minuscoli seggiolini ed in mezzo tra, dal lato di Sergio, un argentino caciarone e, dal mio, un enorme tedesco di 1000 Kg che si incastra letteralmente nel sedile e lì resta per 14 ore!
Ogni tanto si muove e il lardo mi frana addosso …. Un incubo! Mentre dorme mi tocca ricompattargli la ciccia entro il perimetro del suo sedile con la stessa frustrata energia applicata quando pretendo di infilare un piumino in un sacco copripiumino troppo stretto.
Buenos Aires: Inizio del Viaggio
Agli arrivi dell’aeroporto Ezeiza di B.A. troviamo ad attenderci puntuale il taxi che l’Hostal Portal del Sur ci ha riservato.
L’autista è un simpatico vecchietto che ci da subito prova della rinomata loquacità dei tassisti di B.A. In 50 minuti di tragitto so tutto di lui, della moglie e della loro passione per i viaggi.
L’aneddoto simpatico è che è stato turlupinato in Italia proprio da un tassista e …… a Milano! (E meno male che bisognava guardarsi dai tassisti argentini!) Si è sentito chiedere ben 200 Euro per una corsa notturna dalla stazione Centrale al Novotel nei pressi di Forlanini!
Avvicinandoci al Centro scopriamo che la nostra esperienza a Buenos Aires sarà legata a doppio filo alla Fiesta Popular. Tutta la zona è transennata e chiusa …. Strano dico al tassista, non ho letto di nessuna festa nazionale sulle diverse guide.
In effetti, ci dice, non è una festa nazionale, ma una “stronzata populista di Cristina” ….. Mmhhhh …..ecco che ritorna la Kirtchner, allora il Grillo Parlante aveva ragione! Amata o odiata dagli argentini non saprei, certo è che la nuova, sedicente Evita, ha organizzato proprio per oggi una megaparata con cortei da tutto il Paese, musica e fuochi d’artificio.
Esplorando Buenos Aires
La camera non è ancora pronta. Peccato, avrei fatto volentieri una doccia. Non ci resta che mollare i valori in cassetta di sicurezza (in cantina!) e avventurarci alla scoperta della città del Tango.
Raggiungiamo a piedi Plaza de Mayo già invasa per la Fiesta. La casa Rosada è completamente coperta dal palco, ma poco male perché la si vede dall’altro lato che da sul quartiere Belgrano. C’è anche un immenso albero di Natale…. Certo che con 35° fa un certo effetto!
Anche i negozi (cinesi come da noi, ovvio no?) sono invasi da filari di lucine e centinaia di alberi sintetici ….. Ok sono già completamente svarionata dalle 14 ore di volo, dalla stanchezza, dal fuso orario, dal cambio di clima che il Natale in clima ferragostano mi sembra qualcosa di veramente onirico.
Mi riporta alla realtà lo strombazzare del clacson di un tassista che ci offre i suoi servigi. Bravo! Proprio quello che ci serve ora …. Un passaggio al quartiere La Boca.Il cuore pulsante è il piccolo e turistico vicolo del Caminito, decisamente colorito …. e colorato!
Benchè dovrebbe trattarsi di una zona degradata e pericolosa (boh???) la passeggiata a noi pare piacevole e rilassante. Ci perdiamo allegramente tra le bancarelle e le casette di lamiera multicolore, facendoci trascinare dai ballerini di tango e dai sosia di Maradona, Diego per gli amici.
La Bombonera e il Cimitero della Recoleta
La passione Boquense ha contagiato oltre che il 40% degli argentini anche numerosissimi tifosi stranieri, soprattutto genovesi (che hanno dato i natali alla Boca) e napoletani per il legame inscindibile al campione Maradona. Qui il calcio è forse più sacro della religione!
Rischiando di arrivarci morti saliamo al volo su un taxi diretti al Cimitero della Recoleta. Già scettici all’idea di attraversare l’Atlantico per visitare un Cimitero (nemmeno ci fosse sepolto un parente), restiamo un po’ delusi dalla Recoleta che non ha poi molto da offrire.
L’interesse architettonico del nostro Monumentale è decisamente maggiore. Indubbio l’interesse storico, se non altro fa pensare come personalità che in modi diversi hanno segnato il destino di questo Paese lungo decenni si ritrovino vicini di casa per l’eternità.
Molti dettagli (cripte crollate e erose dal tempo lasciano intravedere le bare …) e aneddoti macabri (ragazze della borghesia sepolte vive, soffocate dalla neve in settimana bianca, ecc…) rendono comunque la visita piacevolmente curiosa in giornata, ma decisamente sconsigliata con il buio a chi, come me, non apprezza poi molto il genere horror.
Lasciamo per ultima la tomba di Evita. Si tratta di un vero e proprio luogo di pellegrinaggio. Le persone sfiorano le targhe commemorative con la stesso trasporto con cui da noi si accarezza la statua di Giulietta a Verona.
Il Choripan e la Fiesta Popular
Dopo questa indigestione di cultura ci sta proprio bene una pausa nei giardini nei pressi della moderna scultura Floralis Generica. Mentre rimuginiamo sui pistilli e i petali di metallo che si aprono e si chiudono seguendo il sole, ci accorgiamo che sono quasi le quattro del pomeriggio e non mangiamo nulla da ieri sera!
Numerosi banchetti nel parco vendono frutta, stuzzichini e gelati. Direi però che la fame è stimolata da ….. snif-snif …. un profumino …..che sembra ….. snif-snif…. Possibile??? ….. Snif-snif ….. Panino con la salamella??!! Ebbene sì! Scopriamo la prima specialità Argentina: il Choripan, panino di Chorizo speziato …. Per l’appunto salsiccia!! …Mmhhhh che bontà…. Questo choripan se ne va via in 2 soli bocconi!!
Ritorniamo in albergo verso le 17 ed una bella doccia a metà pomeriggio ci ridà la carica per scoprire ancora qualche altro angolo di questa enorme città.
Innanzittutto però dobbiamo sfuggire alla Fiesta Popular. E’ nel pieno del suo svolgimento e migliaia di persone stanno convergendo in Plaza de Mayo. Prima sfila il corteo dei gruppi folkloristici in costume regionale (il fronte regolare). Poi tocca ai gruppi politicizzati e sindacalizzati, più o meno moderati …. Infine (forse non proprio invitate) le frange estremiste dei centri sociali….
San Telmo e Puerto Madero
In poche quadras a piedi siamo a San Telmo. Qui la folla della Feira Dominical pare costituita da quattro gatti sparuti se paragonata al caos di Plaza de Mayo. Ci sono varie bancarelle con oggetti davvero carini e non troppo pacchiani.
Mentre girovagate per Avenida Defensa, via del mercato, fate attenzione a scorgere all’angolo con Avenida Chile la simpatica statua di Mafalda. L’eroina del fumetto di Quino, eterna bambina e paladina dei diritti umani, è stata omaggiata di questa scultura nel 2005.
Approfittiamo così della lunga giornata di luce (che meraviglia qui è piena estate, come da noi a giugno!) per prolungare la nostra passeggiata (ma siamo instancabili!) fino alla bella e moderna zona di Puerto Madero e del Puente de la Mujer.
La Vista dalla Terrazza e la Discussione Politica
Fortunatamente abbiamo il pregio di soggiornare in un ostello con una bella terrazza che domina la città. Possiamo bere e mangiar qualcosa, goderci il tramonto sui tetti di B.A. e chiacchierare con gli altri viaggiatori.
Il bar ristorante è gestito da due giovani italiane scappate dalla provincia Veneta …. e da brave compaesane ci offrono la loro specialità …. Pizza! Ma pensa! Ormai sembra quasi una tradizione che una tra le prime pietanze che mangiamo una volta arrivati a destinazione sia proprio la tanto amata Pizza.
Coinvolgiamo anche le due italiane nella discussione che, come sempre qui in Argentina, alla fine tratta di politica. Cristina sortisce lo stesso effetto di Silvio in Italia ….. Unico scopo, come già detto, fare breccia nel cuore delle masse ignoranti. Chissà come sarà l’esito delle prossime elezioni?
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