Le Quattro Colonne di Santa Maria al Bagno: Storia e Fascino di un Luogo Iconico

Santa Maria al Bagno, incantevole località situata nel cuore del Salento, in Puglia, è rinomata per la sua bellezza naturale e la qualità delle sue acque. Questa località è stata insignita della prestigiosa Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale assegnato alle spiagge che rispettano rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, pulizia e sicurezza.

Dove si Trova Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno è una pittoresca località situata in Puglia, precisamente nel comune di Nardò, provincia di Lecce. Questo incantevole villaggio si affaccia sul Mar Ionio e si trova tra Gallipoli e Santa Caterina, a breve distanza dal Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio.

Parcheggi a Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno offre diverse opzioni di parcheggio per chi visita questa affascinante località costiera.

Parcheggi a Pagamento

Nel centro del paese, vicino alla piazzetta principale, si trovano numerosi parcheggi a pagamento. Questi sono particolarmente comodi per chi vuole essere vicino alla spiaggia e alle principali attrazioni del villaggio. I parcheggi a pagamento sono una buona opzione se si preferisce la comodità di parcheggiare nelle immediate vicinanze del centro.

Parcheggi Gratuiti

Per chi preferisce risparmiare, è possibile parcheggiare gratuitamente lungo le stradine circostanti. Un'area consigliata è via Emanuele Filiberto, che offre un'ampia zona di sosta gratuita. Questa strada è particolarmente utile per chi vuole accedere alla zona delle Quattro Colonne, Piazza Shalom, il Museo della Memoria e dell'Accoglienza o l'Acquario del Salento.

Suggerimenti per il Parcheggio

  • Lungomare: Parcheggiare sul lungomare o nelle stradine limitrofe può essere una buona opzione, specialmente durante i periodi di minore afflusso turistico.
  • Scalinate e Fontane: Se si parcheggia vicino al centro, si può facilmente raggiungere la spiaggia tramite le scalinate che conducono direttamente al mare.

Caratteristiche della Spiaggia

La spiaggia principale di Santa Maria al Bagno è caratterizzata da sabbia chiara e fine, alternata a tratti rocciosi che offrono scenari suggestivi e perfetti per lo snorkeling. Il paesaggio che circonda la spiaggia di Santa Maria al Bagno è altrettanto affascinante. L'acqua di Santa Maria al Bagno è famosa per la sua trasparenza e purezza. Durante i mesi estivi, la temperatura dell'acqua è piacevolmente calda, ideale per lunghi bagni. La visibilità sott'acqua è eccellente, il che rende questo luogo perfetto per attività come lo snorkeling e le immersioni subacquee.

Cosa Vedere a Santa Maria Al Bagno

Santa Maria al Bagno offre una varietà di attrazioni per i suoi visitatori. Tra i punti di interesse più noti c'è il Museo della Memoria e dell'Accoglienza e Torre Santa Maria, conosciuta anche come "Le Quattro Colonne”.

Museo della Memoria e dell'Accoglienza

Il Museo della Memoria e dell'Accoglienza a Santa Maria al Bagno è un luogo di grande rilevanza storica e culturale, dedicato a un periodo significativo della storia del XX secolo. Questo museo documenta l'accoglienza riservata ai sopravvissuti dell'Olocausto tra il 1943 e il 1947, che trovarono rifugio in questa località pugliese.

Cosa è possibile vedere all'interno

Il museo si articola in diverse sale espositive che raccontano la storia dei rifugiati ebrei che passarono per Santa Maria al Bagno nel loro viaggio verso una nuova vita. Tra gli oggetti esposti ci sono fotografie, documenti, video e testimonianze che illustrano la vita nei campi di accoglienza e il sostegno offerto dalla comunità locale.

La Torre del Fiume di Galatena: Le Quattro Colonne

La Torre del Fiume di Galatena, conosciuta colloquialmente come "Le Quattro Colonne", è una delle strutture più emblematiche di Santa Maria al Bagno. Questa torre costiera medievale fu costruita nel XVI secolo come parte di un sistema difensivo progettato per proteggere la costa pugliese dalle incursioni dei pirati e dei saraceni. Le Quattro Colonne sono posizionate su un promontorio che domina il mare, offrendo una vista panoramica spettacolare sulla costa circostante. Le colonne sono alte e massicce, e nonostante il passare dei secoli, mantengono una maestosità che testimonia l'importanza strategica che avevano in passato.

L'accesso alla Torre Santa Maria e alla spiaggia con la sorgente è libero e aperto al pubblico. La zona è facilmente raggiungibile a piedi dal centro del villaggio di Santa Maria al Bagno, e la spiaggia è frequentata sia dagli abitanti locali che dai turisti, soprattutto nei mesi estivi. Non ci sono orari specifici di apertura, ma è consigliabile visitare la zona durante le ore diurne per godere appieno della bellezza del luogo e delle viste panoramiche.

La parte centrale della torre, però, crollò dopo poco tempo dalla sua costruzione, lasciando invece in piedi i quattro bastioni angolari, ancor oggi visibili. Della seicentesca Torre del Fiume, oggi chiamata Quattro Colonne “per le caratteristiche torrette angolari del fortilizio crollato nella sua parte centrale”, se non si conosce l’esatto momento del cedimento interno, si sa però che sin dal primo cantiere è stata motivo di discordie.

La Torre del fiume di Galatena, oggi nota come la torre delle quattro Colonne di Santa Maria al Bagno, fu edificata nel XVI secolo da Carlo V con lo scopo non solo di controllare gli arrivi per via mare, ma anche per tutelare le sorgenti di acqua dolce presenti su quel punto della costa jonica, e su cui i pirati volevano spesso mettere le mani. Il progetto della torre viene inviato nel 1595 dagli uffici napoletani e viene ricevuto dai mastri costruttori locali del clan Spalletta che ne redigono puntuali misurazioni*. I lavori però iniziano due anni dopo e si concludono nel 1605. Da lontano appariva come un vero e proprio baluardo inespugnabile, un piccolo castello più che una torre di avvistamento. I lati della torre misuravano circa 18 metri (72 palmi) con lo spessore murario alla base di quasi 9 metri (34 palmi)1. Era inoltre dotata di caditoie per proteggere le aperture e l’ingresso avveniva dal primo piano servendosi di una scala in legno. Anche in questa torre il piano terra era occupato dalla cisterna, che garantiva l’approvvigionamento di acqua per i militari presenti.

La Regia Camera il 22 giugno 1595 invia una lettera a Pietro Castiglione, ingegnere della R. Con altra lettera del 26 settembre si ordina all’Audienza Hidruntina di provvedere essa a fornire l’utile, servendosi di un architetto del posto, che poi risulterà essere il leccese mastro Giovanni Perulli, il quale in data 11 ottobre effettua il sopralluogo e fornisce il relativo disegno ai neritini incaricati dell’esecuzione.

Nel secondo dopoguerra la struttura interna fu svuotata ed usata per altri scopi, dapprima si insediò un albergo ristorante con palco e pista da ballo, il rinomato “Quattro Colonne Dancing“.

Cosa Fare a Santa Maria Al Bagno

Santa Maria al Bagno è una località affascinante che offre diverse attività per i visitatori, rendendola una meta ideale per una vacanza all'insegna del relax e della scoperta. Ecco alcune delle principali attività da fare nel paese:

  1. Godersi le Spiagge

    La principale attrazione di Santa Maria al Bagno sono le sue spiagge con acque cristalline e sabbia bianca. La spiaggia principale del paese è perfetta per nuotare, prendere il sole e fare snorkeling. La presenza di lidi attrezzati assicura che i visitatori possano trascorrere intere giornate in comodità.

  2. Passeggiare nel Centro Storico

    Il centro di Santa Maria al Bagno è affascinante con le sue stradine, i negozi e le piazzette. Passeggiare nel centro offre l'opportunità di scoprire la cultura locale, fare shopping nei negozi artigianali e rilassarsi nei caffè e nei bar.

  3. Esplorare la Torre del fiume di Galatena (Le Quattro Colonne)

    Questa storica torre costiera è un punto di riferimento iconico. Oltre a essere un importante sito storico, offre viste spettacolari sul mare e sulla costa circostante. È un luogo ideale per passeggiate panoramiche e per scattare fotografie memorabili.

  4. Escursioni nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio

    A breve distanza da Santa Maria al Bagno si trova il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio, un'area protetta che offre sentieri escursionistici immersi nella natura, con pinete e coste rocciose che conducono a calette nascoste e acque turchesi. È un luogo ideale per gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta.

  5. Attività Acquatiche

    Le acque limpide di Santa Maria al Bagno sono perfette per varie attività acquatiche, tra cui snorkeling, immersioni e kayak.

  6. Escursioni in Barca

    Diverse agenzie locali organizzano escursioni in barca che permettono di esplorare le grotte marine e le baie nascoste lungo la costa. Queste escursioni sono un'ottima opportunità per vedere il paesaggio da una prospettiva diversa e scoprire angoli nascosti di bellezza naturale.

  7. Gustare la Cucina Locale

    I ristoranti di Santa Maria al Bagno offrono una deliziosa cucina locale, con piatti a base di pesce fresco e specialità pugliesi. Provare i piatti tipici della regione, accompagnati da vini locali, è un'esperienza culinaria da non perdere.

La Storia di Santa Maria Al Bagno

Le radici di Santa Maria al Bagno risalgono ai tempi dei Messapi, un'antica tribù italica che abitava la zona. Successivamente, l'area fu influenzata da diverse civiltà, tra cui i Greci, i Romani e i Bizantini. Probabilmente si sviluppa inizialmente come un piccolo borgo di pescatori abitato in seguito anche dai Messapi e Romani. Riferibili al periodo messapico sono le numerose tombe scavate nella roccia rinvenute sulle alture appena fuori il centro abitato.

Durante il periodo romano, la località era nota come Nauna e fungeva da porto commerciale e luogo di terme, grazie alle sorgenti naturali di acqua salata che caratterizzavano la zona. Proseguendo tra le pagine, Sanasi aggiunge analitici tasselli sulla storia romana di Nardò, un capitolo ancora da analizzare fino in fondo. L’antica Neretum, municipio romano secondo la storia scritta da Plinio, con la sua probabile “colonia” vicina al mare, l’emporium marittimo Nauna compare al centro di un articolato studio. I tanti reperti ritrovati nel tempo a Santa Maria al Bagno fanno pensare che si possa identificare proprio in questa insenatura l’antico porticciolo romano della bella Neretum.

Nel 272 a.C. Nel XII secolo era presente a Santa Maria l’importante dimora dei Cavalieri Teutonici costituita da un’abbazia e un grande monastero. Gli studi sulle tracce dei cavalieri teutonici, qui poi intessuti da Gaballo, portano direttamente all’analisi della remota masseria Fiume, di cui viene ricostruita la lunga e composita storia con i suoi riflessi anche molto lontani da qui. Era posta a Sud a circa 700 metri dalle Quattro Colonne verso le ultime Serre Salentine, e oggi è sepolta tra abitazioni “irrispettose” del paesaggio e restauri selvaggi. In pratica si intravede poco più della torre con le caditoie, ma è noto che è riconducibile all’abbazia di Santa Maria Theotonicorum sulla quale è stata costruita.

Nel medioevo, dopo ripetuti attacchi e saccheggi da parte di pirati e Saraceni, venne progressivamente abbandonata. Nel 272 a. C. Nel XII secolo Santa Maria al Bagno fu saccheggiata e distrutta dai pirati saraceni, successivamente, nel XV secolo fu nuovamente saccheggiata e distrutta dai veneziani e poi ancora dagli africani. I Saraceni distrussero gli edifici, la chiesa, gli impianti termali e le vasche. Anche i Veneziani dopo la caduta di Gallipoli nel 1484, infierirono sulla città.

L'Età Moderna

Nel XIX secolo, Santa Maria al Bagno iniziò a svilupparsi come località di villeggiatura per le famiglie nobili italiane, attratte dalla bellezza del paesaggio e dalle proprietà terapeutiche delle acque salate. Analizzata la rinascita di Santa Maria al Bagno nel corso del 1800 e l’arrivo dei villeggianti già verso la fine del secolo, nel suo saggio ricco di immagini del tempo, Pisacane ricostruisce la storia delle famiglie che abitarono per prime stabilmente in questi luoghi, dei pescatori che crearono una certa economia, dei primi lavori di urbanizzazione e della necessità di viabilità migliore per i traini. «A Santa Maria ci si reca non solo per il mare - scrive Pisacane ricostruendo quel tempo - ma anche per curare alcune malattie broncopolmonari, ma anche reumatismi e artrosi, con i cosiddetti bagni di sabbia». Ecco gli anni dello stabilimento balneare dei Pisacane, del caffè ristorante Sammartino, della Speziera Luceri (e di tanti altre botteghe o ristori): fu il trionfo dei camerini in muratura per fare il bagno, delle prime signore in costume e del Circolo delle due Marine che vide pure l’arrivo della luce elettrica.

Questo periodo vide la costruzione di eleganti ville e strutture ricettive che contribuirono a trasformare il villaggio in una rinomata destinazione turistica. Durante gli scavi per l’acquedotto poi, negli anni Trenta, andarono emergendo reperti archeologici di sicuro valore che però vennero per lo più distrutti per non interrompere i lavori.

La Seconda Guerra Mondiale

Un capitolo particolarmente significativo della storia di Santa Maria al Bagno si svolse durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1943 e il 1947, il villaggio divenne un punto di accoglienza per migliaia di ebrei sopravvissuti all'Olocausto. Pensare ai milioni di profughi scampati alla persecuzione nazifascista quando ormai erano stati strappati alle proprie case, fu negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale un problema che si pose sul banco della politica, degli alleati soprattutto. E furono proprio quegli anni Quaranta del ‘900 che videro passare i progetti della storia da un territorio antico e defilato, un nucleo poco abitato affacciato sullo Ionio dove il riverbero del sole ogni giorno sul mare al tramonto stordisce anche i meno romantici.

Era la notte di antivigilia del Natale del ’43 quando arrivarono i primi slavi, ebrei provenienti dalla Jugoslavia, e inizialmente non fu una convivenza facile, tra sgomberi e case occupate, con oltre duemila presenze sempre in crescita. Fino al ‘45 gli arrivi furono continui e tutta la zona con un grande campo profughi (con campi di addestramento e anche di calcio), vide la vita cambiare, mentre lentamente tornavano dal fronte i soldati salentini. Tra il ’44 e il ’45 in seguito a dei furti in un magazzino, alcuni profughi furono improvvisamente allontanati, mentre i residenti di Santa Maria al Bagno riuscirono a rimanere nel posto. Tali profughi vennero affidati ai soldati inglesi, comandati da mister Herman, assistente di mister J. I nuovi Ebrei, tra cui scarseggiavano bambini ed anziani come le famiglie al completo, erano adulti di mezza età molto diversi dai precedenti profughi, perchè taciturni e tristi, non intenti ad imporsi in nessun modo nel nuovo territorio che li ospitava.

Qui, in diversi campi per sfollati, trovarono rifugio, cure mediche e supporto psicologico mentre attendevano di emigrare verso nuove destinazioni come Israele, gli Stati Uniti e altri paesi europei. Tra il 1943 e il 1947, l’esercito Alleato decise di ospitare a Santa Maria al Bagno e nei suoi paraggi oltre centomila Ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti e in viaggio verso il nascente Stato di Israele. Qui alcuni edifici vennero “convertiti” alle nuove esigenze. In una casa nella piazzetta venne ospitata la Sinagoga e nella masseria “Mondonuovo” venne realizzato il kibbutz “Elia”. A testimonianza di quel periodo restano ancora tre murales realizzati da alcuni deportati ed in particolar modo da Zivi Miller.

Questo straordinario atto di accoglienza è commemorato dal Museo della Memoria e dell'Accoglienza, che racconta la storia di questi rifugiati attraverso fotografie, documenti e testimonianze.

Oggi

Oggi, Santa Maria al Bagno è una tranquilla e pittoresca località balneare che attira visitatori da tutto il mondo. Oggi Santa Maria al Bagno si presenta come un borgo elegante e suggestivo, con le ville in stile liberty, basse scogliere, ricca vegetazione ed un mare limpido e cristallino che attira qui, ogni estate, migliaia di turisti italiani e stranieri.

Le sue spiagge con acque cristalline, la sua ricca storia e la sua accogliente comunità continuano a fare di questo villaggio una destinazione molto amata.

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