Legante idraulico per costruzioni: tipologie e caratteristiche
Non sempre è chiara la distinzione tra le tipologie di calce presenti sul mercato ed è difficile scegliere il giusto legante per gli interventi di restauro storico e per la realizzazione di opere secondo i canoni della bioedilizia.
Mauro Menaldo, Product manager di Fassa Bortolo per il sistema risanamento, racconta le origini della calce aerea e di quella idraulica naturale, indicandone le caratteristiche e spiegando come scegliere la malta giusta per gli interventi di restauro e la realizzazione di edifici piĂą confortevoli e rispettosi dell'ambiente.
Differenze tra calce aerea e calce idraulica
«Le differenze sono plurime: innanzitutto la più evidente e conosciuta dagli operatori del settore è che la calce aerea (essendo un legante di tipo aereo per l’appunto) può indurire esclusivamente in aria, mentre la calce idraulica può far presa sia in aria sia in ambiente fortemente umido o in acqua.
Oltre a questo, la calce aerea può essere sia in pasta, ossia in forma umida (idrossido di calcio), sia in polvere fine e impalpabile definita calce idrata, quindi idrato di calcio.
Approfondendone la conoscenza capiremo poi che le differenze sono date dalla materia prima da cui provengono i due leganti, ossia: la calce aerea deriva dalla cottura (calcinazione) di pietre calcaree costituite prevalentemente da carbonato di calcio.
Per pietra da calce aerea si intendono secondo la trattatistica antica i famosi ciottoli bianchi da fiume o del carbonato di calcio da cava.
La normativa UNI EN 459-1, che riguarda i leganti, classifica le calci aeree secondo la percentuale dell’idrossido o dell’idrato di calcio presenti: CL 70S-PL, CL 80S-PL o CL 90S-PL.
La calce idraulica invece deriva dalla cottura di una “marna”, ossia una pietra calcarea sedimentaria ove, insieme al carbonato di calcio, sono presenti naturalmente percentuali di impurità terrose, argillose o ferrose contenenti cariche idrauliche.
Storia e utilizzo della calce
«L’uomo usa la calce aerea da almeno 10.000 anni. Il primo legante impiegato per realizzare opere murarie è stata l’argilla, dopodiché, una volta giunti alla gestione autonoma del fuoco l’uomo ha iniziato a cuocere i materiali per modificarli chimicamente, dapprima con il gesso, che necessita di temperature inferiori per la calcinazione e successivamente con la calce aerea (grassello di calce spenta).
A essere individuato come primo impasto a base di calce aerea e datato come risalente al 7000 a.C. è stato un conglomerato ritrovato nella pavimentazione ed intonacatura di alcuni edifici a Jiftah, una cittadina della Galilea meridionale in Israele.
Entrambe vengono usate per la bioedilizia e il restauro storico, ma secondo quali criteri devono essere scelte?
«Preciso che restauro e bioedilizia sono due correnti di pensiero e di approccio all’architettura diverse.
Calce aerea e idraulica per bioedilizia e restauro
«Un intonaco da bioedilizia si differenzia per la qualità e la raffinatezza delle materie prime che lo compongono. Invece, nel mix design di un intonaco destinato alla grande distribuzione, spesso vengono ridotte le percentuali di calce naturale, sia aerea sia idraulica, privilegiando il cemento che a livello meccanico consente di ottenere miscele similari ma qualitativamente inferiori.
«Fassa Bortolo propone il Sistema Bio-Architettura composto da una linea in calce aerea e da una in calce idraulica naturale. La linea in calce aerea, PURACALCE, include prodotti per l’intonacatura interna ed esterna, tutti con certificazione ANAB e ICEA. Mentre per la calce idraulica, anch’essa certificata ANAB-ICEA, abbiamo la linea EX NOVO Bio-Restauro Storico. Le due tipologie di calce si prestano a usi differenti.
Ad esempio, nel caso di un edificio nuovo in muratura che non prevede l’uso del cappotto per la coibentazione, conviene realizzare l’intonacatura interna in calce aerea perché mantiene l’ambiente più asciutto e più sano.
Oltretutto, essendo la calce aerea fortemente alcalina, contrasta la proliferazione di funghi e muffe nel tempo.
Requisiti per il restauro di edifici storici
«In un intervento di restauro è fondamentale che i materiali impiegati siano il più simili possibili, per miscela e comportamento, a quelli originali, in quanto non devono provocare il degrado dell’opera ed è per questo che devono essere privi di sali solubili o sostanze che potrebbero peggiorare le condizioni del manufatto.
Che si tratti di malte da costruzione o di intonaci di fondo o di finitura, devono essere totalmente compatibili a livello chimico e comportamentale.
Fassa Bortolo, per esempio, grazie al centro di ricerca interno Fassa I-Lab, è in grado di analizzare la miscela del materiale originale, per stabilire se è a base di calce aerea o se contiene calce idraulica naturale oppure se è cementizia, stabilendo anche la tipologia dell’inerte o dell’aggregato.
Un altro requisito è la reversibilità , ciò significa, per esempio, che se si interviene sulla facciata di un edificio storico con un apposito intonaco di restauro, esso poi deve poter essere rimosso meccanicamente dall’uomo o dagli agenti atmosferici, senza aver rovinato o intaccato il paramento murario più di quanto non lo fosse già prima dell’intervento».
«Prendiamo il caso di un intervento di restauro su una muratura, questo non deve apportare patologie cambiandone il comportamento.
Ad esempio, bisogna fare attenzione a non applicare materiali che limitino la traspirabilità della muratura stessa causando poi problematiche derivanti dall’umidità di risalita capillare e impedendo ai sali di fuoriuscire a causa dello strato di intonaco.
I materiali poi, devono avere comportamenti di elasticità simili a quelli degli originali, evitando così di provocare tensioni igrotermiche di facciata».
Composizione della malta per il restauro
Come deve essere composta la malta da utilizzare per interventi di restauro di edifici storici?
«Considerata la storia del nostro patrimonio edilizio, si potrebbe pensare che sia più idonea la malta con legante di calce aerea: essa, infatti, è stata largamente utilizzata fino alla fine dell’800, per poi essere sempre più addizionata con percentuali cementizie al fine di accelerarne la presa e di ottenere impasti più resistenti nel mal riuscito tentativo di riprodurre gli antichi impasti idraulici ottenuti dalle civiltà passate miscelando il grassello di calce a pozzolana o altri materiali a presa “pozzolanica”.
E, anche se i primi cenni storici che riguardano l’uso della calce idraulica risalgono intorno al 1400-1500, bisogna precisare che la ricetta per la preparazione scientifica di calce idraulica naturale è figlia dell’ingegnere inglese J.
Per i materiali da restauro, Fassa Bortolo ha scelto la calce idraulica naturale NHL 3,5, con cui si ottengono miscele che sono piĂą vicine agli impasti storici, anche se formati da calce aerea idraulicizzata.
Tra le caratteristiche che deve avere la malta usata per interventi di restauro storico vi è quella che riguarda la colorazione della miscela che deve corrispondere a quella del materiale originale.
Per agevolare i professionisti Fassa Bortolo ha sviluppato l’intonaco Fassacouche, di cosa si tratta?
«Nei secoli, la colorazione delle malte è sempre stata determinata dalle materie prime impiegate per farla.
Per rispettare la tradizione, Fassa Bortolo ha riproposto un intonaco speciale, il cui impasto è fatto a base di calce aerea interamente colorata nel suo spessore (sul mercato italiano proponiamo 19 diverse colorazioni).
Ciò significa che con un unico materiale è possibile realizzare sia la fase di intonacatura di fondo, sia lo strato di finitura e il materiale assicura durabilità cromatica perché la tinta è ottenuta esclusivamente con polveri minerali.
Utilizzato nei centri storici, Fassacouche, conferisce maggior morbidezza cromatica alle facciate e oltretutto le preserva da problematiche estetiche nel tempo.
Infatti, se il materiale viene scalfito o rovinato da eventuali sfregi, il danno estetico è molto limitato, proprio perché non vi è una stratificazione di colori diversi, ma un’unica tonalità .
Tipologie di malta
La malta è uno dei materiali maggiormente utilizzati in edilizia, impiegata come componente di murature, intonaci, rivestimenti esterni ed interni, sottofondi per pavimentazioni e altro ancora.
Si tratta di un impasto composto da una sostanza legante - principalmente calce, cemento o gesso - con un inerte, solitamente sabbia o ghiaia, a cui si aggiunge acqua in quantitĂ variabile.
Proprio per il fatto di essere composta con materiali differenti e in quantitĂ variabili, la malta si presenta in diverse tipologie, ciascuna con caratteristiche e impieghi specifici.
Malta di gesso
Anche nota come scagliola, ha una grana fine, è altamente lavorabile, liscia e viene usata principalmente per la finitura dell'intonaco interno e per la posa in opera di accessori come le scatole degli impianti elettrici.
Essendo anche piuttosto porosa assorbe vapore e umidità e quindi non è adatta per ambienti come bagno e cucina.
Malta cementizia
Ha la più elevata resistenza meccanica ed è anche molto impermeabile, per questo è utilizzata per rivestimenti esterni, come legante di mattoni per murature esterne e anche per intonaci a rustico in ambienti soggetti ad elevato vapore e umidità .
Al tempo stesso risulta poco elastica dunque poco lavorabile, soggetta a formazione di fessure e tende a ritirarsi durante la posa.
Per tali motivi, non di rado, viene utilizzata con aggiunta di additivi che ne aumentano la lavorabilitĂ .
Malta di calce aerea
Può essere di calce aerea viva o di calce aerea spenta anche nota come malta di calce idrata.
Quest'ultima si presenta con un buon livello di plasticitĂ e lavorabilitĂ , dunque viene applicata con facilitĂ ed ha un'elevata aderenza per i rivestimenti.
Per contro, ha resistenza meccanica e agli agenti atmosferici medio-bassa, quindi è sconsigliata per intonaci esterni.
Infatti, viene utilizzata principalmente per intonaci civili interni e come legante per mattoni negli interni.
Malta di calce idraulica
Può essere naturale o artificiale, ha una resistenza meccanica più elevata della malta di calce aerea, ma inferiore rispetto a quella cementizia.
Risulta facilmente lavorabile in quanto si presenta pastosa, è plastica ed elastica.
Essendo anche porosa non ha un'elevata impermeabilitĂ .
Viene principalmente utilizzata per realizzare intonaci rustici e civili, oltre che come legante per mattoni anche in esterni.
Malta idraulica plastica
Viene ottenuta utilizzando un legante idraulico plastico che la rende facilmente lavorabile oltre che resistente all'acqua.
Ha un'ampia possibilitĂ di utilizzo sia per murature che per intonaci interni od esterni.
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