Vantaggi e Svantaggi dei Freni a Disco Idraulici per Bici da Corsa
A parlare di freni a disco sembra di voler fare polemica. Ormai i freni a disco sono diventati lo standard di riferimento per il mondo bike in quanto, rispetto ai vecchi freni a pattino, riescono a sviluppare una potenza di frenata superiore e anche più modulabile, soprattutto nelle condizioni più avverse, come con la pioggia o lo sterrato fangoso. Più recentemente anche per il reparto strada si sta gradualmente passando al sistema più moderno dei freni a disco bici, quale normale evoluzione della tecnologia.
Il concetto che sta alla base di tutto è l’attrito che si sviluppa attraverso il contatto tra parti fisse e mobili dei freni bici, generando calore che deve essere dissipato nel minor tempo possibile per non compromettere l‘efficienza nella frenata. Come ti ho anticipato, anche nell’impianto frenante di una bicicletta le cose sono cambiate! E ogni cambiamento porta con sé dei vantaggi e ahimè anche degli svantaggi.
Freni a Disco: Come Funzionano?
Un freno a disco per bicicletta stravolge completamente l’idea dei freni tradizionali, che erano installati sul telaio e permettevano di frenare creando attrito tra i pattini e la pista apposita ricavata sul profilo del cerchio. Questa tecnologia si compone di un rotore installato sul mozzo, che ruota in una fessura della pinza, fissata sul telaio. All’interno di questa pinza si trovano due pastiglie freno che, azionando la leva, si avvicinano al rotore, generando calore e attrito. Il calore deve essere sfogato al più presto, mentre l’attrito permette alla bicicletta di fermarsi.
Esistono due tipi di freni a disco per bicicletta: meccanici e idraulici. Il primo tipo, detto anche a filo, combina la struttura tipica dei freni a disco con la filosofia di lavoro dei freni tradizionali. I freni a disco idraulici invece mutuano il sistema di lavoro da quelli delle motociclette.
Freni a Disco Idraulici: Componenti e Funzionamento
Da qui i freni a disco idraulici, il cui funzionamento è basato su un circuito chiuso dove scorre olio in pressione. Azionando la leva del freno, viene mandato in pressione l’olio - minerale o DOT - contenuto nel piccolo serbatoio posto sul manubrio. È sicuramente un sistema performante e potente, votato a quelle biciclette - le MTB appunto - perlopiù usate su percorsi poco tranquilli, dove la sollecitazione alla frenata è alta.
I freni a disco per bicicletta si compongono di una serie di elementi:
- La leva del freno o pompante: installata sul manubrio, ha il compito di azionare il filo nel caso di impianti meccanici o di mandare in pressione l’olio in quelli idraulici.
- Guaine: le guaine per gli impianti meccanici sono identiche a quelle per i freni tradizionali, solitamente in plastica con un rivestimento antigrippaggio interno in PTFE.
- Pinza del freno: la pinza del freno montata sul telaio necessita di supporti e adattatori specifici per poter essere installata.
- Pastiglie: le pastiglie freno sono quel componente che va in battuta contro il rotore, provocando la frenata.
- Rotore: comunemente chiamato disco, è un elemento metallico installato sul mozzo.
- Mozzi e ruote: i mozzi e le ruote per freni a disco presentano tecnologie costruttive uniche, poiché il momento torcente che si applica sul mozzo è molto alto.
Vantaggi dei Freni a Disco Idraulici
Rispetto ai freni tradizionali, gli impianti a disco presentano indubbi vantaggi:
- Miglior dissipazione del calore: I freni a disco invece dissipano meglio il calore.
- Sono più modulabili: Con i freni a disco è possibile frenare anche solo toccando la leva, senza arrestare la ruota; in questo modo si riducono i rischi di perdita di grip.
- Sono più potenti: Un freno a disco, soprattutto se idraulico, offre una potenza di frenata indubbiamente superiore rispetto a un freno tradizionale.
- Soffrono meno fango e acqua: I freni a disco offrono ottime garanzie di frenata anche in condizioni ambientali gravose.
- Frenata costante: Non è solo più potente la frenata, è molto modulabile (come con i freni tradizionali) ma, soprattutto, è costante.
Quando si allunga appena una frenata il surriscaldamento dei pattini fa deteriorare immediatamente la potenza di frenata. Il ciclista compensa, istintivamente, facendo più forza sul comando freno. Ecco, questa operazione che si fa istintivamente, col freno a disco non avviene. E automaticamente ci si adatta ritardando la frenata.
In caso di pioggia e fango questi tendono a deteriorarsi e a rovinare il cerchio con conseguente spesa notevole a carico del ciclista.
Inoltre, essendo il disco vincolato al mozzo della ruota e non al profilo del cerchio come per i V-brake, non sussiste nemmeno la preoccupazione di una ipotetica esplosione della camera d’aria a causa di una pinzata troppo prolungata.
Con i freni a disco, inoltre, i cerchi si possono alleggerire perché non c’è più la necessità della pista frenante che deve essere irrobustita, protetta dal surriscaldamento e così via. Questo si traduce in un risparmio di peso nella zona periferica della ruota, quella che incide di più nella dinamica della bicicletta.
Svantaggi dei Freni a Disco Idraulici
Ovviamente ci sono anche degli svantaggi:
- Necessitano di un telaio e di ruote apposite: Questa tecnologia necessita di un telaio con attacchi per le pinze e di ruote ad hoc.
- Costano di più: Un impianto a disco, soprattutto se idraulico, costa di più di uno tradizionale.
- Sono più pesanti: è vero che nel cicloturismo il peso è una cosa relativa, poiché bisognerà sommare quello di borse ed equipaggiamento, ma per i “grammomaniaci” posso confermare che un impianto a disco pesa di più di uno tradizionale.
Il telaio, è vero, deve essere irrobustito nei punti dove si fissano le pinze freno e occorre anche tenere conto dell’appoggio asimmetrico di queste. A conti fatti molte biciclette non pesano poi tanto di più delle altre (diversi modelli immessi sul mercato di recente dimostrano proprio questo se paragonati con pari livello con freni tradizionali).
- La manutenzione è più difficile e necessita di attrezzature apposite: Soprattutto nell’ultimo caso sono necessarie esperienza, conoscenza e un kit di spurgo adatto ai propri freni.
Lo spurgo di un freno a disco richiede qualche attenzione in più (guai a far entrare in contatto il liquido con i dischi, ad esempio), ma si può fare più velocemente rispetto alla sostituzione di un cavo meccanico. È solo questione di pratica ovviamente e di utilizzare gli strumenti giusti.
- Le pastiglie si possono vetrificare: Se abbiamo la cattiva abitudine di tirare il freno e di mantenerlo tirato per lunghi lassi di tempo, nonostante l’ottimale dissipazione del calore, le pastiglie tenderanno a vetrificare.
- L’olio degli impianti idraulici è corrosivo: Se il vostro impianto utilizza olio DOT (tipo i freni marca AVID), sappiate che questi è corrosivo per la vernice della bici ma soprattutto per voi, per cui va prestata molta attenzione quando si procede alla manutenzione e allo spurgo.
Olio DOT vs Olio Minerale
La funzione dell’olio in un sistema idraulico è fondamentale. L’olio per freni a disco idraulici è contenuto all’interno dei tubi oleodinamici che collegano il pompante (cioè la leva del freno) al corpo freno. Quando agiamo sulla leva, detta anche master cyclinder, l’olio trasferisce la forza impressa ai due pistoni, che mandano in battuta le pastiglie contro il rotore e consentono così di rallentare la corsa.
Esistono due tipi principali di olio per freni a disco idraulici: DOT e minerale.
Olio DOT
Si tratta di un olio sintetico a base di glicole (tranne il DOT5, che è a base di silicone), lubrificanti, additivi e inibitori. La produzione e le caretteristiche del DOT sono normate dal dipartimento dei trasporti statunitense (Department of transportation, da qui il nome DOT) ed è una tecnologia di derivazione automotive, poiché è si tratta dell’olio per freni più utilizzato nel mondo delle auto e moto.
- Punto di ebollizione elevato: il fluido per freni DOT ha un elevato punto di ebollizione, che va dai 205°C del DOT3 ai 270°C del DOT5.1 e questo lo rende estremamente adatto agli usi gravosi, dove l’attrito sprigiona notevoli quantità di calore.
- E’ normato: essendo regolato da una normativa imposta da un organo di controllo, i fluidi DOT di marche diverse presentano gli stessi procedimenti di raffinazione e le medesime caratteristiche.
- E’ corrosivo: i fluidi DOT sono acidi, ovvero corrodono i metalli e le vernici.
- E’ igroscopico: il fluido DOT tende ad assorbire l’umidità presente nell’aria, che penetra all’interno del sistema attraverso le tenute e le guarnizioni.
- Tende a degradare: poiché igroscopico, il DOT tende a degrarare nel tempo.
Per fare un esempio, il punto di ebollizione del DOT5.1 passa dai 270°C “dry” ai 190°C “wet”.
Olio Minerale
Questo tipo di olio per freni è la scelta delle case costruttive Shimano, Magura e Tektro. Si tratta di un olio minerale (quindi non sintetico) ottenuto tramite raffinazioni particolari. Ogni casa ha il proprio olio brandizzato, con caratteristiche lievemente diverse che complicano la compatibilità tra i sistemi.
- E’ idrofobico: ovvero non assorbe l’umidità. Questo lo rende più stabile rispetto al DOT e il punto di ebollizione non cambia mai.
- Non è corrosivo: l’olio minerale non è a base acida, per cui non è pericoloso per pelle e mucose e non corrode i metalli o la vernice del telaio.
- Alto punto di ebollizione: la tecnologia produttiva delle case ha raggiunto livelli molto alti, che ha pareggiato i punti di ebollizione tipici del DOT.
- E’ stabile nel tempo: anche se il contenitore viene aperto l’olio minerale non assorbe umidità e non degrada, per cui si può stoccare per più tempo.
- Non è normato: ogni casa produttrice ha i propri standard di raffinazione e il proprio marchio, poiché non c’è una normativa che ne regola la produzione.
Non usate mai olio minerale su freni che usano il DOT o viceversa. L’unico modo per passare da un sistema all’altro è acquistare freni di una casa produttrice che usa la tecnologia che c’interessa.
Freni SRAM Guide: Un'Analisi Dettagliata
I freni SRAM Guide sono tra i prodotti più popolari nel mondo degli accessori sportivi per biciclette. Tra i vantaggi di questi freni possiamo includere la loro potenza di frenata regolabile, che consente ai ciclisti di adattarli alle proprie preferenze e alle condizioni del terreno. Tuttavia, esistono anche alcuni svantaggi da considerare. Ad esempio, alcuni utenti potrebbero lamentare la sensibilità dei freni SRAM Guide, che potrebbe richiedere una certa abilità per essere gestita in modo ottimale.
Vantaggi dei Freni SRAM Guide
- Potenza di frenata efficace: I freni SRAM Guide sono noti per la loro potenza di frenata efficace, che offre una grande sensazione di controllo durante le discese più impegnative.
- Regolazione semplice: Un altro vantaggio dei freni SRAM Guide è la loro regolazione semplice, che consente agli utenti di personalizzare facilmente l’intensità e la sensibilità dei freni secondo le proprie preferenze.
- Affidabilità e durata nel tempo: Infine, i freni SRAM Guide sono apprezzati per la loro affidabilità e durata nel tempo.
Svantaggi dei Freni SRAM Guide
- Costo elevato: Uno svantaggio importante dei freni SRAM Guide è il costo elevato rispetto ad altre opzioni sul mercato.
Pastiglie freno per SRAM Guide
Le pastiglie freno sono un elemento cruciale per le prestazioni dei freni SRAM Guide. Esistono diverse opzioni disponibili, tra cui pastiglie organiche e sinterizzate. Le pastiglie organiche garantiscono una buona frenata a freddo, bassa resistenza al calore, durata limitata e scarsa usura dei dischi. Le pastiglie sinterizzate invece sono più durevoli e garantiscono una buona frenata quando entrano in temperatura.
| Tipo di Pastiglia | Caratteristiche | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Organiche | Mescola di resina | Buona frenata a freddo, bassa usura dei dischi | Bassa resistenza al calore, durata limitata |
| Sinterizzate | Metallo sinterizzato | Durata elevata, buona frenata a caldo | Possibile rumore, maggiore usura dei dischi |
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