Funzionamento e Manutenzione dell'Impianto Idraulico: Guida Completa
A chi non è mai capitato di aver bisogno dell’idraulico? È molto importante risolvere in tempi certi le emergenze quotidiane, piccole o grandi che siano. Il naturale deterioramento degli impianti si presenta spesso con guasti improvvisi ai quali si deve dare pronta e celere risposta.
Assistenza Tecnica e Manutenzione Impianti
Il nostro reparto di assistenza tecnica annovera fra i suoi dipendenti quattro manutentori caldaisti che mettono a Vostra disposizione la loro competenza maturata sul campo in anni di esperienza. Siamo assistenza tecnica sui marchi installati BAXI spa e VIESSMANN srl, ma garantiamo anche celeri interventi di riparazione su molteplici altri marchi. Il nostro reparto di assistenza tecnica dispone delle competenze ed attrezzature per manutentare regolarmente il Vostro impianto di climatizzazione invernale ed estiva. Trattiamo gli impianti di riscaldamento e raffrescamento al fine di garantire una perfetta resa del fluido termovettore.
Piccole Emergenze Quotidiane
Il nostro reparto di assistenza tecnica dispone di due addetti per le piccole e medie riparazioni sanitarie.
Curiosità : una goccia ha una capacità piccolissima, circa 0,07ml, ma se un rubinetto ne rilascia una ogni 2 secondi alla fine del mese avremmo buttato via circa 90 litri d’acqua!!! Quanti rubinetti gocciolano mentre si leggono queste righe? Chi può dirlo!? Oggi giorno l’acqua si presenta come una risorsa sempre più importante che non siamo autorizzati a sperperare anche se i costi sono ancora considerevolmente ridotti.
Manutenzione Impianti Termici: Cosa Sapere
Per quanto riguarda la manutenzione impianti termici, è stata introdotta dalla Legge n° 10 del 1991 e definita dal suo decreto attuativo, il Decreto del Presidente della Repubblica n° 412 del 1993. Negli ultimi anni, l’accavallamento di diverse leggi e l’approssimativo recepimento di normative europee ha creato non poca confusione, ma ad oggi è bene ricordare che il legislatore ha demandato ai costruttori di caldaie l’obbligo di indicare la periodicità della manutenzione.
Secondo l’art. 11, commi 2 e 8, d.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico è l’occupante dell’unità immobiliare, sia esso inquilino, locatario, proprietario o comodatario, o su delega di questo, il soggetto cui è affidata la manutenzione dell'impianto (ad esempio una ditta specializzata con la quale si stipula un contratto). Nel caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati, amministrati in condominio, gli obblighi e le responsabilità posti a carico del proprietario sono da intendersi riferite agli Amministratori. Nel caso di unità immobiliari dotati di impianti termoautonomi, la figura dell'occupante, a qualsiasi titolo, dell'unità immobiliare stessa subentra, per la durata dell'occupazione, alla figura del proprietario nell'onere degli obblighi e nelle connesse responsabilità limitatamente all'esercizio, alla manutenzione dell'impianto e alle verifiche periodiche previste.
Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell'impianto devono essere eseguite, come previsto dall'art.7 del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74, da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con le periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione rese disponibili dall'impresa installatrice dell'impianto ai sensi della normativa vigente. La periodicità dei controlli con cui eseguire le operazioni di controllo, come previsto nell'Allegato A del D.P.R 16 aprile 2013, n. 74.
L'Importanza della Manutenzione Periodica
La manutenzione periodica è fondamentale per diversi motivi:
- Sicurezza: Per evitare incidenti conseguenti a fughe di gas e monossido di carbonio, è necessario mantenere nel tempo le caratteristiche di affidabilità e sicurezza di tutti gli apparecchi ed impianti.
- Efficienza Energetica: Un apparecchio nuovo offre il massimo delle prestazioni, ma con il passare del tempo gli elementi funzionali sono soggetti ad un’inevitabile deterioramento che ne provoca il decadimento prestazionale ed un aumento dei consumi. La manutenzione periodica, condotta attraverso un'accurata pulizia e un'attenta verifica dei corretti rendimenti di combustione, diventa un'operazione fondamentale per il mantenimento delle caratteristiche di prestazione e di efficienza iniziali.
- Inquinamento: Una caldaia non sottoposta alla corretta manutenzione, oltre che consumare molto più del necessario, emette pericolose sostanze inquinanti.
- Comfort: I moderni impianti termici, contraddistinti dalla contemporanea presenza di più apparecchi ed accessori integrati in un unico sistema, devono essere verificati periodicamente affinché le loro caratteristiche prestazionali rimangano inalterate nel tempo.
- Longevità : Molti dei guasti dovuti all'usura ed al deterioramento dei singoli componenti possono essere evitati grazie alla pulizia e manutenzione.
Il Nuovo Libretto Caldaia
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.M. 10 febbraio 2014 recante i nuovi "Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013. A partire dal 1° giugno 2014 gli attuali "Libretti di Centrale e di Impianto" (per impianti termici sopra e sotto i 35kW, di cui agli allegati I e II al D.M. 17/03/03) dovranno essere sostituiti da un unico "LIBRETTO PER LA CLIMATIZZAZIONE" di cui all'Allegato I del D.M. Nel nuovo Libretto, ad esempio, sarà possibile indicare la presenza sia dell'impianto termico (di qualsiasi potenza) che dell'impianto di climatizzazione estiva. Per gli impianti esistenti al 01/06/14 i "Libretti di centrale" ed i "Libretti di impianto", compilati in precedenza, dovranno essere conservati ed allegati al nuovo "Libretto per la climatizzazione".
Gli attuali "Rapporti di controllo tecnico" (per impianti termici sopra e sotto i 35kW, di cui agli Allegati F e G al D.Lgs. 192/05 e s.m.i.) dovranno essere sostituiti dai "RAPPORTI DI CONTROLLO DI EFFICIENZA ENERGETICA" - di cui agli Allegati da II a V del D.M. - differenziati in 4 tipologie:
- TIPO 1 (gruppi termici)
- TIPO 2 (gruppi frigo)
- TIPO 3 (scambiatori)
- TIPO 4 (cogeneratori)
Da compilare, a partire dal 1° giugno 2014, in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione - di cui agli art. 7 e 8 del D.P.R. 74/13 - effettuati su impianti termici di climatizzazione invernale sopra i 10kW e di climatizzazione estiva sopra i 12kW (con o senza produzione di acqua calda sanitaria). Per gli impianti termici alimentati esclusivamente con FER - fonti energetiche rinnovabili, di cui al D.Lgs.
Riscaldamento a Legna: Considerazioni Importanti
Cosa significa riscaldare a legna? In primis serve considerare il fatto che la combustione della legna e dei derivati quali pellet, cippato ecc si inserisce all’interno di un ciclo che non incide sulle emissioni di CO2 (anidride carbonica), cioè non aggiunge ulteriore CO2 al ciclo complessivo. Il carbonio presente nella legna viene rilasciato nella stessa quantità in cui verrebbe rilasciato dall’albero se si trovasse nel suo ambiente. Ciò nonostante, purtroppo il residuo di combustione (fumo di legna) è inquinante. La causa dell’inquinamento e una scadente combustione, come avviene nelle stufe, nei caminetti e nelle cucine economiche di vecchio stampo che sono ancora enormemente diffuse, o come avviene quando si bruciano ramaglie all’aperto. Ed è in questo frangente che le nostre scelte fanno la differenza. Caminetti e stufe di ultima generazione offrono altissime prestazioni in termini di combustione. Solo livelli altissimi di combustione differenziano la legna dalla combustione fossile. E di primaria importanza non aumentare la CO2 presente in atmosfera.
Il rendimento è il rapporto tra due potenze (potenza utile e potenza bruciata), è un numero espresso in percentuale e quanto più è alto questa percentuale, tanto più il focolare è efficiente. I moderni apparecchi termici domestici a legna a caricamento manuale migliorano continuamente il livello di rendimento, che tuttavia può essere notevolmente influenzato dalla gestione. Ad esempio, l'impiego di legna umida e/o di grande dimensione, un elevato accesso d'aria, un sovraccarico del focolare possono compromettere fortemente il rendimento dell'apparecchio. L'influenza della gestione dell'apparecchio è molto meno rilevante nelle stufe a pellet, dove si impiega un combustibile omogeneo e caricato automaticamente.
Innanzitutto è utile ricordare che una errata gestione dell'apparecchio può causare un aumento del fattore di emissione di circa 10 volte. Il fattore di emissione è espresso in mg di particolato emesso per MJ di energia utile riferita al potere calorifico inferiore del legno (mg/MJ), oppure in mg di particolato rapportati alla quantità di fumo emessa (mg/Nm3). Per quanto riguarda le emissioni dei camini aperti si ha un fattore di emissione molto variabile, in media pari a ca. 250 mg/MJ (375 mg/Nm3); nei camini a inserto chiuso il risultato tipico varia tra 47 e 83 mg/MJ (70-125 mg/Nm3).
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