Controllo del Livello dell'Olio Idraulico: Guida Completa
Gli indicatori di livello idraulici, noti anche come indicatori di livello del liquido, vengono utilizzati per controllare i livelli del liquido nei serbatoi e in altri impianti idraulici. Gli indicatori di livello e gli indicatori di livello sono montati sul sistema e in genere sono dotati di una finestra in vetro per visualizzare il livello del liquido.
Tipi di Indicatori di Livello Idraulici
È disponibile un'ampia gamma di indicatori di livello del liquido per diverse applicazioni. Alcune offrono un controllo visuale, mentre altri visualizzano ulteriori informazioni, come un indicatore o un termometro per mostrare anche i livelli di temperatura. I tipi principali includono:
- Indicatori di livello delle colonne: utilizzano una colonna trasparente per visualizzare il livello del fluido utilizzando una scala. Gli indicatori di livello a colonna sono disponibili in una varietà di lunghezze a seconda della scala che possono misurare. La lunghezza della scala può variare, ad esempio, da 30 mm a 200 mm. La scelta della lunghezza della scala dipende dall'applicazione scelta.
- Vetri spia: noti anche come vetri spia dell'olio, sono finestre trasparenti fissate a un serbatoio come indicatori di livello visuali. I vetri spia di livello dell'olio sono un modo rapido per controllare i livelli dell'olio, ma non è possibile utilizzare una scala simile a quella di un indicatore a colonna. I vetri spia solitamente si collegano al sistema utilizzando un collegamento filettato dotato di una Guarnizione in gomma.
Esempio di Spia di Livello Filettata
Spia di livello filettata a testa esagonale studiata per il controllo del fluido idraulico su riduttori, serbatoi e camere d'olio in genere. Il montaggio avvitato consente l'applicazione anche su camere d'olio in pressione. Il punto rosso di mezzeria è serigrafato a caldo sul visore trasparente. Una mostrina in plastica bianca applicata sul retro del filetto migliora la visibilità del livello del liquido.
Materiale: Spia in resina poliammidica speciale trasparente caratterizzata da elevate prestazioni mecchaniche e da un'ottima resistenza agli agenti chimici, olio idraulico, idrocarburi, carburanti e solventi vari. Guarnizione di tenuta piana in fiba esente amianto o (a richiesta) in gomma sintetica (NBR) 70 Shore.
Montaggio: Per il montaggio si consiglia di rispettare i dati indicati in tabella riguardo alla massima coppia di serraggio (Nm). Per il montaggio su pareti sottili di spessore fino a 5 mm si consiglia di utilizzare la ghiera di fissaggio in ottone cod. SLNT-38/12/16.15/18.15/20.15.
Importanza del Controllo del Livello dell'Olio e della Qualità
L'efficienza di un impianto è un aspetto cruciale per l'impianto stesso, poiché influisce direttamente sulla qualità, sui costi e sull'intero processo produttivo, con conseguenze significative in caso di problemi. Studi recenti indicano che il 70%-80% dei guasti nei sistemi idraulici e di lubrificazione sono causati dal fluido utilizzato.
Questo sottolinea l'importanza di monitorare regolarmente il livello di pulizia dell'olio attraverso il Fluid Care, una pratica che consente di prevedere con precisione l'usura sia degli oli che dei macchinari, riducendo i rischi di guasti imprevisti.
Contaminazione dell'Olio
La contaminazione, come notoriamente risaputo, può essere di tre tipologie: solida, liquida, gassosa. Tra queste, la presenza di particolato solido è il tipo di contaminazione più rischiosa. Non dobbiamo, infatti, pensare che una semplice occhiata all’olio sia sufficiente a capire lo stato dell’arte della nostra macchina. È bene ricordare che solo tramite un’approfondita analisi dell’olio è possibile individuare ed eliminare anche la fonte della contaminazione.
Gli impianti moderni hanno pressioni di esercizio sempre più alte rispetto al passato. La diffusione dei sistemi di “pilotaggio” richiede gradi di filtrazione nell’ordine dei 3 - 5 μm e tenendo conto che l’occhio umano non riesce a distinguere particelle di dimensione inferiore ai 30 μm, diventa quindi necessario ricorrere a metodi di analisi microscopica ed al conteggio elettronico delle particelle.
Si ricordi infine che, come le famose particelle PM 10 (10 = micron) presenti nell’aria possono generare gravi danni dalla salute umana, l'impianto oleodinamico, per restare “sano”, potrebbe non sopportare una contaminazione solida di valore superiore a “PM 5” (5 = micron) risultando quindi persino più sensibile del corpo umano.
Origini della Contaminazione Solida
L’origine della contaminazione solida è ben conosciuta e non è da considerarsi come una casualità che attacca l'impianto oleodinamico. Conoscere queste realtà aiuta a prevenire la circolazione del contaminante solido. Diversamente, nel caso di contaminazione solida proveniente da attriti di pompe o ingranaggi, pistoni ecc. Da sempre l’unica soluzione risiede nel dotare il circuito o la macchina di un buon impianto filtrante con cartucce di elevata capacità di accumulo ed un adeguato rapporto β(x) di filtrazione.
I grossi impianti per le acciaierie, l’estrusione alluminio o treni di laminazione, la lubrificazione in cartiera, i cementifici, le presse per legno o ceramica sono particolarmente soggetti ad una grande quantità di contaminazione solida già presente nell’ambiente di lavoro.
Alcuni settori, sono maggiormente sensibili e i loro impianti oleodinamici devono offrire elevati standard qualitativi a fronte delle differenti condizioni ambientali e di impiego a cui sono soggetti. Le applicazioni mobili tra cui macchine per il sollevamento, da costruzione, per l’agricoltura, municipali, navali e del settore ferroviario ne rappresentano alcuni esempi.
Monitoraggio Continuo dell'Olio
Tutti i moderni sistemi oleodinamici hanno delle apparecchiature di controllo, dal semplice termometro o pressostato fino ai sistemi più avanzati come il Fluid Care che permettono il monitoraggio continuo dell’olio e molto altro ancora. Tuttavia, solo un’analisi periodica dello stato dell’olio permetterà di confermare i dati forniti dai sistemi di rilevazione che, seppur precisi, non sono infallibili.
Analisi di Laboratorio
L’analisi di laboratorio prevede diverse fasi che partono dalla definizione della modalità di prelievo sino alla definizione della modalità correttiva. Quando si riscontra un’anomalia dai sensori o si giunge al fermo macchina, o alla rottura di componenti, l’analisi di laboratorio diviene uno strumento necessario. Si sta parlando di un metodo scientifico, pertanto è fondamentale innanzitutto stabilire le modalità di prelievo olio.
Raccolti i campioni è infatti preferibile effettuare una prima analisi delle condizioni direttamente sul campo, perché “guardando” l’olio è comunque possibile capire a grandi linee sia la quantità che il tipo della contaminazione presente che potrebbe derivare da metalli o elastomeri di guarnizione o additivi che hanno iniziato a precipitare.
Il rapporto diretto con il manutentore permetterà di determinare e/o chiarire se è possibile intervenire direttamente oppure se sia necessario indagare al meglio le origini e la tipologia di contaminazione con delle analisi di laboratorio o con il costruttore dell’olio, qualora l’olio risultasse degradato o con TAN (tasso di acidità) eccessivo.
L’interpretazione dei dati consentirà poi di definire il corretto intervento: ottimizzazione del sistema di filtrazione (nuovo dimensionamento, etc..), sostituzione olio, pulizia off-line, integrazione di un sistema di Oil Condition Monitoring.
Ruolo dell'Esperienza
L’esperienza è fondamentale perché permette di interpretare correttamente i dati ottenuti dalla strumentazione installata a bordo macchina ma, non solo. Ad esempio, un contatore di particelle solide potrebbe restituire risultati anomali dovuti alla presenza di aria o acqua nel fluido. Un olio torbido o opaco è di per sé un’indicazione di contaminazione da acqua o aria che potrebbero derivare rispettivamente dalla rottura di uno scambiatore ad acqua o dalla cavitazione di una pompa.
L’esperienza conta anche in termini di capacità di collaborazione e ascolto. È importante, infatti, che gli analisti collaborino con il personale di manutenzione per interpretare meglio quanto rilevato nelle microfotografie, cercando di individuare quelle particelle “anomale” di contaminante. Ad esempio, la traccia di particelle metalliche in un impianto di materie plastiche potrebbe rappresentare un’usura anomale di cuscinetti, la presenza di lacche in impianti di lubrificazione, invece, la contaminazione dell’olio con grassi da fonte esterna.
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