Le Macchine Idrauliche di Leonardo da Vinci: Descrizione e Funzionamento
A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il mondo celebra il suo genio con una serie di mostre e rievocazioni. Gli studi e le invenzioni di Leonardo hanno toccato quasi tutte le branche del sapere. Da numerosi disegni contenuti nei codici sappiamo che Leonardo è sempre stato attirato dall'acqua e dalle opere idrauliche, alle quali si dedicò in particolare durante la sua lunga permanenza a Milano.
L'Attrazione di Leonardo per l'Acqua
Come fece per tutti i fenomeni naturali, Leonardo studiò la vera natura dell’acqua: «…Questa non ha mai requie insino che si congiunge al suo marittimo elemento dove, non essendo molestata dai venti, si stabilisce e riposa con la sua superfizie equidistante al centro del mondo». Le continue ricerche per comprendere al meglio i fenomeni dell’acqua e del mare, portarono Leonardo anche ai primi studi sui fossili, che gli permisero di teorizzare l’impossibilità del Diluvio Universale.
Intorno al 1630, Francesco Arconati, figlio del conte Galeazzo Arconati, realizzò un trattato sul moto dell’acqua usando proprio gli scritti di Leonardo, che da tempo possedeva diversi codici, incluso il Codice Atlantico.
Opere Idrauliche e Progetti
Ora qui a Venezia non esistono opere o realizzazioni dirette progettate da Leonardo, il quale, essendosi dedicato anche agli studi idraulici, risulta che abbia collaborato anche con la Repubblica di Venezia per la sistemazione del fiume Brenta. D'altra parte è noto che la Serenissima si sia occupata del fiume Brenta sin dal '300 per oltre cinque secoli con opere idrauliche straordinarie finalizzate soprattutto alla deviazione del suo corso terminale al di fuori della laguna veneta per impedire l'impaludamento della stessa con i conseguenti problemi di carattere sanitario per Venezia.
Alcuni dei progetti idraulici di Leonardo consistevano nella deviazione di fiumi ed erano particolarmente ambiziosi e futuristici, come testimoniato dai suoi stessi scritti.
Il Sistema di Chiuse
Progettato per Firenze, un sistema permetteva di superare un dislivello d'acqua grazie ad un sistema di chiuse. Il plastico è stato ricavato da una serie di disegni raccolti nel Manoscritto B dell'Institut de France. A Milano, Leonardo studiò l’area intorno al Naviglio di San Marco, realizzando un progetto per collegare il Naviglio Martesana ai Navigli interni attraverso due chiuse. Ciò avrebbe permesso di attraversare Milano in barca e, potenzialmente, di collegare l’Adda con il Ticino.
In pratica quando, ad esempio, un natante deve scendere dal tronco di monte a quello di valle, si esegue il riempimento della conca aprendo i portelli a monte, ed una volta raggiunta la paritĂ dei livelli le porte possono essere aperte consentendo l'ingresso del natante; chiuse quindi le porte di monte e scaricata l'acqua della conca attraverso i portelli delle porte di valle fino ad eguagliare il livello interno a quello del tronco di valle, le porte di valle possono essere aperte consentendo al natante di transitare liberamente nel tronco inferiore.
Le Porte Vinciane e le Chiaviche
Un'applicazione simile ma con funzione diversa delle porte vinciane riguarda la chiavica, manufatto idraulico che interrompe la comunicazione tra due corpi idrici: attraverso il varco così presidiato le acque di scolo provenienti dalla campagna si scaricano nel fiume in periodo di magra con le porte aperte, mentre in caso di piena le porte della chiavica si chiudono impedendo così alle acque fluviali di allagare le campagne poste a quota inferiore al livello di piena.
Si tratta di uno sbarramento mobile inserito in un corso d'acqua di cui sfrutta la variazione di livello. Funziona come due comuni porte a battente, incernierate su due muri di spalla, che possono muoversi liberamente all'interno del corso d'acqua quando il livello risulta costante, con un impegno di energia abbastanza limitato a vincere gli attriti e la turbolenza dell'acqua.
Altre Macchine e Invenzioni
In questa sede vogliamo fornire una breve panoramica sulle macchine da cantiere. I modelli, realizzati sulla base dei disegni di Leonardo, sono esposti al Museo nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
- Gru girevole: Rientra in uno studio per una gru girevole per lo scavo di canali; poteva ruotare permettendo rapidi travasi di materiali.
- Macchina per filettare viti: Questa macchina è stata studiata per filettare automaticamente le viti.
- Ponte a profilo parabolico: Il modello rappresenta un ponte a profilo parabolico. Il perno del ponte era costituito da un cassone appesantito da pietre. Si ritiene che l’idea risalga al periodo in cui Leonardo era in Romagna al servizio di Cesare Borgia.
Il Mulino della Sforzesca
Intorno al manufatto, alimentato dalle acque dell’antinca Roggia Mora, aleggiano interessanti richiami di storia e di leggenda che riportano alla figura di Leonardo da Vinci. Nel 1494, il Moro lo offrì come dono di nozze alla moglie Beatrice d’Este. Nel 1803, il Marchese Saporiti riscattò dallo stato napoleonico il Mulino e tutta la tenuta della Sforzesca, lasciando, poi, tutto il patrimonio in eredità al nipote Rocca di Reggio Emilia, cui Carlo Alberto, re del Piemonte, avrebbe riconosciuto il Marchesato della Sforzesca, nel 1845.
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