Mal di Pancia e Sensazione di Andare in Bagno: Cause e Approfondimenti
Il mal di pancia è un sintomo molto soggettivo e spesso difficile da descrivere e definire con precisione. Le cause possono essere molteplici e disparate, rendendo difficile per il medico dare indicazioni precise. Però, individuare la sede del dolore, l'inizio, l'irradiazione, la continuità, il suo progredire nel tempo e i fattori che lo attenuano o lo aggravano, è fondamentale per capire meglio il problema.
La difficoltà resta: spesso è difficile stabilire se si tratta di dolori alti, quindi localizzati sopra l'ombelico, o bassi (sotto l'ombelico). A confondere ancora di più la sintomatologia è che il dolore si associa spesso ad altri sintomi e chi ne soffre trova a volte difficoltà a riferire qual è il disturbo iniziale o preminente.
Il dolore può essere percepito in modo variabile come fitta, peso, sbarra, senso di vuoto, languore, crampo. L'intensità e la durata del dolore e la sua frequenza, comunque, rimangono le caratteristiche più rilevanti.
Le cause del mal di pancia possono essere tante e le più disparate. Fortunatamente, quando nella sintomatologia addominale persistente o ricorrente il dolore occupa un posto di particolare rilievo la diagnosi più ragionevole e più probabile è quella di colon irritabile (spesso erroneamente indicato col termine di colite spastica). Il mal di pancia di grado variabile si associa in questa sindrome con stitichezza o diarrea o alternanza delle due, anche se esistono intervalli più o meno lunghi di asintomaticità.
Nelle forme più lievi il colon irritabile non altera molto la vita di chi ne soffre e più del 50 per cento dei pazienti non si rivolge al medico, ma in una minoranza di casi è tale da influire pesantemente sulla qualità di vita del paziente.
Sindrome dell'Intestino Irritabile (SII)
La sindrome dell’intestino irritabile (SII), anche detta “colon irritabile”, è uno dei disturbi gastrointestinali più comunemente diagnosticati, una condizione non grave ma capace di incidere negativamente sulla qualità della vita. Si tratta di una condizione cronica, in passato definita “colon irritabile”, “colite spastica” o “disturbo funzionale intestinale”, che interessa l’asse cervello-intestino e si manifesta con dolore addominale, che si allevia a seguito dell’evacuazione, e alterazione della funzione intestinale (che può prevedere condizioni di stipsi, diarrea o un’alternanza delle due).
Per quanto riguarda il colon irritabile, ovvero la sindrome dell’intestino irritabile, non è nota con certezza la causa scatenante, ma vi sono una pluralità di fattori che potrebbero svolgere un ruolo nella sua comparsa. Queste, infatti, possono essere molteplici e non è quasi mai possibile individuare un unico fattore scatenante.
I sintomi che caratterizzano la sindrome dell’intestino irritabile sono definiti dai “Criteri di Roma”, ovvero dei criteri diagnostici stabiliti da una commissione internazionale in merito ai disordini funzionali gastrointestinali.
La sindrome del colon irritabile può, inoltre, essere associata ad altri disturbi gastrici, come la dispepsia (cattiva digestione) e la sensibilità al glutine, ma anche a ulteriori disturbi e sintomi extra-intestinali.
La sindrome dell’intestino irritabile, presentandosi con stitichezza cronica o diarrea, può portare alla comparsa di emorroidi.
Così come non esistono delle analisi e dei test diagnostici precisi per identificare tale condizione, non esiste un trattamento o una cura definitiva. La maggior parte delle persone, però, riesce ad alleviare i sintomi apportando delle modifiche alla propria alimentazione, praticando attività fisica e, sotto prescrizione dei medici, assumendo farmaci e/o integratori.
La sindrome dell’intestino irritabile (SII) è una delle patologie intestinali più comuni, che interessa circa il 3-5% della popolazione occidentale ed è più frequente nelle femmine e sotto i 50 anni di età.
Asse Intestino-Cervello
Per capire cosa si intende nello specifico per “asse intestino-cervello”, occorre ricordare che la funzione intestinale è regolata dal sistema nervoso enterico, ovvero l’insieme di neuroni che innervano tutto l’apparato gastrointestinale. Si tratta di una sorta di “secondo cervello”, che rimane continuamente in comunicazione con quello vero e proprio, ma che è anche capace di lavorare in modo indipendente: per questo si parla, appunto, di asse o di interazione intestino-cervello.
Da un lato vi sono fattori psico-sociali, cognitivi ed emotivi: a livello intestinale c’è il cosiddetto “secondo cervello”, che è in continua comunicazione con il nostro “primo cervello”. Per questo motivo, molti degli eventi stressanti a livello psichico si riflettono sull’intestino e viceversa (problemi addominali che causano stress psicologici).
Fattori Aggravanti
Molti pazienti affetti da sindrome dell'intestino irritabile riscontrano un peggioramento o una riacutizzazione dei sintomi in concomitanza con alcuni fattori. È fondamentale sottolineare che non si tratta di elementi che causano tale condizione, ma che possono avere un ruolo nell’aggravarsi dei sintomi.
- contrazioni muscolari nell’intestino: le pareti dell’intestino sono rivestite da strati di muscoli che si contraggono quando il cibo passa nel tratto digestivo.
- stress emotivi possono associarsi ad un peggioramento dei sintomi di IBS.
- Inoltre vi è una tendenza dell’intestino ad essere iper-reattivo a svariati fattori: il mangiare, lo stress, le emozioni, le infezioni gastrointestinali, il periodo mestruale, la distensione gassosa, che possono scatenare o amplificare i sintomi.
Diagnosi
La sintomatologia riportata dai pazienti nei quali si sospetta la sindrome dell’intestino irritabile è importante perché è su di essa che si basa la diagnosi della patologia, in quanto non esistono test diagnostici specifici. Nel corso della visita, il medico valuterà anche l’eventuale presenza di campanelli d’allarme che potrebbero essere riconducibili a condizioni e patologie più serie.
Una volta condotto l’esame obiettivo, se lo ritiene necessario, lo specialista può suggerire al paziente di sottoporsi a ulteriori test o esami specifici volti principalmente a escludere condizioni sottostanti che potrebbero provocare i sintomi (per esempio un’infezione, un’intolleranza alimentare o una condizione digestiva particolare).
Trattamento
Il trattamento dipende in genere dai sintomi predominanti e dalla loro gravità. Innanzitutto, può essere suggerito un cambiamento nello stile di vita, soprattutto nel comportamento a tavola e nelle abitudini dietetiche, anche in considerazione del fatto che molti pazienti sperimentano un peggioramento dei sintomi dopo i pasti.
Molte persone che soffrono di sindrome dell'intestino irritabile, inoltre, traggono beneficio dalla terapia, in quanto questa può aiutare a gestire stress, ansia e depressione (fattori che contribuiscono all'insorgenza della condizione).
La strategia terapeutica per la sindrome dell’intestino irritabile si basa principalmente sul trattamento dei sintomi riferiti dal paziente, essendo spesso sconosciuta la causa scatenante.
I sintomi dell’intestino irritabile sono spesso associati all’assunzione di particolari cibi, che i pazienti tendono a escludere dalla dieta. Le modifiche dietetiche devono essere effettuate sotto controllo medico/nutrizionistico per non rivelarsi pericolose e valutate in base ai sintomi.
Adeguata educazione alimentare e dello stile di vita.
Laddove i consigli dietetici tradizionali falliscano il medico nutrizionista potrebbe consigliare di seguire la dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols) ovvero cibi contenenti zuccheri poco assorbibili e dal forte potere fermentativo, che richiamano acqua nell’intestino e sono difficili da digerire, che si associa a una significativa riduzione dei sintomi globali. Tuttavia, l’eccessiva e prolungata restrizione di FODMAPS può portare a carenze nutrizionali.
Utilizzo di fibre solubili (es. psyllium), lassativi osmotici (es. PEG) o secretagoghi (es. Farmaci antispastici per alleviare i dolori e gli spasmi intestinali.
FODMAP e Intestino Irritabile
Si tratta, sostanzialmente, di carboidrati a catena corta (zuccheri come fruttosio, lattosio, fruttani, polioli e galattani), che sono scarsamente assorbiti a livello intestinale e che, quindi, danno luogo a un lungo processo di fermentazione batterica, individuato come responsabile di alcuni sintomi gastrointestinali, come il gonfiore, la diarrea e il dolore addominale.
I FODMAP sono presenti in un’ampia gamma di alimenti molto comuni: frutta, verdura, legumi e cereali, miele, latte e latticini e dolcificanti. Di conseguenza, questi svolgono importanti funzioni nutrizionali e non sono da considerare dannosi, in quanto i possibili disturbi che provocano dipendono dalla tolleranza soggettiva di ciascun organismo.
Secondo alcune ricerche, infine, persone con colon irritabile segnalano un miglioramento dei sintomi se smettono di mangiare glutine, anche se non soffrono di celiachia.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale richiedere un consulto medico nel caso in cui si abbiano sintomi dubbi o se questi peggiorano e perdurano per più di tre mesi. Vi sono dei sintomi, poi, che possono essere indicativi di una condizione sottostante più seria e che, di conseguenza, richiedono l’attenzione e la valutazione medica.
Prevenzione
Di per sé, la SII non può essere prevenuta, ma è possibile prevenire la riacutizzazione dei sintomi ad essa collegati. Più che di prevenzione della sindrome, possiamo parlare di prevenzione delle riacutizzazioni dei sintomi.
Altre Cause di Mal di Pancia e Sensazione di Andare in Bagno
Oltre alla sindrome dell'intestino irritabile, altre condizioni possono causare mal di pancia e la sensazione di dover andare in bagno:
- Cattiva alimentazione: Si tratta della causa di gran lunga più frequente del mal di pancia occasionale e di breve durata; l'incongruenza può essere quantitativa (la grande abbuffata) e/o qualitativa (eccesso di cibi che determinano la produzione di molto gas come fibre, verdura, frutta, grassi, di bevande gassate specie se ghiacciate, di caffè e alcolici).
- Stitichezza: Tra i disturbi che creano qualche problema o che fanno vivere decisamente male, e in qualche caso malissimo, la stitichezza (stipsi) occupa un posto di assoluto rilievo in una percentuale di persone "normali" tutt'altro che trascurabile, specie se al di sopra dei 60 anni e se di sesso femminile.
- Infezioni microbiche o virali intestinali: La diarrea associata è d'obbligo, ma si ha quasi sempre una risoluzione spontanea in qualche giorno.
- Diverticoli intestinali: Se i diverticoli si infiammano, il mal di pancia, anche intenso, è la regola.
Tenesmo Rettale: Sensazione di Dover Defecare Continuamente
La sensazione di dover defecare, o tenesmo, provoca uno stimolo frequente a defecare, anche senza riuscire ad evacuare nulla. Anche con la vescica o l’intestino svuotato, senti ancora il bisogno di defecazione continua. È una condizione medica sempre curabile e risolvibile.
Cause del Tenesmo Rettale
- Infiammazione intestinale (es. sindrome di Crohn o colite ulcerosa)
- Infezioni sessualmente trasmissibili (es. clamidia)
- Endometriosi (se si diffonde nell’intestino)
- Polipi e tumori nel colon-retto
- Cancro anale
- Colite
- Diverticolite
- Celiachia
- Ascesso perianale
- Emorroidi
- Stipsi
Trattamento del Tenesmo Rettale
Prima di procedere con un trattamento specifico, è importante isolarne la causa. Perciò vengono svolti una serie di esami approfonditi come l’esame digitale rettale, l’anoscopia e la colonscopia. Dopo aver scoperto l’origine del problema, il Proctologo può procedere con il trattamento più indicato, che può essere mirato a:
- risolvere la causa e l’infiammazione
- curare i sintomi che coinvolgono il retto
- impedire i movimenti muscolari involontari
- gestire i sintomi dell’eventuale tumore
Stipsi (Stitichezza): Cause e Rimedi
Si parla di stipsi (o stitichezza) quando i movimenti intestinali diventano meno frequenti e le feci sono difficili da espellere. Le cause possono essere molteplici e sono spesso legate a cambiamenti nella dieta o nello stile di vita.
Generalmente, infatti, si parla di stipsi se non si espletano le funzioni intestinali almeno tre volte a settimana, ma questa non è assolutamente una regola generale.
Cause della Stipsi
- Dieta povera di fibre
- Scarsa idratazione
- Sedentarietà
- Ignorare lo stimolo a defecare
- Assunzione di alcuni farmaci
- Cambiamenti nella routine
Rimedi e Trattamenti per la Stipsi
- Modificare le proprie abitudini alimentari (incrementare l’apporto di frutta e verdura, cereali integrali)
- Seguire una corretta idratazione (bere una quantità sufficiente di liquidi)
- Praticare una regolare attività fisica
- Lassativi (sotto consiglio medico)
Per favorire il ripristino delle normali funzioni intestinali, è consigliata l’assunzione di alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura, cereali integrali, semi, crusca, avena e riso.
Esami Diagnostici per Problemi Intestinali
Qualora il medico (o lo specialista) lo ritenesse necessario potrà prescrivere, per approfondire la diagnosi, uno o più esami relativi sia al "tubo" digerente che agli altri organi interni dell'addome. Di seguito si riportano nel dettaglio gli esami che potrebbero essere consigliati:
- Gastroscopia
- Radiografia del tubo digerente
- Ecografia dell'addome
- Colonscopia
- Clisma opaco
- Radiografia dell'intestino tenue
Gastroscopia: è un esame visivo dell'esofago, dello stomaco e del duodeno, effettuato mediante l'introduzione attraverso la bocca di un tubo sottile e flessibile che ha in cima una piccola telecamera ed una luce.
Radiografia del tubo digerente: è richiesto al paziente di bere una modica quantità di bario (meno di un bicchiere), sostanza che, risultando opaca ai raggi X, può consentire la visualizzazione delle "alte" vie digestive (esofago, stomaco e duodeno).
Ecografia dell'addome: si avvale degli ultrasuoni per esplorare soprattutto organi interni del nostro corpo (fegato, pancreas, colecisti, reni).
Colonscopia: Un tubo flessibile del tutto simile al gastroscopio viene inserito per via ano-rettale e fatto poi procedere fino all'intestino cieco.
Clisma opaco: Si tratta della radiografia del tratto digestivo più basso, e cioè del colon. Come per la radiografia delle prime vie digestive viene usato il bario, ma la somministrazione di questa sostanza avviene per clistere.
Radiografia dell'intestino tenue: Al paziente viene inserito per via nasale od orale un sondino sottile che viene fatto procedere oltre lo stomaco e tramite il quale si introduce mezzo di contrasto, cioè il bario.
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