Massetto Bagno: Caratteristiche e Posa in Opera

Sottofondo e massetto sono due strati che ricoprono i solai di un edificio, entrambi concorrono in maniera fondamentale alla bontà delle prestazioni dello stesso. Spesso questi due termini vengono confusi e utilizzati come sinonimi, ma sottofondo e massetto sono due entità differenti, con caratteristiche e finalità diverse.

Differenza tra Massetto e Sottofondo

Iniziamo a fare una distinzione, dato che spesso si crea confusione, tra massetto e sottofondo:

  • Sottofondo: Il sottofondo viene posto tra il solaio e il massetto. Per intenderci, è la parte che copre l’impiantistica e ha come finalità principale quella di livellare la superficie. Il sottofondo si presenta spesso come un prodotto pronto alla stesura. A questo punto viene tutto ripulito e si posano i nuovi impianti, che saranno poi affogati nel nuovo sottofondo. Il sottofondo (monostrato e bistrato) è l’insieme degli strati interposti fra il solaio e il massetto di posa e serve a ripartire i carichi trasmessi dal pavimento alla struttura portante, serve a livellare le irregolarità della solaio grezzo ed infine serve ad inglobare e proteggere eventuali tubazioni, contribuire ad isolare termicamente.
  • Massetto: Con uno spessore compreso tra i 4 e gli 8 cm, il massetto, anche detto fondo di posa, viene realizzato sopra il sottofondo. Il massetto è lo strato di materiale per massetto posato in cantiere, direttamente sul sottofondo, in adesione o non in adesione con quest’ultimo. Di solito dello spessore di 5 cm. Il massetto serve per ottenere una perfetta planarità, per far ripartire i carichi dei pavimenti sovrastanti e per poterci posare la pavimentazione finale (parquet, cotto, marmo, ceramica ecc.).

Il massetto costituisce lo strato superficiale del supporto sul quale si esegue la posa del pavimento. Inoltre, l’umidità residua deve essere conforme ai valori previsti per la posa dei pavimenti sensibili all’umidità e omogenea in tutto lo spessore. La durabilità di una pavimentazione è dunque influenzata dalla qualità della caldana, ma spesso progettisti e imprese trascurano alcune regole fondamentali per la preparazione ottimale dei sottofondi di posa. Spesso viene quindi eseguita la posa di piastrelle in ceramica solo qualche giorno dopo la realizzazione del sottofondo.

Tipologie di Massetto

Esistono diverse tipologie di massetto, ognuna con caratteristiche specifiche:

  • Massetto Aderente: Il massetto aderisce completamente allo strato sottostante.
  • Massetto Non Aderente: Viene realizzato interponendo uno strato separatore, spesso in polietilene, tra massetto e sottofondo.
  • Massetto Autolivellante: Particolarmente fluido, che si distribuisce uniformemente. Il massetto autolivellante è una soluzione ideale per creare un fondo perfettamente liscio e uniforme su cui posare il pavimento. Uno dei principali vantaggi del massetto autolivellante è la rapidità di applicazione. Grazie alla sua formulazione fluida, può essere steso con facilità, riducendo notevolmente i tempi di posa rispetto ai massetti tradizionali.
  • Massetto Alleggerito: È realizzato con una miscela di cemento e materiali leggeri, come perlite, polistirolo espanso, argilla espansa o vermiculite, che ne riducono il peso senza comprometterne la resistenza meccanica.
  • Massetto in Cemento: Composto principalmente da una miscela di sabbia, cemento e acqua, può includere additivi che ne migliorano determinate proprietà come la resistenza meccanica o la velocità di asciugatura.
  • Massetto a Secco: Una valida alternativa è il massetto a pavimento a secco, realizzato senza miscele di liquidi. Permette una posa veloce ed è subito calpestabile. Questo massetto garantisce un buon isolamento termico e acustico, può inglobare al suo interno impianti elettrici e idraulici e si adatta a diverse superfici.

Massetto Autolivellante per Pavimenti Radianti

Un buon massetto per riscaldamento a pavimento non deve avere uno spessore eccessivo, massimo 3/3,5cm, deve resistere alla compressione, essere fluido per avvolgere perfettamente i tubi del riscaldamento (per evitare creazioni di vuoto che fanno da camere d’aria che occultano il calore) ed avere anche buona conducibilità termica finalizzata al risparmio di energia. Prima della posa dei rivestimenti bisogna verificare che il massetto sia perfettamente asciutto(da 15 gg. a 4 settimane - su spessore di 5 cm)e dopo aver effettuato il ciclo termico sull’impianto. Per la posa del parquet l’umidità residua deve essere sotto il 0,2%

Il massetto autolivellante offre anche un’ottima conducibilità termica ed è particolarmente adatto in combinazione con sistemi di riscaldamento a pavimento. Il massetto autolivellante per impianto radiante è quindi una soluzione tecnica avanzata nella realizzazione di sistemi di riscaldamento a pavimento: questo tipo di massetto è progettato per garantire una distribuzione uniforme del calore, ottimizzando l’efficienza energetica dell’impianto radiante. La sua composizione fluida consente un’applicazione rapida e precisa, adattandosi perfettamente alle tubazioni dell’impianto e garantendo un’elevata conducibilità termica. Inoltre, la capacità autolivellante permette di ottenere una superficie perfettamente liscia e uniforme, riducendo i tempi di posa e assicurando una maggiore compatibilità con i diversi tipi di pavimentazione.

Posa in Opera del Massetto Autolivellante

Per posare massetti autolivellanti è necessario apporre perimetralmente una banda comprimibile per consentire la dilatazione. Stendere un foglio di nylon sul sottofondo allo scopo di non farlo asciugare rapidamente, ben accostato, senza fori o tagli che possano far passare il materiale. Non si usa sui pannelli radianti. Dopo almeno 48 ore, durante le quali gli ambienti vengono chiusi per evitare correnti d’aria, il massetto è calpestabile. Per aiutare l’asciugatura, dopo la “presa” l’ambiente deve essere ben areato.

Spessore del Massetto

Lo spessore del massetto varia in base alla tipologia costruttiva dell’edificio, all’altezza del sottofondo e al tipo di rivestimento finale desiderato: in linea di massima va da 1 cm (con i prodotti premiscelati autolivellanti) a 6/8 cm circa. Se si ha necessità di uno strato più spesso, per evitare peso eccessivo sul solaio sottostante ed eventuali fessurazioni al momento della maturazione (come viene tecnicamente chiamata l’asciugatura) conviene optare per un massetto alleggerito.

La quota finale desiderata, data dalla somma di sottofondo, massetto, rivestimento, va calibrata prendendo come riferimento la soglia d’ingresso preesistente della casa e “battendo” (ovvero riportando con lo speciale spago impolverato blu o con un metro di legno o, più tecnologicamente, con uno strumento laser) sulle pareti circostanti 1 metro di altezza da essa. Sarà questa la misura finita a cui fare riferimento per l’opera terminata, in ogni ambiente dell’unità immobiliare.

Normative di Riferimento

Massetti e sottofondi sono regolati dalle seguenti norme:

  • UNI EN 13310/2002 “Massetti e materiali per massetti”: definizione
  • UNI EN 13813/2004 “Materiali per massetti”: proprietà e requisiti
  • UNI 8381:1982 “Edilizia - strati del supporto di pavimentazione. Istruzioni per la progettazione e l’esecuzione”
  • UNI EN 1264-4:2003 “Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti -Installazione”
  • UNI 8380: Strati del supporto di pavimentazione - Analisi dei requisiti
  • UNI 7999: Pavimentazioni - Analisi dei requisiti
  • D.Lgs 311/06: Isolamento termico e rendimento energetico in edilizia
  • L. 26/10/95 n. 447: Legge quadro sull’inquinamento acustico
  • D.P.C.M. 5/12/97: Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici
  • UNI EN 1264: Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti
  • Circolare 15/10/96: Istruzioni per l’applicazione delle “Norme Tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche” di cui al D.M. 9/01
  • UNI 10329: Misurazione del contenuto di umidità negli strati di supporto cementizi o simili
  • UNI 10827: Rivestimenti di legno per pavimentazioni- Resistenza alle sollecitazioni parallele al piano di posa

Quando Rifare un Massetto?

Le problematiche più frequenti che segnalano una posa in opera non a regola d’arte di un massetto sono la sua friabilità priva di compattezza, l’irregolarità superficiale, la presenza di fessurazioni, fino ad arrivare, nei casi più gravi, al distacco dal sottofondo.

Tutto ciò dipende sia da una lavorazione inadeguata sia da condizioni ambientali inidonee: ad esempio il mancato rispetto delle istruzioni del produttore, in caso di prodotto premiscelato, oppure una elevata temperatura esterna, che porta il cemento a seccarsi troppo in fretta o ancora la mancata attenzione di posa in punti critici della stanza, come possono essere i pressi di elementi strutturali verticali o gli angoli.

Difetti molto evidenti, che precludano di conseguenza una posa perfetta della pavimentazione, richiedono la demolizione e il rifacimento del massetto. Se tuttavia i problemi sono esclusivamente superficiali - come ad esempio una mancata complanarità della superficie, con avallamenti o gobbe, si può ricorrere a una successiva rasatura di livellamento, previa stesura di primer aggrappante.

Prodotti Menzionati

Di seguito alcuni prodotti menzionati nell'articolo:

Prodotto Caratteristiche Produttore
Topcem Pronto Malta pronta all’uso ad alta conducibilità termica, ideale per massetti riscaldanti, a presa normale con ritiro controllato, per un veloce asciugamento (4 giorni). Mapei
FASSAFLOOR Therm Massetto cementizio ad alta conducibilità termica, studiato per ottimizzare le prestazioni dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento a pavimento senza bisogno di ulteriori additivi. Fassa Bortolo
Planogel Rheo Autolivellante per massetto certificato a base di materie prime a basso impatto ambientale non irritanti, combina reologia e viscosità variabili. Kerakoll
QuotaZero Massetto terra umida per strati di finitura e pendenze a basso spessore (da 3 a 60 mm), adatto sia a esterni sia a interni. Laterlite

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