Materiali e Caratteristiche dei Costumi da Bagno: Una Guida Completa

Il costume da bagno è un indumento essenziale per le attività al mare o in piscina, e per prendere il sole in luoghi pubblici. I tessuti utilizzati per la loro confezione sono generalmente le fibre di Elastan (lycra, ecc.) e tutti i tessuti elasticizzati e leggeri che aderiscono bene al corpo e favoriscono una nuotata confortevole.

Tipologie di Costumi da Bagno

Esistono diverse tipologie di costumi da bagno, ognuna con le sue peculiarità:

  • Bikini o due pezzi: Composto da reggiseno e mutandina. Il reggiseno può essere a fascia, a triangolo, a corsetto, drappeggiato, ecc. La mutandina può essere a coda di rondine, a tanga, a calzoncino, ecc.
  • Monopezzo intero: Modello ricavato dalla struttura base del corpino e delle mutandina in un solo pezzo. Può essere con o senza spalline, con scollatura quadrata, rotonda, a punta, ecc., con aperture geometriche sui fianchi centrali, ecc., con sgambatura più o meno alta.
  • Topless: Modello femminile costituito dal solo slip senza la parte superiore, lasciando scoperto il seno.
  • Trikini: Costume intero, ma con la parte centrale (quella che copre l'addome) così ridotta e sottile da essere quasi inesistente.
  • Tankini: Non è un costume intero, non è un bikini, ma unisce in un solo pezzo i pregi di entrambi. È formato da un pezzo superiore che copre parzialmente l'addome, lasciando di solito scoperte le parti più sensuali come l'ombelico, e un pezzo inferiore che può essere uno slip o un tanga.

Storia del Costume da Bagno

Nell'antichità, il costume da bagno fu concepito come un abito, "il vestito per entrare in acqua". Rispettoso per molti secoli di “leggi morali e suntuarie”, era costituito da materiali inadatti e poco pratici. Il costume da bagno si diffonde in Europa a partire dalla metà dell'Ottocento di pari passo con l'abitudine di fare bagni, sia al mare che ai laghi.

I primi costumi sono in maglia di cotone o in lana, materiali ritenuti più adatti ad assorbire l'umidità. In questi primi anni i costumi erano concepiti come abbigliamento da spiaggia, più che per il nuoto.

Il nuoto come attività sportiva compare nella prima Olimpiade moderna (aprile 1896) con eventi riservati esclusivamente ad atleti maschi. Per le gare di nuoto che comprendessero anche eventi femminili bisognerà aspettare i Giochi della V Olimpiade, che si svolse nel luglio 1912 a Stoccolma.

A Milano, nel 1842, apre i battenti la prima piscina pubblica, il Bagno di Diana. Ma soltanto nel 1886 viene riconosciuto il diritto di tuffarsi anche alle donne, quindi un paio d'ore al giorno la grande vasca è riservata esclusivamente a loro. Negli anni intorno alla grande guerra questo sport si diffonde e compaiono sulle spiagge e nelle piscine le nuotatrici in costume da bagno.

Nel 1870 le donne per poter fare un bagno in pubblico indossavano diversi strati di gonne, lunghe fino ai piedi, completamente vestite e con i capelli raccolti in una cuffia. Durante la fine dell'Ottocento l'orlo delle gonne si alzò, ma le caviglie rimasero coperte ancora per molto tempo da speciali stivaletti di cuoio forato. Nei primi del Novecento i costumi sono molto castigati, ma non c'è paragone rispetto alle origini: infatti si cominciano a scoprire le braccia, è consentita una scollatura un po' più ampia e i polpacci iniziano a farsi vedere.

Nel 1910 i costumi da bagno iniziano a diventare un oggetto molto curato e bello, ma comunque visto da pochi. Infatti negli stabilimenti balneari si usava arrivare dalla cabina al bagnasciuga coperti da un accappatoio che copriva tutto. I costumi che presentò in quegli anni la casa Erté si ispirano ai costumi teatrali.

Nel 1915 cominciarono a nascere le prime linee di moda, e le ispirazioni cominciarono a farsi sentire. Nel 1920 nascono anche le prime fabbriche di costumi da bagno in California. Negli anni Venti c'è un'altra importante trasformazione, in quanto i costumi presentati e creati da Poiret diventarono tuniche in maglia, da indossare su pantaloni aderenti fino alla coscia.

Dalla metà degli anni Venti in poi, le donne più audaci iniziarono ad accorciare la lunghezza del pantaloncino e a rendere sempre più ampie le scollature sulla schiena, cominciando a preoccuparsi dell'abbronzatura. Gli anni Trenta rappresentano una vera e propria rivoluzione, che segnano una svolta tanto tecnica quanto stilistica. La messa in commercio del primo tessuto elasticizzato costituì uno stimolo per tutti. Dagli Stati Uniti arrivò anche in Italia il “costume a sirenetta”, ovvero primo esemplare del costume da bagno concepito nella contemporaneità, che lasciava scoperte gambe e braccia, era uno dei primi costumi interi ed era molto scollato.

Nel '32 compaiono i primi antenati del bikini, che erano costituiti da un pantaloncino con sopra un corpetto, tenuti insieme solo da triangoli di tessuto. La prima famosa italiana ad indossare questo capo fu Marta Abba e fu scandalo. Negli anni Quaranta l'abbronzatura diventa sempre più un simbolo di identificazione sociale e allo stesso tempo il cinema comincia a dettare la moda al suo pubblico, così anche i costumi da bagno più gettonati sono quelli che indossano le dive. In “La donna dai due volti” Greta Garbo indossa un due pezzi in maglia nera che resta nella storia: aveva una mutandina alta ed un reggiseno molto simile a quelli intimi, che fu considerato molto audace, reso ancora più sexy dal colore, il nero.

Nel '46, dopo gli esperimenti nucleari nell'atollo Bikini, lo stilista francese Rèard presenta la sua collezione di costumi da bagno tra cui il “Bikini”, un due pezzi molto succinto che lasciava scoperto l'ombelico, chiamato così per il sicuro clamore che avrebbe provocato. Negli anni Cinquanta si comincia ad usare il nylon per i costumi da bagno, l'offerta beachwear si fece variegata, poiché si realizzarono i primi tessuti stampati.

Le più grandi case americane di moda come Cole, Jantzen e Catalina scelgono famose testimonial come Marilyn Monroe e Esther Williams, Bette Davis, Olivia de Havilland e Rita Hayworth. Nel '53 Rèard lancia sul mercato il “Reggiseno Disco Volante” che permetteva di eliminare le bretelline e la guaina Sexyform che sosteneva i glutei, in netto anticipo rispetto alle nostre tendenze. Durante gli anni Sessanta il costume a due pezzi è ormai accettato, anzi nasce ogni anno una tendenza diversa, per forme, accessori e fantasie.

Dalla metà degli anni Sessanta in poi le donne non contente vogliono ancor più pelle nuda. Il monokini di taglia molto ridotta, solo un triangolo davanti e sul dietro una stringa che passa in mezzo alle natiche. È il tanga, uno slip di origine brasiliana. E anche questa volta saranno le attrici le prime a sfoggiarlo: da Laura Antonelli a Ursula Andress in un vero e proprio topless.

Materiali Innovativi e Sostenibili

Oggi, la moda dei costumi da bagno ecologici sta guadagnando terreno. Molti marchi propongono costumi da bagno a basso impatto ambientale fatti con tessuti ecologici, innovativi e altamente performanti. La prima indicazione da seguire per scegliere costumi da bagno ecologici è quella di consultare l’etichetta per scoprire la composizione dei materiali impiegati.

Alcuni esempi includono:

  • Nylon Evo ricavato dai semi di ricino.
  • Poliammide riciclata (nylon) e lycra.
  • Tessuti certificati Oeko-Tex liberi da sostanze tossiche.
  • Yulex Pure, una gomma vegetale e un’alternativa al materiale tossico neoprene.
  • Econyl: un filato speciale ricavato dai rifiuti in nylon - reti da pesca, scarti di produzione tessile e molto altro ancora - che vengono appositamente riciclati, per ottenere una fibra dalle caratteristiche praticamente sovrapponibili al nylon vergine.

Caratteristiche dei Tessuti per Costumi da Bagno

Il tessuto per costumi da bagno appartiene alle fibre sintetiche. Nel processo di filatura vengono mescolati diversi tipi di fibre per rendere il tessuto sufficientemente morbido e flessibile. Spesso viene chiamata lycra o spandex. Il tessuto dei costumi da bagno è molto morbido, traspirante e ad asciugatura rapida. Si adatta perfettamente, è comodo e non limita in alcun modo i movimenti.

Inoltre, è durevole e resistente all'abrasione. Offriamo anche tessuti per costumi da bagno riciclati realizzati con filati provenienti da bottiglie in PET riciclate.

Lycra: Un Materiale Versatile

Il tessuto in Lycra, conosciuto anche come tessuto spandex o elastan, è una delle fibre sintetiche in poliuretano sintetico più utilizzate per elasticizzare i tessuti. Il punto forte della stoffa lycra è proprio dalla sua composizione chimica e dal processo di filatura a secco, che la rende durevole e forte. La stoffa lycra è un tessuto elasticizzato presenta molteplici proprietà e vantaggi: avendo un'elevata percentuale di elastan è comodo da indossare e le forme dell'abito rimangono inalterate. La stoffa di lycra è forte e resistente nel tempo e si può comodamente lavare in lavatrice.

I vestiti in lycra vengono creati per la maggior parte degli sport, come ad esempio il pattinaggio o la danza; generalmente i body da danza o ginnastica artistica vengono abbelliti con swarovski e strass. Il vantaggio degli abiti in lycra è che il tessuto rimane elasticizzato, si asciuga rapidamente, non si creano pallini di usura e non scolorisce.

Costumi da Gara: Performance e Compressione

I costumi da gara sono progettati per caretteristiche performanti, dove il tessuto leggero (possono arrivare ad essere sottili come 1/100 della larghezza di un capello) in poliammide, l’elastan o la lycra, in modo tale da creare superfici il più lisce possibili che scivolano nell’acqua con il minimo dell’attrito. Il costume da gara va indossato stretto! Un costume "comodo" facile da indossare non serve a nulla. Il principale effetto del costume da gara è la compressione delle masse muscolari. Se il costume è largo questo effetto svanisce.

Brand Indipendenti e Fibre Naturali

Dall'Italia alla California, passando per il Portogallo, piccoli brand indipendenti e collezioni appena nate raccontano di spiagge vicine e lontane, di un'estate lenta, di dettagli preziosi e di sostenibilità. Alcuni brand utilizzano cotone organico, canapa, o materiali 100% a base vegetale come EVO® e Yulex®.

Questi tessuti offrono comfort, traspirabilità e un impatto ambientale decisamente inferiore. Spesso sono coltivati senza pesticidi e lavorati in piccole filiere locali, unendo rispetto per la natura, attenzione al benessere personale e stile.

Esempi di brand indipendenti che utilizzano fibre naturali:

  • Isole & Vulcani: Utilizza jersey di cotone organico prodotto in Italia e una piccola percentuale di elastane.
  • Swim Good: Costumi 100% cotone pettinato certificato OEKO-TEX®.
  • Natasha Tonic: Costumi in canapa naturale, biodegradabile e resistente ai raggi UV, con solo il 4% di elastane.
  • Sloactive: Costumi realizzati in Yulex®, una gomma naturale a base vegetale, alternativa sostenibile al neoprene.
  • Arloe: Costumi realizzati con materiali 100% bio-based, utilizzando EVO®, tessuto completamente rinnovabile.

Tabella Comparativa Materiali per Costumi da Bagno

Materiale Caratteristiche Vantaggi Sostenibilità
Lycra Elasticità, resistenza Comfort, aderenza Non sostenibile (sintetico)
Cotone Organico Traspirabilità, morbidezza Comfort, naturale Sostenibile
Canapa Resistenza UV, biodegradabile Durata, ecologico Sostenibile
Yulex® Alternativa al neoprene Comfort, supporto Sostenibile
Econyl® Riciclato da rifiuti in nylon Aderenza, resistenza Sostenibile

Scegliere il costume da bagno giusto significa considerare non solo lo stile e il comfort, ma anche l'impatto ambientale dei materiali utilizzati. Optare per tessuti ecologici e brand sostenibili è un passo importante verso una moda più responsabile.

Siete alla ricerca di nuovi costumi da bagno, per affrontare al meglio l’ormai imminente stagione estiva? Ma nel procedere con gli acquisti, ricordiamoci sempre dell’ambiente, scegliendo sia tessuti naturali e più sostenibili, che aziende virtuose nei confronti della natura.

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