Mi Bagno Troppo: Cause Ormonali e Come Affrontare il Problema
La secchezza vaginale è un disturbo intimo che colpisce una donna su 3 e che può compromettere la salute femminile e la vita sessuale. Spesso il fastidio viene erroneamente trascurato, perché ritenuto un disturbo momentaneo. E' un disagio femminile che comincia ad essere studiato con serietà. Tuttavia, spesso non se ne parla abbastanza. Tutto quello che ruota intorno alla salute intima femminile causa un certo imbarazzo.
Sintomi e Riconoscimento del Problema
La secchezza vaginale è un problema che viene percepito soprattutto durante i rapporti sessuali, che diventano più dolorosi. La mancata o ridotta lubrificazione rende i rapporti sessuali difficoltosi e dolorosi, specie all’inizio della penetrazione. Ma può anche impedire del tutto di avere un approccio con il proprio partner poiché il dolore incide sul desiderio, causando un drastico calo della libido.
Tra i principali sintomi della secchezza vaginale troviamo:
- Fastidio, bruciore e irritazione
- Perdite biancastre, che talvolta emanano cattivo odore
- Dolore o lievi sanguinamenti durante un rapporto sessuale
- Perdita del desiderio sessuale
- Difficoltà a raggiungere l’orgasmo
- Bisogno di andare più spesso in bagno (aumenta la frequenza di minzione)
- Incontinenza
La mancata lubrificazione vaginale, inoltre, può causare l’insorgenza di cistiti e altri tipi di infezioni delle vie urinarie.
Cause Ormonali e Altre Fattori
Durante l’età fertile, le pareti della vagina sono rivestite da uno strato mucoso alto e soffice, ben lubrificato, che favorisce i rapporti sessuali e protegge la vescica e l’uretra dallo sfregamento con il pene. A influenzare lo spessore delle pareti della vagina sono gli estrogeni. Questi ormoni femminili hanno il compito di mantenere il pH locale stabile a valori leggermente acidi, cioè intorno a 4.5, e di stimolare le secrezioni vaginali in modo da avere sempre un buon livello di idratazione nella zona e quindi un’ottima lubrificazione vaginale.
Molte donne sperimentano la secchezza intima quando entrano in menopausa. Altre avvertono i primi sintomi di questo disturbo anche durante la fase precedente (perimenopausa), nel corso della quale si assiste a oscillazioni e irregolarità del ciclo mestruale. Ma la secchezza vaginale può interessare anche donne che hanno appena partorito o che stanno allattando i propri bambini. Tutto queste condizioni hanno un minimo comun denominatore: la carenza di estrogeni, cioè gli ormoni femminili responsabili della fertilità, prodotti dalle ovaie.
La poca lubrificazione vaginale può essere anche un sintomo legato all’assunzione della pillola anticoncezionale, i cui effetti producono importanti cambiamenti ormonali. Anche i fattori psicologici ed emotivi incidono fortemente sul nostro equilibrio psicofisico, portando a forme di somatizzazione di diversa entità. Se per qualsiasi ragione subentra un problema psicologico o emotivo, in tutta risposta il corpo può reagire con sintomi ed effetti che sono la diretta manifestazione del disagio.
Oltre alle cause ormonali, ci sono poi alcune situazioni comuni a tutte le donne, sia in età fertile sia in menopausa, che favoriscono l’aumento della secchezza vaginale:
- Un disagio psicologico: la causa può essere anche psicosessuale. Ovvero, ci sono problemi all’interno della coppia.
- Un’infiammazione vaginale (vaginite) più o meno seria: le infiammazioni possono essere causate da una mucosa poco acida oppure molto assottigliata, e quindi più asciutta, che è più sensibile ai batteri.
- Allattamento: la secchezza vaginale si può verificare anche nel periodo successivo al parto e durante l’allattamento, a causa dei fisiologici scompensi ormonali che avvengono nell’organismo femminile dopo i nove mesi di gravidanza.
- Fumo di sigaretta: un’altra ragione può essere il fumo di sigaretta, nelle forti fumatrici.
- Abitudini sbagliate: a provocare la secchezza vaginale sono anche le abitudini comportamentali e igieniche sbagliate.
Vaginite: Infiammazione Vaginale e pH
Entriamo in un ambito più specifico che ha a che fare con la secchezza vaginale causata da infezioni (es: Candida), da infiammazioni (es: Vaginite) o da malattie autoimmuni. La vaginite è l’infiammazione della vagina. Può manifestarsi con secrezioni bianche o giallastre, talvolta maleodoranti, e può comportare prurito e bruciore.
La vaginite insorge quando il pH vaginale, che normalmente è particolarmente acido (4-4,5) e, dunque, ostile alla proliferazione di microrganismi patogeni, si modifica favorendo lo sviluppo di infezioni. In particolar modo le variazioni del pH si correlano ad abitudini sbagliate, come l’uso di detergenti intimi con pH non fisiologico, spesso maggiore di 7, cambiamento degli assorbenti esterni o interni non sufficientemente frequente, utilizzo di pantaloni sintetici e aderenti o comunque poco traspiranti. Inoltre, il pH vaginale si può modificare anche durante le mestruazioni.
Tipi di Vaginite
- Vaginite batterica: generalmente i batteri “buoni” presenti nella vagina, i bacilli di Doderlein che hanno funzione antibatterica, sono più numerosi dei batteri “cattivi”. Può capitare che, però, i batteri “cattivi” aumentino eccessivamente di numero sconvolgendo l’equilibrio della flora batterica vaginale, e causando la vaginite batterica.
- Vaginite da parassiti: è causata tipicamente da un protozoo chiamato Trichomonas vaginalis. Si tratta di un organismo presente nell’apparato genitale femminile e maschile, che stenta a sopravvivere all’esterno dell’organismo e si moltiplica quando il pH vaginale aumenta.
Sintomi delle Diverse Vaginiti
- Nel caso della vaginite batterica il sintomo principale sono delle perdite (leucorrea) maleodoranti bianco-grigiastre. L’odore può essere simile a quello del pesce e può risultare più forte dopo il ciclo mestruale o in seguito a un rapporto sessuale.
- Nella vaginite da tricomoniasi il sintomo principale è dato da secrezioni che possono andare dal giallognolo al verdastro, e possono essere schiumose.
Diagnosi e Prevenzione
Nel caso in cui si sospetti di soffrire di secchezza vaginale, il miglior consiglio è sempre quello di cerca di superare imbarazzo e vergogna e rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia. Soltanto lo specialista può effettuare una diagnosi dopo averti visitato, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione. Sarà lui o lei a prescriverti la terapia più idonea al trattamento del problema.
È possibile ricorrere a qualche accorgimento per prevenire la secchezza vaginale?
Corretta Igiene Intima
Prima regola per prendersi cura della propria salute intima è una corretta igiene dei genitali. Per praticarla, è sufficiente l’utilizzo di acqua tiepida e un detergente adeguato, a pH 3.5-5.5, che ha attività antibatterica. Evita saponi troppo aggressivi e l’uso frequente di lavande vaginali, che alterano la flora batterica. Al bando anche deodoranti intimi, che scatenano irritazioni.
Indumenti Intimi Adeguati
Fai attenzione agli indumenti che indossi. La biancheria intima in fibre sintetiche può favorire secchezza e scarsa areazione. Meglio prediligere il cotone o il lino e scegliere colori naturali, che non siano stati prodotti con l’aggiunta di prodotti chimici. Questi tessuti consentono una buona traspirazione.
È bene evitare collant, pantaloni troppo stretti e attillati, salvaslip. Purtroppo questi capi di abbigliamento possono causare una sensibilizzazione delle parti intime e quindi provocare secchezza.
Accorgimenti Durante il Ciclo
Talvolta, la secchezza vaginale può essere provocata anche dall’uso frequente di tamponi interni, che trattengono l’umidità. Se ne fai uso, ti consigliamo di alternarli ai classici assorbenti, meglio se ipoallergenici in cotone.
Altre Raccomandazioni
- Evitare le lavande vaginali se non necessarie: la vagina richiede una normale pulizia, alla pari delle altre parti del corpo.
- Preferire la doccia al bagno: risciacquare bene epidermide e mucose dopo l’applicazione dei detergenti, asciugarsi bene per evitare il ristagno di umidità.
Terapie e Rimedi
Esistono diverse terapie per la secchezza vaginale, che dipendono dalla tipologia e dalle cause del disturbo. Per questo, prima di intervenire e utilizzare determinati prodotti e tecniche, è sempre bene consultare il proprio ginecologo.
Sicuramente, un modo per trovare immediato sollievo è applicare un gel lubrificante o una pomata emolliente, che simula le secrezioni vaginali.
Per quel che riguarda i trattamenti per far fronte alla secchezza vaginale è possibile avvalersi di:
- Terapia estrogenica vaginale
- Terapia ormonale sostitutiva (TOS)
- Riabilitazione con radiofrequenza
- Riabilitazione con elettroporazione
Terapia Estrogenica Vaginale
La terapia estrogenica vaginale consente di trattare l’atrofia vaginale attraverso la somministrazione diretta di medicinali a base di ormoni estrogeni, che vengono introdotti nella vagina attraverso compresse, ovuli, creme oppure tramite l’anello vaginale.
Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS)
La terapia ormonale sostitutiva è più conosciuta e diffusa poiché spesso viene prescritta alle donne in menopausa per far fronte alle problematiche legate a questa fase di vita, alleviando diversi disturbi. In sostanza, è un trattamento che prevede l’assunzione di ormoni estrogeni e/o progestinici che vadano a compensare le fisiologiche carenze.
Riabilitazione con Radiofrequenza ed Elettroporazione
La riabilitazione con radiofrequenza e quella con l’elettroporazione sono metodologie nuove. La prima viene effettuata grazie a una sonda che emette delle onde radio, capaci di riscaldare i tessuti in profondità fino a una temperatura di ben 60°. L’aumento della temperatura influisce sul metabolismo dei tessuti, innescando un processo di degradazione del collagene e di successivo rinnovamento delle fibre. L’effetto che si ottiene è una sorta di “ringiovanimento” della vagina.
Durante la visita specialistica ginecologica, la paziente descriverà i sintomi e lo specialista valuterà visivamente e clinicamente la zona irritata.
- Nel caso della vaginite batterica, potrà essere prescritto un trattamento a base di antibiotici da assumere per bocca o da applicare localmente (sotto forma di crema, ovuli o gel).
- La vaginite da funghi viene in genere trattata con farmaci antimicotici.
- Contro la vaginite da tricomoniasi vengono generalmente prescritti antibiotici per via orale, ma esistono anche trattamenti specifici topici.
- La vaginite atrofica può essere trattata efficacemente mediante l’utilizzo di estrogeni (ormoni) in varie forme (compresse, gel, creme, cerotti).
L’utilizzo degli estrogeni deve sempre essere valutato dallo specialista ed evitato in presenza di controindicazioni. Laddove non sia possibile prescrivere terapie ormonali, ci si limiterà all’utilizzo di prodotti emollienti e lubrificanti o rigeneranti (acido jaluronico).
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