Mobile Bagno in Plastica: Vantaggi e Svantaggi
Per dare nuova luce alla tua casa, non sempre è necessario stravolgere tutte le stanze o gli arredi. Quando vuoi ristrutturare o rinnovare con l’arredo bagno moderno, rivolgiti a Instapro. In materia di arredo bagno moderno, le possibilità di scelta sono infinite. Anche la manodopera ha un’incidenza importante, che varia da città a città. L’arredo bagno moderno conferisce al tuo bagno un’atmosfera nuova. Quanto a colori, gusti e stili puoi davvero spaziare molto. C’è solo l’imbarazzo della scelta se devi rinnovare e comprare mobili bagno moderni. Se non hai idee che soddisfino il tuo desiderio di rinnovamento e se hai bisogno di ispirazioni, lasciati aiutare dagli esperti professionisti con cui ti mettiamo in contatto. Anche la scelta di pomelli o di maniglie per l’apertura cassetti può contribuire a dare più o meno stile all’arredo bagno moderno.
Nella scelta dei mobili bagno moderno, infatti, concorrono elementi come la luce, per esempio. Se la stanza è molto buia, è importante avvicinare il mobile bagno su cui è appoggiato il lavabo il più possibile alla sorgente di luce, naturale o artificiale che sia. Inoltre meglio prediligere in questo caso mobili dal colore chiaro che diano la sensazione di luminosità. Nella progettazione del nuovo arredo bagno moderno, bisogna tener conto anche delle persone che utilizzeranno il bagno.
Che cos'è la Plastica?
La plastica è una materia che non esiste in natura. È un materiale artificiale creato dall’uomo a partire dal primi anni del XIX° secolo mescolando materiali organici naturali, come la cellulosa, il carbone, il gas naturale, il sale e naturalmente il petrolio greggio raffinato.
Deriva dal greco “plassein” che significa ”plasmare”, “formare”, “modellare” e allude alla capacità di un materiale di subire deformazioni permanenti e/o di assumere la forma data. L’uomo nel corso dei secoli ha ampiamente impiegato materiali plastici naturali come ad esempio la creta e l’argilla, perché erano facili da modellare per ottenere un’infinità di oggetti che una volta asciutti o cotti diventavano rigidi, fissandone in maniera definitiva la forma.
Il termine plastica è generico e per certi versi sbagliato perché non esiste “la plastica”, ma piuttosto le materie plastiche. Esistono infatti una cinquantina di tipologie di materie plastiche che si differenziano per caratteristiche tecniche, resistenza e finiture e molto probabilmente altre se ne aggiungeranno in futuro. Hanno spesso nomi complicatissimi, quasi impossibili da pronunciare, nomi che di per sé non ci direbbero nulla se non fosse per i loro acronimi o nomi commerciali.
Facciamo qualche esempio:
- Acrilonitrile Butadiene Stirene
- Polietilentereftalato
- Cloruro di Polivinile
- Polimetilmetacrilato
non sono altro che:
- ABS
- PET
- PVC
- PLEXIGLASS
Sigle e nomi piuttosto familiari e di cui sentiamo continuamente parlare, che leggiamo un po’ ovunque, sulle etichette al supermercato, sul fondo di bottiglie e vaschette o sul retro delle scocche (in plastica) di elettrodomestici e dispositivi elettronici.
Come detto, le materie plastiche sono tante, ma si suddividono in sole tre grandi famiglie, in funzione delle loro caratteristiche e di come reagiscono al calore:
Materiali Termoplastici
Se riscaldati rammolliscono acquisendo malleabilità, che ne permette la modellazione attraverso stampi o presse e una volta raffreddati tornano ad acquisire rigidità mantenendo la forma data. Questo processo (riscaldamento, modellazione e raffreddamento) può essere ripetuto diverse volte in funzione della qualità della materia prima utilizzata.
Tra i materiali termoplastici più noti ricordiamo:
- Polietilene (PE)
- Polietilentereftalato (PET)
- Polipropilene (PP)
Materiali Termoindurenti
Se riscaldati e compressi rammolliscono e successivamente induriscono mantenendo la forma data. Questo processo non può essere ripetuto, se riscaldati nuovamente questi materiali tendono a decomporsi e carbonizzarsi.
I due materiali termoindurenti più noti sono:
- Poliuretano (PU)
- Teflon (PTFE)
Elastomeri
Questi materiali plastici possono essere sia termoplastici che termoindurenti e sono caratterizzati da una elevata deformabilità ed elasticità che in molti casi si traduce in un aumento della loro resistenza meccanica.
Sono elastomeri:
- Poliisoprene (ovvero la gomma naturale)
- Policrolopropene (noto con il nome commerciale di Neoprene)
Riciclo della Plastica
Una delle caratteristiche dei prodotti realizzati in materiale plastico è la possibilità di poterli riconvertire in materia prima, generando così un ciclo virtuoso che di fatto non produce rifiuti. Il sistema più diffuso di riciclo del materiale plastico prevede il trasporto dei rifiuti, proveniente dalla raccolta differenziata, all’interno di appositi impianti.
Qui vengono selezionati e controllati per togliere eventuali corpi estranei, lavati per eliminare anche la più piccola impurità e infine suddivisi per tipologie di materia plastica. Il materiale viene quindi triturato e rigenerato sotto forma di granuli, confezionato in sacchi per poi essere redistribuito all’industria per produrre nuovi oggetti, oppure essere rigenerato sotto forma di pellicole sottili in rotoli per il confezionamento del cibo.
Le materie plastiche rigenerate si possono suddividere in:
- MATERIA PRIMA SECONDARIA (MPS): Quando si mescolano materie plastiche dello stesso tipo. In questo caso le caratteristiche tecniche e chimiche del riciclato sono molto simili alla materia prima originale (vergine). Le Materie Plastiche Secondarie trovano vasto impiego nella realizzazione di manufatti per l’edilizia (tubi, interruttori, canalinine), nell’arredamento (componenti per sedie e mobili), nell’automotive (vari componenti stampati), nell’agricoltura (tubi per l’irrigazione e vasi) e negli imballaggi (cassette e flaconi per detersivi, pallet).
- PLASTICA RICICLATA ETEROGENEA: Quando si mescolano differenti tipologie di materie plastiche. In questo caso il materiale ha caratteristiche diverse rispetto ad una materia prima vergine e per questo viene impiegato nella produzione di panchine, parchi giochi, recinzioni, arredi urbani e cartellonistica stradale, contesti nei quali non sono richieste specifiche caratteristiche tecniche ed estetiche (colori e texture).
Questo processo é unico nel suo genere, perchè nessun’altra materia prima, anche di origine naturale, può essere riciclata così facilmente in termini di energia consumata e conseguente impatto ambientale.
La plastica fonde a circa 150°C, il vetro a 1.500°C, il che significa che solo in questa fase del processo di riciclo, il vetro necessita di un consumo energetico 10 volte maggiore rispetto alle materie plastiche.
Va ricordato a tal proposito che l’industria utilizza prevalentemente combustibili fossili per produrre calore, immettendo in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica (CO2), responsabile dei cambiamenti climatici, e di particolato PM10, le famigerate polveri sottili altamente dannose per la salute umana.
Secondo i dati forniti da COREPLA (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) attualmente in Italia la situazione è questa:
- 43,5% - plastica riciclata e trasformata in nuovi oggetti
- 40,0% - plastica che finisce nei termovalorizzatori per la produzione di energia
- 16,5% - plastica che va in discarica, viene bruciata all’aperto o finisce nell’ambiente
Secondo un recente rapporto dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel mondo la situazione è questa:
- 15% - plastica riciclata e trasformata in nuovi oggetti
- 25% - plastica che finisce nei termovalorizzatori per la produzione di energia
- 60% - plastica che va in discarica, viene bruciata all’aperto o finisce nell’ambiente
La Storia della Plastica
È difficile raccontare la storia della “plastica” perché, seppur considerata da sempre sinonimo di modernità, parte da molto più lontano di quanto ci si possa immaginare. Le plastiche si sono evolute nel corso degli anni diversificandosi e diventando presto una famiglia molto numerosa. Ci sono però delle materie plastiche che, per caratteristiche tecniche e qualità intrinseche, si sono imposte sulle altre e su queste vale la pena soffermarsi, iniziando da quella che viene considerata come il primo materiale plastico semisintetico mai prodotto dall'uomo.
La "plastica sapiens" - In principio fu la XYLONITE
Nel 1856 Sir Alexander PARKES, un inventore e chimico inglese, crea e brevetta il primo materiale plastico semisintetico, una sostanza ottenuta lavorando a pressione il nitrato di cellulosa a cui dà il suo nome, la Parkesine, che però successivamente diventa nota come Xylonite. In occasione della Grande Esposizione di Londra del 1862, expo internazionale nel quale vengono presentati al pubblico tutti i ritrovati dell’industria e della tecnologia, Parkes espone una serie di minuscoli oggetti realizzati con questo innovativo materiale. Negli anni seguenti sarà utilizzato per la produzione di manici e scatole e di manufatti flessibili come i polsini e i colletti delle camice.
CELLULOIDE, l’amica degli elefanti
Nel 1863 un’azienda di New York offrì un premio di 10 mila dollari (quasi 190 mila dollari attuali) a chi avesse inventato un materiale economico che potesse sostituire l’avorio, materiale molto usato con cui venivano prodotte, fra le altre cose, anche le palle da biliardo, gioco che in quel periodo era diventato di gran moda. L’inventore statunitense John Wesley HYAT si mise al lavoro iniziando una serie di esperimenti con il nuovo materiale inventato pochi anni prima da Parkes e nel 1869 brevettò un nuovo materiale artificiale composto da canfora (una cera naturale), da azoto e cellulosa. Era nata la Celluloide. Negli anni che seguirono il materiale fu perfezionato numerose volte, risolvendo il problema della sua eccessiva infiammabilità, che lo rendeva inadatto ad essere lavorato con tecniche di stampaggio ad alta temperatura. La vera svolta arrivò nel 1889 quando la KODAK utilizzò la celluloide per produrre le pellicole fotografiche e cinematografiche.
BACHELITE, la madre di tutte le plastiche
Nel 1905 il chimico statunitense di origine belga Leo BAEKELAND, mentre cerca di creare un surrogato della gommalacca (una resina naturale), mescola il fenolo, un derivato del benzene, con la formaldeide ottenendo una materia plastica di colore scuro. Brevettato nel 1910 con il nome di Bachelite il nuovo materiale ha un successo travolgente grazie a caratteristiche tecniche nettamente superiori alla celluloide. La bachelite era leggera e robusta, un ottimo isolante termico ed elettrico, non infiammabile e resistente alle alte temperature e agli agenti chimici e poteva essere colorata e lucidata. Per tutto questo la bachelite è considerata la prima vera plastica moderna, la madre di tutte le plastiche.
PVC, la plastica che suona
Il cloruro di polivinile, noto anche con la sigla PVC, fu scoperto casualmente nel 1835 dal chimico francese Henri Victor REGNAULT, che trovò una massa bianca solida all’interno di una bottiglia di cloruro di vinile dopo essere rimasta esposta alla luce solare. Solo nel 1926 l’inventore americano Waldo SEMON della B.F. Goodrich, azienda statunitense produttrice di pneumatici, riuscì a sviluppare una tecnica che rendeva il PVC più flessibile e quindi più facile da lavorare miscelandolo con degli additivi plastificanti. Il PVC raggiunse presto una grande diffusione trovando molte applicazioni. È anche il “vinile” per antonomasia, quello usato per la produzione dei dischi.
PLEXIGLASS, la plastica trasparente
Nel 1933 il chimico e imprenditore tedesco Otto RÖHM lancia sul mercato un prodotto straordinario il Polimetimetacrilato, derivato dal petrolio, il cui complicatissimo nome è noto solo agli addetti ai lavori, ma é universalmente conosciuto a tutti con uno dei suoi nomi commerciali: il Plexiglass.
Sifoni per Lavabo: Plastica vs Metallo
Il più comune sifone per i lavabi è un elemento idraulico con una tubazione a gomito o, per essere più chiari, a “U”. Questa particolare forma ha il compito di far restare al proprio interno l’acqua pulita, proprio per evitare la risalita di spiacevoli odori dalle condutture. Il sifone ha anche il compito di bloccare piccoli oggetti che possono inavvertitamente cadere nella tubatura, e permette quindi di recuperarli più facilmente.
In commercio si possono trovare molteplici tipologie di sifone per lavabo: a collo d’oca, a bottiglia, con pozzetto di ispezione… Ce ne sono anche alcuni con un’apertura sul fondo, giusto per citare i più diffusi.
Un altro aspetto da valutare in fase di scelta è il materiale con cui è realizzato il sifone per lavabo. Solitamente si trovano componenti idraulici in plastica o in metallo. Quelli in plastica hanno il vantaggio di essere molto economici, con un design molto semplice, e facili da installare. Sarà opportuno però prediligere dei prodotti realizzati con una plastica resistente e qualitativa. I sifoni per lavabo in metallo, solitamente di rame, ottone o bronzo, hanno un costo più elevato e risultano leggermente più complessi da montare. Pertanto potrebbe essere preferibile affidarsi ad un professionista.
La linea di sifoname di STYLETECH ti propone modelli a bottiglia, a U e non solo. Sono realizzati in polipropilene, un materiale resistente, economico e duraturo. Sono studiati per favorire la corretta ispezione e pulizia, sono facili da installare e possono essere regolati in altezza e in lunghezza. Quelli in polipropilene bianco sono l’ideale in ogni contesto.
Materiali per Mobili da Bagno: Pro e Contro
Il bagno è una delle stanze più importanti della casa e i mobili collocati al suo interno, svolgono un ruolo cruciale nell’arredamento e nell’utilità della stanza. I mobili del bagno non solo forniscono spazio di archiviazione, ma possono anche aggiungere un tocco di stile all’ambiente.
Legno
Il legno è uno dei materiali più tradizionali utilizzati per i mobili del bagno. Il legno massiccio, come il rovere o il noce, offre un aspetto naturale e caldo. È resistente all’acqua, purché sia sigillato correttamente. Il legno può essere lavorato in vari modi e offre una grande varietà di stili, colori e finiture. Questo tipo di arredo può aggiungere un tocco di eleganza e naturalezza all’ambiente. Tuttavia, i mobili in legno richiedono manutenzione periodica, come la sigillatura, per prevenire danni da umidità. Il legno massiccio può essere costoso rispetto ad altri materiali, ma dà un aspetto classico e atemporale al bagno. Se vuoi un aspetto più moderno, puoi scegliere mobili in legno pressato o laminato, che offrono un aspetto simile ma sono più economici.
Metallo
L’acciaio inossidabile e l’alluminio sono materiali resistenti all’acqua e durevoli utilizzati per i mobili del bagno moderni. Sono facili da pulire e possono essere realizzati in molte finiture e colori diversi. Il metallo può aggiungere un aspetto moderno e industriale all’ambiente e sono spesso usati in bagni di design. Il metallo è resistente alla ruggine e alla corrosione, il che lo rende ideale per l’ambiente. Tuttavia, i mobili del bagno in questo materiale possono essere rumorosi quando si aprono e si chiudono le porte e i cassetti.
Vetro
I mobili del bagno in vetro offrono un aspetto moderno e lussuoso all’ambiente. Il vetro è resistente all’acqua e facile da pulire. Viene utilizzato spesso per la costruzione di lavandini, mensole e ripiani. Offre un’ampia gamma di finiture e colori e può essere utilizzato per creare una grande varietà di stili, da quelli moderni a quelli più classici. Tuttavia, il vetro può essere fragile e potenzialmente pericoloso se si rompe. L’arredamento di questo materiale richiede anche pulizia regolare, in quanto le impronte digitali e le macchie sono facilmente visibili.
Pietra
I mobili del bagno in pietra offrono un aspetto lussuoso e naturale all’ambiente del bagno. La pietra, come il marmo o il granito, è resistente all’acqua e durevole. Offre anche una varietà di finiture e colori, che possono essere utilizzati per creare una vasta gamma di stili di arredamento. I mobili del bagno in pietra sono resistenti alle macchie e alle abrasioni, ma richiedono una pulizia regolare per mantenere la loro bellezza naturale. Inoltre, la pietra può essere costosa e richiede competenze specializzate per l’installazione e la manutenzione.
Resina
La resina è un materiale sintetico che è resistente all’acqua e durevole, il che lo rende ideale per l’ambiente del bagno. I mobili del bagno in resina sono anche facili da pulire e possono essere utilizzati per creare una vasta gamma di stili di arredamento. Tuttavia, la resina può essere costosa e richiedere competenze specializzate per l’installazione e la manutenzione. Inoltre, la resina può essere meno naturale e lussuosa rispetto ad altri materiali, come la pietra o il legno.
Plastica
La plastica è un materiale economico e versatile utilizzato spesso per i mobili, i quali sono anche resistenti all’acqua e facili da pulire. Tuttavia, la plastica può apparire economico e meno durevole rispetto ad altri materiali. Inoltre, i mobili del bagno in plastica possono diventare scoloriti e danneggiati nel tempo.
Mobile Bagno Sospeso o a Terra?
Sei arrivato alla scelta dell'arredo per il tuo nuovo bagno e decidere il mobile ti sta facendo letteralmente impazzire? Lo so, le tipologie sono tante e il mobile bagno è la parte più d'impatto nella stanza: devi essere convinto della scelta visto che farà parte della famiglia per molti anni!
Se sei in questa pagina è probabile che tu stia scegliendo l'arredamento per il tuo nuovo bagno, ma hai un dubbio: è meglio un mobiletto da bagno sospeso? Oppure un mobile "non sospeso" (o "a terra")? Sicuramente lo vorrai in linea con i tuoi gusti e lo stile del bagno. Ma oltre all'aspetto estetico è necessario tenere conto degli aspetti funzionali in modo da ottimizzare gli spazi e la capienza che in bagno non è mai abbastanza.
Mobile Bagno Sospeso
Grazie alle sue caratteristiche, i mobili bagno sospesi, hanno velocemente conquistato tutti noi: la parola chiave è sicuramente praticità, in quanto essendo fissati direttamente alla parete, lasciano libero il pavimento e ti agevolano nella pulizia. Prendere a cuore la pulizia approfondita e scrupolosa del bagno è garanzia di maggiore igiene di un'ambiente come la stanza da bagno, che rappresenta uno spazio particolarmente intimo e delicato.
Il mobile da bagno sospeso, oltre ad essere un arredo pratico e comodo, si presta a numerose soluzioni e stili diversi. Un mobile di lunghezza 120 cm si presta molto bene ai volumi dei bagni moderni e di recente costruzione. Hai bisogno di molta capienza? Sicuramente è la soluzione che fa per te, infatti grazie ai suoi vani è possibile riporre diversi oggetti come asciugamani o detersivi.
Mobile Bagno Non Sospeso
L'installazione di un mobile a pavimento è sicuramente più semplice e veloce, in quanto non richiede fissaggi a parete. Partendo da un minimo di 80 cm si sale ai 120 cm, 140 cm. Se hai bisogno di molta capienza e hai una stanza da bagno che te lo permette puoi ragionare sui 180 cm: sicuramente non potrai più lamentarti del poco spazio!
Quale Parete per un Mobiletto Bagno Sospeso?
Non tutte le pareti sono adatte per sostenere un mobiletto bagno sospeso, specialmente se prevedi di riempirlo di elementi pesanti come asciugamani, prodotti per l'igiene e altro.
- Pareti portanti: Se la parete su cui intendi installare il mobiletto bagno è in muratura portante (a prescindere che sia in laterizio o cemento armato), sarà perfettamente idonea a supportare il mobile e non dovrai preoccuparti. Quindi se si tratta di una parete perimetrale della casa, in genere, l'installazione è fattibile senza problemi.
- Divisori interni: Generalmente un divisorio interno realizzato in cartongesso o in laterizio leggero (ad esempio il classico "forato da 8 cm.") non è in grado di reggere il peso del mobile bagno. In questi casi occorre far presente all'impresa, in fase di costruzione, che vi è la necessità di inserire dei supporti strutturali (come profili metallici rinforzati o montanti) che permetteranno di sostenere il mobile bagno. Nel caso di ristrutturazione occorre trovare una soluzione di rinforzo della parete che consenta di raggiungere lo stesso scopo.
Installazione di un Mobiletto Bagno Sospeso
L’installazione di un mobile sospeso richiede precisione e l'uso di strumenti e materiali adeguati.
Strumenti necessari:
- Trapano e punte specifiche per il tipo di muro (muro in cemento, mattoni, o cartongesso)
- Livella a bolla
- Cacciavite
- Tasselli e viti di fissaggio (proporzionati al peso del mobile e al tipo di parete)
- Metro e matita per segnare i punti di fissaggio
Fissaggio delle staffe di supporto:
- Misurazione e marcatura: Iniziare prendendo accuratamente le misure per posizionare il mobile alla giusta altezza. Segnare i punti di fissaggio delle staffe utilizzando una livella per garantire che il mobile sia perfettamente dritto.
- Foratura e inserimento dei tasselli: Utilizzare un trapano con una punta adeguata per forare la parete nei punti segnati. Successivamente, inserire i tasselli adatti al materiale della parete (per una parete in muratura si usano tasselli standard, mentre per il cartongesso si richiedono tasselli specifici per carichi pesanti).
- Montaggio delle staffe: Fissare saldamente le staffe di supporto con le viti. Assicurarsi che le staffe siano ben serrate, senza giochi, e perfettamente in bolla, poiché queste rappresentano la base su cui verrà montato il mobile.
Installazione del mobile: Una volta fissate le staffe, il mobile può essere agganciato. Generalmente, i mobili sospesi hanno dei meccanismi a incastro che facilitano l’inserimento sulle staffe precedentemente fissate.
Consigli Aggiuntivi
- Controllo periodico della stabilità
- Protezione dall’umidità
- Evitare sovraccarichi
In definitiva, la scelta del materiale per i mobili del bagno dipende dalle esigenze di stile, budget e funzionalità dell’utente. Ognuno di questi materiali offre vantaggi e svantaggi, quindi è importante considerare attentamente le esigenze dell’utente prima di scegliere il materiale giusto per i propri mobili del bagno. Infine, è importante notare che i mobili del bagno non solo devono essere belli, ma devono anche essere funzionali e duraturi.
Tabella riassuntiva dei materiali più comuni:
| Materiale | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Legno massello | Aspetto naturale e caldo, resistente all'acqua (se sigillato) | Richiede manutenzione periodica, costoso |
| Metallo (acciaio inossidabile, alluminio) | Resistente all'acqua e durevole, facile da pulire | Può essere rumoroso |
| Vetro | Aspetto moderno e lussuoso, facile da pulire | Fragile, richiede pulizia regolare |
| Pietra (marmo, granito) | Aspetto lussuoso e naturale, resistente all'acqua e durevole | Costoso, richiede competenze specializzate per l'installazione e la manutenzione |
| Resina | Resistente all'acqua e durevole, facile da pulire | Meno naturale e lussuosa rispetto ad altri materiali |
| Plastica | Economico e versatile, resistente all'acqua e facile da pulire | Aspetto meno durevole, può scolorirsi |
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