Molla Idraulica: Funzionamento e Installazione

La molla a gas è concepita e costruita per alleggerire o controbilanciare un peso diversamente oneroso per l’utente o per la struttura in cui viene inserita. Rispetto alle tradizionali molle meccaniche (siano esse elicoidali, a tazza, in gomma), le molle a gas hanno una curva di forza quasi piatta anche per corse molto lunghe.

Componenti e Funzionamento

La molla a gas, nella versione più semplice, è composta da un corpo cilindrico (C) e da un’asta in acciaio rettificata (S) denominata stelo, alla cui estremità è ancorato un pistone (P), che compie cicli di compressione ed estensione dal corpo (C) attraverso una guida a tenuta. Il corpo contiene gas azoto in pressione (indicato dalle frecce) e olio (O). Il gas comprimendosi per l’entrata dello stelo restituisce una spinta comportandosi come una molla. Poiché la variazione avviene a volume costante, l’espansione o la contrazione fa aumentare o diminuire la pressione interna.

Negli smorzatori idraulici si sfrutta l’effetto frenante dell’olio per rallentare, ad esempio, un’anta in caduta. Altre componenti interagiscono con questo dato di base e si rilevano soprattutto nella fase “dinamica” della molla. Ci riferiamo in particolare agli attriti prodotti dalle guarnizioni di tenuta e dalle guide di supporto stelo.

Forze in Gioco

Nel grafico è espressa la forza in chiusura F3 e la forza in apertura F1. Si noti come F3 e F1 siano rispettivamente maggiore e minore alla linea media che identifica la forza di spinta statica FM. Questa differenza è l’attrito che viene indicato con FR.

Applicazioni Comuni

Le molle a gas trovano impiego in diversi contesti, tra cui:

  • Applicazioni a molla orizzontale.
  • Applicazioni in cui la molla si ribalta per effetto dei punti di fissaggio.
  • Apertura baule automobili.

In alcune applicazioni (per es. apertura baule automobili) il movimento di apertura della molla a gas potrebbe far ruotare la molla sotto sopra tra la posizione di tutto aperto e tutto chiuso. Anche in queste applicazioni si deve considerare di posizionare la molla a gas con lo stelo rivolto verso il basso quando è nella posizione di tutto chiuso con lo stelo compresso nel cilindro.

In questo esempio (tipica applicazione su portelloni posteriori automobili) la figura mostra la molla con lo stelo rivolto verso l’alto.

In questo esempio (tipica applicazione della molla a gas per il sollevamento di ante e sportelli) si consiglia di fissare il punto S arretrandolo di 30/40 mm. In questo caso il risultato F1 è da intendersi come F2 (forza in tutto chiuso). Pertanto il risultato ottenuto va diviso per il fattore di incremento di spinta.

Installazione e Manutenzione

La molla a gas deve essere applicata allineando l’attacco superiore ed inferiore per non porre sotto stress la guarnizione. La superficie dello stelo è importante per la tenuta della pressione del gas, per tale motivo non deve essere intaccato da corpi contundenti od abrasivi o da eventuali sostanze chimiche corrosive.

Consigli per l'Installazione

Applicazioni nelle quali la molla venga applicata con lo stelo più in alto rispetto al corpo sono sconsigliate.

Durata e Lubrificazione

La lunga durata è funzione di una corretta lubrificazione delle guarnizioni di tenuta. Nel caso in cui la molla a gas rimanga inutilizzata per molto tempo possono verificarsi fenomeni di incollaggio dei particolari.

Condizioni Operative

La temperatura di esercizio è -30° +80° C.

Smaltimento

Prendere la molla a gas da rottamare ed assicurarsi che lo stelo sia tutto fuori quindi, dopo averla fissata in modo sicuro su una morsa di un trapano, procedere a forare il cilindro facendo uso di una punta di diametro compreso tra 1 e 2 mm. Il cilindro va forato ad una distanza di circa 5 mm. Procedere nella foratura lentamente al fine di evacuare i trucioli e, non appena la parete del cilindro viene forata, il gas contenuto nel cilindro uscirà velocemente.

Molla Sturalavandini: un'alternativa idraulica

Le molle sturalavandini sono dei dispositivi che racchiudono una molla all’interno di una capsula filettata. Gli idraulici le utilizzano al fine di risparmiare tempo e lavoro, in quanto garantiscono una tensione positiva e controllata quando vengono impiegate per favorire il deflusso dell’acqua dal tubo di scarico. Inoltre, forniscono una forza sufficiente anche nel caso in cui bisogna recuperare qualche oggetto caduto accidentalmente nel tubo. Questo attrezzo è abbastanza semplice da utilizzare e, grazie ad esso, è possibile anche evitare dei costosi interventi idraulici.

La molla sturalavandini è generalmente in fibra metallica. Ha una pratica manovella con la quale si manovra l’oggetto. La parte che andrà inserita nello scarico è composta da due tubature intrecciate. Queste riescono a penetrare in profondità nei tubi grazie alla loro flessibilità. Solitamente, si utilizza la molla sturalavandini per liberare gli scarichi di piccola dimensione. Sfruttala se altri metodi non hanno sortito effetto, come ventose o acidi disgorganti.

Come utilizzare la molla sturalavandini:

  1. Per prima cosa, fai scorrere l’acqua nel lavandino.
  2. Elimina con le mani i residui più in vista nello scarico.
  3. A questo punto, inserisci delicatamente nello scarico la punta dell’attrezzo. Tienila parallela alla tubatura.
  4. Gira la manovella, in modo da far penetrare in profondità i due tubi incrociati.
  5. Ora la molla avrà catturato la maggior parte dell’ostruzione. Gira in senso contrario la manovella.
  6. Ritrai con delicatezza l’attrezzo.
  7. Elimina i residui e ripeti l’operazione, se necessario.

Perché lo scarico sia perfettamente libero, effettua una pulizia straordinaria. Prendi dell’aceto bianco e preparane un misurino. Travasa il liquido in una bacinella, aggiungendo due dita di acqua. Immergi poi uno straccio pulito. Arrotola il panno su se stesso, fino a formare un cono molto stretto. Inserisci lo straccio nello scarico. Lascia agire per tutta la notte, senza utilizzare il lavandino.

tag: #Idraulica

Leggi anche: