Morte nella Vasca da Bagno: Statistiche, Cause e Prevenzione

Ogni anno, circa 400 persone in Italia perdono la vita per annegamento. Di queste, circa 40 (il 10%) sono minori.

L'annegamento è considerato un drammatico problema di salute pubblica per i numeri e per i costi umani, sociali ed economici. Nell'ultimo decennio si sono verificati 2,5 milioni di decessi. Sono cifre intollerabili perché tali morti sono del tutto prevenibili.

Statistiche sull'Annegamento

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) in Italia annegano circa 400 persone all'anno. Il 68% degli incidenti in acqua ha esito mortale o comunque grave, con ricovero in prognosi riservata o in terapia intensiva. Nel periodo 2015-2019 si sono verificati in Italia oltre 2000 incidenti in acqua, 1209 sono stati fatali.

In Italia i tassi di mortalità più elevata si registrano nelle persone di età superiore ai 70 anni, seguite da coloro che hanno 15-29 anni e 50-69 anni.

A livello globale i tassi di annegamento più elevati riguardano i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni e tra 5 e 9 anni. Un bambino di 3-4 anni è in difficoltà anche in pochi centimetri d'acqua. Per annegare sono sufficienti 3-6 minuti.

Dal 1969 al 1998 sono morte per annegamento quasi 25 mila persone, l'81,9% maschi. Soltanto il 10% di questi annegamenti è causato da incidenti di mezzi di trasporto in acqua.

Il rapporto di mortalità maschi/femmine è leggermente superiore rispetto ad altri Paesi, 4:1 rispetto a 1:3, probabilmente perché i soggetti maschi sono in genere più a contatto con l'ambiente acquatico per attività occupazionali e ricreative.

Secondo un'indagine condotta dall'ISS, in un Paese di mare come l'Italia soltanto il 30% delle persone tra i 5 e i 18 anni sa nuotare in modo sufficiente. Il 30% sa stare a galla e il 10% sa nuotare solo in piscina.

Cause dell'Annegamento

Come evidenziato dai casi sopracitati, le cause possono essere ambientali: una tempesta, correnti forti ed insidiose, acqua fredda che provoca congestione. Oppure soggettive, per patologia e malessere. L'alcol, infatti, diminuisce la valutazione del pericolo e la capacità di affrontare la difficoltà. Si annega anche perché si nuota male.

Prevenzione dell'Annegamento

La prevenzione rappresenta la prima regola a cui attenersi per ridurre drasticamente il rischio di annegamento di bambini e ragazzi evitando così possibili tragiche conseguenze.

  • Bisogna quindi fare in modo di eliminare gli accessi in acqua non controllati attraverso il corretto utilizzo di barriere fisiche.
  • Vanno tenute chiuse le porte e i cancelli che portano direttamente al mare o in piscina. Laddove non siano presenti, vanno installate le barriere che impediscano l’accesso ai bambini non accompagnati.
  • Bisogna sempre coprire la piscina con l’apposito telo nei periodi dell’anno in cui non viene utilizzata.
  • Importante poi è l’uso di braccioli e ciambelle che aiutino i bambini a restare a galla.
  • Ancora più importante è far prendere familiarità con l’acqua ai bambini fin dai 6 mesi di vita di modo che possano iniziare corsi di nuoto già a partire dai 2-3 anni.

“La forma di prevenzione più efficace quando si parla di bambini resta comunque la sorveglianza - spiega il dottor Sebastian Cristaldi, responsabile del DEA II livello del Bambino Gesù - Sorveglianza però non vuol dire solo non perdere mai d’occhio i bambini quando sono vicini o dentro l’acqua, vuol dire anche stargli vicini in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di imprevisti. Nei primi 3 anni di vita un bambino può trovarsi in difficoltà anche in pochi cm d’acqua, come quelli di una vasca da bagno o di una piccola piscina gonfiabile. Almeno fino a 5-6 anni di vita, al mare o in piscina, deve esserci sempre la presenza del genitore in acqua."

Un altro elemento molto importante è il rispetto delle regole. Gli adulti devono dare il buon esempio. “Non si può fare il bagno ovunque ci sia l’acqua: fiume, lago, mare - continua il dottor Cristaldi - Ci sono delle regole indicate da apposite segnaletiche che vietano la balneazione in determinati posti. Queste limitazioni sono state fatte per una questione di sicurezza. E vanno rispettate. Anche dagli adulti e soprattutto in presenza di bambini che imparano spesso per processi di imitazione.

Il fatto che un bambino viva in una casa o un condominio con piscina o cresca vicino al mare vuol dire che avrà una maggiore familiarità con l’elemento acquatico, ma non vuol dire che ne conosca bene i rischi. Il rispetto della segnaletica è fondamentale per ridurre i rischi di annegamento.

Cosa Fare in Caso di Annegamento

Quando nonostante gli accorgimenti e le attenzioni si verifica un episodio di annegamento, è fondamentale intervenire con prontezza, lanciando in acqua qualsiasi oggetto galleggiante a cui il bambino possa aggrapparsi. Una volta che si è riusciti a portare il bambino a riva, se le condizioni generali sono buone può essere messo in posizione seduta e invitato a tossire.

tag: #Bagno #Vasca

Leggi anche: