Carta Igienica: Composizione, Smaltimento e Riciclo
La carta igienica è un prodotto di uso quotidiano, ma la sua composizione e il suo smaltimento richiedono attenzione per ridurre l'impatto ambientale. Analizziamo i diversi aspetti di questo prodotto, dal materiale di cui è composto al corretto smaltimento e alle opzioni di riciclo.
Composizione della Carta Igienica
Oggi, l’ingrediente principale della carta è la cellulosa, che deriva dagli alberi. Nel corso dei secoli, la pasta di legno si è affermata come materia prima migliore per la produzione della carta.
Le balle vengono immerse in vasche piene d’acqua e, tramite il movimento di pale rotanti, le fibre della cellulosa vengono separate e riprocessate, oltre che disinchiostrate. L’acqua necessaria in questa fase è inferiore di circa 250 volte rispetto a quella per la produzione di carta vergine.
L’impasto subisce quindi un processo di raffinazione e dà vita a nuove bobine di carta riciclata tutte di grandi dimensioni, ma di diverso formato e spessore a seconda del prodotto cellulosico che ne rinascerà. Molte di queste sono definite bobine “giornale” perché sono specificamente destinate alla produzione dei quotidiani.
L’industria cartaria suddivide ed essicca il materiale a seconda delle sue esigenze e lo trasforma in nuovi prodotti. Un esempio? La carta, è ottenuta soprattutto dalla lavorazione della cellulosa presente in alberi e piante.
Smaltimento Corretto della Carta Igienica
Tutti i rifiuti non elencati sino a questo punto rientrano nella categoria denominata “secco residuo”. Questa frazione, è quella che rimane dopo una corretta differenziazione degli altri elementi. Questa categoria non comprende quindi materiali recuperabili, compostabili o rifiuti speciali e pericolosi.
Questi rifiuti non riciclabili, hanno un altra metodologia di smaltimento. il loro smaltimento è affidato ai termovalorizzatori, impianti dove i rifiuti vengono bruciati producendo così calore e quindi energia elettrica. Ancora oggi in Sardegna, per questa tipologia di rifiuti è previsto lo smaltimento in discarica, in quanto non ci sono moderni impianti per la termovalorizzazione.
Dove smaltire il rotolo di cartone?
Dove si butta il rotolo della carta igienica? La risposta si ricava analizzando la composizione del classico cilindro interno adibito a supportare il rotolo di carta igienica vero e proprio.
Le scatole di cartone, cioè di materiale cartaceo, si possono smaltire nella carta. Questa viene riciclata e utilizzata per la produzione di nuovi prodotti, come carta assorbente, carta igienica e molti altri.
Alcuni preferiscono gettarlo integro nel bidone, altri lo tagliano a metà e poi lo schiacciano per bene, altri ancora decidono di sminuzzarlo in piccoli pezzetti prima di destinarlo all’immondizia.
In tanti, però, preferiscono non gettare via questo piccolo cilindro cavo e riciclarlo in vari modi. Come? Ad esempio, utilizzandolo per realizzare dei simpatici giocattoli ecosostenibili oppure sfruttandone la struttura per ottenere oggetti utili in casa.
Come fare la raccolta differenziata di carta e cartone
Sono ancora molti gli errori commessi quando si differenziano carta e cartone: piccole mancanze e abitudini che è semplice modificare e correggere, garantendo così un incremento della qualità della raccolta.
È importante sapere che dal 2023 abbiamo un aiuto in più: su ogni imballaggio troviamo l’etichettatura ambientale, ovvero le istruzioni per il corretto avvio a riciclo.
Quindi, come e cosa mettere nel contenitore per l’avvio a riciclo di carta e cartone? Innanzi tutto, ricordati di rimuovere tutto ciò che ne può compromettere la qualità del riciclo. Ad esempio, il nastro adesivo dagli scatoloni e i pezzi di cibo dagli imballaggi ad uso alimentare. Separa le riviste dalla plastica in cui sono avvolte. Appiattisci scatole e scatoloni, in modo che occupino meno spazio.Segui sempre le istruzioni del tuo Comune o del gestore incaricato.
Non lasciare niente fuori dai contenitori della raccolta differenziata di carta e cartone e conferisci:
- Imballaggi in cartone ondulato, appiattiti
- Scatole in cartoncino e cartone per e-commerce, appiattite
- Scatole in carta e cartoncino per alimenti (es.: pasta, riso, biscotti)
- Scatole a base cellulosica di prodotti per l’igiene personale e della casa
- Scatole per scarpe e capi d’abbigliamento
- Sacchetti in carta (es. pane, ortofrutta, spesa)
- Cartoni della pizza, contenitori e vaschette per cibo svuotati, non intrisi, senza pezzi di cibo
- Bicchieri di carta
- Carta per alimenti
- Tovaglioli, tovagliette e asciugamani di carta
- Tubi in cartoncino della carta igienica e altri rotoli
- Quaderni, album da disegno, agende e calendari
- Giornali, riviste, fumetti, fotocopie
- Biglietti e schedine (es. dei mezzi pubblici, gratta e vinci)
- Libri (prima però pensa se può ancora essere utile per qualcuno)
Biodegradabilità e Compostabilità
Lo sapevi che carta e cartone sono biodegradabili? Con l’evoluzione della coscienza ambientalista delle persone, per fortuna, si parla sempre di più di riciclo, riuso e recupero dei materiali che utilizziamo.
Ma quali sono i tempi della carta e del cartone? Quale il loro impatto sulla natura? Tra gli elementi che hanno una decomposizione più veloce ci sono frutta e verdura. Gli scarti di frutta e carota, per esempio, possono decomporsi in due settimane. E per il resto dei vegetali, in genere, non occorre mai più di un mese. A parte alcune eccezioni.
Tra i materiali, invece, prodotti dall’uomo, “leader” nella ecosostenibilità è certamente la carta. Il suo processo di degradazione può arrivare a 2/3 settimane. Anche qui, però, dipende. Il semplice tovagliolo impiega due settimane. Il giornale invece arriva a 6. Il tempo di decomposizione di una scatola di cartone sono 2 mesi.
I cartoni degli alimenti - succhi di frutta e latte, per esempio - possono arrivare anche a 3 mesi. Più correttamente, nel caso del latte, dovremmo parlare di Tetrapak. Molto dipende dal tipo di lavorazione effettuata e dallo spessore della confezione.
Un elemento biodegradabile non è infatti automaticamente anche compostabile. Si definisce biodegradabile qualsiasi materiale che possa essere scomposto da batteri, luce solare e altri agenti fisici naturali, in composti chimici semplici come acqua, anidride carbonica e metano. Un processo che coinvolge una moltitudine di materiali ma che può prevedere per ogni elemento un suo tempo, anche lungo, di degradazione. La normativa europea stabilisce però dei paletti. Per essere definito biodegradabile un prodotto deve decomporsi del 90% entro 6 mesi.
Si definisce invece compostabile (trasformabile in compost, un concime naturale) quel materiale che non solo è biodegradabile ma anche disintegrabile e il cui processo di decomposizione avviene in meno di 3 mesi.
Non tutti i tipi di carta sono compostabili. Infatti impiegano da 1 a 12 mesi per disintegrarsi, a seconda della composizione.
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