Diarrea Dopo i Pasti: Cause e Soluzioni

Avere la diarrea significa emettere in abbondanza feci molto morbide o acquose più volte al giorno e comunque con maggiore frequenza rispetto alla norma.

Definizione e Tipi di Diarrea

Per definizione, la "diarrea" è un comune disturbo della defecazione che consiste nella rapida emissione di abbondante materiale fecale, dalla consistenza liquida o semisolida. Quando si parla di diarrea si fa riferimento ad un’evacuazione anomala di feci, che si presentano in volume maggiore, più fluide e con una frequenza maggiore.

  • Diarrea acuta: Se persiste ogni giorno ma per meno di 2 settimane. La diarrea acuta spesso si risolve nell’arco di alcuni giorni, senza bisogno di una terapia specifica o particolari cure.
  • Diarrea ricorrente: Se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico.
  • Diarrea cronica: Se è persistente ogni giorno per anche un mese o più. In un soggetto sano, la diarrea cronica può costituire un fastidio, un'abitudine o, nella peggiore delle ipotesi, diventare un serio problema di salute.
  • Diarrea del Viaggiatore: La causa principale è l’ingestione di acqua o cibo contaminati (prevalentemente da batteri) durante viaggi in Paesi a rischio.

Spesso si usano diarrea e dissenteria come sinonimi, ma in realtà indicano due situazioni diverse. La differenza fra diarrea e dissenteria è che la dissenteria è la forma più grave della diarrea perché oltre all’emissione di feci liquide vede anche emissione di sangue, muco o pus.

Cause della Diarrea

Le cause della diarrea possono essere molteplici. La causa più comune di diarrea, sia negli adulti sia nei bambini, è la gastroenterite, ovvero un’infezione intestinale e dello stomaco che può essere determinata da un ampio spettro di agenti infettivi (virus, batteri e parassiti). Solitamente questa condizione dura pochi giorni e si presenta insieme a crampi e dolori addominali; talvolta, però, possono presentarsi anche febbre e vomito.

Talvolta alcune patologie possono provocare un aumento della cosiddetta peristalsi, le normali contrazioni del tubo intestinale che servono a spingere il cibo verso la parte di intestino chiamata cieco. Questo perché la produzione delle feci avviene nell’intestino, che nel complesso è lungo oltre 400 metri quadrati, e ha il compito di assorbire tutte le sostanze utili che non sono ancora state assorbite dalla bocca allo stomaco.

Ecco alcune delle cause principali:

  • Infezioni e contaminazione del cibo: Come per la gastroenterite, gli agenti patogeni come virus, batteri e parassiti, se arrivano a contaminare alimenti e bevande, possono causare infezioni che provocano la diarrea.
  • Farmaci: Uno degli effetti più comuni dei medicinali è proprio la diarrea.
  • Alimenti che disturbano il sistema digestivo: Alcune persone hanno difficoltà a digerire determinati alimenti e, una delle conseguenze di questa difficoltà digestiva, è la diarrea.
  • Malattie che colpiscono l’intestino: Esistono numerose condizioni che provocano irritazione e infiammazione dell’intestino e che, di conseguenza, possono provocare diarrea. Altre condizioni che possono accentuare o inibire il riflesso gastrocolico sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn.
  • Intolleranze alimentari (es. intolleranza a latte e lattosio)
  • Malattie autoimmuni e compromissione del sistema immunitario
  • Malattie del pancreas
  • Malattie ereditarie

È importante saper distinguere le cause comuni da quelle più gravi che meritano l’opinione di un medico.

Diarrea da aumento del carico osmotico

In questo caso si crea diarrea perché rimangono nell’intestino delle sostanze (soluti) che assorbono acqua. Sostanze “osmoticamente attive” significa che assorbono acqua. Questo avviene in presenza di intolleranza verso alcuni zuccheri, come il lattosio per esempio.

Diarrea secretoria

La diarrea secretoria è causata da una variazione dell’assorbimento dei liquidi nell’intestino e solitamente si risolve da sola in pochi giorni. Le infezioni come la gastroenterite dovuta a virus (norovirus e rotavirus), batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, o parassiti, sono la causa più comune di diarrea secretoria.

Diarrea da transito intestinale accelerato

L’infiammazione del tratto intestinale, per esempio delle mucose, che riduce il tempo di contatto fra materiale fecale e pareti intestinali funzionali. Le cause più comuni di questo disturbo sono le resezioni del piccolo o grande intestino, l’intervento di resezione gastrica e le malattie infiammatorie intestinali (come la colite).

Diarrea cronica paradossa

Esiste un particolare tipo di diarrea cronica, nota ai più come diarrea cronica paradossa, favorita da un fecaloma. Ricordiamo brevemente che il fecaloma - una massa compatta e dura di feci disidratate che alloggia nel retto-sigma od in altre zone del colon superiore - è uno dei maggiori responsabili di stipsi cronica.

Il Riflesso Gastrocolico

L’apparato digerente è generalmente suddiviso in un “tratto superiore” e un “tratto inferiore”. La parte superiore è responsabile della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutrienti e dell’acqua contenute negli alimenti, mentre la parte inferiore è destinata a completare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali. Le diverse sezioni dell’apparato digerente sono come degli ingranaggi: funzionano in modo perfettamente sincronizzato grazie a meccanismi di controllo muscolare, nervoso e ormonale.

Ed è proprio in questo meccanismo sincronizzato che entra in gioco il riflesso gastrocolico, un elemento chiave per il coordinamento di stomaco e intestino. Non è molto noto al grande pubblico, ed è un riflesso involontario. Il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico automatico coinvolto nel controllo della motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto.

Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico ha lo scopo di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto, promuovendo la peristalsi e facilitando la progressione degli alimenti in fase di digestione verso l’intestino tenue e crasso e, quindi, verso l’ano.

Quando le feci si accumulano a livello del retto, la pressione sullo sfintere dell’ano aumenta e il riflesso gastrocolico si completa stimolando la defecazione (che viene, quindi, automaticamente promossa ogni volta che si mangia).

Dal momento che il riflesso gastrocolico è più attivo al mattino e subito dopo i pasti, se si soffre di stitichezza può essere utile sfruttare questo “timing fisiologico” per favorire le evacuazioni.

Fattori che Influenzano il Riflesso Gastrocolico

  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): Queste patologie, generalmente, si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente insorgenza di diarrea cronica o ricorrente.
  • Fattori psicologici: Stress e ansia possono aumentare la produzione di succhi gastrici e la sensibilità di stomaco e intestino alla presenza di cibo al loro interno.
  • Microbiota intestinale: Ogni alterazione significativa della flora batterica (disbiosi) può determinare l’infiammazione della mucosa che riveste la parete intestinale, sollecitando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti con conseguente insorgenza di mal di pancia, gonfiore addominale, flatulenza e diarrea con evacuazioni frequenti.
  • Lassativi stimolanti: L’assunzione, in caso di stipsi, di un lassativo stimolante può sollecitare il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.

Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS), nota anche come sindrome del colon irritabile, è un classico esempio di disturbo legato a un’alterazione del riflesso gastrocolico. Nella sindrome dell'intestino irritabile si ha dolore addominale nei pressi della defecazione, con cambiamenti sia nella frequenza che nella consistenza delle stesse delle feci, o in entrambi.

Cibi FODMAP e Diarrea

I cibi Fodmap sono una categoria di alimenti che contengono carboidrati fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Le persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS - Irritable Bowel Syndrome) o in altre condizioni gastrointestinali critiche, come il morbo di Chron e la colite ulcerosa, spesso reagiscono negativamente ai cibi Fodmap, con sintomi come diarrea improvvisa, ma anche gonfiore, dolore addominale o costipazione. In alcuni casi, una dieta a basso contenuto di FODMAP può aiutare a ridurre questi sintomi.

L'acronimo Fodmap sta per:

  • Fermentable: questi carboidrati sono facilmente fermentati dai batteri presenti nel colon, producendo gas come sottoprodotto, cosa che può causare gonfiore e disturbi intestinali.
  • Oligosaccaridi: questo gruppo include fruttani e galattani. Gli alimenti ricchi di fruttani includono alcuni tipi di grano, cipolle e aglio. I galattani sono presenti nei legumi come i fagioli e le lenticchie.
  • Disaccaridi: carboidrati costituiti dall’unione di due zuccheri semplici o monosaccaridi. Un disaccaride molto comune è il lattosio, il principale zucchero presente nel latte e nei latticini.
  • Monosaccaridi: L'eccesso di fruttosio può causare problemi a coloro che hanno uno scarso assorbimento di fruttosio.
  • Polioli: questo gruppo include zuccheri alcolici come il sorbitolo, il mannitolo, il xilitolo e l'isomalto. Sono spesso utilizzati come dolcificanti artificiali e sono naturalmente presenti in frutta e verdura.

Diagnosi

La diagnosi di questa patologia viene svolta attraverso un esame gastroscopico e l’analisi delle feci, che rivela se questa è stata provocata da parassiti intestinali o da germi patogeni. Se c’è il sospetto clinico che una di queste due patologie sia presente il medico potrebbe sottoporvi a un test di laboratorio: la misura dei livelli di calprotectina fecale. Le concentrazioni di questa proteina aumentano significativamente in presenza di infiammazione intestinale.

Per capire invece se, all’origine di questi disturbi, c’è un problema di celiachia è necessario effettuare una biopsia intestinale e/o ricercare specifici anticorpi nel sangue.

Rimedi e Consigli

Ecco alcune misure che possono aiutare a gestire la diarrea improvvisa che insorge dopo i pasti e migliorare il benessere intestinale. Si tratta di consigli generali, che vanno adattati alla specifica situazione di ognuno di noi.

  • Idratazione: La diarrea può causare perdita di liquidi e di molti elettroliti (sali minerali), quindi è essenziale mantenersi ben idratati. Bere acqua, tisane senza caffeina, brodo leggero o succhi di frutta per reintegrare i fluidi persi.
  • Dieta BRAT: Nei primi giorni dopo l’insorgenza della diarrea, potrebbe essere utile seguire una dieta BRAT, composta da banane, riso, mela e toast. Questi alimenti sono blandi e possono aiutare a rafforzare le feci.
  • Farmaci da banco: Alcuni farmaci da banco possono ridurre la frequenza e la consistenza delle feci.
  • Probiotici e fermenti lattici: Per contribuire a promuovere il benessere intestinale, in associazione a una dieta varia e bilanciata, sarà utile assumere fermenti lattici. I probiotici e i fermenti lattici esercitano un’azione regolatrice della microflora intestinale, contrastando i patogeni, rafforzando la barriera intestinale e agendo sul sistema immunitario.
  • Soluzioni orali reidratanti: In alcuni casi, per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi, può essere utile l’assunzione di soluzioni reidratanti orali.
  • Assumere liquidi a temperatura ambiente

Alimentazione

In tutti i casi di diarrea, compreso il caso della sindrome dell'intestino irritabile, è molto importante l’alimentazione. Non ci sono controindicazioni alimentari: anche con la diarrea si può continuare ad assumere cibi solidi ma soprattutto è bene bere molto. Per capire se si beve abbastanza è sufficiente guardare le urine: devono essere di colore giallo chiarissimo. È bene prediligere alimenti leggeri e facilmente digeribili e ricchi di acqua come brodi, patate bollite, yogurt con fermenti lattici vivi.

Quando è presente la diarrea, infatti, può essere utile privilegiare nella propria dieta alcuni cibi a discapito di altri. Tra i vegetali privilegiare carote, fagiolini, funghi, patate, zucca, asparagi, zucchine e barbabietole, avendo cura di rimuovere semi e bucce e di cuocerli prima di consumarli.

Così come esistono alimenti da preferire, ci sono alcuni cibi che possono rendere le feci liquide e che, di conseguenza, sono da evitare o limitare, soprattutto in presenza di diarrea cronica.

Integrazione di Fibre

Un elemento cruciale è l’assunzione di una quantità adeguata di fibre prebiotiche, almeno 25 grammi al giorno. Se necessario, si possono utilizzare integratori di crusca o fibre idrosolubili come frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS).

Ulteriori Consigli

  • Se si soffre di stitichezza, bere caffè al mattino può essere utile, poiché questa bevanda stimola la motilità intestinale e favorisce l’evacuazione. Al contrario, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica, è meglio evitare il caffè.
  • Un altro suggerimento per combattere la stitichezza è consumare banane a colazione, preferibilmente non troppo mature, poiché sono ricche di fibre e potassio, che aiutano a regolare la peristalsi intestinale.

Rimedi Farmacologici

Altre volte possono essere utili dei rimedi farmacologici. Una diarrea grave che provoca un inizio di disidratazione, come con il Colera, necessità di integrazione per ripristinare l’apporto necessario di liquidi e correggere lo squilibrio elettrolitico e l’acidosi. In caso di diarrea meno grave ma con sintomi come nausea e vomito posson comunque essere utili soluzioni orale gluco-elettrolitica.

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci.

Prevenzione

Non è sempre possibile prevenire la diarrea, ma è possibile adottare alcuni comportamenti volti a ridurre il rischio e la probabilità di infezioni o contaminazioni alimentari, che possono provocarla.

  • Praticare una buona igiene: Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone dopo aver utilizzato il bagno o preparato e mangiato il cibo.
  • Conservare correttamente gli alimenti: Prestare attenzione alla corretta temperatura di conservazione e/o cottura degli alimenti.
  • Fare attenzione a cosa si beve e si mangia durante i viaggi: Come anticipato, quando si è in viaggio è preferibile evitare l’acqua del rubinetto (sia per bere che per lavarsi i denti) e le bevande servite con i cubetti di ghiaccio. Vanno sempre preferite bibite in bottiglia, sigillate, o liquidi che siano stati bolliti (caffè o tè).

Diarrea del Viaggiatore: Consigli Specifici

La causa principale è l’ingestione di acqua o cibo contaminati (prevalentemente da batteri) durante viaggi in Paesi a rischio. Pertanto si consiglia di non bere mai acqua o bevande fredde non in bottiglia ma di prediligere the e tisane che sono fatte con acqua bollita.

Quali rimedi per la diarrea del viaggiatore? La maggior parte degli episodi di diarrea sono autolimitanti con guarigione in pochi giorni, mantenendosi ben idratati. Sempre su consiglio del proprio medico può essere utile assumere probiotici per ripristinare la flora intestinale.

Quando Consultare un Medico

Se la diarrea non migliora o scompare entro pochi giorni è consigliabile richiedere un consulto medico. Quando la diarrea non è un episodio passeggero, ma al contrario tende a ripresentarsi periodicamente o a essere persistente, è probabile che sia dovuta a disturbi funzionali od organici dell’intestino, in questo caso è necessario fare riferimento al medico di medicina generale o allo specialista gastroenterologo, al fine di avere una diagnosi corretta e intervenire appropriatamente. Nei casi più gravi di diarrea, invece, può rendersi necessaria la valutazione di uno specialista in gastroenterologia.

I medici, in questi casi, dopo aver indagato sulla storia clinica familiare, sulla cronologia dei viaggi e su eventuali contatti con persone infette, possono suggerire ai pazienti di sottoporsi a test o esami specifici per un controllo ulteriore.

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