Perché vado sempre in bagno: cause e possibili soluzioni

In condizioni normali, durante il giorno una persona ha l’esigenza di urinare all’incirca ogni tre-quattro ore. Ma cosa succede quando questa frequenza aumenta significativamente?

Poliuria: quando la produzione di urina è eccessiva

L’abbondanza di urina, scientificamente poliuria, può dipendere dal fatto che si beve più del dovuto. In genere si consiglia di introdurre nel nostro organismo almeno un litro e mezzo-due al giorno, ma capita però di eccedere con i liquidi assunti perché fa molto caldo, perché si ingeriscono cibi particolarmente salati, perché si pratica attività sportiva e si suda molto. L’eccesso di assunzione di liquidi non è di per sé una condizione dannosa per la salute. Il problema è quando la produzione di urina diviene eccessiva.

Cistite

Una delle cause più frequenti di questo fastidioso disturbo è la cistite, infezione della vescica dovuta a batteri che giungono dall’ambiente esterno o dalla regione anale. L’infiammazione che ne deriva provoca un aumento del tono del detrusore, il muscolo che permette lo svuotamento della vescica, e conseguenti contrazioni anomale che provocano la sensazione di dover espellere urina con urgenza.

Diuretici

Una cura a base di diuretici viene prescritta quando si soffre di ipertensione arteriosa.

Diabete

Il diabete è una patologia caratterizzata dal fatto che gli zuccheri presenti nel sangue, quando hanno raggiunto un livello troppo elevato, non riescono più a esser controllati dall’insulina e non vengono quindi trasformati in energia.

Diarrea: quando l'intestino si fa sentire

Si parla di diarrea quando si hanno diversi episodi con emissione di feci acquose, cioè cremose o addirittura liquide nel corso della giornata, in maniera più frequente rispetto al normale. La diarrea è un sintomo comune che può variare da lieve a grave e che, se non trattata, può portare a disidratazione e altre complicazioni. È importante saper distinguere le cause comuni da quelle più gravi che meritano l’opinione di un medico.

Diarrea vs. Dissenteria

Spesso si usano diarrea e dissenteria come sinonimi, ma in realtà indicano due situazioni diverse. La differenza fra diarrea e dissenteria è che la dissenteria è la forma più grave della diarrea perché oltre all’emissione di feci liquide vede anche emissione di sangue, muco o pus.

Tipologie di diarrea

  • Diarrea acuta: se persiste ogni giorno ma per meno di 2 settimane.
  • Diarrea ricorrente: se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico.
  • Diarrea cronica: se è persistente ogni giorno per anche un mese o più.
  • Diarrea del Viaggiatore: la causa principale è l’ingestione di acqua o cibo contaminati (prevalentemente da batteri) durante viaggi in Paesi a rischio.

Cause della diarrea

Da quando abbiamo assunto un alimento, questo ci mette circa 24 ore per trasformarsi in feci. Questo perché la produzione delle feci avviene nell’intestino, che nel complesso è lungo oltre 400 metri quadrati, e ha il compito di assorbire tutte le sostanze utili che non sono ancora state assorbite dalla bocca allo stomaco. Talvolta alcune patologie possono provocare un aumento della cosiddetta peristalsi, le normali contrazioni del tubo intestinale che servono a spingere il cibo verso la parte di intestino chiamata cieco.

  • Diarrea da aumento del carico osmotico: in questo caso si crea diarrea perché rimangono nell’intestino delle sostanze (soluti) che assorbono acqua. Questo avviene in presenza di intolleranza verso alcuni zuccheri, come il lattosio per esempio.
  • Diarrea secretoria: da variazione dell’assorbimento dei liquidi nell’intestino, che solitamente si risolve da sola in pochi giorni. Le infezioni come la gastroenterite dovuta a virus (norovirus e rotavirus), batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, o parassiti, sono la causa più comune di diarrea secretoria. Spesso questo problema insorge perché entriamo in contatto con patogeni a cui il nostro corpo non è abituato, per esempio in viaggio. Si parla a questo proposito di diarrea del viaggiatore.
  • Diarrea da transito intestinale accelerato: l’infiammazione del tratto intestinale, per esempio delle mucose, che riduce il tempo di contatto fra materiale fecale e pareti intestinali funzionali. Le cause più comuni di questo disturbo sono le resezioni del piccolo o grande intestino, l’intervento di resezione gastrica e le malattie infiammatorie intestinali (come la colite).

Sindrome dell'intestino irritabile (colon irritabile)

La sindrome dell'intestino irritabile (colon irritabile) non è una vera e propria malattia, ma un insieme di condizioni fastidiose che si presentano con dolore addominale, che solitamente passa dopo la defecazione, e spesso alterna stipsi e diarrea. Nella sindrome dell'intestino irritabile per esempio si ha dolore addominale nei pressi della defecazione, con cambiamenti sia nella frequenza che nella consistenza delle stesse delle feci, o in entrambi. Tuttavia, questi sintomi da soli non discriminano la sindrome dell'intestino irritabile da altre patologie come le malattie infiammatorie intestinali.

Rimedi per la diarrea

Altre volte la diarrea non passa e possono essere utili dei rimedi farmacologici. Una diarrea grave che provoca un inizio di disidratazione, come con il Colera, necessità di integrazione per ripristinare l’apporto necessario di liquidi e correggere lo squilibrio elettrolitico e l’ acidosi. Si propongono soluzioni da assumere per bocca parenterali contenenti glucosio, cloruro di sodio e cloruro di potassio. In caso di diarrea meno grave ma con sintomi come nausea e vomito posson comunque essere utili soluzioni orale gluco-elettrolitica.

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci.

In tutti i casi di diarrea, compreso il caso della sindrome dell'intestino irritabile, è molto importante l’alimentazione. Non ci sono controindicazioni alimentari: anche con la diarrea si può continuare ad assumere cibi solidi ma soprattutto è bene bere molto. Per capire se si beve abbastanza è sufficiente guardare le urine: devono essere di colore giallo chiarissimo. È bene prediligere alimenti leggeri e facilmente digeribili e ricchi di acqua come brodi, patate bollite, yogurt con fermenti lattici vivi.

Rimedi per la diarrea del viaggiatore

La maggior parte degli episodi di diarrea sono autolimitanti con guarigione in pochi giorni, mantenendosi ben idratati. Sempre su consiglio del proprio medico può essere utile assumere probiotici per ripristinare la flora intestinale. Pertanto si consiglia di non bere mai acqua o bevande fredde non in bottiglia ma di prediligere the e tisane che sono fatte con acqua bollita.

Diarrea cronica

Alle volte, la diarrea sembra "cronicizzare" proprio in concomitanza di alcuni eventi o circostanze ben precisi, siano questi esami, attività lavorative particolarmente stressanti, prestazioni sportive od altro. Dobbiamo dunque distinguere la diarrea cronica vera e propria da quella "psicologica" o prettamente soggettiva. Per definizione, la "diarrea" è un comune disturbo della defecazione che consiste nella rapida emissione di abbondante materiale fecale, dalla consistenza liquida o semisolida. In un soggetto sano, la diarrea cronica può costituire un fastidio, un'abitudine o, nella peggiore delle ipotesi, diventare un serio problema di salute. Molte volte la diarrea cronica dipende strettamente da un'infezione, i cui sintomi si mantengono fino all'eliminazione della fonte. In tal caso, per bloccare la diarrea è necessario - quando possibile - contrastare l'agente infettivo.

Cause di diarrea cronica

  • Batteri: Aeromonas, Clostridium difficile, E.
  • Intolleranze alimentari (es.
  • Malattie autoimmuni e compromissione del sistema immunitario (es.
  • Malattie del pancreas (es.
  • Malattie ereditarie (es.

Diarrea cronica paradossa

Esiste un particolare tipo di diarrea cronica, nota ai più come diarrea cronica paradossa, favorita da un fecaloma. Ricordiamo brevemente che il fecaloma - una massa compatta e dura di feci disidratate che alloggia nel retto-sigma od in altre zone del colon superiore - è uno dei maggiori responsabili di stipsi cronica.

Tenesmo: la sensazione di dover defecare continuamente

La sensazione di dover defecare, o tenesmo, provoca uno stimolo frequente a defecare, anche senza riuscire ad evacuare nulla. Anche con la vescica o l’intestino svuotato, senti ancora il bisogno di defecazione continua. Il corpo, infatti, continua a darti sintomi di pressione, dolore, crampi e sforzi involontari. Non è una condizione normale. Dopo aver fatto i propri bisogni, una persona deve sentirsi rilassata. Ma lo stimolo a defecare nasconde spesso qualche sindrome o problema pregresso.

Inoltre, il tenesmo anale può coinvolgere sia il retto che la vescica. Nel primo caso prende il nome di tenesmo rettale, mentre il secondo caso invece si chiama tenesmo vescicale. In ogni caso, si tratta di una condizione medica sempre curabile e risolvibile.

Cause della sensazione di dover defecare

L’infiammazione intestinale è la causa più comune di tenesmo rettale notturno. Ad esempio, chi soffre di sindrome di Crohn o di colite ulcerosa ha uno stimolo di defecare spesso. In particolare, l’irritazione coinvolge l’intestino basso, nella zona del retto e dell’ano. Perciò il tratto intestinale risulta più gonfio e sensibile, causando danni ai nervi, un impedimento maggiore nel passaggio delle feci e quindi un mal di pancia e continuo stimolo a defecare.

Ci sono altre condizioni mediche che possono provocare la sensazione di dover defecare continuamente, come ad esempio:

  • infezioni sessualmente trasmissibili, come la clamidia
  • endometriosi, se si diffonde nell’intestino
  • polipi e tumori nel colon-retto
  • cancro anale
  • colite
  • diverticolite
  • celiachia
  • ascesso perianale
  • emorroidi
  • stipsi

Lo stimolo di andare di corpo è un tipico sintomo di stitichezza. Soprattutto in questi casi, l’intestino è sempre in moto e tu hai una sensazione di incompleto svuotamento intestinale.

Tenesmo vescicale

Al contrario, la sensazione di andare in bagno e non riuscire a fare la pipì ha altre cause specifiche. In questo caso, i muscoli della vescica rimangono sempre attivi. Tale contrazione dipende da due fattori: un residuo di pipì nella vescica e un‘irritazione dei nervi del tratto urinario.

Le gocce di urina possono rimanere all’interno della zona vescicale come conseguenza di:

  • calcoli
  • vescica neurogena
  • prolasso vescicale
  • cancro alla prostata

Le patologie che irritano la zona della vescica sono:

  • prostatite
  • vaginite
  • cancro alla prostata e alla vescica

Tenesmo rettale terapia

Come spesso accade per condizioni mediche di questo tipo, prima di procedere con un trattamento specifico, è importante isolarne la causa. Perciò vengono svolti una serie di esami approfonditi come l’esame digitale rettale, l’anoscopia e la colonscopia. Dopo aver scoperto l’origine del problema, il Proctologo può procedere con il trattamento più indicato, che può essere mirato a:

  • risolvere la causa e l’infiammazione
  • curare i sintomi che coinvolgono il retto
  • impedire i movimenti muscolari involontari
  • gestire i sintomi dell’eventuale tumore

Frequenza di defecazione normale

Molte persone si interrogano su quale sia la normale frequenza di defecazione, preoccupate che il numero di evacuazioni prodotte sia insufficiente od eccessivo. Alcune persone hanno un atteggiamento quasi maniacale nei confronti di tale aspetto, perché convinte che solo una defecazione quotidiana sia sinonimo di salute.

Nella frequenza di defecazione considerata fisiologica, rientrano dalle tre evacuazioni a settimana alle tre al giorno. Secondo una ricerca condotta nel 2018, gli adulti tendono ad avere movimenti intestinali tra le tre e le 21 volte a settimana. La frequenza di defecazione può variare nel corso del tempo, in relazione a molti fattori, tra cui età, sesso, abitudini dietetiche, esercizio fisico e stile di vita.

Ciò che si mangia e beve può influenzare la digestione. Anche le allergie alimentari e le intolleranze, come quella al lattosio, possono compromettere la funzionalità intestinale, rendendo difficile la digestione di quel particolare alimento a cui si risulta suscettibili.

Alimenti e bevande che influenzano la digestione

Alcune bevande possono stimolare o rallentare la digestione. Il caffè può stimolare i movimenti intestinali. La ricerca evidenzia che il caffè con caffeina può aumentare l'attività nel colon del 60% in più rispetto all'acqua e del 23% in più rispetto al caffè decaffeinato. L'alcol può contribuire sia alla diarrea che alla stitichezza: essenzialmente, l'effetto dipende dal tipo di alcolico assunto e da quanto se ne beve. Gli studi dimostrano che le bevande con più del 15% di alcol tendono a rallentare la digestione e possono causare stitichezza, mentre le bevande con meno alcol, come vino e birra, tendono ad accelerare la digestione e possono causare diarrea.

Altri fattori che influenzano la frequenza di defecazione

  • Ciclo mestruale: Le abitudini intestinali tendono a variare durante il ciclo mestruale. Il dolore addominale e la diarrea erano i sintomi più comuni.
  • Gravidanza: Anche la gravidanza può anche alterare la frequenza con cui si defeca.
  • Esercizio fisico: La mancanza di esercizio fisico può influire sulla regolarità intestinale. I periodi di inattività possono rallentare il sistema digestivo e ridurre il numero di movimenti intestinali giornalieri. L'esercizio fisico può migliorare la digestione aiutando il cibo a muoversi più rapidamente attraverso l'intestino crasso.
  • Farmaci: La stitichezza è un effetto collaterale comune di alcuni farmaci, inclusi antiacidi, antidepressivi, antistaminici, diuretici e integratori di ferro.
  • Condizioni mediche: Alcune condizioni mediche, come il diabete e altre condizioni che coinvolgono i muscoli e i nervi, possono causare stitichezza cronica.
  • Infezioni: Anche le infezioni possono anche modificare le abitudini intestinali. La diarrea del viaggiatore - per esempio - è spesso causata da infezioni batteriche o parassitarie dovute a cibo e acqua contaminati.

Incontinenza fecale

L’incontinenza fecale è un disturbo che si manifesta con l’incapacità di trattenere le feci. Poiché le patologie che risultano associate all’incontinenza fecale sono molte e diverse tra loro, per poter approntare un trattamento è importante capire quale sia la causa dell’incontinenza e agire su questa. È consigliabile quindi consultare il proprio medico di fiducia che saprà consigliare i rimedi adeguati. Se, infatti, in alcuni casi e per alcuni pazienti è indispensabile far ricorso a un intervento chirurgico per risolvere il problema, in molti altri casi (colite, stitichezza) sarà sufficiente modificare l’alimentazione.

È importante ricordare che la frequenza di defecazione è soggettiva e varia da persona a persona. Tuttavia, se si notano cambiamenti significativi nelle proprie abitudini intestinali, è consigliabile consultare un medico per escludere eventuali cause sottostanti.

Condizione Descrizione Possibili cause
Poliuria Eccessiva produzione di urina Eccessiva assunzione di liquidi, diabete, diuretici
Diarrea Emissione frequente di feci liquide Infezioni, intolleranze alimentari, sindrome dell'intestino irritabile
Tenesmo Sensazione di dover defecare continuamente Infiammazione intestinale, infezioni, tumori
Incontinenza fecale Incapacità di trattenere le feci Colite, stitichezza, lesioni muscolari

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