Suicidio in Bagno: Statistiche e Cause in Italia

Il suicidio è un problema complesso e multifattoriale, influenzato da vulnerabilità genetica, dolore psicologico, patologie mentali e fisiche, abuso di sostanze e disturbi della personalità. I soggetti a rischio di suicidio spesso mostrano difficoltà nel pensiero costruttivo e nella risoluzione dei problemi, oltre a possibili alterazioni strutturali o funzionali dell'encefalo.

Spesso il suicidio viene associato a qualcosa di lontano, di estremo, che riguarda persone fortemente depresse o con problemi mentali. Niente di piu' sbagliato. Il suicidio colpisce in modo 'democratico' tutti i livelli della societa'; non ha eta' e nella maggior parte dei casi avviene tra le mura domestiche.

Incidenti Domestici Mortali

Episodi tragici, come la morte di tre giovani vittime di incidenti domestici in pochi giorni, evidenziano i pericoli presenti nelle nostre case. Incidenti legati all'elettricità hanno causato la morte di una ragazza in Calabria e di due fratellini in Svizzera, tutti folgorati nella vasca da bagno.

L'episodio più recente è accaduto domenica sera a Kehrsatz, vicino a Berna: i due bambini di sei e sette anni, somali, sono morti per una scarica elettrica provocata dal phon con cui giocavano mentre facevano il bagnetto insieme. Come informa la polizia cantonale in una nota, i piccoli, gravemente feriti e privi di sensi, sono stati subito tolti dalla vasca dai genitori. Non è ancora chiaro se i bimbi fossero in bagno da soli o no. La Rega, la guardia aerea svizzera di soccorso, chiamata d'urgenza non è riuscita a salvarli: i bambini sono morti entrambi poco dopo in ospedale.

Stesso tragico epilogo per una diciottenne che ha perso la vita venerdì scorso nella sua casa in Calabria, a Mesoraca, nel Crotonese. La giovane stava facendo il bagno e aveva deciso di caricare il suo cellulare con una ciabatta elettrica appoggiata al bordo della vasca. Fatale la caduta della multi presa nell'acqua che ha folgorato la ragazza provocandone la morte. I soccorritori del 118 hanno tentato di rianimarla ma non c'è stato nulla da fare. I carabinieri intervenuti sul posto hanno appurato che il salvavita non avrebbe funzionato correttamente dichiarando che la famiglia, al fine di ridurre i consumi, si era collegata alla fornitura elettrica bypassando il contatore.

Ogni anno, secondo l’ultimo rapporto Eurosafe, in Italia sono circa 3 milioni e 200 mila gli incidenti domestici. Di questi il 6%, ovvero oltre 240 mila, ha cause elettriche, come rilevato dal Censis. Più di 8 milioni sarebbero le case con impianti non a norma. La cucina (38%) è l’ambiente più pericoloso, seguita dal bagno (11,7%). Nel nostro Paese si contano ogni anno quasi 6 mila decessi provocati soprattutto da cadute e scariche elettriche. Queste ultime sono responsabili di quasi un morto al giorno.

Suicidio del Medico: Uno Studio Italiano

Uno studio italiano ha esaminato una casistica di suicidi di medici per identificare fattori di rischio e raccomandazioni preventive. È stato effettuato un esame retrospettivo di 60 suicidi di medici, dal 2009 al 2019, in Italia.

Metodi

È stato effettuato un esame retrospettivo di 60 suicidi di medici, dal 2009 al 2019, in Italia. I dati raccolti vengono presentati secondo il criterio descrittivo delle caratteristiche sociodemografiche delle vittime, dei dettagli sulle modalità di suicidio, più una raccolta di informazioni, ove presenti, su fattori di rischio e condizioni predisponenti.

Sono stati consultati i database PubMed per ottenere i dati più recenti della letteratura sul fenomeno del suicidio in generale e sul suicidio del medico in particolare; i database ISTAT per ottenere i dati più aggiornati riguardanti il fenomeno del suicidio nella popolazione generale italiana; è stata contattata la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e consultato il Ministero della Salute per recuperare informazioni statistiche utili sulla professione del medico in Italia.

Risultati Principali

  • Nel campione in studio prevale il genere maschile (77%, 46 casi) e la fascia d’età tra i 50 e i 69 anni (42 casi, 70%).
  • La maggior parte dei suicidi è avvenuto nel Nord Italia (50%, 30 casi).
  • Tra i casi di cui è nota la specializzazione, il 26% (14 casi) riguarda medici di medicina generale, il restante 74% (39 casi) medici specializzati, con una prevalenza di anestesisti (9%, 5 casi), ematologi (8%, 4 casi), pediatri (6%, 3 casi), psichiatri (6%, 3 casi) e oncologi (6%, 3 casi).
  • Per ciò che concerne il metodo del suicidio, il più utilizzato è la precipitazione (16 casi, 30%), seguito dall’avvelenamento/overdose (13 casi, 24%), arma da fuoco (10 casi, 19%), soffocamento/impiccagione (10 casi, 19%) e ferite autoindotte (4 casi, 8%).
  • Il luogo più frequente del suicidio è in 35 casi la casa (59%), in 11 l’ospedale (18%), un altro luogo nei restanti 14 (23%).

Fattori di Rischio

Sono stati studiati, ove presenti e riportati, eventuali altri fattori di rischio e condizioni predisponenti al suicidio, che sono stati distinti in cinque categorie:

  • Depressione/patologia psichiatrica: riportata in 16 casi (28%);
  • Altra malattia organica: riportata in 5 casi (8%);
  • Problemi correlati al lavoro (stress, burn-out, mobbing, problemi giudiziari correlati al lavoro): riportati in 12 casi (20%);
  • Problemi giudiziari non correlati con la professione medica: riportati in 5 casi (8%);
  • Problemi familiari e relazionali: riportati in 7 casi (12%).

Tabella 1: Distribuzione Geografica dei Suicidi

Regione Numero di Casi Percentuale
Nord Italia 30 50%
Centro Italia 12 20%
Sud e Isole 18 30%

Tabella 2: Specializzazioni Mediche più Frequenti tra i Suicidi

Specializzazione Numero di Casi Percentuale
Medicina Generale 14 26%
Anestesisti 5 9%
Ematologi 4 8%
Pediatri 3 6%
Psichiatri 3 6%
Oncologi 3 6%

Tabella 3: Fattori di Rischio e Condizioni Predisponenti al Suicidio

Fattore di Rischio Numero di Casi Percentuale
Depressione/Patologia Psichiatrica 16 28%
Malattia Organica 5 8%
Problemi Correlati al Lavoro 12 20%
Problemi Giudiziari (non correlati al lavoro) 5 8%
Problemi Familiari e Relazionali 7 12%

Il Suicidio in Carcere

Un altro aspetto preoccupante è il suicidio in carcere, spesso legato a condizioni detentive difficili e alla mancanza di supporto psicologico. I dati recenti mostrano un aumento dei suicidi tra i detenuti, con situazioni particolarmente critiche per gli over 60.

Radicali Italiani, Ass. “Il Detenuto Ignoto”, Ass. “Antigone”, Ass. Ieri è avvenuto il 67° suicidio in carcere dall’inizio dell’anno: siamo sempre più vicini al massimo storico, che risale al 2001 (69 casi). Sabato scorso aveva chiamato la moglie dicendole: “Devo darti una bella notizia: sono arrivate le carte del trasferimento, le aspettavo da quindici giorni. La moglie dichiara: “La direttrice mi ha comunicato che lo hanno trovato impiccato, ma non è vero. Ho visto il corpo all’obitorio del cimitero di Alessandria ha il naso rotto, un livido sotto l’occhio destro, tanti altri lividi sulla schiena, sulla pancia, in faccia. Ha perso sangue dagli occhi e dalle orecchie.

Suicidio Giovanile e Cyberbullismo

Negli ultimi anni, si è registrato un aumento preoccupante dei tentativi di suicidio tra i giovani, spesso collegati a fenomeni come il cyberbullismo e la revenge porn. La storia di Carolina Picchio è un esempio tragico di come le parole e le azioni online possano avere conseguenze devastanti.

Martedi, 10/12/2024 - Non se ne parla abbastanza: in Italia, negli ultimi due anni, si è registrato un aumento del 75 per cento dei casi di tentato suicidio e la fascia di età più coinvolta è quella dei giovanissimi, che registra la media di un tentato suicidio il giorno. Sono i dati dell’Osservatorio suicidi della Fondazione BRF (Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze), dedicata alla prevenzione del suicidio.

Cos’è la revenge porn? Si definisce “revenge porn” (dall’inglese revenge, vendetta) la condivisione di materiale pornografico, in immagini o video, attraverso la rete, con sistemi di messaggistica istantanea, i social network, senza il consenso della persona ritratta e allo scopo di nuocerle, umiliarla o ricattarla.

Dobbiamo al suicidio di Carolina Picchio, avvenuto il 5 gennaio 2013, non ancora quindicenne, la legge 29 maggio 2017, n. 71, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 3 giugno 2017 ed entrata in vigore il 18 giugno 2017. Nel 2013 nessuno ancora conosceva la parola cyberbullismo, ma da quella morte e dalla determinata azione del padre Paolo, il quale, in nome di Carolina nel 2018 creò una Fondazione che fa progetti educativi sull’uso della rete rivolti ai giovani, abbiamo tra le mani l’arma della legge 71 del 2017 a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyber bullismo.

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