La Piazza Idraulica di Palermo: Storia e Architettura di un Sito Industriale Trasformato
La storia della piazza idraulica di Palermo è strettamente legata all'evoluzione industriale della città e alla sua trasformazione in un centro di aggregazione culturale. Questo luogo, un tempo cuore pulsante dell'attività metallurgica siciliana, oggi racconta una storia di innovazione, ingegno e rinascita.
Le Origini della Fonderia Oretea
Nel settembre 1840, i fratelli Sgroi fondarono a Palermo, vicino al fiume Oreto, la "Società Oretea per la fusione d'opere di ferro e bronzo". L'impianto fu immediatamente dotato di una motrice a vapore, destinata ad azionare torni e piallatrici meccaniche. In questa prima installazione, Vincenzo Florio svolgeva la funzione di cassiere e componente del consiglio d'amministrazione.
Con il passaggio alla famiglia Florio, la Fonderia Oretea fu destinata ad affiancarsi complementarmente alle attività armatoriali, fornendo caldaie, pompe ed altre attrezzature utili allo svolgimento della navigazione a vapore. La nascita della Fonderia Oretea segnò l'inizio dell'espansione della metallurgia siciliana dalla dimensione dei piccoli opifici a quella di impianti industriali di dimensioni apprezzabili.
Nel 1844 la sede originaria fu abbandonata in favore di una più grande, realizzata acquistando e adattando una serie di terreni e corpi di fabbrica posti tra l’attuale Via Fonderia Oretea e Via Onorato, a due passi dal vecchio porto della città, dove, in epoca araba, sorgeva, probabilmente, un arsenale.
L'Esposizione Nazionale di Palermo e l'Innovazione Tecnologica
Grazie alla capace direzione di Antonio Michelini, la Fonderia Oretea presentò all'Esposizione Nazionale di Palermo una pressa idraulica da 212 atmosfere, derivata da un modello inglese. Alla successiva Esposizione di due anni dopo, fu possibile presentare la prima macchina a vapore di costruzione interamente siciliana, della potenza di otto cavalli; ed una seconda capace di azionare tutti i macchinari dello stabilimento ad una mostra industriale tenutasi nel 1846.
Dopo tale data, la Fonderia Oretea continuò ad espandere le proprie attività, tanto che nel 1859 la Famiglia Florio fu costretta ad abbandonare le attività legate alla pesca del tonno, per potersi concentrare sull'amministrazione della fonderia e della Società dei battelli a vapore che andava costruendo. Successivamente, con la lavorazione del ferro e della ghisa la Fonderia contribuì allo sviluppo della città Liberty.
L'Architettura e il Restauro
Oggi, all’edificio, tenuto in perfette condizioni strutturali dopo un attento restauro, si accede attraverso un minuscolo giardino, munito di vasca con acqua. Un’ampia arcata immette all’interno di un grande vano, anch’esso sovrastato da arcate con mattoni in tufo che simulano l’antico bugnato.
Da Fonderia a Luogo di Cultura
L’Ex Reale Fonderia alla Cala oggi è un luogo di aggregazione culturale.
Il Contesto Urbano e le Scoperte Archeologiche
A piazza Edison, a pochi metri da via Libertà, si trova un antichissimo pozzo quadrato, largo 12 metri e profondo 22, che in pochi conoscono e la cui origine non è ancora certa. Quando nel 1927 iniziarono i lavori a cura degli architetti Giovan Battista Santangelo e Luigi Epifanio, durante il taglio degli alberi di arance e limoni si scoprì la presenza di questo profondo pozzo quadrato, con lati di 12 metri e una profondità di 22.
Sin dall’antichità, l’area che si sviluppa a nord della vecchia Palermo è stata utilizzata per l’attività dei pirriaturi, ovvero gli operai che lavoravano nelle cave di pietra per estrarre la calcarenite necessaria alla costruzione degli edifici.
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