Ponte del Faggio e la Storia di Bagno di Romagna
Bagno di Romagna è il tempio dello “slow living”, una terra dove le giornate trascorrono al passo dei ritmi lenti scanditi dalla natura che qui regna sovrana. Questo piccolo e grazioso borgo incastonato tra le catene montuose dell’Appennino è famoso per le sue acque termali e la lunga tradizione gastronomica.
La Magia di Bagno di Romagna
Secondo la tradizione locale, gli gnomi sono creature magiche che abitano i boschi e si dice che queste affascinanti creature siano protettrici della natura e dei suoi tesori, custodi di antichi segreti e saggezza. Ma la magia di Bagno di Romagna non si esaurisce con gli gnomi.
Itinerari e Trekking
L’itinerario tematico parte dai giardini pubblici nel centro storico di Bagno di Romagna, presso il ponte sul fiume Savio e si snoda ad anello per circa due chilometri, inerpicandosi su per il Bosco dell’Armina. Inoltre, Bagno di Romagna offre numerose opportunità per gli amanti del trekking. I sentieri che si snodano attraverso i boschi circostanti offrono panorami spettacolari e la possibilità di immergersi completamente nella natura incontaminata del luogo.
Tradizioni Culinarie
La tradizione culinaria di questa regione è ricca di piatti autentici e sapori genuini. L’erbazzone è una torta salata ripiena di verdure, solitamente spinaci o bietole, insaporita da formaggio.
La Passeggiata Lungo il Novecento e la Sorgente del Chiardovo
Pochi altri luoghi sono legati alla storia e all’immagine di Bagno quanto la sorgente del Chiardovo. I frequentatori di quel tempo si trovavano così di fronte alla sorgente che scaturiva da una spaccatura nella roccia che costeggiava il torrente e potevano gustarne, infine, la freschezza e le proprietà salutari.
Sarà solo nei primi anni Trenta che l’Amministrazione comunale si porrà l’obiettivo di realizzare una comoda strada per raggiungere la sorgente del Chiardovo, sempre più frequentata, attraverso un percorso in gran parte diverso rispetto alla mulattiera sino ad allora utilizzata. Il progetto, realizzato nel 1935 dal tecnico comunale, geometra Leo Bartolini, prevedeva anche la realizzazione di una fonte in pietra arenaria nella quale far confluire, per caduta, le acque della sorgente.
Nei documenti dell’epoca si legge: «la strada del “Chiardovo” ha una larghezza di m 2.50 e una lunghezza di m 621; serve per alacciare [sic] il paese di Bagno di Romagna (antica e rinomata stazione termale) alla “Fonte del Chiardovo” (sorgente d’acqua debolmente solforosa per idrogeno solforato e solfuri alcalini - serve per nebulizzazioni, purga, acqua da tavola e inalazioni), meta quest’ultima di passeggiate pomeridiane della immensa colonia estiva di bagnanti che trovano nella freschissima acqua linfa benefica ai loro molteplici mali».
I lavori, assunti dall’Impresa Costruttrice “Cooperativa di lavoro Cesare Battisti” di S. Piero in Bagno, iniziarono ufficialmente il 3 maggio 1935 e si protrassero per circa un anno. Come attestò il geometra Bartolini nella conclusiva “Relazione sommaria” del 24 giugno 1936, il costo delle opere fu di L. 92.736,43 e comportò l’impiego di «giornate lavorative di operai n° 4081».
Il 26 luglio 1936 la strada e il fontanile furono inaugurati e poi benedetti da don Antonio Mosconi, un giovane sacerdote bagnese che proprio quel giorno aveva celebrato la sua prima messa. Da quel momento la passeggiata al Chiardovo diverrà sempre più una consuetudine per i turisti che frequenteranno nel tempo Bagno di Romagna.
Le immagini fotografiche ed i documenti che seguono sono testimonianze di questa lunga storia. La mostra fotografica è stata esposta fra l’estate e l’autunno del 2023 lungo la passeggiata del Chiardovo, offrendo così ai visitatori la rara possibilità di confrontare coi propri occhi il passato ed il presente. Riproduciamo qui tutti i materiali della mostra, con alcuni documenti ed immagini aggiuntive che, per motivi di spazio, non avevano trovato posto nell’esposizione originaria.
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