Precarico Molla Idraulico: Funzionamento e Regolazione nelle Sospensioni Moto
Le regolazioni che interessano la parte ciclistica della moto, e quindi anche le sospensioni, vanno eseguite lavorando in maniera graduale, con il massimo ordine e prendendo nota, passo dopo passo, di ciò che viene fatto. Di norma si inizia con la regolazione del precarico. Come noto, esso è legato direttamente all’accorciamento della molla rispetto alla sua lunghezza “libera”, cioè quella che aveva prima della installazione nell’ammortizzatore (o nella forcella). Un maggiore accorciamento significa che occorre una forza più elevata per fare iniziare la compressione della sospensione.
Cos'è il Precarico?
Il precarico non agisce sull’idraulica ed è legato direttamente all’accorciamento della molla rispetto alla sua lunghezza “libera”, cioè senza alcuna sollecitazione. In sostanza agendo sul registro cambiamo la forza da vincere per fare iniziare la compressione. Aumentando il precarico le sospensioni si comprimono meno sotto il peso della moto e del pilota, in altre parole aumenta l’altezza dell’assetto; diminuendo il precarico le sospensioni invece si comprimono di più, abbassando l’assetto.
Per chiarire le cose facciamo un esempio-limite, con valori numerici comprensibili. Prendiamo la molla di una sospensione posteriore avente una caratteristica elastica di 10 N/mm che, quando viene precaricata, subisce un accorciamento di 10 mm. Con l’ammortizzatore perfettamente libero (cioè, come si trova in magazzino o sul banco di lavoro, senza alcun peso gravante su di esso) la molla agirà cercando di estenderlo, ma senza ovviamente riuscirvi, con una forza di 100 N. Per fare iniziare la compressione della molla occorrerà quindi superare tale forza. Sotto un carico di 250 N la lunghezza della molla così precaricata subirà una riduzione di 150 mm. Agiamo poi sull’apposito registro in modo da portare l’accorciamento iniziale a 15 mm, aumentando così il precarico. La lunghezza dell’ammortizzatore perfettamente libero rimane invariata, ma la forza da vincere per fare iniziare la compressione diventa di 150 N. E’ quindi chiaro che impartendo alle molle un maggiore precarico, le sospensioni si comprimono meno, sotto il peso della moto e del pilota.
Come Regolare il Precarico
Per regolare il precarico all’avantreno, si utilizzano gli appositi registri dei quali sono dotate le moderne forcelle; al retrotreno si interviene invece sul registro della molla dell’ammortizzatore, che può essere del tipo a ghiera o del tipo idraulico. Ad esempio, variando il precarico della sospensione posteriore è possibile modificare l’avancorsa e l’inclinazione del cannotto di sterzo, con le relative conseguenze sul comportamento della moto.
Per regolare il precarico delle molle in modo da portarlo al valore ottimale conviene rilevare gli abbassamenti che le sospensioni subiscono sotto il peso della sola moto e sotto quello del complesso moto+pilota. Come riferimento si prendono quindi due distanze “a vuoto”, che si misurano disponendo la moto con entrambe le ruote sollevate dal suolo. Per quanto riguarda la sospensione anteriore, si misura quella tra l’asse ruota (o il margine del piedino) e l’estremità inferiore del fodero della forcella. Si dispone poi la moto, sempre verticale, con entrambe le ruote poggiate al suolo. Le sospensioni si comprimeranno leggermente. Per calcolare l’entità di questo abbassamento (spesso detto static sag) basta effettuare due misure esattamente analoghe alle precedenti. Per ciascuna di esse (anteriore e posteriore) la differenza tra la distanza misurata con la moto sollevata da terra e quella rilevata con le ruote poggianti al suolo costituisce l’abbassamento statico.
Successivamente si ripetono le due misure, ma con il pilota in sella e nella posizione che assume durante la guida. È evidente che un maggiore precarico determina un minore abbassamento e viceversa.
Idealmente le regolazioni dovrebbero essere tali da consentire lo sfruttamento di quasi tutta l’escursione molleggiante della sospensione. Per quanto riguarda la forcella, affidabili indicazioni in questo senso possono essere ottenute facendo ricorso semplicemente a una fascetta in plastica, tipo quelle che si impiegano per i cablaggi elettrici. Basta stringere la fascetta attorno a una canna della forcella, subito sotto il paraolio del fodero. Non si deve stringere con troppa forza. Basta che la fascetta rimanga ferma ma che al tempo stesso possa venire spostata dal fodero lungo la canna durante la compressione della sospensione. Si fa quindi un giro sulla moto, su un percorso e con un tipo di guida analoghi a quelli più impegnativi che si possono ipotizzare nel successivo impiego. Al termine, si controlla la posizione nella quale è stata portata la fascetta. Lo spostamento corrisponde alla escursione della sospensione che è stata effettivamente utilizzata, ovvero indica la compressione che la forcella ha subito nelle situazioni più severe incontrate durante la prova.
Valori Indicativi di Static Sag e Rider Sag
In linea puramente indicativa, e tenendo anche conto del fatto che ci sono discordanze tra le varie fonti:
- Lo static sag anteriore delle moto stradali (sportive da 600 cm3 in su) dovrebbe essere compreso tra 15 e 30 mm e il rider sag tra 35 e circa 50 mm.
- Al posteriore il rider sag dovrebbe rientrare in un range che va da 25 a 40 mm.
Intervenire sulle regolazioni, laddove è possibile, ci permetterà di adattare l’assetto della nostra moto alle nostre esigenze. Qualunque sia il peso del pilota, quando è in sella alla moto questa deve abbassarsi un po’ (circa 30mm) ma non troppo. Bisogna assicurarsi che la maggior parte della corsa della sospensione sia disponibile mentre si guida.
Se in cima agli steli (sul “tappo”, per intenderci) c’è un grosso dado esagonale dotato di tacche di riferimento, allora è possibile intervenire sul precarico della sospensione per regolare l’altezza dell’assetto. Con l’ausilio di una bussola e di un cricchetto (acquistabili dal ferramenta oppure online), è possibile avvitare l’esagono di modo che questo, abbassandosi, vada a comprimere e quindi a precaricare la molla interna allo stelo. Al contrario, svitandolo è possibile scaricare al massimo l’estensione della molla.
Valgono le stesse considerazioni fatte per l’anteriore ma, in questo caso, troveremo una ghiera filettata che necessita di un'apposita chiave per essere avvitata/svitata. In altri casi il precarico si può regolare tramite un comodo pomello.
Altri Aspetti Importanti
Oltre al precarico, ci sono altre regolazioni che influenzano il comportamento delle sospensioni, come l'idraulica in compressione ed estensione. Le regolazioni dell’idraulica sono le più delicate, sbagliarle significa rendere il comportamento della moto poco prevedibile e peggiorare la tenuta di strada, per questo vanno fatte per gradi, meglio con i consigli di un esperto che vi possa guida nella scelta del miglior bilanciamento.
È fondamentale testare il comportamento su strada, per apprezzare o correggere il nostro set-up base. Per questo motivo vi invitiamo, qualora non aveste sufficiente “tatto” per poter comprendere le reazioni del mezzo, a rivolgervi a un esperto. Solo in questo modo (dopo aver “giocato” un po’ con le regolazioni possibili) sarà possibile ottenere il compromesso ideale per il proprio stile di guida e il proprio utilizzo.
Una serie di considerazioni, queste, che valgono fin dove non interviene l’elettronica: infatti le moto dotate di sospensioni a gestione elettronica, dispongono di sistemi che permettono di selezionare manualmente differenti tarature impostate dal costruttore. I sistemi più evoluti detti intelligenti invece adattano la taratura automaticamente in base al tipo di guida e di percorso.
Tabella Riepilogativa dei Valori di Sag Consigliati
| Tipo di Sag | Moto Stradali (Anteriore) | Moto Stradali (Posteriore) |
|---|---|---|
| Static Sag | 15-30 mm | N/A |
| Rider Sag | 35-50 mm | 25-40 mm |
Ricordati: regolare la sospensione modifica la velocità alla quale la sospensione scende (si comprime). Si regola con una rotella (di solito blu con l'indicazione CHARGER o COMPRESSION) sul lato destro della T della forcella.
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