Pressione di Prova Idraulica PED: Guida alla Sicurezza delle Attrezzature a Pressione
La sicurezza di apparecchi e attrezzature in pressione, come generatori di vapore, tubazioni, recipienti e accessori, è di fondamentale importanza. L'Unione Europea ha uniformato le legislazioni nazionali con le direttive PED (Pressure Equipment Directive), come la direttiva 97/23/CE e la più recente Direttiva 2014/68/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione.
Una recente Prassi di riferimento, la UNI/PdR 55:2019 dal titolo “Linee guida per l’applicazione delle raccolte ISPESL VSR-VSG-M-S nell’ambito della Direttiva 2014/68/UE”, fornisce delle linee guida per “rendere applicabili le raccolte ISPESL VSR, VSG, M ed S (revisione 1995) in conformità ai requisiti essenziali di sicurezza definiti dalla direttiva 2014/68/UE (PED)”.
La prassi di riferimento non è una norma nazionale, ma è un documento pubblicato da UNI che raccoglie prescrizioni relative a prassi condivise all'interno dell’Inail che ha firmato un accordo di collaborazione con UNI.
Le raccolte ISPESL trattano:
- La verifica della stabilità dei recipienti in pressione (Raccolta VSR).
- La verifica della stabilità dei generatori di vapore d’acqua (Raccolta VSG).
- L’impiego dei materiali nella costruzione degli apparecchi e sistemi in pressione (Raccolta M).
- L’impiego della saldatura nella costruzione e riparazione degli apparecchi e sistemi in pressione (Raccolta S).
Le Nuove Prassi di Riferimento in Materia di Apparecchi a Pressione
La prassi di riferimento UNI/PdR 55:2019 indica che le raccolte ISPESL VSR, VSG, M ed S sono specifiche tecniche applicative del Decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale 21 novembre 1972 “Norme per la costruzione degli apparecchi a pressione”.
Tali specifiche tecniche sono state cogenti, sino al 29 maggio 2002, ai fini dell’omologazione degli apparecchi a pressione da parte dell’ISPESL. Pertanto, le raccolte hanno costituito il riferimento obbligatorio in Italia, ai fini dell’immissione sul mercato di attrezzature a pressione, sino all’introduzione della direttiva 97/23/CE (PED - Pressure Equipment Directive), recepita con il D.Lgs. 93/2000.
A partire dal 2002 le raccolte sono state utilizzate come riferimento nei casi di riqualificazione PED di attrezzature immesse sul mercato prima del 29 maggio 2002, in quanto originariamente progettate e costruite sulla base di tali codici. Inoltre, le raccolte hanno continuato ad essere applicate come codici di progettazione e costruzione di nuove attrezzature marcate CE, in quanto, in base alla PED, i fabbricanti hanno la facoltà di far riferimento, oltre che alle norme armonizzate, anche a specifiche tecniche diverse, a condizione che siano rispettati i requisiti essenziali di sicurezza previsti nell’Allegato I della direttiva.
Queste raccolte risultano tuttora utili per la fabbricazione di attrezzature a pressione non coperte dalle norme armonizzate (per esempio attrezzature in ghisa lamellare, rame/leghe di rame, titanio/leghe di titanio e materiali non metallici).
Scopo e Applicazione delle Linee Guida
Nel 2003, il CTI (Comitato Termotecnico Italiano) con la partecipazione dell’ISPESL, dei rappresentanti di costruttori, utilizzatori, organismi notificati e ispettorati degli utilizzatori operanti in Italia, ha elaborato e pubblicato il documento R-02 “Raccomandazioni del CTI per l’uso delle Raccolte ISPESL Rev. 95, nell’ambito della Direttiva 97/23/CE”, per consentire agli operatori di applicare le Raccolte ISPESL nel rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza della PED. Le raccomandazioni CTI sono state revisionate nel 2005.
Le linee guida presentate ora riprendono i contenuti del documento R-02, aggiornandoli in base ai RES (Requisiti Essenziali di Sicurezza) definiti dalla nuova direttiva PED 2014/68/UE e tenendo conto dei cambiamenti normativi intervenuti.
La prassi di riferimento fornisce specifiche linee guida per “rendere applicabili le raccolte ISPESL VSR, VSG, M ed S (revisione 1995) in conformità ai requisiti essenziali di sicurezza definiti dalla direttiva 2014/68/UE (PED). Le linee guida, in combinazione con le Raccolte ISPESL, possono essere utilizzate come riferimento per assicurare la conformità alla PED nella progettazione e costruzione di attrezzature a pressione e insiemi”.
Queste linee guida possono essere utilizzate ai fini della valutazione della conformità secondo la direttiva 2014/68/UE di attrezzature progettate e/o fabbricate secondo le raccolte ISPESL VSR, VSG, M ed S e immesse sul mercato prima del 29 maggio 2002. Inoltre, possono essere considerate come corretta prassi costruttiva per le attrezzature che ricadono nell’ambito dell’art. 4, c. 3 della PED, nonché, limitatamente agli aspetti tecnici, al di fuori dell’ambito di applicazione della PED.
Adeguamento Relativo alla Prova di Pressione
Per i soli recipienti o generatori progettati con efficienza di saldatura maggiore o uguale a 0,85, la pressione di prova idraulica dovrà essere eseguita utilizzando, per ogni recipiente o generatore di vapore, il più basso dei valori ottenuti applicando a ciascuna membratura principale degli stessi una formula riportata nella prassi.
Nel caso di recipienti o generatori progettati con efficienza di saldatura inferiore a 0,85, deve invece essere applicato il più elevato dei valori ottenuti applicando sempre tale formula a ciascuna membratura principale. In ogni caso, la pressione di prova non può essere inferiore a: 1,43 x Pressione di Progetto.
Nella determinazione della pressione di prova idraulica si deve inoltre tenere in debito conto la resistenza in prova di eventuali collegamenti mandrinati. In particolare, nel caso di generatori di vapore del tipo a tubi di fumo dotati di tubi collegati alle piastre tubiere unicamente a mezzo di mandrinatura, non è necessario superare la pressione di prova idraulica minima calcolata con la formula precedente, sempre che l’efficienza di saldatura di tutti i giunti saldati dell’apparecchio sia almeno pari a 0,85.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta molte altre indicazioni e specifiche riguardo alla prova di pressione.
Obblighi del Datore di Lavoro e Verifiche Periodiche
I doveri del Datore di Lavoro sono indicati nel D.Lgs. 81/2008 e nel Decreto tematico specifico D.M. 329/2004. Tutte le installazioni degli impianti a pressione che fanno riferimento a quest’ultima legge devono essere segnalate, comunicate e denunciate all’INAIL e verificate periodicamente.
Le verifiche includono:
- Dichiarazione di messa in servizio
- Verifica di primo impianto
- Verifiche di riqualificazione periodica
Dichiarazione di Messa in Servizio
La Dichiarazione di messa in servizio è obbligatoria per tutti i recipienti semplici a pressione con volume V superiore a 25 litri (se PS superiore a 12 bar) oppure con volume V superiore a 50 litri (se PS inferiore a 12 bar).
La Dichiarazione deve essere trasmessa all’INAIL e all’ASL competente per territorio con un fascicolo tecnico che contiene:
- Elenco delle singole attrezzature, con i rispettivi valori di pressione, temperatura, capacità e fluido di esercizio
- Schema di impianto
- Relazione tecnica con le condizioni d’installazione e di esercizio, le misure di sicurezza, protezione e controllo adottate
- Dichiarazione attestante che l’installazione è avvenuta in conformità a quanto indicato nel manuale d’uso e di manutenzione
- Verbale della verifica, dove è applicabile
- Elenco dei componenti che operano in regime di scorrimento viscoso o sottoposti a fatica oligociclica
Verifica di Primo Impianto
Le attrezzature o gli insiemi a pressione che rientrano nel campo di applicazione del DM 329/2004, quando vengono installati e assemblati dall’utilizzatore sull’impianto, sono soggetti a verifica per la messa in servizio.
La verifica deve essere richiesta dal Datore di Lavoro all’INAIL e consiste in un controllo del funzionamento in sicurezza di attrezzature e insiemi, ma anche in un accertamento della loro corretta installazione in conformità alla normativa vigente e al manuale d’uso fornito dal fabbricante.
Verifiche di Riqualificazione Periodiche
Tutti i sistemi e le attrezzature a pressione possono continuare a essere tenuti in esercizio solo se sono sottoposti alle verifiche di riqualificazione periodiche. Sono obbligatorie per tutti i recipienti soggetti a corrosione e per tutti quelli non soggetti a corrosione.
Esempio di tabella riassuntiva:
| Tipo di Verifica | Frequenza | Responsabilità | Normativa di Riferimento |
|---|---|---|---|
| Dichiarazione di Messa in Servizio | Una Tantum | Datore di Lavoro | D.M. 329/2004 |
| Verifica di Primo Impianto | All'installazione | Datore di Lavoro | D.M. 329/2004 |
| Verifiche di Riqualificazione Periodiche | Periodica (in base alla tipologia di attrezzatura) | Datore di Lavoro | D.M. 329/2004, D.Lgs. 81/2008 |
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