Prova Impianti Idraulici: Normativa e Certificazioni in Italia
La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio. Ma cosa significa esattamente “conformità” e perché è così essenziale?
Normative di Riferimento
Dal primo decreto che regola la posa, conformità quindi idoneità degli impianti idraulici:
- D.P.R. 22 dicembre 1970 n.
- LEGGE 6 dicembre 1971 n.
- D.M.
- Norme integrative del regolamento approvato con regio decreto 12 maggio 1927, n.
- D.M.
- D.M. Norme di sicurezza per la progettazione, la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di g.p.l.
- D.M.
- D.M. 16 maggio 1987 nr.
- LEGGE 5 marzo 1990 n.
- D.P.R. 6 dicembre 1991 n.
- Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n.
- Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola d’arte di cui all’art. 7 del regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, recante per la sicurezza degli impianti.
- D.P.R. 26 agosto 1993, n. Regolamento recante norme per la progettazione (dimensionamento), l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n.
- Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni in materia di contenimento del consumo di energia negli edifici.
- D.M. Approvazione dei modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, N.
- CIRCOLARE 12 aprile 1994 n. Art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici.
- D.P.R. 18 aprile 1994 nr.
- D.P.R. 15 novembre 1996 nr.
- D.P.R. 15 novembre 1996 nr. Autorimesse e locali di installazione di impianti termici alimentati a gas metano di portata nominale non superiore a 35 kW.
- D.P.R. 13 maggio 1998 nr.
- Legge 1 Marzo 2002 nr. "Legge Comunitaria 2001" la quale (all'Art.
- D.P.C.M.
- D.M. Aggiornamenti agli allegati F e G del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
- Sempre per parametri di pulizia e manutenzione di acqua potabile sanitaria e acqua tecnica per impianti termici (impianti a circuito chiuso come ad es.
- Legge 5 gennaio 1996, n. 25 - Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio 1996, n.
Per definizione ogni idraulico deve poter essere in grado, oltre che svolgere bene il proprio lavoro, di poterlo certificare.
- Impianti a gas di petrolio liquefatti per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione.
- Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale.
La Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10 giugno 2009, ha pubblicato l'adeguamento D.P.R. del 2 aprile 2009 n.
Lo scaldabagno elettrico ha bisogno di certificazioni di installazione, deve quindi godere del corretto allacciamento alla rete idrica secondo le normative idrauliche di cui la Legge 46 del 1990.
La sigla "DURC" corrisponde a: Documento Unico Regolarità Contributiva.
Il Durc quindi certifica la regolare situazione contibutiva dell'impresa e ne dichiara la attuale situazione di pagamenti effettuati ad enti come INPS, INAIL e Casse Edili.
“Siamo una ditta di idraulici. Attualmente le prove di tenuta su impianto idrico e impianto a pavimento vengono effettuate con aria anziché con acqua.
Il collaudo degli impianti idrici è regolato dalle UNI 9182:2014 “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda. Progettazione, installazione e collaudo” e dalla UNI 806-4:2011 “Specifiche relative all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano” a cui si rimanda per una presa visione integrale. La UNI 9182:2014 all’art. 26 Collaudo rimanda alla UNI 806-4:2011 con gli art. 26.2.1 sia per l’acqua fredda e con l’art 26.2.2 sia per l’acqua calda. La UNI 806-4:2011 alla “Messa in servizio” punto 6.1.1 specifica che “la prova può essere eseguita sia con acqua sia utilizzando, ove consentito dalle regolamentazioni nazionali, aria a bassa pressione senza olio e pulica o gas inerti”.
Cos'è la Certificazione di un Impianto Idraulico?
La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. Da un punto di vista tecnico la conformità si riferisce al fatto che l’impianto idraulico dell’edificio è stato progettato, installato e manutenuto in modo tale da rispettare tutte le normative, le direttive e le specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti. Questo include il rispetto delle leggi locali e nazionali che regolano le installazioni idrauliche, nonché il rispetto di standard di sicurezza e funzionalità rigorosi.
La certificazione attesta che l’impianto idraulico è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e che soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici. Ciò garantisce un alto livello di sicurezza per gli utenti dell’edificio e previene potenziali problemi legati all’idraulica, come perdite d’acqua, malfunzionamenti o situazioni pericolose.
Importanza della Certificazione
La certificazione per l’impianto idraulico è la testimonianza tangibile che l’impianto è stato realizzato con professionalità e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. È anche una garanzia di qualità per chi acquista o affitta un immobile, poiché può essere certo che l’impianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.
In sintesi, la certificazione per l’impianto idraulico è un documento cruciale che sottolinea l’impegno per la sicurezza e la qualità nell’ambito delle installazioni idrauliche. È la prova tangibile che un edificio è dotato di un impianto idraulico che rispetta le leggi e le norme, offrendo tranquillità e sicurezza sia per i proprietari che per gli utenti dell’edificio.
Quando è Richiesta la Certificazione?
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- Installazione di un nuovo impianto: ogni volta che viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, è necessaria una certificazione per garantire la conformità alle normative.
- Modifiche o ampliamenti: se si apportano modifiche significative a un impianto esistente o se si espande l’impianto, è richiesta una certificazione.
- Manutenzione straordinaria: anche gli interventi di manutenzione straordinaria richiedono una certificazione per assicurare che le riparazioni siano effettuate correttamente.
- Allacci di nuove utenze: quando si collegano nuove utenze all’impianto idraulico di un edificio, è necessaria una certificazione.
Come Ottenere la Certificazione
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- Progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali.
- Materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
- Sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
- Certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Dichiarazione di Conformità
Secondo il D.M. 37/08 l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico. La rilascia al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto. Gli impianti idrici devono essere realizzati dalle imprese secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.
Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.
Della dichiarazione di conformità fanno parte integrante:
- la relazione tipologica dei materiali utilizzati;
- il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento dell’impianto, redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, in alcuni casi specificati nell’art. 5 comma 2 del D.M. 37/08.
Dichiarazione di Rispondenza
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa non sia stata prodotta o non sia più reperibile, viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno 5 anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, dopo sopralluogo ed accertamenti, oppure per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2 del D.M. 37/08, da un soggetto che ricopre da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.
Normativa UNI
Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806: “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”. La norma specifica i requisiti e fornisce indicazioni su progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici.
- UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”. Questa normativa fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano.
- UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”. La norma si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
Rischi e Sanzioni
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici. I rischi maggiori sono:
- Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
- Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
- Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
- Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
- Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.
Sicurezza nelle Prove di Pressione
Generalmente la prova a pressione “viene condotta impiegando un fluido allo stato liquido (prova idraulica)”, ma in alcuni casi “il riempimento con liquido può arrecare pregiudizio alla stabilità o all’esercizio dell’attrezzatura, oppure può introdurre ulteriori rischi non eliminabili (ad esempio la vicinanza di linee ad alta tensione)”. E pertanto “la prova idraulica può essere sostituita con prova pneumatica mediante l’utilizzo di un fluido allo stato gassoso”, ma anche in questo caso sono presenti diversi rischi per la sicurezza.
Rischi Prove Idrauliche e Pneumatiche
In sede di esercizio, “l’allestimento di una prova idraulica può essere estremamente problematico in quanto, preliminarmente alla prova di pressione, è necessario valutare l’idoneità e la stabilità delle strutture di supporto rispetto al peso dell’acqua di riempimento, svuotare e bonificare l’attrezzatura; successivamente alla prova sarà inoltre necessario smaltire il fluido utilizzato, eliminare l’umidità residua per evitare l’innesco di fenomeni di corrosione, ecc”. E queste problematiche “tendono a divenire sempre più critiche con l’aumentare della capacità dell’attrezzatura”.
Per questi motivi ragioni “è molto frequente optare per una prova di pressione con gas (o pneumatica) utilizzando, se possibile, lo stesso fluido contenuto nell’attrezzatura”.
In tal modo “si evitano la maggior parte dei rischi prima menzionati ma, per contro, se ne introducono di nuovi quali ad esempio la maggiore pericolosità di questo tipo di test (energia potenziale notevolmente superiore rispetto alla prova di pressione idrostatica a parità di temperatura e pressione, possibile fuoriuscita di fluidi tossici, esplosivi, infiammabili, comburenti) unitamente alla necessità di monitoraggio con altri metodi di Controllo Non Distruttivo (CND) al fine di migliorarne il grado di affidabilità”.
Raccomandazioni Generali per la Sicurezza
- È opportuno che la prova a pressione sia condotta in un luogo sicuro, idoneo allo scopo.
- Nel caso in cui non sia possibile proteggere la postazione di lavoro con barriere, gabbie o altri mezzi adeguati occorre verificare che la procedura di prova faccia riferimento ai rischi specifici del caso e alle relative misure da intraprendere per la loro eliminazione o mitigazione.
- Quando la prova prevede valori elevati di pressurizzazione tali da non poter individuare un luogo sicuro nelle immediate vicinanze dell’attrezzatura stessa, la prova dovrebbe essere monitorata da una postazione remota con adeguati strumenti di registrazione del tempo e della pressione.
- La pressione di prova deve essere applicata gradualmente per evitare shock all’attrezzatura sottoposta a prova; il manometro di controllo della pressione dovrebbe essere visibile dalla postazione dell’operatore addetto alla pressurizzazione.
- Non sottoporre a urti l’attrezzatura durante la prova di pressione (ad esempio colpendola con un martello).
Precauzioni Specifiche per la Prova Idraulica
- Quando l’acqua viene utilizzata come fluido di prova, la temperatura durante il test non deve essere inferiore a 7 °C per evitare la possibilità di danni provocati dalla bassa temperatura.
- Attrezzatura sottoposta a prova deve essere completamente riempita con il fluido da utilizzare come mezzo di prova.
- L’effetto del peso del fluido di prova sull’attrezzatura sottoposta a test e qualsiasi struttura o fondazione di sostegno devono essere presi in considerazione in modo particolare.
Precauzioni Specifiche per la Prova Pneumatica
- A causa del potenziale dovuto agli alti livelli di energia immagazzinata, il volume interno di tutti i componenti da sottoporre a test pneumatici deve essere ridotto al minimo isolando determinate sezioni o testando i componenti singolarmente.
- Quando l’ attrezzatura sottoposta a prova ha un volume considerevole, è necessario prendere in considerazione gli effetti delle onde d’urto e della proiezione di parti o frammenti di attrezzatura o suoi accessori in caso di guasto catastrofico.
- Il riempimento e lo svuotamento delle parti o dei componenti dell’attrezzatura sottoposta a test deve essere controllato per evitare la possibilità di frattura fragile locale a causa del raffreddamento da efflusso.
Chi non può certificare.. L'ente I.V.A.S.S. Decreto Legislativo N.37 del 2008 Art. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Sono comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
Il testo degli articoli 8, 14 e 16 della legge 5 marzo 1990, n.46, sopracitata, recante le Norme per la sicurezza degli impianti idraulici è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 marzo 1990, n.
Per la violazione in merito all'articolo 10 della suddetta legge consegue, a carico del committente o del proprietario, una sanzione amministrativa che va da € 50 ad € 500, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 15.
Alla violazione delle altre norme della stessa legislazione, una sanzione amministrativa da circa € 500 a € 5.000, secondo le modalità previste dal medesimo regolamento di attuazione, ossia la sospensione delle imprese dal Registro imprese o dall'Albo di cui all'articolo 2, comma 1, e dei provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi, dopo la terza violazione delle norme relative alla sicurezza degli impianti, nonchè gli aggiornamenti dell'entità delle sanzioni amministrative di cui al comma 1.
Dimensionamento Impianti Idraulici
Come si progettano e come si installano gli impianti idrici per l’acqua potabile?
Analisi della Norma UNI EN 806
La norma UNI EN 806 fornisce le “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano“.
La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all’interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici, ma all’interno degli immobili.
Si riferisce, quindi, al sistema di tubi, accessori e apparecchiature installati per l’approvvigionamento di acqua potabile.
Essa è divisa in 5 parti:
- Generalità;
- Progettazione;
- Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato;
- Installazione;
- Esercizio e manutenzione;
Parte 1 UNI EN 806: Le Generalità
Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nell’assicurare che:
- Sia evitato il deterioramento della qualità dell’acqua nell’impianto.
- La portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua).
- L’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualità fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo.
- Tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata.
- La manutenzione dell’impianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita.
- I livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile.
- Siano evitati la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto.
Parte 2 UNI EN 806: La Progettazione
La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all’interno di edifici e per le tubazioni all’esterno degli stessi, ma dentro le proprietà e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni. Si applica a prescindere che l’acqua sia approvvigionata da un soggetto erogatore pubblico o privato.
Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:
- Gli impianti di acqua potabile chiusi (tipo A).
- Gli impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B).
I suddetti impianti possono essere abbinati. Bisogna progettare l’impianto in modo tale da:
- Evitare sprechi, consumi eccessivi, usi impropri e contaminazioni dell’acqua.
- Evitare una velocità eccessiva, basse portate e aree di ristagno.
- Permettere l’approvvigionamento idrico a tutte le singole uscite, tenendo conto della pressione, della portata, della temperatura dell’acqua e dell’uso dell’edificio.
- Evitare l’intrappolamento di aria durante il rifornimento e la formazione di sacche d’aria durante il funzionamento dell’impianto.
- Non causare pericolo o arrecare disturbo a persone e animali domestici né danneggiare edifici e beni contenuti in essi.
- Evitare danni e impedire che la qualità dell’acqua sia influenzata dall’ambiente locale.
- Facilitare l’accesso alle apparecchiature e gli interventi di manutenzione sulle stesse.
- Evitare collegamenti incrociati.
- Ridurre al minimo la generazione del rumore.
Parte 3 UNI EN 806: Il Dimensionamento
La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio). Il sistema di alimentazione di un impianto idrosanitario deve essere dimensionato in base alle portate massime probabili: le portate di progetto, ossia le portate derivate dai rubinetti che possono essere aperti in simultanea. Le portate di progetto dipendono da una serie di fattori, come ad esempio il numero e la funzione degli apparecchi sanitari da servire.
Per poter dimensionare le tubazioni bisogna prendere in considerazione:
- La tipologia dell’impianto.
- Le condizioni di pressione.
- Le velocità di flusso.
Parte 4 UNI EN 806: L'Installazione
La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalità che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza d’uso e rispetto dell’ambiente.
Parte 5 UNI EN 806: La Manutenzione
La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni. Per poter agevolare queste operazioni è necessario che le informazioni pertinenti all’impianto siano sempre disponibili. La documentazione del fabbricante deve essere disponibile, conservata e seguita.
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